“O RISARCITE- E SUBITO- I DANNI ALLA CITTA’ PROVOCATI DAL PONTE MORANDI, OPPURE DI VEDIAMO IN TRIBUNALE”
LA SINDACA DI GENOVA INDOSSA I GUANTONI E SFIDA IL MINISTRO SALVINI A RIPARARE LA FERITA ALLA CITTA’… “STRANAMENTE” IL SINDACO SOVRANISTA PRECEDENTE AVEVA EVITATO DI CHIEDE DANNI AL MINISTERO…. SILVIA A INVIATO LA DIFFIDA A TUTTI I SOGGETTI INTERESSATI: “O PAGATE ENTRO 60 GIORNI O SI PROCEDE PER VIA LEGALE”
La sindaca di Genova Silvia Salis indossa i guantoni e, come primo atto politico della sua amministrazione, sfida il ministro dei Trasporti Matteo Salvini a riparare a suon di milioni la ferita più dolorosa inferta alla Superba dal dopoguerra a oggi.
Un’accelerazione decisa per scongiurare il pericolo che finisca tutto in cavalleria: chi ha sbagliato deve pagare, non può farla franca con la prescrizione. E pure tanto.
Per ragioni strettamente economiche, oltre che etiche: le infrastrutture del capoluogo ligure hanno bisogno di manutenzione continua, alcuni cavalcavia strategici per la circolazione versano in condizioni pessime e il monitoraggio previsto a gennaio potrebbe imporne la chiusura.
Servono soldi, già reclamati al governo, ma finora rifiutati.
E così, il 7 novembre, l’ex lanciatrice di martello ha inviato una diffida ai soggetti a vario titolo coinvolti nel disastro — Autostrade, Spea Engineering, Anas e ministero dei Trasporti — affinché, «entro il termine di sessanta giorni, provvedano al risarcimento di tutti i danni diretti e indiretti, patrimoniali e non patrimoniali, incluso il danno all’immagine» subito dal comune, «nonché di tutti i costi diretti ed indiretti, maggiorati di interessi moratori e compensativi e rivalutazione monetaria» conseguenti al cedimento del viadotto Polcevera. Ingiunzione perentoria. Con riserva di quantificare nel dettaglio l’importo, che verrà comunicato a breve.
Una mossa necessaria, anche per ovviare all’inerzia del suo predecessore. Il quale nel 2021 — anno dell’inizio del processo penale — si era sì costituito parte civile, interrompendo il decorso della prescrizione dell’azione risarcitoria; ma quando nel settembre 2022 il tribunale aveva escluso dal dibattimento la città di Genova, l’allora sindaco Marco Bucci non ritenne di dover firmare alcun atto ulteriore per impedire la decadenza di ogni pretesa di indennizzo, dovuta al superamento dei termini previsti dalla legge.
(da agenzie)
Leave a Reply