Luglio 24th, 2026 Riccardo Fucile
IL LEADER DELLA LEGA ASSICURA CHE RIMARRÀ “ALMENO PER UN ANNO AI TRASPORTI”. MA RIPRENDERSI IL VIMINALE È UNA PRIORITÀ PER L’EX TRUCE DEL PAPEETE ANCHE IN CHIAVE ANTI-VANNACCI, CHE SCIPPA VOTI AL CENTRODESTRA PUNTANDO SUL TEMA DELLA SICUREZZA… FDI SI OPPONE ALL’IPOTESI DI UN “TRASLOCO” DI SALVINI, ANCHE PERCHÉ IN QUEL CASO IL QUIRINALE CHIEDEREBBE UN VOTO DI FIDUCIA DEL PARLAMENTO
Matteo Salvini assicura: «Ritenetemi a disposizione». Perché «ancora per almeno un anno al
ministero dei Trasporti» lui ci sarà. Il vicepremier lo dice con una certa solennità perché di nuovo nel Palazzo si parla di un suo possibile trasloco al Viminale. Ma a domanda diretta sulla possibilità di un ritorno all’Interno, Salvini liquida la questione: «Non commento le fantasie dei giornali».
Il pressing leghista era nato in dicembre, pochi minuti dopo l’assoluzione di Salvini per la vicenda Open Arms. Poi, il tema era riemerso in modo formale lo scorso 11 giugno, quando il Consiglio federale leghista aveva acclamato la proposta di riportare Salvini al Viminale anche in funzione anti Vannacci. Da annunciare (se possibile) a Pontida il 20 settembre.
Un paio di settimane dopo che il governo Meloni sarà diventato il più longevo della storia repubblicana. I leghisti non si lasciano smontare dal fatto che comunque la permanenza di Salvini sarebbe breve per scadenza della legislatura: «Basterebbero — dice un salviniano doc — pochi blitz anti immigrati nelle principali città per ribaltare la narrazione e chiudere la bocca a Vannacci». […]
Insomma, lo scambio di ministeri tra Salvini e Matteo Piantedosi «sarebbe un favore anche a Giorgia Meloni e a tutta la coalizione». Ma c’è un incaglio. Un passaggio che coinvolga un ministero di massimo rango come l’Interno probabilmente comporterebbe la richiesta, da parte del Quirinale, di un voto di fiducia del Parlamento.
E su questo, Giorgia Meloni proprio non ci sente. La frase che i più vicini attribuiscono alla premier è frizzante: «Se c’è da chiedere la fiducia, tanto vale chiederla direttamente agli italiani».
Ovvio: con il voto. Da FdI, Giovanni Donzelli taglia corto: «Se stiamo dietro ai giornali leggiamo di tutto, noi guardiamo alle cose concrete». E cioé: «Salvini è un ottimo ministro delle Infrastrutture e Piantedosi è un ottimo ministro dell’Interno».
Matteo Renzi non la lascia cadere: «Milioni di italiani sarebbero felici di vederlo al Viminale — ironizza — Ma non i leghisti: i pendolari». L’interessato ha risposto con i dati sui ritardi in miglioramento: «Lei non porta rispetto a me, spero ne porti almeno» ai lavoratori delle Fs.
(da agenzie)
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Luglio 24th, 2026 Riccardo Fucile
NELLA CASA DI FAKIR, CHE AD AGOSTO AVEVA APPUNTAMENTO CON LO PSICHIATRA, NON C’ERA DROGA… L’AVVOCATO DELLA FAMIGLIA DENUNCIA “INTERFERENZE” DA PIANTEDOSI: “QUESTO È DIVENTATO UN CASO DI STATO”
Abderrahim Fakir aveva i polmoni pieni di sangue. Sono i primi esiti della Tac, prima che iniziasse l’autopsia. Un elemento che rafforza l’ipotesi che il 42enne possa essere morto soffocato dal suo stesso sangue. Uno scenario che sarebbe coerente con quanto si vede in diversi video girati sia dai residenti sia dalla bodycam privata di uno dei due agenti intervenuti in via Svevo domenica pomeriggio.
