Destra di Popolo.net

GIUSTIZIA PER NADA CELLA: A 29 ANNI DAL DELITTO, LA 57ENNE ANNA LUCIA CECERE, EX MAESTRA ELEMENTARE, È STATA CONDANNATA A 24 ANNI PER L’OMICIDIO DELLA SEGRETARIA DI CHIAVARI

Gennaio 16th, 2026 Riccardo Fucile

PER I GIUDICI VOLEVA CONQUISTARE IL COMMERCIALISTA MARCO SORACCO, MA QUEL GIORNO NELLO STUDIO SI TROVÒ DI FRONTE LA VITTIMA (A CUI ERA STATO DATO L’ORDINE DI NON PASSARE PIÙ NEMMENO LE CHIAMATE DELLA CECERE) … SORACCO AVREBBE TACIUTO PER TIMORE E, ORA, È STATO CONDANNATO A DUE ANNI PER FAVOREGGIAMENTO

Aveva 24 anni Nada Cella quando venne uccisa nello studio da commercialista di Chiavari dove lavorava da segretaria. E ieri, per una stramba combinazione che mescola il caso e la procedura di computo della pena, a 24 anni di carcere è stata condannata la sua presunta assassina (è la sentenza di primo grado), Anna Lucia Cecere, 57 enne ex maestra elementare.
Nessun miracolo del dna questa volta, ma un lungo lavoro di cucitura di fatti, testimoni, verbali rimasti seppelliti e riesumati dalla pm Gabriella Dotto insieme agli investigatori della squadra mobile, all’avvocata di parte civile Sabrina Franzone e alla criminologa Antonella Delfino Pesce alla quale si deve lo spunto iniziale della riapertura del caso
Scrive la pm Dotto, per una serie di sviste e decisioni «erronee» della procura di Chiavari dell’epoca, il nome di Anna Lucia Cecere, indagata per soli cinque giorni, rimase ai margini delle indagini nonostante una perquisizione, e alcune testimonianze la indicassero sul luogo del delitto.
L’inchiesta di allora si concentrò sul commercialista e titolare dello studio Marco Soracco, ma la sua posizione venne archiviata dopo alcuni mesi. Ieri, invece, è stato condannato a due anni per favoreggiamento. Secondo la procura, e adesso anche per la Corte presieduta dal giudice Massimo Cusatti, Cecere uccise «per motivi di rancore e di gelosia verso la vittima».
Quel 6 maggio 1996 l’ex insegnante, descritta dall’accusa come una persona dal carattere decisamente difficile e un passato
traumatico, aveva cercato in studio il professionista, che frequentava e stava cercando di conquistare sentimentalmente, ma si era trovata davanti Nada. La stessa segretaria aveva ricevuto pure l’ordine di non passare sue telefonate.
Di fronte alla fermezza di Nada, in uno scatto d’ira del tutto compatibile con il proprio temperamento Cecere avrebbe aggredito la vittima. Soracco, arrivato nell’ufficio in quel momento l’avrebbe sorpresa ma avrebbe taciuto per un intrico di ragioni che vanno dal timore dello scandalo, alla possibilità che Cecere lo accusasse e ad altri aspetti che restano nell’ombra a causa degli anni trascorsi, a iniziare da possibili traffici di soldi in nero nello studio.
«Maledetti, ora l’hanno pagata» è stata la reazione di Silva Smaniotto 84 anni, la mamma di Nada, quando la cugina Silvia Cella l’ha avvisata al telefono della sentenza di colpevolezza. Il commercialista Soracco all’uscita dall’aula ha parlato di «situazione assurda, che convenienza avrei avuto a tacere, è tutto a mio danno, invece, da 30 anni». Quanto alla condanna di Cecere: «Se il verdetto è fondato è stata fatta giustizia se non è fondato, invece no».
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

L’AVANZATA INESORABILE DEL DRAGONE: LE AZIENDE CINESI SI STANNO ESPANDENDO A VALANGA IN OCCIDENTE

Gennaio 16th, 2026 Riccardo Fucile

DOPO AVER OSSERVATO E COPIATO PER DECENNI LE MULTINAZIONALI STRANIERE, LE IMPRESE DEL DRAGONE HANNO IMPARATO A REALIZZARE PRODOTTI AVANZATI E GUIDARE I PROCESSI DI INNOVAZIONE

