“QUESTO ESECUTIVO SOVRANISTA STA MOSTRANDO UN’INSOFFERENZA SEMPRE PIÙ EVIDENTE VERSO CHI FA INFORMAZIONE” : LA AMPIA SOLIDARIETA’ A DAGOSPIA
ANGELO BONELLI, LEADER DEI VERDI: “BASTA QUERELE TEMERARIE”, VITTORIO DI TRAPANI, PRESIDENTE DELLA FNSI: “INVECE DI QUERELARE DAGOSPIA, IL GOVERNO POTREBBE FARE LUCE SU CHI E PERCHÉ HA SPIATO ROBERTO D’AGOSTINO E ALTRI 2 GIORNALISTI ITALIANI: ATTENDIAMO RISPOSTA DA OLTRE 1 ANNO”… NARDELLA: “PRIMA DI QUERELARE ESISTE DIRITTO REPLICA, SOLIDARIETA’ A BERLINGUER E DAGOSPIA”
“Piena solidarietà a Dagospia e al suo fondatore Roberto D’Agostino. La querela di
Piantedosi contro un sito di informazione è un atto che colpisce l’intero sistema della stampa libera, non solo chi ne è diretto destinatario. Questo esecutivo di destra sta mostrando un’insofferenza sempre più evidente verso chi fa informazione. Querelare chi esercita il diritto-dovere di raccontare i comportamenti di chi detiene il potere non è difesa della propria reputazione: è un attacco alla democrazia. Basta con le querele temerarie contro la stampa”. Così Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde.
Vittorio Di Trapani: “Con la querela del Ministro dell’Interno a Dagospia, il governo italiano consolida ancora di più il suo primato di governo europeo che ha scagliato più querele contro i giornalisti. E così si spiega anche il ritardo nel recepimento della Direttiva Ue contro le querele temerarie, e la volontà di intervenire solo su quelle transfrontaliere, lasciando libertà di querela bavaglio in Italia. Piuttosto, invece di querelare Dagospia, il governo potrebbe fare luce finalmente su chi e perché ha spiato Roberto D’Agostino e altre 2 giornalisti italiani: attendiamo risposta da oltre 1 anno.
”La mia solidarietà a Bianca Berlinguer e al sito Dagospia per le querele ricevute dai ministri Nordio e Piantedosi. Soprattutto se si è in una posizione di potere, non si può reagire così di fronte a chi esercita il diritto di informazione. Anche io sono stato oggetto di critica da parte di Dagospia in passato e non per questo ho sporto querela, limitandomi a chiarire la dinamica dei fatti. Siamo in un Paese democratico e prima della querela esiste il diritto di replica”. Così l’eurodeputato Pd, Dario Nardella, in una nota.
“Ci sono già stati ministri dell’interno che danno querela a un sito di informazione? Qualcosa davvero non va…”. Lo scrive sui social l’ex ministro del Lavoro ed esponente Pd Andrea Orlando
“Per coprire i propri fallimenti, adesso il governo se la prende con la libera stampa. Dopo la denuncia a Bianca Berlinguer, ora un altro ministro, Matteo Piantedosi, denuncia Dagospia. Siamo davanti a una situazione estremamente grave, con esponenti dell’esecutivo che continuano a dichiarare guerra all’informazione che non fa altro che svolgere il proprio lavoro”. Lo dichiara Stefano Graziano, capogruppo del Pd in Commissione di Vigilanza Rai. “Non è un caso che soltanto pochi mesi fa il governo abbia deciso di non recepire pienamente la direttiva europea anti-SLAPP, nata proprio per impedire le ingerenze della politica nelle
scelte della stampa e per contrastare le pressioni esercitate attraverso le denunce temerarie. A Dagospia va la nostra piena solidarietà”, aggiunge
“È estremamente grave – conclude – che da quando il governo Meloni è in carica l’Italia abbia già perso 15 posizioni nella classifica internazionale sulla libertà di stampa: un dato che non può essere considerato casuale”.
Oggi è scattato l’obbligo di recepire in tutta Europa la direttiva Ue Anti Slapp (2024/1069), che tutela i giornalisti dalle azioni legali intimidatorie, come le querele temerarie da parte di chi esercita un rilevante potere politico o economico. Un esordio che l’Italia è riuscito a macchiare con la querela annunciata dal ministro Piantedosi alla testata d’informazione online Dagospia per gli articoli pubblicati sulla vicenda della presunta amante Claudia Conte.
A dirlo è il vice capo delegazione del Movimento 5 Stelle nell’Eurocamera, Gaetano Pedullà, che oggi è intervenuto in Commissione Libe del Parlamento europeo, chiedendo al commissario per la Democrazia, la Giustizia, lo stato di diritto e la protezione dei consumatori, Micheal McGrath, di non sottovalutare oltre la pericolosa situazione dell’informazione italiana. Una situazione, ha aggiunto Pedullà, peraltro aggravata da una totale inadempienza rispetto all’Emfa, un’altra direttiva già in vigore da quasi un anno, che obbliga a riformare la governance del servizio pubblico radiotelevisivo.
McGrath si è impegnato a fare nuove pressioni sui governi dei 27 Stati Ue affinché si adeguino alle direttive comunitarie, con particolare attenzione su quella Anti Slapp, che non può restare limitata all’attuale raggio delle azioni legali temerarie transfrontaliere, ma va estesa agli abusi nei singoli Paesi. “E la querela a Dagospia per aver raccontato con il solito coraggio e dovizia di particolari una vicenda dall’evidente interesse pubblico è il peggiore segno di arroganza, oltre che di mancanza di tempismo, del ministro Piantedosi”, ha concluso Pedullà.
(da agenzie)
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