Fakir all’inizio dell’intervento, quando viene atterrato, non ha sangue in volto. Successivamente all’ammanettamento, quando il 42enne viene girato, si vedono delle copiose macchie di sangue sull’intero viso.
L’autopsia, una volta terminata, dovrà chiarire se – come pare possibile – Fakir sia deceduto a causa dell’emorragia che ha riempito i polmoni e portato al soffocamento, oppure se questa sia una concausa associata ad altri elementi che hanno portato alla morte dell’uomo. Sull’ipotesi di soffocamento per sangue nei polmoni Fabio Anselmo, avvocato della famiglia, dice: “Non mi sento di smentirlo, ma non commento”.
Sull’agire della polizia in via Svevo torna il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, intervenendo a La7. “I poliziotti dai video si evince che si siano approcciati con la delicatezza che ci vuole in questi casi. Chi opera in quel momento deve prendere decisioni nel lasso di poche secondi, credo che ci sia stata tutta l’attenzione e l’equilibrio che serve in questi casi, aspettiamo le indagini della magistratura ma credo si vada nella direzione del riconoscimento della correttezza degli operatori”.
Anselmo: “Interferenze da Piantedosi. Questo è diventato un caso di Stato”
Al ministro Piantedosi, per quanto concerne le indagini, replica l’avvocato della famiglia Fakir, Fabio Anselmo. “L’autopsia è in corso”, ma “il ministro Piantedosi si dice sicuro che ci sia stata tutta l’attenzione, adeguatezza e ponderatezza dell’operato degli agenti a Bologna.
Forse sarebbe il caso che il ministro frequentasse la scuola di polizia di Pescara dove da vent’anni viene insegnato come quella manovra deve essere fatta e come non deve essere fatta perché molto pericolosa. Questa non è altro che un’interferenza ancora con la magistratura”. Questo, insiste Anselmo, “è diventato un caso di Stato dove il governo ha deciso che Fakir doveva morire così, e va bene così”.
(da agenzie)
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Luglio 24th, 2026 Riccardo Fucile
“IL PARLAMENTO HA DANNEGGIATO IL MIO ASSISTITO, CONSEGNERO’ UNA MEMORIA CON I MESSAGGI “
Nuovo sviluppo nel caso che coinvolge l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro.
L’avvocato Fabrizio Gallo, difensore dell’imprenditore Antonio Caroccia, proprietario della Bisteccheria d’Italia, ha annunciato che consegnerà direttamente ai pubblici ministeri le chat intercorse tra il suo assistito e Delmastro.
Il legale ha spiegato che depositerà una memoria contenente le conversazioni, nonostante la Giunta per le autorizzazioni della Camera abbia negato l’acquisizione dei messaggi nell’ambito dell’inchiesta. “Darò io ai pm le chat con l’ex sottosegretario”, ha dichiarato Gallo.
“Il no del Parlamento danneggia il mio assistito”
Secondo il difensore, la decisione della Camera rischia di penalizzare proprio Antonio Caroccia. “Il Parlamento, negando l’acquisizione, fa un grosso danno al mio assistito“, ha affermato l’avvocato, spiegando che le conversazioni potrebbero contribuire a chiarire i rapporti tra l’imprenditore e l’ex sottosegretario.
Per questo motivo, la difesa ha deciso di trasmettere spontaneamente il materiale alla Procura, affinché possa essere valutato dagli inquirenti.
Cosa succede adesso
L’iniziativa del legale apre un nuovo capitolo nella vicenda giudiziaria. Saranno ora i magistrati a stabilire se le chat depositate potranno essere acquisite agli atti e quale rilevanza possano avere per l’inchiesta.
