Settembre 19th, 2026 Riccardo Fucile
PER LE IMPRESE L’IMPORTO PUO’ RADDOPPIARE
Finora gli italiani hanno pagato il conto della crisi in Medio Oriente soprattutto al distributore di
benzina. Nei prossimi mesi, in assenza di svolte positive dal fronte, imprese e famiglie lo pagheranno sempre di più anche nelle bollette di gas ed elettricità, e rischia di essere salato. Ai prezzi di questo settembre, calcola Nomisma Energia, una famiglia tipo in regime di tutela spenderebbe per i suoi consumi annuali di elettricità 136 euro in più di quanto avrebbe speso ai prezzi di un anno fa, un aumento del 18%. Che diventa del 31%, ben 366 euro, per il gas, la prima voce di uscita energetica e tutta concentrata nei mesi che verranno. Sommandoci anche i rincari alla pompa l’aumento teorico in un anno sfiora i mille euro. Quello reale dipenderà da molti aspetti, dall’evoluzione della crisi al tipo di contratto di fornitura e l’evoluzione della crisi. Ma arrivati a metà settembre senza prospettive di tregua è ormai probabile che autunno e inverno saranno i più cari da quelli terribili di quattro anni fa, dopo l’invasione dell’Ucraina e il divorzio forzato dal gas russo.
Dipendenti dal gas
Perché questa crisi sta riportando al pettine le stesse fragilità energetiche strutturali. Male comune di un’Europa ancora legata a doppio filo al metano, che dopo lo stop delle esportazioni dal Golfo è salito alla borsa di Amsterdam da 30 a 80 euro, per giunta con gli stoccaggi ai minimi da dieci anni. E nessun gaudio per l’Italia, visto che da noi il prezzo del gas è ancora più alto di circa tre euro e che – complici il ritardo nelle rinnovabili e il ruolo centrale delle centrali termoelettriche – trascina al rialzo anche il prezzo dell’elettricità all’ingrosso, la più cara del continente. Da agosto viaggia stabilmente sopra i 200 euro al megawattora, anche qui ai massimi da quattro anni. Ieri era a 222, quasi il doppio rispetto a Spagna, Francia e Germania.
Tariffe fisse, tariffe variabili
Dall’ingrosso al dettaglio, cioè in bolletta, la relazione (per fortuna) non è immediata né perfetta. La materia prima conta circa metà del prezzo finale, il resto sono costi di trasporto, di sistema e imposte. Significa che un aumento del 20% in Borsa, poi al dettaglio si dimezza, ma balzi del genere anche dimezzati fanno male. C’è poi un discrimine nel tipo di contratto. Chi ha sottoscritto una fornitura a prezzo variabile subisce subito il rincaro, alla prima bolletta fatturata. Chi si è tutelato con una tariffa fissa invece – più o meno metà delle famiglie per l’elettricità e circa un terzo per il gas – è per il momento schermato. Ma solo fino alla fine del periodo di blocco, che di norma dura un anno, dopodiché la tariffa viene aggiornata tenendo conto dei valori all’ingrosso. E con questi valori auguri a chi tenta oggi di trovare un’offerta migliore.
Tra le bollette variabili ci sono anche quelle dei circa 3 milioni di utenti vulnerabili che restano nel servizio di tutela, con prezzi fissati dall’autorità: anziani oltre i 75 anni, famiglie titolari del bonus energia con Isee sotto i 9.800 euro, disabili. La loro tariffa del gas viene aggiornata ogni mese: a luglio ha fatto +9,7%, ad agosto +6,9%. Quella elettrica ogni trimestre: nel secondo ha fatto +8,1%, nel terzo +4,6. I prossimi aggiornamenti porteranno altri decisi segni più.