Una nuova generazione di aziende cinesi si sta espandendo in tutto il mondo seguendo una strategia diversa da quella dei loro predecessori. Qualche anno fa sarebbe stato difficile immaginare che i marchi cinesi potessero avere successo in America.
Oggi invece gli acquirenti di Manhattan possono fare acquisti da Urban Revivo, i cui abiti spopolano su TikTok (proprietà della cinese ByteDance), o gustare un caffè da Luckin Coffee e un gelato da Mixue, entrambi rivenditori cinesi approdati recentemente sull’isola – scrive The Economist.
Con il passare degli anni, la presenza delle aziende cinesi all’estero si rafforza sia nei paesi ricchi che in quelli poveri. L’anno scorso BYD ha superato Tesla nelle vendite di veicoli elettrici, vendendo all’estero oltre un quinto della sua produzione. Questa ondata è notevole per velocità e portata: nel
2024 le aziende cinesi quotate hanno generato vendite all’estero per 2.100 miliardi di dollari, investendo ormai fuori dai confini nazionali più di quanto le aziende straniere investano in Cina.
Le imprese cinesi hanno già attraversato diverse fasi di globalizzazione. A partire dagli anni ’90, aziende come Haier e Huawei hanno venduto prodotti economici faticando a scrollarsi di dosso la percezione di scarsa qualità.
Un’altra ondata si è verificata verso il 2010 con massicci investimenti in hotel e banche, ma è stata di breve durata a causa di veti geopolitici e debiti eccessivi. L’ultima ondata, iniziata dopo la pandemia, è invece figlia di condizioni economiche interne difficili e di una saturazione del mercato domestico.
Tuttavia, l’espansione riflette anche un’opportunità strategica. Dopo aver osservato per decenni le multinazionali straniere, le aziende cinesi hanno imparato a realizzare prodotti avanzati, dai robot industriali alle apparecchiature mediche. Pionieri come ByteDance e Shein hanno dimostrato che la Cina è ormai in grado di innovare, non solo di imitare. […] Spinte dall’aumento del costo del lavoro e dai dazi occidentali, queste aziende stanno costruendo fabbriche e data center all’estero, integrandosi profondamente nelle catene di fornitura locali.
Per prosperare fuori dai confini, le imprese stanno scoprendo di dover ripensare il proprio modo di fare business. In passato tendevano a trasferire il personale dalla Cina; ora assumono staff locale per le vendite, l’assistenza clienti e persino la gestione. Questo nuovo approccio è supportato da un ecosistema emergente di consulenti e studi legali che assistono le aziende cinesi nella loro globalizzazione.
Resta però la sfida dei conflitti normativi, come dimostrato dalle pressioni americane su TikTok. Alcune aziende stanno cercando di strutturare attività indipendenti all’estero per evitare problemi legali, ma tali manovre aumentano costi e complessità. Allo stesso tempo, le multinazionali cinesi devono fare i conti con la diffidenza del proprio governo, spesso restio a veder trasferire sedi e profitti in luoghi come Singapore. Nonostante ciò, Pechino sembra aver compreso il potere dei marchi globali e potrebbe allentare le attuali restrizioni sugli investimenti. Gli acquirenti di tutto il mondo possono dunque aspettarsi di incontrare un numero sempre maggiore di marchi cinesi di tendenza nel prossimo futuro.
(da “The Economist”)

argomento: Politica | Commenta »

LA SOLUZIONE PER FERMARE LA FUGA DEI CERVELLI È SEMPLICE: AUMENTARE GLI STIPENDI. IL PRESIDENTE DI BANKITALIA, FABIO PANETTA, DÀ LA SVEGLIA AL GOVERNO: “UN LAUREATO IN GERMANIA GUADAGNA IN MEDIA L’80% IN PIÙ RISPETTO A UN COETANEO ITALIANO. I RAGAZZI EMIGRANO ANCHE PERCHÉ LA MERITOCRAZIA NON È PREMIATA”

Gennaio 16th, 2026 Riccardo Fucile

L’ALLARME SULLA CRESCITA ECONOMICA: “SI È INDEBOLITA E PER I PROSSIMI ANNI SARÀ MODESTA. LA PRODUTTIVITÀ CHE RISTAGNA E LA BASSA INNOVAZIONE CAUSANO DEBOLEZZA DEI REDDITI E SALARI”

L’Italia ha bisogno di più laureati e di pagare salari più alti, che si avvicinino agli standard degli altri Paesi europei, se vuole assicurarsi una «crescita stabile» dell’economia. Per il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, investire nel futuro è una necessità che non si più ignorare se si vuole evitare un declino strutturale dell’Italia.
Intervenendo all’inaugurazione dell’anno accademico 2025-26 dell’Università di Messina, Panetta mette in guardia da una lettura superficiale dei recenti progressi dell’economia italiana, chiarendo che «non conta solo crescere. Conta anche come si cresce»
Quindi, pur non dimenticando la necessaria prudenza nel bilancio pubblico, chiede di aumentare la spesa, soprattutto legata all’istruzione e «all’investimento nel capitale umano».
Il governatore riconosce che negli ultimi anni il Paese ha mostrato una capacità di adattamento che ha sorpreso molti osservatori. Nonostante una lunga sequenza di choc – dalla doppia recessione alla pandemia, fino alla crisi energetica – la crescita del periodo 2020-24 è stata in linea con la media dell’area euro, l’occupazione ha raggiunto «i livelli più alti di sempre» e il sistema bancario, un tempo fonte di vulnerabilità, è «nel complesso solido, ben capitalizzato e redditizio».
Ma questi risultati, avverte, non devono illudere. «Non sono sufficienti a superare le fragilità strutturali accumulate nel tempo», dice Panetta, ricordando che la crescita si è indebolita e che le previsioni di medio termine indicano ritmi modesti.
La produttività «ristagna da un quarto di secolo» e la capacità di innovare resta distante dai Paesi alla frontiera tecnologica. Questo si riflette in retribuzioni reali deboli: «dal 2000, i salari orari in Italia sono rimasti pressoché fermi», mentre in Germania e Francia sono cresciuti in modo significativo. Secondo Panetta, «aumenti duraturi dei salari richiedono che la produttività torni a crescere a ritmi sostenuti» e che i benefici siano «adeguatamente ripartiti tra capitale e lavoro».
Il governatore denuncia il sottofinanziamento dell’istruzione: «le risorse pubbliche destinate all’istruzione sono meno del 4% del
Pil», quasi un punto in meno della media europea. Metà del divario riflette il minor investimento nell’università, rendendo l’Italia «l’unico grande Paese europeo» in cui la spesa per studente universitario è inferiore a quella per studente delle scuole superiori. Un rafforzamento degli investimenti «valorizzerebbe le competenze già presenti negli atenei» e creerebbe condizioni più favorevoli per lo sviluppo di imprese innovative e per l’attrazione di talenti.
Il basso rendimento dell’istruzione universitaria alimenta l’emigrazione dei giovani qualificati. «Circa un decimo dei giovani laureati italiani si è trasferito all’estero», ricorda Panetta, sottolineando che un laureato in Germania guadagna «in media l’80% in più» rispetto a un coetaneo italiano.
Le retribuzioni non sono l’unico fattore: i giovani cercano «ambienti di lavoro in cui il merito sia pienamente riconosciuto». Quando però la mobilità riflette le carenze del contesto di partenza, «la perdita riguarda l’intera collettività».
Il nodo più critico, nel ragionamento del governatore, è quello demografico. Il banchiere ricorda che entro il 2050 l’Italia perderà oltre sette milioni di persone in età lavorativa. Anche ipotizzando un aumento della partecipazione, «le forze di lavoro si ridurranno di oltre tre milioni». Senza una crescita della produttività, questo squilibrio «si tradurrà inevitabilmente in una riduzione del Pil e del benessere complessivo».
Le cause, osserva Panetta, sono molteplici. Le scelte di genitorialità dipendono da fattori culturali ed economici, dalla «percezione che avere figli possa nuocere alla carriera», alle «difficoltà nel trovare soluzioni abitative adeguate», alla «persistente disparità nella divisione dei compiti di cura».
(da “la Stampa”)

