Marzo 11th, 2017 Riccardo Fucile
“SALVINI POTEVA FARE LA SUA PROPAGANDA RAZZISTA IN UNO SPAZIO PRIVATO, NON IN UN POSTO RICONDUCIBILE ALL’AMMINISTRAZIONE”
Intorno alla vicenda Salvini alla fine a Napoli è stata guerriglia urbana. 
“Vorrei riproporre – dice all’ANSA il sindaco Luigi de Magistris – le immagini del corteo: un fiume di diecimila persone che partecipavano ad una manifestazione pacifica, dove prevalevano unicamente l’orgoglio dei napoletani, l’ironia e il forte contenuto politico dell’iniziativa. Le immagini finali feriscono la potenza politica di quella manifestazione, dagli alti contenuti democratici. Prendo le distanze dai violenti che non incarnano lo spirito autentico, pacifico, della città che io rappresento”.
Di chi le responsabilità ?
“Di chi ostinatamente non ha voluto ascoltare il messaggio di buon senso del sindaco e dell’amministrazione. Noi non abbiamo mai detto ‘no Salvini a Napoli’. Il sindaco ha semplicemente espresso la contrarietà ad un’iniziativa assolutamente inopportuna: la presenza alla Mostra d’Oltremare, in un luogo dell’amministrazione o comunque riconducibile all’amministrazione, di un esponente politico, Salvini appunto, che si è distinto per atteggiamenti xenofobi e razzisti. E che, all’insegna dello slogan ‘Napoli colera’, ha fatto della sua vita politica un atto di fede contro Napoli e il sud. Ma qualcuno non ha voluto sentire ed ha alzato a dismisura il livello dello scontro. Salvini avrebbe potuto benissimo essere a Napoli e fare la sua propaganda politica xenofoba e razzista in un altro luogo privato, non riconducibile all’amministrazione. Non ci sarebbe stata l’imposizione nei miei confronti, che ho solo difeso la città “.
E’ scontro ora tra Lei e lo Stato?
“A Napoli io sono il sindaco, dunque sono lo Stato. Approvo le scelte opportune, critico quelle sbagliate, come quella del ministro Minniti, che ha voluto imporre Salvini alla Mostra d’Oltremare. Per me parlano i miei trascorsi di non violento, di magistrato, di napoletano orgoglioso di esserlo e al servizio della gente. Proprio per questo anche oggi, come sempre, prendo le distanze da ogni forma di violenza. Napoli ha mille problemi e non aveva proprio bisogno di queste tensioni”.
Perchè non ha partecipato al corteo?
“Non era il corteo del sindaco. Era stato indetto da pezzi della città vera, ed è stato un corteo molto bello. Fino a quando episodi violenti hanno sporcato la forza politica di quell’iniziativa. E’ assolutamente necessario distinguere tra i veri napoletani e i violenti che nulla a che fare con Napoli e la sua storia”.
Sindaco, si sente un po’ responsabile?
“Assolutamente no. Io fin dal primo momento ho avuto parole chiare e nette, e la mia storia non può essere messa in discussione. La responsabilità per quello che è accaduto va cercata in chi, forse non senza motivo, ha voluto alzare il livello dello scontro”.
Ha sentito il ministro Minniti?
“Oggi no”.
Ieri?
“Mi fermo qui…”.
(da agenzie)
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Marzo 11th, 2017 Riccardo Fucile
“ALLEANZA BASATA SU PUNTI PROGRAMMATICI”: CHIAMIAMOLI ACCORDI SOTTOBANCO CON ALTRI PARTITI
«Se arriveremo primi, dovremo dimostrare di essere una forza di governo capace di coalizzare in Parlamento»: Luigi Di Maio sdogana le alleanze per il MoVimento 5 Stelle secondo quanto racconta un retroscena firmato da Francesco Verderami per il Corriere della Sera oggi.
Un cambio di prospettiva tangibile che riecheggia le parole di Massimo Bugani: «Al Senato — aveva detto — con la legge attuale si può lavorare sul programma e vedere chi ci sta. Altre forze potrebbero darci un appoggio esterno. Ovviamente il governo sarebbe del M5S, però coinvolgendo altri partiti su punti programmatici chiari e condivisibili».
