VELENI E POLTRONE: È L’ORA DELLA RESA DEI CONTI NELLA LEGA. STASERA SUL PALCO DELLA VERSILIANA IL GOVERNATORE LOMBARDO, ATTILIO FONTANA, E IL CAPOGRUPPO AL SENATO, MASSIMILIANO ROMEO, POTREBBERO RENDERE UFFICIALE LA SPACCATURA CON SALVINI, CON LA NASCITA DI UN’ASSOCIAZIONE CHE PUNTA A UN PARTITO “FEDERALE” SUL MODELLO TEDESCO CDU-CSU
IL SEGRETARIO SI PREPARA ALLA GUERRA: “CERCO DI TENERE UNITI QUELLI CHE VOGLIONO ESSERE UNITI” … LA POSTA IN PALIO SONO LE CANDIDATURE PER LE POLITICHE 2027: CON IL CARROCCIO IN CADUTA LIBERA NEI SONDAGGI E VANNACCI CHE CONTINUA A SCIPPARE CONSENSI, DUE PARLAMENTARI SU TRE SI RITROVERANNO SENZA UN SEGGIO SICURO. E LA LEGGE ELETTORALE CHE ELIMINA I COLLEGI UNINOMINALI È UNA SCIAGURA PER I LEGHISTI
«Io faccio quello che faccio tutti i giorni da dieci anni, anzi di più: tenere unita la Lega». Matteo
Salvini sembra chiudere così, con una frase, le polemiche interne al partito. Una pausa, poi però aggiunge: «Quelli che vogliono, essere uniti. Gli altri…». Il segretario leghista è arrivato ieri in Trentino da Forte dei Marmi con la fidanzata Francesca Verdini.
Lui, il leader leghista asseconda il clima bucolico della pedalata in val Rendena e si dice «assolutamente tranquillo». Ma con stasera, la Lega rischia di precipitare verso il punto di non ritorno. Quello in cui le mediazioni non sono più possibili perché diventano tradimento di chi le ha sostenute, quello in cui le curve vogliono il sangue nell’arena, quello in cui chi consiglia a Salvini «delle belle epurazioni» può dirlo più forte.
Il governatore lombardo Attilio Fontana sarà sul palco della Versiliana con il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo. Sono le due figure che più si sono spese per un cambio di passo radicale nella Lega. Senza escludere la fine dell’era Salvini. […]
Ma lo scenario più nero non si può escludere: una Lega che arriva a Pontida dilaniata, le epurazioni che partono, un pezzo importante del partito a Nord che remerà contro alle Politiche 2027. Un incubo per tutti, tranne che per Roberto Vannacci. Eppure, il documento che potrebbe chiudere l’annunciato fratricidio è già sul tavolo da un mese abbondante.
È la bozza messa a punto da Roberto Calderoli, ben ponderata anche rispetto alla legge elettorale in gestazione, per uno Statuto che riprende le vecchie «macro regioni», Nord Centro e Sud. Lascerebbe a Salvini una salda presa sulle truppe andando incontro al partito federato chiesto a suo tempo da Luca Zaia.
Ma, appunto, il tempo rischia di essere scaduto. Se Fontana e Romeo lavorano alla nascita di un’associazione (leggasi corrente), il vice di Salvini Claudio Durigon ironizza: «So che erano contrari all’associazione che all’epoca aveva creato Vannacci e quindi mi sembra strano che possano essere oggi favorevoli ad altre associazioni».
Anche se lo stesso Durigon non passa per un contrario alla Lega federata. Ma appunto, stanno arrivando i giorni della scelta. Per Susanna Ceccardi, che a suo tempo non è stata tenera sull’ingresso di Vannacci in Lega, «Salvini ha con sé la stragrande maggioranza di eletti, militanti e dirigenti del Consiglio federale. Il partito, però, è sempre stato contendibile. Quando scadrà Salvini o se dovesse venire meno la fiducia del Consiglio federale ne riparleremo, ma non mi sembra questo il caso».
Ieri a L’Aria che tira su La7 è stato diffuso un sondaggio (risalente al luglio) secondo cui il 93% di chi oggi dichiara di votare per il Carroccio promuove Salvini come segretario: il 55% lo giudica «molto positivamente» e il 38% «abbastanza positivamente». I critici rappresentano solo il 3%. Un po’ meno sovietica la proiezione sul futuro: il 21% vorrebbe un cambio al vertice già in vista delle politiche del 2027 e un altro 10% dopo le elezioni.
(da agenzie)
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