SONDAGGIO DEMOPOLIS: PER LA MAGGIORANZA DEGLI ELETTORI DEL CAMPO LARGO LE PRIMARIE NON SONO NECESSARIE PERCHE’ “DIVISIVE”. E UN 20% CONTINUA A INSISTERE INDICANDO SILVIA SALIS COME CANDIDATA PREMIER (NONOSTANTE IL SUO PASSO INDIETRO). CI SONO DUE SONDAGGI CHE NESSUNO FA: CHI VOTERESTI TRA SALIS E CONTE E CHI TRA SALIS E MELONI? BASTEREBBE MONITORARE QUESTI PER CAPIRE
SE VOTASSERO 12 MILIONI DI PERSONEA CONTE 44% DAVANTI A SCLHEIN (40%)… SE SI CONSIDERANO SOLO QUELLI DECISI A VOTARE ALLE PRIMARIE (1,5 MILIONI DI ELETTORI) SCHLEIN 43% DAVANTI A CONTE 41%
Le primarie fanno paura, o comunque non piacciono. Semina sentenze interessanti, il
sondaggio di Demopolis sulle opinioni degli elettori progressisti riguardo le primarie, realizzato per la trasmissione Otto e Mezzo. Perché innanzitutto conferma che gli elettori del campo largo la pensano in modo molto diverso tra loro sulla necessità o meno dei gazebo. E in generale, ribadisce che per Elly Schlein, pur essendo la leader del partito nettamente più forte a sinistra, le primarie sarebbero una sfida ad alto rischio. Principalmente, perché un pezzo dell’elettorato del Pd potrebbe anche optare per Conte. Così emerge dai numeri.
E il primo racconta che per la maggior parte degli elettori del centrosinistra – il 51 per cento – le primarie “non sono necessarie”. Ergo, meglio scegliere il candidato per Palazzo Chigi con un accordo tra i partiti. Ipotesi remota, ad oggi, come anche in queste ore soffiavano fonti del Movimento: “Schlein non accetterebbe mai un terzo nome”. E Conte? Ormai attende le primarie. Ma guarda il gioco. E ieri a Un Giorno da Pecora lo ha fatto capire anche la vicepresidente del M5S Vittoria Baldino: “Io vorrei che il candidato fosse Conte, ma se non si potesse e si volesse valutare anche un terzo nome, saremmo disponibili a valutarlo. A me per esempio Pier Luigi Bersani piacerebbe molto, gli dobbiamo tanto”. Schermaglie, forse.
E comunque poi c’è un altro dato dal sondaggio, secondo cui “solo” il 42 per cento degli elettori progressisti pretendono i gazebo. E ovviamente la percentuale schizza verso l’alto tra l’elettorato del Movimento, con il 60 per cento che li ritiene necessari, a fronte dell’appena 33 tra i dem.
E ancora: per il 53 per cento degli elettori progressisti le primarie rischiano “di indebolire e dividere” la coalizione.
Ma se si tenessero comunque, chi vincerebbe? Tra chi vota a sinistra, le preferenze vanno per Conte, al 33 per cento, seguito a discreta distanza da Schlein (26) e dalla sindaca di Genova, Silvia Salis, al 20 per cento. Onorato e Ruffini invece dovrebbero spartirsi un modesto 5 per cento.
Ma il sondaggio presenta anche altri due scenari. Il primo rivela che, nel caso votassero tutti i circa 12 milioni di elettori del centrosinistra, Conte sarebbe ancora davanti, ma con meno margine: il 44 per cento, a fronte del 40 della segretaria del Pd.
Ma se la conta si limitasse a chi oggi andrebbe a votare ai gazebo – un milione e mezzo di persone – a farcela sarebbe Schlein con il 43 per cento, ovvero due punti in più rispetto all’ex premier. In sintesi, la partita sarebbe apertissima. Su questo puntano i 5Stelle, che in questa fase però, come raccontato ieri dal Fatto, non vogliono attaccare Schlein, vedendola già in difficoltà sul fronte interno.
La conferma indiretta l’ha data ieri lo stesso Conte a L’aria che tira, riservando parole concilianti ai dem: “Adesso il Pd ha importanti riunioni, e poi ci confronteremo. Noi siamo pronti, abbiamo un progetto e non vediamo l’ora di condividerlo rispettando i tempi del Pd e degli altri alleati”. Tradotto: aspettiamo che Schlein si copra le spalle. Poi si vedrà.
(da il Fatto Quotidiano)
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