GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE…
IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI… DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ)
Strategia politica? Incidente voluto? Quale che sia stato il fattaccio, ora Giorgia Meloni è
furiosa, perché il voto boomerang sull’emendamento che reintroduceva le preferenze, finito con la maggioranza che va sotto per un punto, era imprevisto. Non imprevedibile, però.
La Ducetta era convinta di aver trovato un accordo con Salvini e Tajani: il primo l’ha avuta vinta con la nomina del nuovo ad di Ferrovie, Gianpiero Strisciuglio; il forzista con quella di Guido Stazi alla Consob.
Ottenuto tutto ciò che vogliono, era il ragionamento della premier, non si metteranno a rompere i cojoni. E invece, sono mancati almeno una trentina di voti…
Il guaio è che Salvini e Tajani non hanno più alcuna leadership sui partiti che si trovano, loro malgrado, a guidare.
La Lega si è sfarinata completamente, sotto i colpi di mitraglia (e vestaglia) dell’ex generale Vannacci. Forza Italia è un partito-azienda che fatica a trovare un’identità, tra le mire liberal di Marina Berlusconi e i tajanei incollati alle poltrone.
Non che dentro Fratelli d’Italia le cose vadano tanto meglio. L’incazzatura clamorosa di Francesco Lollobrigida, che oggi ha definito una vergogna il voto segreto, e chiamato “vigliacchetti” i deputati della maggioranza che si sono espressi contro l’emendamento, è la prova che la tensione è fuori controllo anche a via della Scrofa.
Il partito meloniano, pur non avendo mai formalizzato correnti, non è più granitico come un tempo. E invece, è il sospetto più che fondato dei vertici, sono molti i deputati di Fdi ad aver disobbedito.
Soprattutto le donne, incazzate per l’eliminazione dell’alternanza di genere dalle liste elettorali: anche dentro Fratelli d’Italia, in molte avrebbero deciso di non dare il loro “Sì”.
Non è ancora un liberi tutti, ma poco ci manca: nel frattempo, tra gli sgambetti, i posizionamenti e i veleni reciproci, accadono fatti inauditi.
Come il voto degli stessi deputati di Fdi all’emendamento dei vannacciani sulle preferenze. Un modo un po’ naif per tenere il piede in due staffe e “minacciare” Salvini e Tajani della possibilità di creare una maggioranza di destra-destra tra post-missini e “futuristi”.
Che succederà adesso?
(da Dagoreport)
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