I costi per le imprese
Nel mondo delle imprese, chi già da qualche settimana ha lanciato l’allarme sono gli energivori – acciaio, vetro, carta, cemento, ceramica – per cui l’energia rappresenta fino al 30% dei costi. Secondo Gas Intensive, l’associazione che li riunisce, dai valori pre-guerra agli attuali la bolletta annuale è più che raddoppiata, da 8,9 a 21,2 miliardi. Vero è che queste imprese tendono ad assicurarsi sulle variazioni di prezzo. Peccato che anche queste protezioni durino un anno, e a questi valori nessuno riuscirà a proteggersi per il prossimo. Per la manifattura italiana nel suo complesso – anche se cresce il numero di imprese che puntano su autoproduzione e contratti di lungo periodo con i fornitori – questa crisi energetica acuisce un doppio dolorosissimo divario di competitività, enorme con i concorrenti extra Ue ma notevole anche con i vicini.
Il decreto inattuato
Tutto ciò, mesi dopo un decreto Bollette con cui il governo prometteva di abbassare in modo strutturale i prezzi dell’energia in Italia. La norma ha garantito 115 euro in più una tantum alle famiglie già titolari del bonus elettricità e qualche sconticino alle imprese. Ma proprio negli interventi strutturali, come denunciato da Confindustria e testimoniato da questi prezzi, è rimasta inattuata. L’Italia paga sempre più di tutti. Nei prossimi mesi, Giorgetti dixit, pagherà ancora di più.
(da Repubblica)
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Settembre 19th, 2026 Riccardo Fucile
I PARTITI DI GOVERNO CONTINUANO A PERDERE QUOTA, CRESCE VANNACCI AL 7,7%
Il centrodestra continua a perdere quota nei sondaggi. Secondo la Supermedia di YouTrend, questa settimana, i partiti della maggioranza scendono al 40,7%: per la prima volta in questa legislatura sotto il 41%. Se invece si sommano Pd, M5s, Avs, Iv e +Europa, le opposizioni raggiungono il 43,9%.
È la differenza tra la vittoria e la sconfitta con la nuova legge elettorale. Il Melonellum consegna infatti un maxi-premio di 70 deputati e 35 senatori alla coalizione che arriva prima, se supera l’asticella del 42% in entrambe le Camere. Se invece nessuno supera la soglia, la suddivisione dei seggi è solo proporzionale.
Tra i partiti crescono, anche se solo di uno 0,1%, Futuro Nazionale (ormai al 7,7%), Avs (6,4%) e il Pd (21,1%). Il segno più è particolarmente positivo per il M5s, alle prese con Nova, il percorso di ascolto della base. Il partito di Giuseppe Conte guadagna un buon 0,4%.
Perdono o rimangono in equilibrio le forze politiche a sostegno del governo: Fratelli d’Italia è al 26,6% (in calo di un 0,3%), Forza Italia al 7,4 (perde -0,2), la Lega ferma al 5,6 come la settimana scorsa. Tra i piccoli la Supermedia registra Azione al 3,3% (con una perdita di -0,4) Italia Viva 2,3 (-0,1), +Europa 1,5 (+0,1) e Noi Moderati all’1,1 (+0,1).
La Supermedia Youtrend/Agi è una media ponderata dei sondaggi nazionali sulle intenzioni di voto. La ponderazione di questa settimana include sondaggi realizzati dal 2 al 16 settembre ed è stata effettuata il giorno 17 settembre sulla base della consistenza campionaria, della data di realizzazione e del metodo di raccolta dei dati. I sondaggi considerati sono stati realizzati dagli istituti EMG (data di pubblicazione: 10 settembre), Ixe’ (10 settembre), Noto (8 settembre), Only Numbers (4, 11 e 15 settembre), Piepoli (11 settembre), SWG (7 e 14 settembre), Tecne’ (7 e 9 settembre) e Youtrend (4 settembre).
(da agenzie)
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Settembre 19th, 2026 Riccardo Fucile
INDAGATI QUATTRO SOCIETÀ E I LORO RAPPRESENTANTI LEGALI: AVREBBERO CREATO CREDITI D’IMPOSTA FITTIZI, DICHIARANDO FALSAMENTE DI AVERE EROGATO CORSI DI FORMAZIONE PER I DIPENDENTI … DALLA INDAGINI È EMERSO ANCHE “UN VORTICOSO SISTEMA DI RICICLAGGIO”, CON UN GIRO DI DENARO ANCHE ALL’ESTERO, PER 300 MILIONI DI EURO
La Procura europea (Eppo) di Milano ha eseguito perquisizioni e congelato beni per un valore di
2,6 milioni di euro nell’ambito di un’indagine su una presunta frode riguardante risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) dell’Italia. L’indagine è condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Milano sotto il coordinamento dell’Eppo, segnala una nota.