La decisione arriva dopo il diniego della Camera all’acquisizione delle conversazioni e riporta al centro del dibattito il delicato equilibrio tra le prerogative parlamentari e le esigenze investigative. La consegna spontanea del materiale da parte della difesa di Caroccia potrebbe ora offrire agli inquirenti un diverso canale per esaminare il contenuto degli scambi con Delmastro.
(da agenzie)
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Luglio 24th, 2026 Riccardo Fucile
A TRIESTE FERTITTA HA IGNORATO IL PROTOCOLLO: HA PORTATO LA FIGLIA PICCOLA AL LUNA PARK PARALIZZANDO LE GIOSTRE PER ORE – PER POCO NON HA INCROCIATO AL LARGO IL MEGA VELIERO DELL’OLIGARCA RUSSO MELNICHENKO, SOTTO SANZIONI UE DAL 2022 – LA PALESTRA, LA SPA, DUE PISCINE E IL CAMPO DA GOLF: TUTTI I LUSSI DEL “BOARDWALK”, IL PANFILO DA 450 MILIONI DI DOLLARI
Fiori di plastica, palestra, spa, due piscine e un quadrato da golf a sei buche in moquette verde prato. Lo yacht dell’ambasciatore Usa Tilman Joseph Fertitta ormeggia al molo Bersaglieri di Trieste poco dopo le 10.
Ad accogliere il diplomatico americano, super sponsor di Donald Trump, misure di sicurezza da imminente guerriglia urbana. In acqua nel bacino San Marco, al largo di piazza Unità d’Italia, motovedette della guardia di finanza e agenti subacquei. Cecchini sui tetti, decine di pattuglie mobilitate e un chilometro di Rive blindate.
Centinaia le persone sorprese dalla stazza del Boardwalk: nave personale ultralusso, con la bandiera delle Cayman che sventola sopra i sei ponti e tra i due eliporti. L’emissario di Trump, texano con antenati siciliani, è tra i businessmen più ricchi d’America: 11 miliardi di patrimonio, colosso di ristorazione e casinò, proprietario degli Houston Rockets di basket, acquisiti per 2,2 miliardi.
I 450 milioni investiti nel Boardwalk da 117 metri, 11 cabine e 42 uomini d’equipaggio, sono poca cosa per il tycoon che, cedendo alla tentazione della politica-show, ha scelto di adottarlo come residenza galleggiante per il suo inedito Coastal Diplomacy Italy Tour tra Genova e Trieste. Tredici attracchi in altrettante regioni italiane «per celebrare l’anniversario dei 250 anni dalla Dichiarazione d’indipendenza Usa».
A Trieste Fertitta approda dopo i tempestosi cinque giorni trascorsi a Venezia e una giornata a Bibione.
Protocollo ignorato: l’ambasciatore, che autofinanzia l’estivo periplo italiano con destinazione Sardegna, mercoledì ha diretto la prua fino alla località balneare dell’alto Adriatico per portare al luna park la figlia più piccola: anche l’area delle giostre, causa sicurezza, paralizzata per or
E pure Trieste fa infine i conti con lo status dell’emissario trumpiano e con le pacifiche proteste di una sessantina di manifestanti pro-Palestina, in serata stupiti di scoprirsi così pochi a gridare «Yankee go home»: dirottata al molo 57 la nave da crociera che avrebbe dovuto attraccare in centro, spostato al largo il mega veliero dell’oligarca russo Melnichenko, sotto sanzioni Ue dal primo giorno dell’invasione dell’Ucraina. Lo yacht putiniano, valore mezzo miliardo, è bloccato qui dall’11 marzo 2022 e il sequestro è costato all’Italia, a oggi, 47 milioni.
Un incrocio ravvicinato tra il panfilo Usa di Fertitta e quello russo di Melnichenko, entrambi dotati di sofisticati sistemi radar e per le intercettazioni, sarebbe risultato imbarazzante in un tratto di mare a pochi metri dal confine con l’ex Jugoslavia, storica frontiera della Guerra Fredda.