argomento: Politica | Commenta »

PAGHIAMO SEMPRE DI PIU’: NONOSTANTE LA PROPAGANDA DI PALAZZO CHIGI SOSTENGA CHE VA TUTTO BENE, MADAMA LA MARCHESA, L’ISTAT CERTIFICA CHE FARE LA SPESA COSTA IL 24% IN PIÙ RISPETTO AL 2021

Gennaio 16th, 2026 Riccardo Fucile

PEGGIO PER QUANTO RIGUARDA LE BOLLETTE DELL’ELETTRICITA’, RINCARATE DEL 34,1% … SOLO NEL 2025, I PREZZI DEI BENI ALIMENTARI, PER LA CURA DELLA CASA E DELLA PERSONE SONO CRESCIUTI DEL 1,5%

A dicembre 2025, l’indice nazionale dei prezzi al consumo mostra un aumento dello 0,2% su novembre 2025 e dell’1,2% su dicembre 2024 (dal +1,1% del mese precedente). Lo afferma
l’Istat confermando le stime preliminari del tasso di inflazione. In media, nel 2025, i prezzi al consumo registrano una crescita dell’1,5% in accelerazione dall’1% nel 2024.
Per il carrello della spesa con i beni alimentari, per la cura della casa e della persona a dicembre c’è un’accelerazione da +1,5% a +1,9% e anche nell’intero anno si passa dal +2% del 2024 al +2,4% del 2025. Sull’andamento dell’inflazione media annua pesa la dinamica dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (+16,2% da -0,2% del 2024), degli Energetici non regolamentati (-3,8% da -11,3%) e quella dei Beni alimentari non lavorati (+3,4% da +2,3%). Rallenta, seppure lievemente, l’inflazione di fondo che nel 2025 si attesta a +1,9% (da +2,0% del 2024).
“Nel 2025, le divisioni i cui prezzi registrano accelerazioni rispetto al 2024 sono abitazione, acqua, elettricità e combustibili (con inversione di tendenza da -5,6% a +1,1%), prodotti alimentari e bevande analcoliche (da +2,4% a +2,9%) e istruzione (da +2,2% a +2,6%), accompagnate dalla risalita dei prezzi della divisione comunicazioni (da -5,6% a -4,9%).
In decelerazione invece i prezzi dei trasporti (la cui variazione percentuale media annua si porta su valori negativi, passando da +0,7% a -0,2%), dei servizi ricettivi e di ristorazione (da +3,9% a +3,4%), di mobili, articoli e servizi per la casa (da +0,8% a +0,3%) e di ricreazione, spettacoli e cultura (da +1,3% a +0,9%)”, si legge in una nota.
I prezzi del cosiddetto carrello della spesa sono aumentati molto di più rispetto all’inflazione negli ultimi cinque anni. L’Istat indica un divario di circa sette punti, con un aumento cumulato dell’indice generale dei prezzi di 17,1 punti percentuali, tra il
2021 e il 2025, e una crescita del 24% per il carrello della spesa, un tema su cui l’Antitrust ha appena avviato un’indagine. Per gli energetici l’aumento cumulato è del 34,1%.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

IL TURISTA CINESE CHE HA FATTO 5 ORE DI FILA A MALPENSA PER I CONTROLLI DI ROUTINE, MANCANO AGENTI, IL GOVERNO DEVE PENSARE ALLA “PERCEZIONE DI SICUREZZA”

