IL GOVERNO INCASSA UN SÌ PER TIRARE A CAMPARE, I FRANCHI TIRATORI SONO STATI UNA DECINA CON LE “VEDETTE” DI FDI CHE CONTROLLAVANO I DEPUTATI AL MOMENTO DEL VOTO SEGRETO
DENTRO LA MAGGIORANZA VOLANO GLI STRACCI DOPO L’OK DEL MELONELLUM. TAJANI INFILZA FAZZOLARI, CHE BLATERAVA DI UN IPOTETICO VOTO A GIUGNO PER LE POLITICHE: “IO CREDO CHE SI DEBBA VOTARE A FINE LEGISLATURA. ‘FAZZOLARI È LIBERO DI DIRE QUEL CHE VUOLE’” – LE PROTESTE DELLE OPPOSIZIONI CON I CARTELLI NELL’AULA DELLA CAMERA: “LEGGE TRUFFA”, “CON MELONI GASOLIO A 2 EURO”
La maggioranza si presenta compatta, dal punto di vista dei numeri, all’appuntamento con il via libera definitivo alla legge elettorale. Ma, scorrendo i tabulati e alla luce del risultato finale, sono almeno 6 i voti che verrebbero a ‘mancare’ all’appello tra le fila del centrodestra.
Necessaria la premessa che, trattandosi di voto segreto, non e’ possibile un calcolo matematico esatto, cosi’ come e’ d’obbligo il ricorso al condizionale. Stando ai numeri, nessuna defezione in FdI e Forza Italia, idem per noi Moderati.
Nella Lega sono solo 2 le assenze ‘ingiustificate’, locuzione che si usa tradizionalmente nei resoconti parlamentari quando l’assenza di un deputato non e’ dovuta a una missione.
Nel dettaglio, tabulati alla mano, risultano essere 117 su 118 i deputati di FdI presenti al voto, solo un’assenza ma giustificata dalla missione (la premier Meloni). Dei 52 deputati di FI nessuno risulta assente, hanno tutti partecipato al voto.
Nella Lega su 55 deputati hanno votato in 52: uno risulta in missione (il ministro Giorgetti) e 2 non hanno partecipato al voto (i deputati Angelucci e Formentini). Infine, tutti e 8 i deputati di Noi moderati risultano presenti e hanno votato. Per un totale di 229 presenze nella maggioranza.
La legge elettorale e’ stata approvata con 227 voti favorevoli, quindi sulla carta sono 2 i voti ‘mancanti’.
Ai voti della maggioranza, rispetto a quelli incassati dalla riforma (229 presenti a fronte di 227 si’), nel novero dei si’ bisogna poi aggiungere i 3 voti favorevoli annunciati in Aula dalle Minoranze linguistiche (in tutto 4 deputati, ma uno era assente) e il voto a favore di Manlio Messina, ex FdI poi andato nel Misto e in procinto di fare rientro nel gruppo di origine e che, in tutte le precedenti votazioni sulla legge elettorale, ha votato a favore assieme alla maggioranza. Cosi’ come Cesa.
Secondo i calcoli del Pd, invece, sarebbero almeno una decina i ‘franchi tiratori’ nella maggioranza: “La maggioranza con l’aggiunta di Svp partiva da 240 voti teorici da cui bisogna sottrarre due missioni (Giorgetti e Meloni) e due assenti (Angelucci e Formentini) oltre a Schullian dell’Svp”, dice il il deputato dem Fornaro.
Per quel che riguarda i voti contrari alla legge elettorale, i no sono stati in tutto 164. Dunque, scorrendo i tabulati, ai voti contrari delle opposizioni si sono aggiunti 8 no al di fuori del ‘perimetro’ delle forze di minoranza.
La presenza e’ stata massiccia in Aula anche nei gruppi di opposizione: tutti presenti i 68 deputati del Pd, cosi’ come i 7 deputati di Italia viva e i 10 deputati di Azione. Nel Movimento 5 stelle si registra 1 sola assenza (hanno partecipato al voto 47 deputati su 48) e 1 solo assente anche tra le fila di Avs (hanno votato 9 deputati su 10). Nel dettaglio, il totale dei voti delle opposizioni e’ di 156 (considerando anche le componenti del Misto, ovvero i 3 deputati di Piu’ Europa, i 9 deputati di FnV, e almeno 3 deputati non iscritti ad alcuna componente, come Tabacci), i voti contrari totali sono 164: dunque sono almeno 8 i no aggiuntivi.
(da agenzie)
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