UNO VALE PIU’ DI UNO: GRILLO COME IL CONTE DI MONTECRISTO
MEDITA VENDETTA CONTRO L’ALTRO CONTE, E’ UNA GUERRA TRA NARCISISTI
Gira voce che Grillo starebbe per tornare in politica, dove d’altronde non era mai andato davvero. (Ci aveva mandato i grillini: prima in politica e poi a quel paese, cioè nel posto in cui aveva già mandato tutti gli altri). Il cofondatore dei Cinquestelle si accingerebbe a creare una nuova lista «a sinistra del Campo Largo», che è come dire «a ovest di Paperino». Un luogo onirico, una specie di Rifondazione Grillina, il Vaffa e Rivaffa. Ma che cosa potrebbe mai spingerlo a lasciare il suo eremo per diventare Grillacci, il Vannacci degli altri? Certo non l’ambizione: Grillo è un artista, e del potere non gli è mai importato niente. Gli importava del pennacchio, però ormai ha raggiunto una età che induce anche i narcisi alla riflessione più che all’azione.
Esclusa l’ambizione, rimane la rabbia.
Grillo è il cantore della rabbia, fin da quando irruppe giovanissimo nei programmi di Pippo Baudo e nelle nostre vite indossando una salopette di jeans e una voce stridula e insolente. Lui non parla, si sfoga. Però in passato si sfogava su bersagli larghi: le banche, i politici, le multinazionali. Adesso è ossessionato da un singolo individuo: il calmo e astuto avvocato d’affari che, a colpi di carte bollate, gli ha sfilato le Cinquestelle per farne un’altra cosa. Una cosa dove uno non vale più uno, ma vale per tutti e soprattutto pensa di valere più di lui. Grillo si sente come il Conte di Montecristo: animato da sacrosanto spirito di vendetta. Solo che stavolta il Conte è quell’altro.
(da Corriere della Sera)
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