Gennaio 16th, 2026 Riccardo Fucile

CHISSA’ COSA SUCCEDERA’ IN OCCASIONE DELLE OLIMPIADI DI MILANO-CORTINA

È diventato ormai virale il video pubblicato da Liu Marino su TikTok dove racconta “l’esperienza di un turista nelle prime cinque ore che arriva a Milano”. Per chi atterra all’aeroporto di Malpensa con un volo proveniente da un Paese fuori dall’area Schengen, come appunto la Cina nel caso dell’influencer, si prospettano ore di attesa per i controlli alla dogana, ricerche dei
propri bagagli tra quelli di centinaia di altri passeggeri e altre code, più o meno lunghe, per salire su un pullman diretto a Milano. L’esperienza vissuta da Marino, però, non è la prima e non sarà nemmeno l’ultima di questo tipo. Ci sono diversi fattori, infatti, che ad oggi contribuiscono a una spesso esagerata dilatazione dei tempi di attesa a Malpensa.
La Società esercizi aeroportuali (Sea) ha spiegato che il servizio di controllo passaporti è a carico della polizia di frontiera e dallo scorso 12 ottobre è entrato in funzione un nuovo Entry/Exit System (EES) che prevede “una procedura più lunga e complessa per i passeggeri in arrivo da zone extra-Schengen”. L’introduzione di questo sistema di sicurezza riguarda tutti i principali aeroporti europei, ma nel caso di Malpensa costituisce anche un ulteriore fattore di rallentamento nei controlli che si va a sommare agli altri già esistenti.
Come appreso da Fanpage.it, infatti, diventa ogni giorno più evidente il fatto che alla polizia di frontiera in servizio all’aeroporto manchi personale. Gli operatori sono pressoché gli stessi ormai da tempo, ma al contrario il numero di passeggeri è in costante aumento da tre anni.
Basti pensare che nel 2019, prima della pandemia, erano 28,7 milioni, mentre il 2025 ha fatto registrare un nuovo record assoluto: oltre 30 milioni. Questa carenza rischia di andare ad a impattare poi anche nelle questioni di ordine pubblico, che si possono generare da un momento all’altro.
Infine, non è da sottovalutare il fatto che la struttura aeroportuale di Malpensa sembri non essere più adeguata ad accogliere tutti questi passeggeri. Come appreso da Fanpage.it, ci sarebbero
delle problematiche di tipo strutturale che ostacolerebbero anche solo la possibilità di aumentare le postazioni per il controllo dei documenti. Nel commentare il video pubblicato da Liu Marino, Sea ha spiegato che “per le Olimpiadi il governo si è impegnato ad aumentare gli agenti in forza a Malpensa” e non è esclusa la possibilità che le nuove procedure si sicurezza vengano sospese per i Giochi.
(da Fanpage)

argomento: Politica | Commenta »

SONDAGGIO, CHI VINCE LE PROSSIME ELEZIONI: SE LA LEGGE ELETTORALE NON CAMBIA IL CENTRODESTRA AVRA’ UN VANTAGGIO MINIMO, INFERIORE A QUELLO ATTUALE

Gennaio 16th, 2026 Riccardo Fucile

CRUCIALE COME SI POSIZIONERA’ AZIONE (ALLORA SIAMO A POSTO…)

Come andrebbero le elezioni politiche 2027 se si votasse oggi?
È la domanda alla base di tutti i sondaggi politici pubblicati quotidianamente, e la risposta è: il centrodestra vincerebbe, probabilmente, ma avrebbe un vantaggio molto, molto più risicato rispetto ad oggi.
Basterebbe un risultato particolarmente positivo per il centrosinistra in alcune circoscrizioni per ribaltare la maggioranza. E un ruolo fondamentale, nell’equilibrio parlamentare, andrebbe ad Azione, il partito di Carlo Calenda che finora ha detto che non ha intenzione di schierarsi con nessuna delle due coalizioni.
A rivelarlo è il nuovo sondaggio realizzato dall’agenzia Piave e pubblicato da Fanpage.it.
I seggi sono assegnati sulla base di una rilevazione che vede
Fratelli d’Italia al primo posto con il 29,2% dei voti, seguito dal Pd con il 21,5%. Nel complesso, il centrodestra raggiunge il 46,9% dei voti, mentre il centrosinistra (senza Azione, al 3,3%) è al 46,5%.
Elezioni politiche 2027, i risultati alla Camera nei sondaggi: vince centrodestra, ma seggi in bilico
Alla Camera, con questi risultati e l’attuale legge elettorale, il centrodestra otterrebbe 206 seggi su un totale di 400. Per fare un paragone, nel 2022 ne prese ben 237. La maggioranza, quindi, diventerebbe di pochi deputati. Il centrosinistra arriverebbe a 178 seggi, con un distacco di 28. Azione ne avrebbe 12, e gli altri partiti complessivamente quattro.
Si è detto che il distacco tra centrodestra e campo largo sarebbe di 28 parlamentari, senza contare Azione. Dunque il centrosinistra avrebbe bisogno di strappare 14 collegi alla maggioranza per superarla. La possibilità, sulla carta, ci sarebbe. Ben 31 collegi uninominali, secondo le proiezioni, sarebbero in bilico: in 17 di questi è vantaggio il centrodestra, e quindi sono ‘contendibili’ per le opposizioni.
Va detto che le cose cambierebbero, e di molto, se Azione decidesse di schierarsi con il centrodestra. In questo caso, la coalizione avrebbe 222 seggi: una maggioranza solida, mentre il campo largo scenderebbe a 174 seggi. I collegi contendibili sarebbero 32, di cui 13 assegnati al centrodestra: potrebbe anche permettersi di perderli tutti e manterrebbe comunque la maggioranza.
Al Senato centrodestra in bilico
Al Senato il meccanismo per assegnare i seggi è più complicato,
ma la sostanza non cambierebbe. Anzi, il centrodestra sarebbe anche più in difficoltà: 102 seggi su 205 (considerando anche i senatori a vita), uno in meno di quelli tecnicamente necessari per avere la maggioranza (furono 115 nel 2022).
Il problema si potrebbe risolvere con il sostegno di un senatore del Maie, Movimento italiani all’estero, ma i numeri resterebbero limitati. Il centrosinistra arriverebbe a 89 senatori, Azione a quattro.
Il distacco tra le due coalizioni sarebbe di 14 parlamentari, dunque sette seggi. E anche in questo caso, teoricamente, ribaltare il risultato sarebbe possibile: ci sarebbero 15 collegi ‘contendibili’, di cui otto assegnati al centrodestra.
Anche a Palazzo Madama, se Azione decidesse di stare con il centrodestra le occasioni di vittoria per il campo largo diventerebbero sostanzialmente pari a zero. La maggioranza arriverebbe a 112 senatori, il centrosinistra a 84. Come alla Camera, anche se la destra perdesse tutti i sei seggi in ‘bilico’ si manterrebbe comunque in vantaggio, pur di poco.
Cosa cambia con una nuova legge elettorale
Bisogna ricordare che questi risultati sono simulati con l’attuale legge elettorale, che distribuisce una parte dei seggi in base al numero complessivo di voti preso in tutta Italia (proporzionale) e un’altra parte in base a chi prende più voti in ciascuna coalizione (maggioritario). Non è un mistero, però, che prima delle prossime elezioni il centrodestra ha intenzione di cambiare la legge elettorale.
Il motivo è chiaro, e l’hanno ammesso anche gli esponenti della maggioranza: è proprio perché, se si andasse a votare oggi, il
risultato probabilmente sarebbe in bilico. Potrebbero vincere entrambi gli schieramenti, e in tutti i casi con una maggioranza risicata. L’idea sarebbe di introdurre una nuova legge elettorale per evitare questo scenario (e, per come stanno le cose oggi, favorire il centrodestra): niente maggioritario, la coalizione che prende più voti – a prescindere da dove li prende, dalla divisione in collegi, dal margine di vantaggio e così via – ottiene automaticamente un premio di maggioranza, e quindi ha abbastanza seggi per governare.
Un testo ancora non c’è, resta da vedere come andrà il dibattito in Parlamento nei prossimi mesi.
(da Fanpage)

