L’ITALIA CUOCE E IL GOVERNO TACE. LE ONDATE DI CALORE SI ABBATTONO SULL’ITALIA MA L’ARMATA BRANCA-MELONI FA BEN POCO PER CONTRASTARE L’EMERGENZA CLIMATICA. IL PIANO NAZIONALE PER L’ADATTAMENTO AI CAMBIAMENTI CLIMATICI E’ STATO APPROVATO NEL 2023 E FINORA IL GOVERNO NON HA STANZIATO UN EURO PER I SUOI 361 PUNTI
GLI AMBIENTALISTI SONO SUL PIEDE DI GUERRA: “SE IL PIANO NON HA RICEVUTO UN EURO, L’ALLUVIONE DEL 2023 IN EMILIA ROMAGNA È COSTATA 9 MILIARDI. I SOLDI FINIAMO PER SPENDERLI LO STESSO PER LE EMERGENZE” … I FENOMENI METEO ESTREMI HANNO CAUSATO IN ITALIA 135 MILIARDI DI DANNI E 38MILA VITTIME DAL 1980 A OGGI (MELONI E PICHETTO NON SEMBRANO COSI’ PREOCCUPATI)
Il Pnacc, o Piano Nazionale per l’Adattamento ai Cambiamenti Climatici, ha mille pagine,
quattro allegati e 361 obiettivi. Il governo l’ha approvato a dicembre 2023 per rendere più vivibile il Paese di fronte alla crisi del clima.
Da allora però sembra averlo dimenticato. Nessuna delle tre finanziarie successive ha menzionato il Pnacc o stanziato un euro per i suoi 361 punti, che dal primo (implementazione di un dataset giornaliero grigliato per le variabili atmosferiche) all’ultimo (promozione delle analisi di rischio a supporto dello sviluppo di sistemi assicurativi) restano lettera morta.
Mentre il Pnacc giace, il riscaldamento climatico corre. «Se il Piano non ha ricevuto un euro, l’alluvione del 2023 in Emilia Romagna è costata 9 miliardi e il ciclone Harry in Sud Italia all’inizio dell’anno un miliardo. I soldi finiamo per spenderli lo stesso per le emergenze» fa notare Stefano Ciafani, ingegnere ambientale e presidente di Legambiente.
E pensare che l’approvazione del Piano – redatto a partire dal 2017 dal governo Gentiloni, rimasto in un cassetto per due governi Conte e un governo Draghi – era stata salutata con (cauto) favore dal mondo ambientalista. «Per anni era stato un oggetto dei nostri desideri» ricorda Ciafani.
Il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin lo aveva adottato dopo la tragedia di Ischia, quando l’ennesimo nubifragio autunnale il 26 novembre 2022 aveva fatto franare un costone del Monte Epomeo, trascinando a valle decine di case e uccidendo 12 persone.
«Avevamo spinto molto per il Pnacc» conferma Mariagrazia Midulla, responsabile di Wwf Italia per il clima e l’energia. «Non eravamo soddisfatti, ma pensavamo che fosse comunque un punto di partenza».
Lo stillicidio di vittime e alluvioni però non ha trovato argini. A luglio la European Environment Agency ha calcolato che i fenomeni meteo estremi hanno causato in Italia 135 miliardi di danni e 38mila vittime dal 1980 a oggi. […]
Un altro punto su cui la politica italiana stenta sono le rinnovabili. E qui, come dice Ciafani, «chi è senza peccato scagli la prima pietra, perché non solo le Regioni governate dalla destra, ma anche quelle di centrosinistra stanno frenando le fonti pulite».
In un rapporto appena presentato alla Camera, il Gse (Gestore dei Servizi Energetici) conferma che l’Italia è lontana dall’obiettivo delle rinnovabili per il 2030. L’anno scorso dovevamo essere al 25,3%.
Quest’anno siamo al 20,5%. Il traguardo era stato fissato dal governo stesso, in un altro dei suoi piani (il Pniec, Piano Integrato per l’Energia e il Clima) che stridono nella pronuncia quanto stridono con la realtà.
(da Repubblica)
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