L’idea di Di Maio, secondo il Corriere, non si discosta di molto. E prevede un’alleanza su punti programmatici senza trattative per i ministeri e con nuovi strumenti di dialogo parlamentare che permetterebbero di concretizzare i risultati elettorali e sventare la possibilità di una (nuova) Grande Coalizione tra la sinistra, il Partito Democratico e Forza Italia:
«Coalizzare» altre forze in Parlamento sarà inevitabile per il Movimento, uno stato di necessità dettato dal sistema tripolare e dai due modelli elettorali di Camera e Senato che – questa è la previsione dei grillini – non verranno riformati e forse nemmeno armonizzati. A quel punto, senza una maggioranza autosufficiente «dovremmo assumerci la responsabilità di ricercare un’intesa per evitare il vuoto», sostiene Di Maio, che per superare ostilità e scetticismo scarta «le logiche di transazione del passato» e assicura che «sperimenteremmo nuovi strumenti di dialogo parlamentare».
«Avverrebbe tutto alla luce del sole», «non faremmo accordi sui ministeri», «verificheremmo solo se c’è la compatibilità di altri gruppi con il nostro programma», ripete il vice presidente di Montecitorio: parole d’ordine che servono a tutelare l’identità , ad attutire il colpo e ad esorcizzare la nemesi.
Perchè c’è il rischio che i grillini subiscano ciò che subì Bersani per mano loro nel 2013, sebbene quella proposta sia stata sempre derubricata come «un generico tentativo di far partire un modesto governo».
E alla sfida di governo i Cinquestelle si stanno preparando, così da essere pronti in autunno: l’approssimazione con cui si è gestita la vittoria a Roma ha offerto un’immagine di inaffidabilità che pesa e che andrà cancellata.
Certo, rimane l’incognita di conoscere come la base prenderà una decisione del genere, che comunque verrà negata fino all’ultimo secondo prima della chiusura delle urne per cercare di massimizzare il risultato elettorale.
Ma ad oggi, con il sistema elettorale attualmente in vigore e uscito dalle sentenze della Corte Costituzionale, nessuna forza sembra in grado di puntare alla maggioranza assoluta in entrambe le camere, anche se c’è la possibilità che il premio di maggioranza scatti per chi arriva al 41% a Montecitorio.
Se poi anche la legge elettorale dovesse essere cambiata alla vigilia delle elezioni, come del resto è già successo, tutto potrebbe tornare in gioco.
(da “NextQuotidiano”)
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Marzo 11th, 2017 Riccardo Fucile
IL MIRACOLO TUTTO IN FAMIGLIA: IL MINISTRO DEGLI INTERNI EX PCI RIESCE A MANGANELLARE ESTREMISTI DI SINISTRA PER REGGERE IL MOCCOLO A UN EX COMUNISTA PADANO… LA FATTURA DEI DANNI MANDATELI AL VIMINALE
Guerriglia urbana a Napoli ma poteva andare peggio. 
Un intero quartiere, Fuorigrotta, sotto assedio, con la polizia armata agli incroci stradali e manifestanti incappucciati che tentano ripetuti assalti. Salvini parla all’interno del Palacongessi davanti a 800 simpatizzanti cammellati da fuori regione e nella città la tensione è altissima.
Tutto parte intorno alle 17 con due bombe carta lanciate vicino al commissariato di polizia di Fuorigrotta. Due esplosioni e la situazione precipita velocemente.
Gli agenti in assetto anti-sommossa presidiano l’ingresso di Viale Kennedy e le altre vie laterali che portano alla Mostra d’ Oltremare a Napoli dove è in corso il comizio del leader della Lega Nord.
I manifestanti arrivano e partono i lanci di pietre e petardi contro in cordone di forze dell’ordine. Il corteo viene spinto verso piazzale Tecchio e davanti la stazione dei Campi Flegrei.
La polizia risponde con un fitto lancio di lacrimogeni. Partono anche gli idranti contro i contestatori, che continuano a bersagliare i poliziotti con petardi e bombe carta.
