LA KNESSET FISSA LA DATA PER LE ELEZIONI: IL 27 OTTOBRE SARA’ UN REFERENDUM PRO O CONTRO IL CRIMINLE NETANYAHU
I SONDAGGI LO DANNO IN CALO, DAL 40.5% DI MARZO AL 29,4% DI GIUGNO… COME PRINCIPALE SFIDANTE EMERGE IL GENERALE EISENKOT
La tornata sarà nei fatti un referendum sul premier Netanyahu. 76 anni, alle prese con un processo per corruzione, Bibi punta a un nuovo mandato, ma i sondaggi lo danno in calo: dal 40,5% di marzo al 29,4% di giugno. Il generale Gadi Eisenkot emerge come principale rivale. Per Netanyahu pesano le accuse di non aver ottenuto la «vittoria totale» su Hamas ed Hezbollah e l’esclusione dai negoziati Iran-Usa.Il mondo guarda allo Stretto di Hormuz, alle navi bloccate, al costo del petrolio. Ma mentre Stati Uniti e Iran si accusano l’un l’altro e si fronteggiano con le bombe, nei Territori occupati si moltiplicano sempre più le micro-guerre combattute ogni santo giorno per conquistare un fazzoletto di terra arsa dal sole, per appropriarsi di un campo coltivato a vigneto o uliveto, a volte anche soltanto per impossessarsi di qualche baracca sgangherata sulla quale piantare la bandiera israeliana.
Stiamo parlando dei coloni, ovviamente. E delle loro micro-guerre per l’occupazione non autorizzata di terreni palestinesi. Il rapporto Annus Mirabilis di Peace Now e Kerem Navot pubblicato l’8 luglio dice che fra il 2023 e il 2025 sono nati in Cisgiordania 185 nuovi «avamposti coloniali».
Con tutto quel che ne consegue in termini di violenza e di restrizione della libertà di movimento per i palestinesi, che vedono crescere checkpoint ovunque e devono fare i conti con i blocchi continui per andare a scuola, al lavoro, nei centri medici… Il deputato democratico Ro Khanna aveva sentito parlare di tutto questo mille volte sotto il sole della sua California.
Ma mercoledì scorso, durante una visita in Cisgiordania a Turmus Ayya, nel governatorato di Ramallah e al-Bireh, ha visto da vicino i coloni in azione e il suo racconto è diventato un caso. «Eravamo in un luogo che i coloni israeliani avevano distrutto, avevano distrutto la scuola e l’intero villaggio, e noi lo stavamo semplicemente osservando», ha detto a un giornalista della Reuters .
«Questi delinquenti arrivano con fucili mitragliatori — M4, una mitragliatrice di fabbricazione americana! — e ci fermano. Bloccano la strada. E poi chiamano le forze di difesa israeliane, che sono dalla loro parte, non da quella degli americani». Fermi (lui e il suo team) per oltre un’ora, proteste diplomatiche ed eco internazionale per l’«incidente» chiuso soltanto dopo la richiesta di aiuto all’ambasciata americana a Gerusalemme e l’intervento di un gruppo di agenti arrivati per rilasciarli.
Sulla vicenda è intervenuto ieri il premier israeliano Benjamin Netanyahu con una intervista a Nbc News : «In Cisgiordania ci sono migliaia di tentativi di attacchi terroristici», ha premesso. «Il 99% degli israeliani che vivono negli insediamenti sono persone rispettose della legge. C’è un gruppo di 150 giovani delinquenti, che provengono da altre parti del Paese. Io non tollero vigilantes di ogni genere e stiamo lavorando per inquadrarli nel contesto della legge».
Ai «150 giovani delinquenti» di cui parla Netanyahu vanno aggiunti i facinorosi del nord-est che a decine hanno aperto un nuovo fronte di preoccupazione per il governo israeliano che deve tenerli a bada. Si sono autobattezzati «Pionieri del Bashan», per richiamare la regione biblica che arrivava fino alla pianura dell’Hauran, oggi territorio siriano. Il loro obiettivo? Creare insediamenti nel territorio siriano
(da agenzie)
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