LA COLPA DI FARE IL MEDICO A GAZA: IL GOVERNO TERRORISTA DI ISRAELE E IL MEDICO TORTURATO E IN PERICOLO DI VITA
AL CRIMINALE NETANYAHU E’ PERMESSO TUTTO GRAZIE ALLA VIGLIACCHERIA DELL’OCCIDENTE
Per il niente a cui serve, aggiungo qualche inutile riga alle parole già spese da qualche
ong, qualche associazione che si occupa di diritti, dai suoi familiari che non si arrendono, in favore del medico palestinese Hussam Abu Safieh, arrestato dagli israeliani a Gaza nel dicembre del 2024 perché si rifiutava di abbandonare il suo ospedale e i bambini che aveva in cura. Detenuto in Israele senza accuse, picchiato, torturato, secondo il suo avvocato è in imminente pericolo di vita.
Va bene che in quella carneficina che ha sepolto, insieme a decine di migliaia di vite umane, anche ogni ombra di diritto, è quasi impossibile stabilire una classifica di gravità e di disumanità. Ma insomma: ci sarà pure il modo di far presente al governo di Israele, pure se a ospedali già distrutti, a medici già uccisi, a sopruso già abbondantemente eretto a regola, che il carcere e le torture inflitte al dottor Sefieh sono una porcheria orribile, inaccettabile, non importa se una tra le tante?
Possibile che non ci sia un governo europeo che convoca l’ambasciatore di Israele, o ritira il suo in segno di protesta, non “per Gaza” in senso lato (ormai lo sconcio è compiuto, la violenza ha stravinto) ma perché un medico che fa il medico non può essere imputabile di nulla, e va immediatamente scarcerato? E se si facesse di Safieh un simbolo, per provare a dire che, malgrado l’assuefazione alla violenza dei forti sui deboli, ci sono limiti invalicabili? Provando addirittura a crederci, che ci sono limiti invalicabili?
Trump è troppo occupato a truccare i mondiali di calcio. Ma l’Europa, i governi europei e la loro teorica somma, che è l’Unione Europea, non può almeno provarci, a salvare la vita di un medico trattato da terrorista?
(da Repubblica)
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