argomento: Politica | Commenta »

NORDIO E IL PAESE DELLE “MODESTISSIME MAZZETTE”

Gennaio 16th, 2026 Riccardo Fucile

ORA VUOLE ELIMINARE LE INTERCETTAZIONI NEI CASI DI CORRUZIONE

Nel Paese delle modestissime mazzette, una famiglia su venti, nel corso della vita, ha ricevuto richieste di denaro, regali o altro per ottenere agevolazioni o servizi.
Nel Paese delle modestissime mazzette ci sono 273mila famiglie che nel corso della loro vita hanno dovuto pagare per ottenere o velocizzare servizi nel settore della sanità. O circa 175mila famiglie che hanno corrotto un giudice, un pubblico ministero, un testimone o un cancelliere.
Nel Paese delle modestissime mazzette, ci sono quasi 3 milioni di imprenditori cui è capitato di essere obbligati a pagare funzionari per ottenere licenze e concessioni, per agevolare pratiche fiscali o per rendere più veloci quelle giudiziarie.
Nel Paese delle modestissime mazzette, per un italiano su cinque è accettabile pagare per trovare lavoro a un figlio. E per quasi 5 italiani su 100 è accettabile ottenere denaro o favori per il proprio voto alle elezioni.
Nel Paese delle modestissime mazzette, tutto questo ci costa dal mezzo punto al punto di Più all’anno, dai 10 ai 20 miliardi di euro – lo dice Eurispes – e fa aumentare il costo delle opere pubbliche di circa un decimo – lo dice l’Ocse.
Nel Paese delle modestissime mazzette, il ministro della giustizia dice – anzi, scrive nel suo ultimo libro che esce a ridosso del referendum sulla giustizia – che a essere un “meccanismo diabolico” non è la corruzione, ma le intercettazioni che servono per smascherarla e punirla. E che quindi, appena possibile, ne vieterà l’utilizzo. Altrimenti, aggiunge, il pubblico ministero potrà chiederne l’utilizzo anche per l’ipotesi – per l’appunto – “di una modestissima mazzetta”
Nel Paese delle modestissime mazzette, Carlo Nordio è il
ministro della giustizia che ci meritiamo.

(da Fanpage)

argomento: Politica | Commenta »

DECRETO SICUREZZA E GOVERNO MELONI: LA REPRESSIONE DEL DISSENSO TRA CARCERE E MULTE

Gennaio 16th, 2026 Riccardo Fucile

ORDINE, DISCIPLINA E PORTAFOGLI VUOTI

Polizia, esercito in strada, lotta al dissenso e punizioni esemplari che colpiscono sia la libertà personale che il conto in banca. Il messaggio è cristallino: guai a chi prova a manifestare fuori dal recinto, anche in casi eccezionali. Come è accaduto quando Israele ha bloccato la Flotilla, con migliaia di persone in strada. Quelle stesse manifestazioni che oggi la destra chiede di organizzare alla sinistra a sostegno del popolo iraniano, pensando però al tempo stesso di reprimerle. È questa la “linea dura” che il Governo Meloni sta servendo in queste ore agli avversari politici, un piatto freddo preparato con cura metodica attraverso una serie di misure repressive.
Dal Decreto Rave all’emergenza sociale ignorata
Non è un fulmine a ciel sereno, intendiamoci. La ricetta viene da lontano. Si è iniziato con l’antipasto del decreto Rave. Ve lo ricordate? Il primo atto assoluto, studiato per inasprire le pene e colpire un’intera categoria come se quattro ragazzi che ballano in un capannone fossero la vera emergenza nazionale italiana. Risolto quello, il Paese era salvo, no?
Poi è arrivato il decreto Caivano. A Roma potremmo tranquillamente ribattezzarlo “decreto Quarticciolo”, perché la sostanza non cambia: prendiamo un quartiere periferico, dove la dispersione scolastica è ai massimi livelli e la marginalità sociale ti mangia vivo, e come rispondiamo? Con l’inclusione? No. Con la repressione. Certo, il Quarticciolo è una piazza di spaccio,
nessuno lo nega. Ma chi quello spaccio la subisce ogni giorno non ha bisogno dell’esercito sotto il balcone. Ha bisogno di un lavoro, di una scuola che funzioni, di spazi sociali per creare una collettività e affrancarsi da quel degrado. Invece, abbiamo mandato le divise.
Giustizia climatica e arbitrarietà delle pene
Il menù si è poi arricchito con i decreti sicurezza contro chi osa parlare di giustizia climatica. Blocchi il traffico per cinque minuti? Rischi il carcere. Una proporzione ammirevole. Ma è adesso che arriva il vero salto di qualità, il colpo da maestro. Non bastava il resto: ora si parla di sanzioni pecuniarie fino a 20.000 euro e fino a 5 anni di carcere. Ma la vera perla è la possibilità di essere perquisiti e fermati fino a 12 ore se le forze dell’ordine decidono, a loro insindacabile giudizio, che potresti essere un sospettato. L’arbitrarietà della repressione elevata a sistema.
Il modello Orban, il caso Salis e la riforma della Giustizia
È un modello che odora di Trump e strizza l’occhio a Viktor Orbán. Lo abbiamo visto bene con il caso di Ilaria Salis cosa succede quando un governo piega la magistratura ai suoi desideri: cittadini in catene prima ancora di una sentenza di primo grado, detenuti in condizioni igieniche che definire “da brivido” è un complimento. Ed è esattamente la direzione che questo governo vuole prendere con la riforma della giustizia.
L’errore dei progressisti e l’erosione dello Stato di Diritto
E qui, diciamocelo, c’è una colpa grave anche del campo progressista. Per troppo tempo si è minimizzato l’erosione dello Stato di diritto, liquidando il rischio di un ritorno al fascismo
come un’ipotesi da libro di storia. “Il fascismo è unico e irripetibile, è roba di cent’anni fa”, ci siamo detti. Vero. Ma il fatto che non tornino le camicie nere del 1922 non significa che non possa ripresentarsi sotto altre forme, magari seguendo un impeccabile percorso costituzionale.
A forza di dire che il fascismo storico è morto, abbiamo lasciato un’autostrada a chi oggi sta smantellando lo Stato di diritto, dalla giustizia alla libertà di espressione del dissenso.
Il risultato? Oggi l’Italia è un Paese meno libero. E non è retorica, è cronaca.
(da Fanpage)