Trieste è sede di uno dei soli tre American Corner in Italia e ha ospitato il secondo consolato Usa in Europa. Due sole visite a terra, prima del ricevimento serale a bordo del Boardwalk, riservato ad autorità e imprenditori: una puntata alla torrefazione Illy e una al castello di Miramare, incastrata dopo l’incontro con Pierroberto Folgiero, ceo di Fincantieri.
Sullo yacht Fertitta discute così anche della base Usa di Aviano, al centro delle minacce di ridimensionamento nel quadro di «un riordino a livello europeo» annunciato da Trump. Questione sensibile, nel mondo sconvolto dai conflitti e dalle crisi energetiche: proprio da qui nel 1999, su ordine di Washington, erano decollati i caccia Nato durante la crisi del Kosovo. «Non vedo cambiamenti — frena il diplomatico, in jeans e sandali stile marinaro — il presidente ha espresso con chiarezza il suo punto di vista, ma ci sono ottime possibilità che il numero delle truppe Usa rimanga sostanzialmente invariato».
A bordo, tra cocktail e drink, solo parole dolci per la «beautiful Italia», per «una manifattura grande e specializzata grazie a una forza lavoro straordinaria», per una «collaborazione incredibile tra le nostre forze armate e quelle italiane, con una polizia di livello altissimo». Fincantieri? «Tra i migliori cantieri al mondo — sorride Fertitta — la collaborazione proseguirà per molti anni».
(da Repubblica)
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Luglio 24th, 2026 Riccardo Fucile
IN ATTESA DELLA MEDAGLIA AL VALORE DA PARTE DEI SOVRANISTI, ORA RISCHIA IL TRASFERIMENTO A CUNEO
Mario Roggero per ora potrà rimanere a Bollate. Perché la sua è una «situazione delicata», anche se non c’è «nessun privilegio». Il gioielliere di Grinzane Cavour è detenuto al quinto reparto e ha conosciuto Massimo Bossetti: «Sono qui da più tempo, se hai bisogno di consigli o di qualcosa, ci sono», lo ha rassicurato l’uomo in carcere per l’omicidio di Yara Gambirasio. Presto potrebbe iniziare a lavorare come contabile nell’istituto. Ma, fa sapere Il Giornale, intanto rischia il trasferimento in un carcere più duro. Perché Bollate è un carcere che di solito i detenuti devono meritarsi con anni di buona condotta altrove. E il suo arrivo sta creando qualche malumore.
«Si sta ambientando», dice il suo avvocato Stefano Marcolini a Repubblica. Roggero è in cella con un condannato per narcotraffico che è molto bravo in cucina. A Bollate ogni mattina le celle si aprono presto e si chiudono alle 20. È autorizzato anche ad andare all’aperto. Per dieci minuti può telefonare a casa ogni giorno. È anche alle prese con la spesa che può fare anche in carcere, una lista autorizzata dalla quale può scegliere pasta e caffè. E poi quel pensiero che non lo molla: «Non dovrei stare qui».
Libero racconta il nuovo rapporto con Bossetti. Nella sua sezione c’è anche il killer della Uno Bianca, Fabio Savi. E «Mario piano piano sta conoscendo tutti». Secondo il quotidiano il gioielliere è appassionato di numerologia: il 5 – giorno del suo compleanno, 5 maggio – rappresenta il cambiamento. Per ogni malanno Mario, mal di denti, mal di testa, raffreddore, ha una lista di numeri da ripetere.
Ma secondo Il Giornale la sua permanenza a Bollate è a rischio. Anche se il suo istituto di riferimento, Cuneo, è considerato un posto infernale. Per la sovraesposizione mediatica del carcere e perché di fatto Roggero si è scelto il penitenziario in cui scontare la pena, visto che si è costituito proprio lì. Anche l’insistenza per ottenere subito un lavoro all’interno viene vissuta come il suo tentativo di restare definitivamente a Bollate. E questo starebbe creando qualche malumore.