I beni sono stati congelati nell’ambito di un provvedimento da 4,9 milioni di euro emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano nei confronti di quattro società e dei loro rappresentanti legali, sospettati di avere beneficiato di fatture fittizie e di meccanismi illeciti di somministrazione di manodopera.
Secondo le ipotesi investigative, gli indagati avrebbero creato crediti d’imposta fittizi per un valore di 2,38 milioni di euro, dichiarando falsamente di avere erogato corsi di formazione per i dipendenti che, in realtà, non si sarebbero mai svolti. I crediti d’imposta fittizi sarebbero stati poi utilizzati per ridurre i versamenti fiscali e contributivi relativi a centinaia di lavoratori, successivamente forniti illegalmente ad aziende terze.
L’indagine ha anche portato alla luce una distinta presunta frode riguardante due società che avrebbero ottenuto finanziamenti garantiti dallo Stato per 7,3 milioni di euro sulla base di informazioni false contenute nelle domande. Gli elementi raccolti indicano inoltre che entrambi i sistemi si sarebbero basati su società di comodo e fatture fittizie relative a operazioni inesistenti.
È stato scoperto, inoltre, un presunto sistema internazionale di riciclaggio che coinvolge società di diversi Paesi e attraverso il quale centinaia di milioni di euro sarebbero stati trasferiti verso la Cina e Hong Kong.
Un “vorticoso sistema di riciclaggio” con movimentazioni di denaro, anche all’estero, per oltre 300 milioni di euro. Lo descrive il gip di Milano nel decreto con cui ha disposto un sequestro preventivo da circa 4,9 milioni di euro in un’inchiesta della Procura europea, ufficio di Milano, condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza milanese, su una presunta frode riguardante risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) dell’Italia.
Le indagini, si legge nell’ordinanza, hanno delineato, infatti, un “deflusso di risorse finanziarie verso la Cina, individuando una rete di società dedicate, con conti correnti incardinati in Asia e nell’Est Europa”.
Negli approfondimenti sono venute a galla anche una serie “di società ungheresi che, tra il 2019 e il 2022, hanno ricevuto fondi dall’Italia per circa 64,9 milioni di euro, fungendo da vero e proprio ‘collettore'” e coinvolgendo società di altri Paesi, come Emirati Arabi, Svizzera, Lituania, Belgio e Germania. E con movimenti di denaro in totale per “oltre 309 milioni di euro”.
(da agenzie)
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Settembre 19th, 2026 Riccardo Fucile
“IL FOGLIO”: “TUTTI FRONTI CHE PIÙ PASSA IL TEMPO E PIÙ SI RITROVANO, CON LA MINACCIA PUTINIANA, COME DINANZI A UNO SPECCHIO CHE MOSTRA LE PROPRIE IPOCRISIE. SONO ANTIFASCISTI, DICONO, MA DI FRONTE AI FASCISMI DEL PRESENTE CHIEDONO DI ALZARE LA BANDIERA BIANCA. SONO SOVRANISTI, DICONO, MA NON DIFENDONO LA SOVRANITÀ DI UN PAESE AGGREDITO”
Sono passati quattro giorni dal ritrovamento di un drone di fabbricazione russa su una spiaggia polacca del Baltico, con una testata a bordo. Sono passati tre giorni dal minaccioso drone neutralizzato da due caccia italiani per conto della Nato, sui cieli della Lituania, nel giorno della visita del ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto (e ieri due caccia italiani si sono alzati in volo ancora in Lituania, stavolta a causa di una violazione dello spazio aereo da parte di due jet militari russi).
Sono passati cinque giorni dall’attacco a un convoglio ferroviario al confine tra Polonia e Russia. Sono passati sette giorni dal passaggio ravvicinato di un altro drone di fronte all’aereo su cui volava Zelensky. […]
Sono passati poco più di dieci giorni dall’attribuzione alla Russia del drone con esplosivo professionale e con un detonatore ritrovato nell’hub logistico della Nato di Lipsia.
