IL GIORNO DELLA TARTASSA
IN ITALIA DUE SU TRE NON PAGANO LE TASSE E POI SI LAMENTANO DEI SERVIZI… NEL MONDO SI CHIAMANO LADRI, IN ITALIA FURBI
Ogni anno arriva il giorno in cui un italiano adulto su tre scopre di essere fesso. Non
che non lo sapesse già, però la pubblicazione annuale del rapporto sulle dichiarazioni dei redditi trasforma la sensazione in certezza. Uno paga, due no. Eppure, primo paradosso, nessuno li chiama ladri. Furbi, casomai.
Il secondo paradosso è che anche quei due utilizzano le scuole e gli ospedali pubblici e spesso osano lamentarsi della scarsa qualità del servizio, senza mai porsi il problema che qualcun altro lo paga per loro e che, se anch’essi vi contribuissero, sarebbe possibile aggiustare edifici fatiscenti, comprare macchinari moderni, aumentare stipendi indecorosi.
Perché poi ci sono quindici milioni di italiani che dichiarano meno di 15000 euro lordi di reddito all’anno. Mille netti (scarsi) al mese. E qui, delle due l’una: o dicono la verità, e allora siamo sull’orlo della catastrofe sociale, oppure davanti al commercialista alcuni di loro vengono presi da un attacco di timidezza.
La materia fiscale è complicata e mutevole: aliquote, detrazioni, incentivi, disincentivi. Ma il succo è semplice: se uno paga per tre, è impossibile abbassargli le imposte.
Ed ecco l’ultimo paradosso: proprio chi le versa regolarmente, e che in un mondo normale sarebbe il primo fan di una Patrimoniale intenta a drenare le grandi ricchezze, finisce invece per guardarla con diffidenza perché teme che si troverà il modo di far pagare a lui, e soltanto a lui, anche quella.
(da Corriere della Sera)
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