(da agenzie)
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Luglio 24th, 2026 Riccardo Fucile
BASTEREBBE IL 2% DELLA LORO RICCHEZZA PER DINANZIARE SCUOLE, STRADE ED OSPEDALI, MA IN ITALIA GUAI A PARLARNE
Si è sempre detto che non serve tassare i miliardari perché, a differenza di noi mortali, possono spostare altrove i loro patrimoni con un clic. Ovviamente l’obiezione verrebbe meno se fossero gli stessi miliardari a offrirsi di pagare di più. Perciò desta scalpore l’appello con cui oltre cento rappresentanti di quella ristrettissima categoria hanno chiesto al governo di aumentar loro le tasse. Si parla di manager, imprenditori, artisti, sportivi. A ispirarli non è solo la commovente e un po’ enfatica affermazione che chi ha avuto tanto è chiamato a restituire qualcosa. Nel loro ragionamento affiora anche una componente più egoistica. Un super-ricco non vive dentro una fortezza, e se ci vive, dopo un po’ si annoia. Ha bisogno di muoversi in mezzo a una comunità felice o moderatamente arrabbiata. Non si sente contento (né al sicuro) quando attracca il suo yacht in un porto dove chi lo guarda non può permettersi di affittare un pedalò. E se la forbice tra i pochi e i troppi si allarga, a cosa serve aumentare un po’ le tasse ai non moltissimi che stanno nel mezzo, come avviene con la patrimoniale? Bisogna aumentarle tanto a quei pochi. Perché, dicono, basterebbe il 2% delle loro ricchezze (un prelievo di cui neanche si accorgerebbero) per finanziare scuole, strade e ospedali.
Bravi, così si fa. Precisiamo a scanso di equivoci che i miliardari smaniosi di aumentarsi le tasse, e forse persino di pagarle, sono inglesi. Quelli italiani per ora non si pronunciano. Ci sarà un problema con la traduzione.
(da Il Corriere della Sera)
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Luglio 24th, 2026 Riccardo Fucile
QUANTE PERSONE POSSONO STARE IN UN METRO QUADRATO SENZA SOPRAFFARSI A VICENDA?
Le immagini della lunghissima coda, sotto il sole e sull’asfalto, per accedere al rifugio che
porta alle Tre Cime di Lavaredo, dicono con una certa evidenza che il turismo di massa va a danno prima di tutto dei turisti. La montagna è per eccellenza il luogo dei grandi spazi e dei grandi silenzi, viverla come un’occasione di calca e di costrizione è un vero e proprio paradosso.
Il problema dell’overtourism (leggi: quante persone possono stare in un metro quadrato senza sopraffarsi a vicenda?) è enorme; e difficile da affrontare. Non è sostenibile l’idea che spazio e silenzio debbano essere un privilegio per pochi. Né può reggere, d’altra parte, l’ipotesi che il diritto alla bellezza possa portare a sopraffarla — come sta accadendo a Venezia e Firenze. Dunque qualcosa si dovrà pur fare, che non sia solo mettersi in coda e pazientare.
Una cosa che si può fare, per esempio, è abbandonare la coda. Nell’overtourism ha un peso enorme l’effetto gregge, il desiderio di essere laddove sono tutti perché il numero rassicura “culturalmente”: se tutti sono qui, ci sarà pure una ragione, dunque mi ci metto anche io. Ma il numero — vedi la sovrappopolazione, vedi la sua ricaduta ambientale — ha smesso da tempo di essere una prova a favore. La nostra presenza formicolante sul pianeta è oggettivamente un problema, non una virtù, e per affrontarla bisogna rivedere parecchi dei nostri paramenti di giudizio.
