GIUSEPPE E MARIA, YUSSUF E MARIAM
DETERMINANTE E’ TRATTARE I NOMI COME SE FOSSERO PERSONE
Il deputato Sasso (gruppo Vannacci), che ha lamentato alla Camera la scomparsa di Giuseppe,
Francesco e Maria dai citofoni, sostituiti da nomi di immigrati arabi, deve essersi perso un buon mezzo secolo di evoluzione del costume nazionale, o come direbbe lui dell’italianità.
I nomi della tradizione cristiana, oggi timidamente tornati in auge, sono stati spazzati via non dai nomi della tradizione musulmana (per altro sovente coincidenti con quelli cristiani: Yussuf è Giuseppe, Mariam è Maria, eccetera) ma, restando in metafora, da quelli della tradizione americana in salsa maccheronica.
E senza alcuna “sostituzione etnica”: siamo stati noi italiani a sbarazzarci, in perfetta autonomia, dei nomi della tradizione cristiana. Un vero e proprio moto popolare.
Sue Ellen, Maverick, Brian (variante Bryan), Morgan, Leonard, Jane, Nicolas, Peter, Leslie, William, Kevin, Demis, Albert, Evelin, Joseph, Morris, Derek, Lewis, Alan, Mark. Quasi tutti questi nomi sono tratti da una breve ricerca che feci, un paio d’anni fa, diciamo per curiosità socio-antropologica, tra esponenti leghisti di Lombardia, Veneto e Piemonte. Molti altri se ne potrebbero aggiungere. L’esotismo fai-da-te come rimedio (ingenuo) a ciò che si considera “troppo comune” è un espediente diffuso. E ovviamente perfettamente legittimo.
L’identità è una trappola micidiale se non si è in grado — è il caso del deputato Sasso — di maneggiarla con delicatezza e cultura. E comunque non contano i nomi delle persone, conta il grado di rispetto che ogni individuo — soprattutto un deputato — riesce a stabilire con la sua comunità. Che Giuseppe e Maria oggi si chiamino Kevin e Samantah, o Yussuf e Mariam, non è determinante. Determinante è trattare i nomi come se fossero persone.
(da Repubblica)
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