Lo avete visto: sono giorni, settimane, mesi, che la Russia tenta di testare le difese dell’Europa, oltre che quelle della Nato, oltre che quelle dell’Ucraina, e sono settimane che gli esplosivi russi tendono, in una parte dell’opinione pubblica, a catturare un’attenzione minore rispetto a quella che ogni giorno riesce a catturare un esplosivo meno minaccioso rispetto a quello russo, come quello, pieno di affetto, indirizzato da Valter Lavitola a Sigfrido Ranucci.
La parte di opinione pubblica che in queste settimane è rimasta più indifferente rispetto agli ordigni fatti avvicinare, con poco amore, dalla Russia al territorio europeo e della Nato è quella che ogni giorno si abbevera alle fonti di alcuni partiti, il fronte di Vannacci, il fronte di Salvini, il fronte del M5s, con il suo codazzo mediatico al seguito.
Tutti fronti che più passa il tempo e più si ritrovano, con la minaccia putiniana, come dinanzi a uno specchio che mostra le proprie ipocrisie.
Sono antifascisti, dicono, ma di fronte ai fascismi del presente chiedono di alzare la bandiera bianca, perché i fascisti, se provocati, possono essere pericolosi. Sono partigiani della libertà, dicono, ma di fronte ai nuovi partigiani europei chiedono il disarmo, chiedono la diserzione, dimenticando la grande lezione, da vero partigiano della Costituzione, di Sergio Mattarella, che il 25 aprile di qualche anno fa creò un parallelismo tra la resistenza italiana e quella ucraina: “Un popolo in armi per affermare il proprio diritto alla pace dopo la guerra voluta dal regime fascista”.
Sono sovranisti, dicono, ma non difendono la sovranità di un paese aggredito. Sono pronti a scendere in piazza contro il riarmo, dicono, ma solo contro quello europeo, non contro quello putiniano.
Sono per armare tutti gli italiani, armi sempre più libere, se possibile, ma non sono per difendere gli europei minacciati dalle armi di potenze straniere. Sono per portare l’esperienza dell’esercito in politica, ma si rifiutano di considerare le minacce agli eserciti europei come minacce che valga la pena ritenere primarie.
Si dicono garantisti in Italia, ma poi trasformano ogni sospetto contro Zelensky in una prova da non dimostrare. Si muovono come giustizialisti in Italia, niente prove, per condannarti basta un sospetto, ma sono poi pronti a usare il massimo del garantismo con Putin, per considerarlo innocente fino a prova contraria di tutti i crimini commessi, arrivando persino, come ha fatto il direttore di un noto giornale, a considerare Putin come un “criminale responsabile”.
Sono attentissimi a denunciare le interferenze, presunte, dell’Europa durante le elezioni, ma sono particolarmente timidi nell’evidenziare le interferenze, certe, della Russia nelle elezioni in Europa, come per esempio in Romania.
E mentre la Russia stuzzicava e minacciava l’Europa ai suoi confini, sentite cosa hanno detto in questi giorni i nostri eroi. Salvini: “Mi sembra che ci sia un’ansia anti russa che mi preoccupa” (slurp!). Vannacci, interrogato sui droni attribuiti a Mosca: “Moltissime di queste accuse sono totalmente infondate” (slurp!).
Conte: le ingerenze russe sono un “allarme gettato in modo un po’ frettoloso”. Il tutto poi perfettamente sintetizzato da Marco Travaglio, sul Fatto quotidiano, ieri, secondo il quale è l’Europa che minaccia la pace (Travaglio nel 2022 sostenne che l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia era un’invenzione americana: slurp!), secondo il quale è l’occidente che provoca Putin (Putin ha portato all’7,4 per cento la quota di pil destinato al riarmo (era il 4 nel 2022), ma se il riarmo lo fa Putin va bene, se lo fa l’Europa no: slurp!) e secondo il quale l’Europa sbaglia a cercare un modo per difendersi perché una guerra che non si può vincere non va neppure combattuta
Ci si potrebbe augurare, in modo utopistico, che le bombe d’amore di Lavitola eccitino un pezzo dell’opinione pubblica italiana, meno di quelle senza amore di Putin. Ma di fronte all’indifferenza rispetto alle minacce portate dalla Russia ai confini dell’Europa, lo specchio chiamato Putin un pregio ce l’ha: chi sceglie di giocare con la bandiera bianca, chi sceglie di soffiare sul partito della diserzione, chi sceglie di chiudere gli occhi sui droni impazziti, anche quando questi avrebbero potuto colpire un ministro del proprio governo, non lo fa per coerenza, lo fa per scelta, perché dovendo scegliere da che parte stare, tra l’Europa che si difende e i nemici dell’Europa che si riarmano, ha scelto da che parte stare.