I manifestanti indossano le maschere di pulcinella, rovesciano cassonetti, lanciano molotov. Alcuni sono armati di bastoni, potrebbero essere componenti del tifo ultrà . La polizia cerca di contenerli su più fronti. Intanto l’incitamento a sfondare il cordone arriva anche via megafono ed è un continuo susseguirsi di sassaiole, corse contro le forze dell’ordine e risposte con un idrante nel tentativo di disperdere la folla.
Gli scontri si moltiplicano. Violente frizioni anche in via Giulio Cesare. Terrore tra la gente che cerca rifugio nei palazzi circostanti. I negozianti abbassano le saracinesche.
Un’ora di assalti e cariche. Poi la tregua. Alle 18 sembra tornare la calma.
Le strade rimangono ricoperte di cocci di bottiglie infrante, cassonetti dei rifiuti rovesciati, segnali stradali divelti, immondizia data alle fiamme e pozzanghere d’acqua (laddove sono intervenuti gli idranti) .
La rappresentazione in famiglia è finita.
(da agenzie)
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Marzo 11th, 2017 Riccardo Fucile
LA STRATEGIA DI BERLUSCONI E LA MEDIAZIONE DELLA MELONI PER ARRIVARE A UN COMPROMESSO TEMPORANEO… “SE NON CONFERMA MARONI, SALVINI E’ MORTO”
Tra Berlusconi e Salvini non c’è mai stata simpatia e i due, oggettivamente, non si sopportano. Ma la politica più che con sentimenti e risentimenti si fa sulla base di convenienze e rapporti di forza.
E negli ultimi colloqui tra i due — frequenti – si è parlato di un’alleanza e anche di come superare quegli ostacoli che in pubblico sembrano insormontabili, ovvero le famose primarie.
In un certo senso, Salvini è “costretto” all’alleanza.
Dice una fonte alta della Lega: “Se non si votasse in Lombardia, Matteo andrebbe anche con una lista sovranista candidandosi premier, tanto sa che non vince, perchè lui è consapevole che non può fare il premier. Ma se rompe con Berlusconi è un casino in Lombardia e nel Nord, non se lo può permettere”.
Ecco il primo punto. In Lombardia si vota nel 2018 ed è possibile un election day assieme alle politiche.
Maroni, così come Zaia, come gli amministratori del Nord rappresentano la Lega pragmatica e di governo, più territorio che talk: “Se non conferma Maroni — prosegue la fonte — Salvini è morto”.
Il secondo aspetto è che non si può dire che il Matteo leghista abbia la Lega in pugno.
Si spiega così il perchè slitta il congresso della Lega. I maligni sospettano che dietro l’attivismo di Bossi ci sia il sostegno, anche “finanziario” di Berlusconi per indebolire Salvini e convincerlo a trattare.
Sia come sia, basta parlare con i leghisti del Nord per capire come nelle sezioni il malcontento verso l’attuale segretario sia notevole.
E c’è un motivo se, ormai, nessuno più parla delle famose “primarie” che Salvini aveva convocato in aprile.
O se, negli ultimi giorni, il leader della Lega ha confidato a qualche amico quale sia il suo vero obiettivo, in caso di vittoria: fare il ministro dell’Interno, posto perfetto ritagliarsi un ruolo “sovranista” sull’immigrazione.
Ma al tempo stesso l’obiettivo rivela che la consapevolezza di essere un po’ unfit to lead (il paese). E si capisce anche perchè Giorgia Meloni, una cresciuta a pane e politica, nelle ultime uscite ha già fatto proposte che rappresentano una mediazione avanzata: ha proposto la lista unitaria del centrodestra dove possibile, non ha drammatizzato sulle primarie, anzi ha proposto di affidarle a una legge (un modo per tenere la bandiera senza farle) e ha evitato frontali su Berlusconi.
La trama c’è (anche se non si vede).
Anche per scavallare la questione delle primarie: ogni partito indica il candidato premier, quello che arriva prima lo fa. Che poi sarebbe l’idea che sempre la Meloni ha messo nero su bianco nella sua proposta di legge elettorale.
Una “coalizione” non è un matrimonio indissolubile. È una necessità .