Le Alpi sono molto grandi (perfino Venezia è più grande di quello che sembri vista da San Marco o dal Canal Grande), intere vallate, benché bellissime, hanno scarso uso turistico, e perfino in agosto, specie se sali di quota, la montagna è ancora montagna, deserta e silenziosa. Forti della inevitabile rinuncia (alle Tre Cime, volendo, si andrà in bassa stagione) ci si deve abituare a decidere la propria destinazione abbandonando le rotte più conosciute.
(da La Repubblica)
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Luglio 24th, 2026 Riccardo Fucile
LA SANTIFICAZIONE DELLE MANIERE DURE CONTRO I PIU’ DEBOLI A DISPETTO DEI PRINCIPI COSTITUZIONALI
C’è un’altra vittima nel doppio caso che sta incendiando le cronache. Non una persona in carne e ossa, come i due rapinatori uccisi a freddo da un gioielliere a Grinzane Cavour. O come Fakir, morto a Bologna durante un fermo di polizia. L’altra vittima è un’idea: il diritto. E di conseguenza i suoi custodi: la magistratura e il capo dello Stato.
Qual è infatti il collante che lega i due episodi? L’uso sproporzionato della forza. Una forza privata, nel caso del gioielliere Mario Roggero. Una forza pubblica, nel caso di Fakir. L’una e l’altra, tuttavia, sottostanno alle regole giuridiche. Che giustificano la legittima difesa, ma soltanto quando sia l’unico mezzo per fronteggiare un pericolo incombente, mentre Roggero ha usato la sua calibro 38 a rapina conclusa, inseguendo i rapinatori e colpendoli alle spalle. E che ovviamente autorizzano l’uso della forza da parte della polizia, ma non la pena di morte, sia pure nei confronti del criminale più incallito.
Questo, però, è un tempo cattivo, d’umori incrudeliti, d’insofferenza all’impero delle regole. Succede nei rapporti fra gli Stati, con il ritorno delle guerre, militari o commerciali. E con la crisi, perciò, del diritto internazionale, nonché degli organismi che se ne fanno interpreti, dall’Onu alla Corte penale internazionale. E succede nei rapporti civili, ormai sempre più incivili.
Da qui la santificazione delle maniere forti. Anche per legge, e a dispetto dei principi costituzionali di ragionevolezza e di proporzionalità. Così, una riforma del 2019 ha allargato lo spettro della legittima difesa. Mentre quest’anno l’ultimo decreto sicurezza ha introdotto uno scudo penale per gli agenti. D’altronde i decreti sicurezza si rincorrono uno dopo l’altro, sempre all’insegna dell’intolleranza, sempre sull’onda d’un fatto di cronaca, dal decreto rave al decreto Cutro o al decreto Caivano.
E tuttavia non basta, non basta mai. Sicché il Consiglio dei ministri vara la «norma anti maranza», che abbassa la soglia dell’imputabilità a quattordici anni, calpestando il buon senso, oltre alla disposizione costituzionale che protegge «l’infanzia e la gioventù» (articolo 31).
A sua volta la Lega deposita una proposta di legge che allarga ulteriormente le maglie della legittima difesa, sul modello del Far West. Il ministro della Giustizia predispone la grazia per Roggero, scavalcando il Quirinale, che reagisce con irritazione. Infine la nostra premier, Giorgia Meloni. Offre copertura politica all’iniziativa del ministro. Critica le norme che stabiliscono un risarcimento per i familiari dei due rapinatori uccisi. Contesta le tre sentenze che hanno mandato in carcere il gioielliere.
E allora monta un clima avvelenato. Ai giudici arrivano minacce, insulti, messaggi d’odio. Tanto che l’Associazione nazionale magistrati lancia un allarme, e al contempo esprime solidarietà per i colleghi sotto attacco «per il solo fatto di avere applicato la legge dello Stato sull’omicidio e sulla legittima difesa».
Ma la pressione politica diventa sempre più stringente. E a farne le spese, in ultimo, è il presidente Mattarella. Potrà opporsi alla nuova legge sulla legittima difesa, pur avendo già espresso i propri dubbi nel 2019, accompagnando con una lettera la promulgazione della legge precedente? E potrà opporsi alla grazia per Roggero, reclamata a mani tese dal governo?