Feroci con gli antifascisti di un tempo, morbidi con i fascismi di oggi, che minacciano un bene prezioso che si chiama libertà. Feroci con gli immigrati ai confini, non con i dittatori che minacciano una frontiera preziosa che si chiama democrazia.
(da il Foglio)
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Settembre 18th, 2026 Riccardo Fucile
PEPPINIELLO NON SMETTE DI ALZARE I TONI CONTRO IL RIARMO E CONTRO GLI AIUTI A KIEV E GUARDA CON SOSPETTO GLI ULTIMI SONDAGGI: SE LA SEGRETARIA DEM FOSSE LA CANDIDATA PREMIER, IL MOVIMENTO RISCHIA DI CALARE A PICCO
Negli ultimi giorni, intorno a Giuseppe Conte, il pretesto – o cavillo – è l’Ucraina. E la spaccatura, ove
mai la legge elettorale naufragasse, sarebbe invece con il Pd. Non più litigare ma rompere l’alleanza. Addirittura.
E’ il pensiero stupendo che, strisciando, fa capolino nelle riunioni più intime. E’ la pazza-pazza idea, ancor più folle con il premione di maggioranza. Eppure, Giuseppe Conte guarda i sondaggi. Osserva che le primarie, dopo l’estate, gli danno torto. L’ultimo oracolo, mandato in onda a L’Aria che tira, su La7, ribalta le proiezioni primaverili.
Forse, inesorabilmente. Elly Schlein, coi contrafforti di Fratoianni e Bonelli, è al 62 per cento. L’ex premier, giammai rassegnatosi alla condizione di “ex”, è invece al 38. E dunque, a settembre, anche per lui è tempo di migrare.
Dopo l’estate, i gazebo si incendiano e diventano così un tormento che condannerebbe nuovamente il capo alla condizione di “ex”. Chi ne dà conto, vicino a lui, aggiunge un dettaglio. Dopo le interviste contro il riarmo, e le votazioni sui temi degli attivisti a Nova, Giuseppe Conte vuole vincolare, adesso, le primarie al programma.
O meglio: vuole che insieme al leader siano espliciti, sulla scheda, dei ben precisi stralci. Le famigerate linee rosse, come usa dire. Quella che non soltanto traccia il generale Vannacci a Meloni ma pure l’ex premier a Schlein. E, tra le linee, la più rossa è appunto il (non) sostegno a Kyiv.
L’Ucraina è il pretesto. Il cavillo. L’occasione per rompere se la legge non passasse o comunque, nel frattempo, per prendere le misure con questa legge assai bipolare. “Non può essere che se Schlein o qualcun altro vince le primarie – ha detto e ripetuto Conte – a quel punto si mandano a gogò armi in Ucraina per un conflitto che ci sta portando a una guerra mondiale”.
Il punto, insomma, è che Giuseppe Conte non vuole tornare a Chigi da portaborse. E se pure una rottura col premio di maggioranza al 42 per cento significherebbe pungere la rana che lo trasporta – il Pd – per affondare con lei, il pensiero è stato fatto. Il pensiero c’è.
I sondaggi di Piepoli, che l’ex premier guarda, confermano come per lui il migliore dei mondi possibili, con il Melonellum, sarebbe un campo largo con Conte premier. E come invece un leader dem farebbe perdere in assoluto più voti al Movimento.