argomento: Politica | Commenta »

LA VITA NEL CPR DI MILANO DISEGNATA DA ALI’: “TORTURE E PRIVAZIONI, UN MESE SENZA VEDERE IL CIELO”

Gennaio 16th, 2026 Riccardo Fucile

UNA MAPPA DEL CPR, VERGOGNA DI UN PAESE CIVILE

“Ho perso un mese della mia vita chiuso sotto tortura, eravamo trattati come bestie”. La prima volta che abbiamo parlato con Alì (nome di fantasia) è stata a ottobre. In quel momento era trattenuto all’interno del Cpr (Centro di permanenza per il rimpatrio) di via Corelli a Milano senza aver commesso nessun reato. Dopo 14 anni trascorsi in Italia ad Alì non è stato, infatti, rinnovato il permesso di soggiorno e, così, quando a fine settembre si è presentato in questura per fare richiesta di protezione complementare è stato portato al Cpr dove è stato trattenuto per circa un mese prima di riuscire a uscire, vincendo il ricorso grazie al suo legale, l’avvocato Stefano Afrune.
Mentre era trattenuto, Alì ha voluto mostrare a Fanpage.it il “degrado” dall’interno del Cpr, documentando i “soprusi” e le “condizioni disumane” che è stato costretto a vivere. Le stesse condizioni che, tra l’altro, hanno portato il Cpr di via Corelli al centro di un processo tuttora in corso. Poi, una volta uscito, ha deciso di raccontarci di persona il periodo in cui è stato trattenuto. Lo ha fatto in un modo che nessuno aveva mai tentato prima: disegnando una mappa del Cpr e di tutti i luoghi in cui ricordava di essere stato.
Nessuno, infatti, aveva mai realizzato una mappa dettagliata del Cpr, né è possibile trovarne una online. Per questo, il disegno di Alì non rimane un semplice schizzo, ma diventa la testimonianza unica di un luogo che è sempre rimasto nascosto e – di fatto – sconosciuto, perché nessuno sa davvero cosa accada dietro a quelle mura. Così, con il suo gesto, Alì è voluto andare oltre il perimetro: quel confine che trattiene centinaia di persone lontano dallo sguardo pubblico. Così, stanza dopo stanza, oggetto dopo oggetto, la mappa invisibile del Cpr si è fatta più chiara ed è emersa la topografia di un sistema che opera nell’ombra, lontano dai cittadini, spesso oltre i confini stessi della legalità.
Il Cpr di via Corelli è uno dei 10 Centri di permanenza per il rimpatrio presenti in Italia, ovvero le strutture in cui viene trattenuto chi è irregolare sul territorio italiano, ma anche chi è in attesa del permesso di soggiorno o del suo rinnovo, come nel caso di Alì.
Oltrepassare il perimetro dei Cpr è praticamente impossibile anche per i giornalisti. Fanpage.it, però, è riuscita a “entrare” attraverso l’unico varco possibile: gli occhi di chi quel luogo l’ha vissuto per mesi. È così che siamo riuscite a oltrepassare la sbarra che da sempre delimita il confine tra le persone trattenute all’interno del Cpr di Milano con il mondo esterno.
“Appena arrivi ti dicono di aspettare sull’auto della pattuglia, mentre controllano le carte”, ha esordito Alì a Fanpage.it, tracciando le prime linee sul foglio bianco che ha davanti a sé. “Oltre il cancello c’è l’ingresso. Una volta dentro c’è una stanza dove mi hanno perquisito. Mi hanno fatto lasciare tutto ciò che non potevo tenere con me”. Infatti, all’interno del Cpr non è
consentito portare nulla con sé. Neanche i propri vestiti, o gli oggetti personali. Nulla può entrare, “neanche un libro”. “Avevo circa 40 euro con me, li ho dovuti lasciare perché anche i soldi non possono entrare”, ha aggiunto.
Dopo essere stato perquisito, Alì è stato portato in un ufficio che si trova poco prima dell’accesso alle diverse sezioni del Cpr. All’interno “c’era una scrivania e un po’ di documenti. Ti portano un sacchetto di plastica con un po’ di vestiti”, ha ricordato Alì. “Poi, però, ti assegnano un numero perché nel Cpr ogni persona è numerata, ti chiamano solo per numero”. Un numero che, dunque, per tutto il tempo che si è lì diventa il nome delle persone trattenute.
Stando al suo disegno, poco più avanti c’è l’infermeria. “Quando arrivi il medico ti fa qualche domanda per vedere se sei stabile”, ha continuato a raccontare Alì. “Ti chiede se soffri di qualcosa, se sei malato. Mi hanno chiesto: ‘Vuoi la terapia? Ti servono farmaci?’ L’infermiera, per esempio, se dici di non volere farmaci, ti dice ‘sei sicuro? Li prendono tutti'”. Così, appena entrato in Cpr Ali si è trovato davanti a uno dei problemi che più volte le associazioni hanno denunciato: quello che chiamano “abuso di psicofarmaci” che verrebbero utilizzati per “sedare” le persone all’interno.
Una volta finito con l’infermiera, Alì è poi stato trasferito nella sezione dove sarà trattenuto per il mese e mezzo successivo. “Eravamo suddivisi in 6 sezioni. Io ero qui”, ha spiegato Alì, indicando la seconda sezione sulla sinistra della mappa. “Appena entri ti aprono un portone, c’è il blindo, lo chiamano, poi c’è un corridoio in mezzo alle sezioni con le luci accese tutta la notte”.
In realtà, le sezioni di cui parla Alì non sono numerate, ma catalogate con alcune lettere dell’alfabeto. Dalle immagini satellitari è facile distinguere le diverse sezioni, non tutti i dettagli visibili, però, riflettono la struttura del Cpr per come è oggi. Per esempio, i cortili che si vedono aperti sono in realtà coperti da sbarre dalle quali è praticamente impossibile vedere il cielo. Per questo motivo la mappa che Alì ha disegnato a Fanpage.it è fondamentale per capire quali siano le condizioni in cui vengono trattenute le persone.
Il “degrado” dei bagni e le celle “fredde e piene di piccioni”