Dice un ex ministro di Berlusconi, in un colloquio a microfoni spenti: “Parliamoci chiaro, se andiamo da soli andiamo sotto il dieci. Con la coalizione, ognuno massimizza il gruppo parlamentare. Se vinciamo bene, se non vinciamo apriamo dopo alle larghe intese”.
Ecco, l’afrodisiaco rivitalizza l’alleanza, non l’amore. Il centrodestra non è morto, anche se non si vede.
(da “Huffingtonpost”)
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Marzo 11th, 2017 Riccardo Fucile
AD ALESSANDRIA L’ASCOM HA ARRUOLATO SEI VOLONTARI: CAFFE’ OFFERTI DAI NEGOZIANTI…ORA PARMA VUOLE COPIARE L’IDEA
Questione di punti di vista, di approcci, situazioni: anche l’integrazione può diventare semplice se i
protagonisti incrociano gli sguardi in un contesto inaspettato.
Via Dante, Alessandria, giovedì mattina: i commercianti notano la presenza di alcuni ragazzi di colore vicino ai loro vasi; hanno spugnetta in una mano, spruzzino nell’altra.
L’espressione di disagio si trasforma in un sorriso: «Cosa fate?». Chi sa l’italiano abbozza una spiegazione, poi ci pensa la «tutor» Simona Forlini ad aggiungere le parole che mancano: «Sono richiedenti asilo gestiti da Social Domus, che Ascom ha arruolato per la manutenzione dei vasi del Green Design. Da me in vivaio hanno imparato le tecniche, lavoreranno tre mattine a settimana».
E lo sguardo da sorpreso diventa di riconoscenza.
Dopo pochi minuti e qualche centinaio di metri, altri vasi e altre facce stupite, questa volta sono quelle di Bruna Lesina e Dora Cordara, che escono rispettivamente dalla lavanderia La Perfezione e dal negozio Portobello.
Scena simile: «Cosa succede?», spiegazione lampo. E le signore, subito: «Ma possiamo offrire il caffè a questi bravi ragazzi?».
E così fanno: insieme, si dirigono nel bar più vicino, pagano sei caffè e li portano, fuori, ai giovani giardinieri con pettorina gialla e zainetto nero, continuando a ripetere «che bella cosa».
Due signore che offrono sei caffè ad altrettanti richiedenti asilo, che si preoccupano di capire se hanno messo lo zucchero o no. Senza vasi di mezzo, l’avrebbero mai fatto? Passo indietro: per la prima volta, un’associazione di commercianti arruola una squadra (sei persone) di richiedenti asilo per tenere puliti e rigogliosi i vasi del centro storico; sono quelli colorati del progetto Green Design, pensato per migliorare l’arredo urbano di Alessandria.
Si firma una convenzione con l’associazione di promozione sociale Social Domus, che seleziona ragazzi ventenni che arrivano da Nigeria e Afghanistan.
In pochi giorni, Simona Forlini insegna a usare zappette e concimi, ieri era il primo giorno di «lavoro» (non vengono pagati, sono volontari) su strada.
E non strade qualunque: Alessandria è una città che ha problemi con l’accoglienza, ma che prova a superarli con idee come questa.
«Ero in via Dante qualche ora fa – ha raccontato Davide Valsecchi di Ascom per il Centro ieri pomeriggio alla presentazione ufficiale dell’iniziativa – e sono particolarmente soddisfatto di quello che ho visto: ragazzi che lavorano e commercianti che sono riconoscenti. Sono contento anche che si possa trasformare in un metodo».
In sala, i rappresentanti della Confcommercio di Parma che ascoltano e studiano come «copiarlo». «Questo – spiega Anna Pagella di Social Domus – è un esempio di sinergia tra pubblico, privato e sociale, in più regala una possibilità di inserimento reale per i ragazzi e li fa accettare dalla comunità ».
L’integrazione, questa volta, passa da un fiore.
Valentina Frezzato
(da “La Stampa”)
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Marzo 11th, 2017 Riccardo Fucile
TRA POCHI MINUTI LA PARTENZA ALLA VOLTA DELLA MOSTRA D’OLTREMARE
Sono già in piazza Sannazzaro i manifestanti che tra pochi minuti partiranno alla volta della Mostra d’Oltremare.