La via mediana dei Cinque stelle fuori dall’alleanza innescherebbe sì la reazione del voto utile, ma le perdite sarebbero minori rispetto all’ipotesi numero due: il Pd con Conte a rimorchio.
(da I Foglio)
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Settembre 18th, 2026 Riccardo Fucile
SECONDO UN NUOVO RAPPORTO CI SONO CIRCA 500 COLLEGE E UNIVERSITÀ IN TUTTO IL PAESE DOVE ALMENO IL 40% DEGLI STUDENTI NON RIESCE A RIDARE LE RETTE FINANZIATE, LASCIANDO IL CONTO AI CONTRIBUENTI AMERICANI MENTRE GLI ISTITUTI INCASSANO
In centinaia di college Usa, fino all’80% degli studenti non riesce a rimborsare i prestiti studenteschi. Secondo un nuovo rapporto ci sono circa 500 college e università in tutto il paese dove almeno il 40% degli studenti non riesce a rimborsare i prestiti studenteschi federali, lasciando il conto ai contribuenti americani mentre gli istituti incassano.
Alcuni, come il Construction Training Center in South Carolina e il Legends Barber College in Texas, hanno tassi di insolvenza del 70-80%, secondo una nuova analisi di Npr. I fondi pubblici mantengono a galla questi piccoli istituti, rappresentando oltre due terzi delle loro entrate totali.
Al Diversified Vocational College di Los Angeles, ad esempio, il 73% degli studenti che hanno usufruito di prestiti federali non ha onorato i pagamenti per l’anno accademico 2024-2025, mentre i 3,5 milioni di dollari di prestiti federali concessi agli studenti quell’anno rappresentavano quasi il 90% delle entrate.
Ciò significa che quasi tre quarti degli studenti del Diversified Vocational College hanno pagato la retta con fondi federali, per poi non rimborsare il governo per oltre tre mesi.
(da agenzie)
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Settembre 18th, 2026 Riccardo Fucile
AD AGOSTO LA COMUNITÀ BENGALESE DI VENEZIA AVEVA MINACCIATO LO SCIOPERO DOPO CHE IL SINDACO SIMONE VENTURINI HA CASSATO IL PROGETTO A LORO SPESE PER LA COSTRUZIONE DELLA MOSCHEA, MENTRE LO SCORSO 4 SETTEMBRE, L’INFLUENCER MAL-DESTRO SIMONE CARABELLA HA DISTURBATO LA PREGHIERA DI UN GRUPPO DI 200 BENGALESI CON UN PANINO CON LA MORTADELLA E CANTANDO L’INNO DI MAMELI
Uno striscione con la scritta “La vostra integrazione è la nostra rovina” è comparso stamani davanti alla
scuola “Giulio Cesare” di Mestre (Venezia), situata in un quartiere ad alta presenza di stranieri, in particolare bengalesi.
La denuncia viene dalla Cgil di Venezia, che lo definisce “un atto vile e inaccettabile. Ancora una volta l’estrema destra tenta di trasformare una scuola nel centro delle polemiche, strumentalizzando bambine e bambini per alimentare odio e tensioni”.
In un vicino parco cittadino – come riporta il sito della Nuova Venezia – sono state tracciate con della vernice bianca scritte “No Islam” a terra, e una croce in un capanno porta-attrezzi, che sono state cancellate dagli addetti della multiutility Veritas.
(da agenzie)
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Settembre 18th, 2026 Riccardo Fucile
BASTA CON LA PALLA DELLA “DEMOCRAZIA TOLLERANTE”: ESISTE UNA COSTITUZIONE, CHI NON SI ADEGUA E SEMINA ODIO FUORI DAI COGLIONI, A TUTTI I LIVELLI… IL RAZZISMO, LA PROPAGANDA E I RICHIAMI A IDEOLOGIE TOTALITARIE SONO ATTI SOVVERSIVI E CI VOGLIONO I RASTRELLAMENTI
“Ho avuto paura di morire. Lui mi accoltellava e stava in silenzio”. Sono le prime parole della professoressa Isabella Marsilio, accoltellata questa mattina nella scuola media Verga a Centocelle. Al telefono, affaticata, risponde alle domande di Repubblica. “Sono ferita nell’animo soprattutto. Sono sconvolta che un ragazzo così giovane e con una famiglia alle spalle di tutto rispetto abbia concepito tutto questo”.