“Sulla destra ci sono i bagni”, ha riferito Alì, continuando a disegnare. “C’è un lavandino con tre rubinetti per 24, 26 persone. I bagni sono marci, quando entri, viene da vomitare. Subito dopo ci sono tre docce di cui ne funziona soltanto una. Le altre sono abbandonate, sporche, piene di polvere e di rifiuti. Avessimo avuto gli strumenti, avremmo pulito, ma non avevamo niente, neanche una scopa”. Condizioni, quelle descritte e documentate da Alì, che non garantiscono alla persona che è trattenuta il rispetto della propria dignità.
Più avanti, ancora, ci sono le celle “sono sia sulla destra che sulla sinistra, lungo il corridoio fino in fondo”, ha spiegato ancora Alì a Fanpage.it. “All’interno di ogni cella c’è un armadio di cemento, brande di ferro inchiodate al pavimento e finestre di ferro verde. È tutto in cemento impregnato di odori e di umidità”.
Poi, in fondo al corridoio, disegna un’ultima cella: “Ce n’è una che non è abitabile perché ha le porte aperte, fa freddo e ci sono i piccioni che ti girano attorno”, ha aggiunto Alì. “Quando sono
arrivato, però, mi ricordo che c’erano due persone che erano state messe a dormire lì dentro con il materasso sul pavimento perché non c’era posto altrove”.
Così, man mano che Alì prosegue con il racconto, la mappa che si costruisce sembra descrivere, sempre di più, una situazione molto difficile: sovraffollamento, mancanza di spazi adeguati e scarsa igiene. Condizioni che, però, compromettono la sicurezza e il benessere dei trattenuti, oltre a esporre le persone – nel migliore dei casi – a malattie e infezioni.
La mensa: “I piccioni fanno i propri bisogni sui tavoli”
“In mensa i tavoli sono di ferro verde, su tutti la vernice sta venendo via. Ci sono le bolle sul pianale, quindi si deve stare attenti”, ha spiegato Alì a Fanpage.it, disegnando una nuova stanza sul foglio. “In più, non ci sono i piatti” e per appoggiare il cibo, secondo la testimonianza di Alì, si dovrebbe ricorrere a “pezzi di carta o tovaglioli”. Ad aggravare la situazione, la presenza di piccioni: “Anche volendo mangiare pulito non riesci, i piccioni sono dappertutto e fanno i propri bisogni sui tavoli dove le persone mangiano”.
Per quanto riguarda il cibo, “la roba è poca e fredda” tanto che “passa la voglia di mangiarlo e anche quando mangi hai subito di nuovo fame”. Proprio per questo, un giorno – ha ricordato Alì – un trattenuto “ha aperto una scatola di tonno e l’ha messa in un bicchiere di latte che conservava dal mattino e l’ha mangiata”. Alì, però, non è il primo a denunciare problematiche relative al cibo. Già in passato è capitato diverse volte, proprio al Cpr di via Corelli a Milano, che alle persone trattenute venissero distribuiti alimenti scaduti o con insetti all’interno, come ricostruito anche dagli inquirenti nel processo.
Il cortile dove “non si vede il cielo” e dove le persone “tentano di uccidersi”
“Dopo la mensa c’è una porta sulla sinistra che porta in cortile”, ha continuato Alì, sottolineando come sia proprio lì che si verifichino frequentemente atti di autolesionismo o tentativi di suicidio, legati spesso alle stesse condizioni disumane documentate nell’inchiesta che ha visto coinvolto proprio il Cpr di via Corelli.
“Lo fanno in cortile perché in cella non hanno la possibilità di farlo, perché non ci sono cose a cui attaccarsi”. In cortile, invece, “c’è un cancello dove si attaccano, si arrampicano sopra e cercano di farlo”, ha spiegato Alì a Fanpage.it. “Spesso si sentono persone che urlano, tentano di impiccarsi, si tagliano… ho visto cose che fuori sarebbe impossibile immaginare”.
“Finché non ti ammazzi, finché non ti fai male, nessuno ti guarda, nessuno dice niente. Se uno si impicca, però, per loro diventa un problema”, ha aggiunto ancora Alì.
“C’era un trattenuto che era fissato, voleva impiccarsi, l’hanno sempre tirato giù. Un giorno, però, si è tagliato la gola, è uscito tutto insanguinato. Lo hanno portato via e non ne abbiamo più saputo niente”.
Il Cpr, un luogo “di tortura”, nascosto e sospeso
“È un luogo peggiore del carcere”, ha commentato Alì, ripensando al Cpr di Milano e descrivendo un tempo sospeso in cui “non c’è nulla da fare”: niente lettura, niente scrittura, nessuna attività. Un luogo dove le persone restano chiuse e dimenticate, spesso senza comprenderne il senso. “A cosa serve tenere la gente chiusa lì?”, si è domandato Alì, spiegando come quella permanenza si trasformi per chi la vive – di fatto – in una vera e propria pena. “Eravamo come delle bestie buttate lì”, ha rincarato. “Ho perso un mese della mia vita così, chiuso sotto tortura”.
Quell’isolamento, però, non è stato per lui soltanto fisico, ma anche mentale. All’interno del centro Alì faticava, infatti, a immaginare cosa ci fosse oltre la sua sezione: “Non potevo sapere cosa ci fosse oltre la mia cella”, né intuire l’estensione reale degli spazi. Perché l’immaginazione, ha raccontato, si fermava ai confini imposti. Allo stesso modo, dall’esterno è difficile visualizzare gli ambienti e le condizioni che ogni anno centinaia di persone sono costrette a subire, spesso senza aver commesso nessun reato.
Per questo è necessario riportare lo sguardo al di là di quel perimetro, non solo per conoscere, ma anche per denunciare ciò che accade oltre i limiti della legalità. Ed è proprio qui che si cela il senso e il valore della mappa disegnata da Alì: aver portato un po’ di luce dove prima esisteva soltanto ombra.
Così, la sua voce – e quella di tutti coloro che scelgono di testimoniare – diventa un atto di resistenza: il primo passo per tentare di riportare lo sguardo al di là di quel perimetro e, nel farlo, restituire dignità a tutti coloro che, nel Cpr di Milano, l’hanno perduta.
(da Fanpage)