Ecco, l’antico istituto della grazia. Rappresenta — diceva Montesquieu — «il più bell’attributo della sovranità». Che infatti si trasmise dagli imperatori romani ai re delle monarchie assolute. I costituenti, perciò, ne investirono il presidente della Repubblica, ma i suoi atti vanno sempre controfirmati da un ministro. E attraverso la controfirma il potere di grazia si trasformò, di fatto, in una decisione necessariamente condivisa.
Poi, a metà degli anni Duemila, s’innescò il caso di Sofri e Bompressi. Il presidente Ciampi era orientato a graziarli, il ministro Castelli invece no. S’aprì un conflitto di attribuzioni. E la Consulta (sentenza n. 200 del 2006) dette ragione al primo. Perché il governo è un organo politico, e se decide sulla grazia ne snatura il carattere arbitrale — di estremo rimedio contro la summa iniuria del diritto — col rischio di graziare gli amici lasciando in carcere i nemici.
Da allora in poi questo potere spetta soltanto al presidente. Ma il presidente è un uomo solo, come è solo ciascun magistrato. Sta a noi sorreggerne il mandato.
(da Repubblica)
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Luglio 24th, 2026 Riccardo Fucile
CAMPO LARGO 40,2% CENTRODESTRA 40% … GIUDIZIO POSITIVO SUL GOVERNO MELONI CROLLA AL 35%
Fratelli d’Italia resta primo partito ma scende al 26,4% (-0,5% rispetto al 2 luglio); il Partito
Democratico è sostanzialmente stabile al 21,9% (-0,1%) e riduce il distacco a 4,5 punti. Il Movimento 5 Stelle arretra all’11,5% (-0,5%).
E’ quanto emerge dall’ultimo sondaggio di Youtrend per SkyTg 24 in cui viene sottolineato come il dato più rilevante della rilevazione sia la crescita di Futuro Nazionale, che sale al 7,6% (+1,2%) e si porta a soli tre decimi da Forza Italia (7,9%, +0,3%), consolidandosi come quinta forza nazionale a ridosso della quarta. La Lega, per contro, scende al 4,9% (-0,5%), ormai staccata di quasi tre punti dal partito di Vannacci, mentre Noi Moderati è stabile allo 0,8%.
La maggioranza di governo (FdI, FI, Lega, NM) vale il 40,0% (-0,7%); includendo Futuro Nazionale, l’intera area di centrodestra arriva al 47,6%. A sinistra Alleanza Verdi-Sinistra sale al 6,8% (+0,2%); il campo largo (PD, M5S, AVS) si attesta complessivamente al 40,2%, in sostanziale parità con il blocco di governo.
Nell’area centrista Azione sale al 3,7% (+0,3%), Italia Viva scende al 2,1% (-0,4%) e +Europa sale all’1,9% (+0,6%). L’area degli indecisi e astenuti cresce sensibilmente al 38,0% (+4,5%): l’arretramento diffuso dei partiti maggiori si scarica soprattutto sul non voto.
Per quanto riguarda infine il giudizio sul governo, questo resta stabile nei positivi (35%), mentre i negativi salgono al 58% (+3%) a scapito degli indecisi (7%, -3%): il saldo negativo si allarga a 23 punti.
La polarizzazione – osserva Youtrend – è totale: 99% di giudizi positivi tra gli elettori FdI e 92% di negativi nel campo largo.
Nel centrodestra si conferma il consenso a più velocità già osservato a inizio mese: all’apprezzamento pressoché unanime degli elettori FdI si affianca quello più tiepido degli elettori di FI, Lega e Noi Moderati (65% positivo, con un 11% di indecisi) e quello ancora più freddo, ma in recupero, degli elettori di Futuro Nazionale (61% positivo, 39% negativo, contro il 50%-50% del 2 luglio.
(da agenzie)
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