Professoressa, cosa è accaduto stamattina in classe?
“Erano le 9,20. Senza bussare vedo entrare il mio alunno. L’ho guardato ma non ho fatto in tempo a rendermi conto. Indossava un casco da ciclista e un paio di occhiali con telecamera. Nella mano sinistra teneva una bomboletta di spray al peperoncino che mi ha spruzzato in faccia. Poi mi ha colpita con un pugnale che aveva una lama di almeno 20 centimetri. Non ha mai detto parola. Niente. Né prima, né dopo”.
E’ stata soccorsa?
“Subito, da un meravigliosostudente che lo ha bloccato. Poi si è scatenato l’inferno nella scuola”.
Professoressa, sul suo profilo campeggiano diversi post che inneggiano alla remigrazione e a idee fasciste. Lo studente che l’ha soccorsa è della Repubblica del Congo. Si sente a disagio adesso?
“Non c’è nulla di incongruente tra un’idea che esprimo sui social e applaudire a un ragazzino che mi ha salvata. Le mie idee non cambiano”.
Quindi la pensa sempre allo stesso modo sulla remigrazione?
“Certo. Il mio studente del Congo ha tutti i diritti per stare qui e gli dovrebbero dare una medaglia. Diverso è per chi viene qui e delinque”.
E se a salvarla fosse stato un ragazzino irregolare?
“Se non fosse stato regolare non sarebbe stato un mio alunno”.
Ha saputo che lo studente che l’ha accoltellata aveva pianificato tutto?
“Lo apprendo in questo momento e sono sconvolta. Mi è stato anche riferito che nell’ultima settimana aveva detto ai compagni che mi avrebbe accoltellata”.
Lei aveva un presentimento?
“Assolutamente no. Adesso ho chiaro quale è stata la molla scatenante”.
Quale?
“Il compito in classe programmato per questa mattina per recuperare il debito in Storia”. […]
Vuol dire qualcosa al suo studente?
“Sì, gli voglio bene e mi dispiace enormemente di aver compreso adesso quanto forte e profondo fosse il suo malessere. Mi dispiace tantissimo se lui ha scambiato i miei insegnamenti per accuse o punizioni. Anche se non l’ho mai punito. Ha covato una grande rabbia dentro di sé nei miei confronti provo un grandissimo dispiacere per il suo malessere”
(da Repubblica)
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Settembre 18th, 2026 Riccardo Fucile
“GENERALE RIDACCI LA SICUREZZA DI UNA VOLTA, I SEQUESTRI DI PERSONA, LE RAPINE DA FILM, LE BOMBE SUI TRENI, LE STRAGI MAFIOSE, IL PIZZO, LA LUPARA BIANCA, IL CIRCEO, TUTTA ROBA LOCAL, SANA E SOVRANA”
I Subsonica dedicano alla visita di Vannacci a Torino un post sarcastico. Su Fb scrivono che «Oggi il
leader di “TRAPASSATO NAZIONALE” fa visita alla nostra città. Ci sembrava educato dedicargli un pensiero:
Generale, ridacci la sicurezza di una volta! Ridateci i sequestri di persona, le rapine da film con sparatoria in strada, l’eroina spacciata dall’oggi al domani con metodo e costanza in ogni quartiere- anche di provincia- da filiera italiana certificata: raffinazione e distribuzione. Le bombe sui treni, le stragi di mafia, gli anni di piombo, i sassi dai viadotti, i rifiuti tossici nei campi, la Magliana, il pizzo, la lupara bianca, la Uno bianca, Scandicci, il Circeo… Quanta nostalgia quando era tutta roba local, sana e sovrana. Non se ne puó più di stranieri accattoni, borsaioli, rissosi, palpeggiatori e maranza amici dei sinistri amici dei magistrati, che negli anni hanno trascinato vergognosamente l’Italia (statistiche dei reati alla mano) verso il preoccupante primato di secondo paese più sicuro d’Europa. Dopo il Lussemburgo».
(da agenzie)
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