argomento: Politica | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.295)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.221)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (119)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.581)
    • criminalità (1.402)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.528)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.331)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.077)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (821)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (510)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (542)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.784)
    • governo (5.799)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.411)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (40.272)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.682)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (452)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Luglio 2026 (190)
    • Giugno 2026 (545)
    • Maggio 2026 (402)
    • Aprile 2026 (591)
    • Marzo 2026 (641)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (652)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (457)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (503)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (460)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (584)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (632)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (204)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (157)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Luglio 2026
    L M M G V S D
     12345
    6789101112
    13141516171819
    20212223242526
    2728293031  
    « Giu    
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP E PUTIN: NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE”
    • “CON L’AFD AL POTERE LA UE NON AVREBBE FUTURO”. IL GRIDO D’ALLARME SULL’ASCESA DELLE SVASTICHELLE DELL’EX MINISTRO VERDE TEDESCO JOSCHKA FISCHER: “PER LA TERZA VOLTA LA GERMANIA POTREBBE DISTRUGGERE L’ORDINE EUROPEO. ENTREREBBERO IN CRISI I NOSTRI RAPPORTI CON LA FRANCIA E ANCHE QUELLI CON L’ITALIA”
    • NON DITE ALLA PASCALE CHE IL MOVIMENTO DEI GAY CONSERVATORI SI È GIA’ DISSOLTO! “IL PROGETTO E’ IN STAND BY”, FANNO SAPERE ESPONENTI DEL MOVIMENTO. LA PAGINA INSTAGRAM E’ DISATTIVATA. SPARITO QUALSIASI RIFERIMENTO ANCHE DALLE PAGINE DEI PROTAGONIST
    • ALBANIA, LA DEPUTATA 23ENNE LASCIA IL PARTITO DI EDI RAMA: “I NOSTRI GENITORI VEDEVANO IL FUTURO ALL’ESTERO, NOI LO DIFENDIAMO QUI”
    • CHI FORAGGIA FARAGE? SI ALLARGA L’INCHIESTA SUI FINANZIAMENTI A “REFORM UK”, IL PARTITO DI NIGEL FARAGE: DOPO LE VERIFICHE SULLE DONAZIONI MILIONARIE RICEVUTE DAL LEADER DEI SOVRANISTI INGLESI, ORA LA POLIZIA INDAGA ANCHE SU 500MILA STERLINE VERSATE IN DUE TRANCHE A “REFORM”, NEL 2024, DA PARTE DI FIONA COTTRELL, MADRE DEL FINANZIERE GEORGE COTTRELL, STRETTO COLLABORATORE DI FARAGE E CONDANNATO NEGLI STATI UNITI PER TRUFFA E RICICLAGGIO
    • SCAZZO AD ALTA VELOCITÀ NEL GOVERNO. MENTRE I VIAGGIATORI IMPRECANO TRA LAVORI, GUASTI E SABOTAGGI SULLA LINEA FERROVIARIA, LEGA E FDI LITIGANO PER LE POLTRONE NEL GRUPPO FS
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA