SI E’ DIMESSO DONNARUMMA” AD DI FERROVIE DELLO STATO, LE OPPOSIZIONI : “IL PRIMO A DIMETTERSI DOVREBBE ESSERE SALVINI PER MANIFESTA INCAPACITA’”
TRA DISSERVIZI E CAOS, FERROVIE ALLO SBANDO
Ormai la notizia è di dominio pubblico: l’ad di Fs, Stefano Donnarumma è fuori. La guida operativa di Fs sarà affidata all’attuale amministratore delegato e direttore generale di Trenitalia Gianpiero Strisciuglio
Nei prossimi giorni Donnarumma, che era stato scelto proprio da Salvini, chiuderà i dossier più importanti prima di consegnare le dimissioni. La notizia è stata divulgata da fonti del Ministero dei Trasporti a seguito di un incontro tra il ministro Salvini e lo stesso Donnarumma. Dopo il faccia a faccia l’ad di Fs ha convocato le prime linee del management del gruppo per annunciare le dimissioni, che dovrebbe avvenire formalmente a luglio, in occasione dell’ultimo cda. Per le opposizioni si tratta dell’ennesimo fallimento collezionato dal vicepremier e ministro dei Trasporti.
I rapporti tra i Salvini e Donnarumma erano ormai ridotti ai minimi termini, anche per l’accumularsi dei disservizi e blocchi sulla rete ferroviaria, ma non solo.
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Come scrive Carlo Di Foggia del Fatto Quotidiano, alla base della conclusione del rapporto di Donnarumma ci sarebbe anche il caos in azienda, con le dimissioni di manager e pezzi del consiglio di amministrazione. Proprio ieri erano arrivate le dimissioni del Chief financial officer Fabio Paris, nominato un anno e mezzo fa, e che a Fs avrebbe preferito Open Fiber, secondo quanto scrive Milano Finanza.
E prima ancora le dimissioni della consigliera in quota Mef Tiziana De Luca, passata in Enel, seguite da quelle di Caterina Belletti, approdata alla presidenza di Fs International, avevano già ridotto i membri da sette a cinque. Un quadro instabile che da tempo preoccupava il ministro Salvini, visti i tanti cantieri aperti in piena stagione estiva. Inoltre erano già emerse divergenze sulla gestione con il Mef, che è azionista di controllo del gruppo, e che non avrebbe apprezzato le operazioni societarie della gestione Donnarumma, come le acquisizioni delle società Firema e del ramo d’azienda dedicato alle infrastrutture ferroviarie di Pizzarotti.
Ora, dopo le dimissioni dei due componenti del consiglio di amministrazione e di un manager di alto profilo come Paris, anche il passo indietro di Donnarumma. Appena due giorni fa Donnarumma e i vertici delle società operative del gruppo Fs avevano avuto un incontro con il ministro dei Trasporti sul tema degli interventi infrastrutturali, dei target del Pnrr, della qualità del servizio e delle soluzioni ai disagi degli ultimi mesi.
Opposizioni contro Salvini, M5s: “Pistola fumante dei suoi fallimenti”
Per il M5s le dimissioni di Donnarumma non sono altro che la “pistola fumante dei fallimenti di Salvini come ministro dei Trasporti: “In questo quadriennio di governo Meloni, il trasporto ferroviario italiano è stato letteralmente devastato e ridotto ai minimi termini tra ritardi biblici, decine di interruzioni di linea ogni giorno, caos nelle stazioni, disagi, disservizi e via dicendo. Ora Salvini spinge alla porta Donnarumma per promuovere Strisciuglio, oggi ad di Trenitalia, altra realtà che in questi anni non ha proprio “brillato” per efficienza. L’unico che avrebbe dovuto rassegnare le dimissioni in verità è proprio Matteo Salvini, che in questi anni non ne ha azzeccata una, tesi piuttosto consolidata ormai anche tra i parlamentari di Centrodestra”, si legge in una nota dei parlamentari M5s di Senato e Camera delle commissioni Trasporti e Infrastrutture.
“Fallimento nei trasporti di Meloni e Salvini ultimo atto. In attesa di sapere quando arriveranno e quanto costeranno agli italiani le dimissioni dell’amministratore delegato del gruppo FS Donnarumma, pendolari, lavoratori e cittadini continuano a pagare ogni giorno il conto dei ritardi e delle scelte politiche sbagliate del Governo. Le dimissioni che servirebbero davvero sono quelle del peggior Ministro dei trasporti della storia della Repubblica”, dichiarano in una nota Antonio Misiani, responsabile Economia e finanze, imprese e infrastrutture del Pd e Andrea Casu, deputato del Pd e vicepresidente della commissione Trasporti della Camera.
“Matteo Salvini chiede e ottiene le dimissioni dell’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Stefano Donnarumma – attacca Angelo Bonelli di Avs – ma non se ne va lui, il terminator dei trasporti italiani. Sotto la sua gestione, l’Italia è diventata il Paese dei treni in ritardo, dei guasti continui, dei pendolari abbandonati e dell’alta velocità trasformata in un’odissea quotidiana. Salvini scarica le responsabilità sugli altri, cambia i vertici, cerca capri espiatori, ma il fallimento ha un nome e un cognome: Matteo Salvini”.
“Da ministro ha dimostrato tutta la sua inadeguatezza. Invece di occuparsi della rete ferroviaria, che accumula disservizi e ritardi record, continua a insistere sul progetto del Ponte sullo Stretto, senza valutare soluzioni più efficaci e prioritarie per il sistema dei trasporti: un’opera sbagliata e opaca, finita nel mezzo di inchieste, polemiche e rilievi della magistratura contabile. Salvini pensa alle poltrone e alla propaganda, non ai trasporti degli italiani. Se davvero ritiene che per i disservizi
qualcuno debba pagare, cominci da sé stesso: lasci il ministero e smetta di far pagare a cittadini, pendolari e lavoratori il prezzo della sua incapacità”.
(da agenzie)
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