Al corteo «mai con Salvini» partecipano numerose sigle di comitati cittadini che oggi manifestano il loro disappunto rispetto alla visita del leader leghista.
«Noi non dimentichiamo il passato – dichiara il presidente della III Municipalità Ivo Poggiani – e tutto il suo odio verso di noi. Oggi intendiamo manifestare tutto il nostro disappunto. Napoli non vuole Salvini e oggi lo ribadiremo con forza».
Tante le sigle, le associazioni e i movimenti in piazza.
I manifestanti hanno portato anche una ruspa, alla quale è stato affisso un ironico «foglio di via dal Sud» per Salvini. Bandiere del movimento «Dema» riconducibile al sindaco di Napoli Luigi de Magistris, del Regno delle Due Sicilie, immancabili i cori anti Lega e anti-Salvini.
I manifestanti sono già diverse centinaia.
(da “il Mattino”)
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Marzo 10th, 2017 Riccardo Fucile
L’ENTE “MOSTRA D’OLTREMARE” DISDICE LA SALA PER SALVINI, POI IL MINISTRO IMPONE DI FATTO AL PREFETTO LA REQUISIZIONE DELLO SPAZIO PRIVATO… UN FATTO INAUDITO: PERCHE’ MINNITI NON HA STESSA SOLERZIA NEL PERSEGUIRE CHI ISTIGA ALL’ODIO RAZZIALE OGNI GIORNO SUI SOCIAL?
Una giornata densa di colpi di scena. A Matteo Salvini viene prima negata e poi riconsegnata la sala
per il comizio napoletano prevista per sabato.
E dire che nel tardo pomeriggio la Mostra d’Oltremare – società partecipata – aveva comunicato di aver rescisso il contratto di affitto della sala.
Il motivo? Le annunciate proteste potevano danneggiare l’evento «Droni in mostra», di scena nel weekend in quegli spazi (la Mostra è una struttura molto grande, capace di ospitare più manifestazioni in contemporanea).
A stretto giro, il prefetto di Napoli Carmela Pagano, su sollecitazione del ministro dell’Interno Marco Minniti, ha però ordinato che la manifestazione di «Noi con Salvini» dovrà tenersi lì e non altrove.
Di fatto una requisizione di uno spazio di una società privata.
Non bastava l’impiego di centinaia di agenti pagati dai contribuenti per proteggere la zecca leghista in una delle sue provocazioni uso media, non è stata sufficiente la protesta dei napoletani di varia estrazione politica, si è voluto imporre la presenza di un “indesiderato” che a Napoli non è riuscito neppure a presentare la lista alle ultime amministrative, tanto per capire quanto conti.
Minniti poteva chiedere a D’Alema come si fa in questi casi.
Ai tempi del Pci e della Dc, i prefetti e i questori vietavano le manifestazioni per motivi di ordine pubblico, onde evitare che ci scappasse il morto.
Si è vietato a suo tempo persino un comizio in campagna elettorale del segretario del Msi a Genova, esperienza che abbiamo vissuto in prima persona.
Ma Salvini , grazie a Minniti e ora tramite il prefetto di Napoli, gode di una specifica immunità : può istigare all’odio sul web ogni giorno e raccogliere commenti di palese razzismo senza che i responsabili vengano mai identificati e perseguiti dal ministero degli Interni, viene protetto e tutelato anche quando indossa illecitamente la divisa della polizia di Stato.
Salvini ha diritto di parlare perchè siamo in Paese democratico?
In un Paese civile personaggi del genere non sarebbero da tempo a piede libero, costituendo un pericolo per lo Stato, come a suo tempo affermato da un giudice costituzionale.
Ci sarebbe un’alternativa: concedere a Salvini una piazza (non un luogo privato dove la proprietà non lo vuole) e farlo parlare a una condizione: nessuna presenza delle forze dell’ordine dello Stato italiano, Napoli ha ben altre esigenze che distrarre agenti dal loro servizio contro la criminalità .
Siamo certi che cuor di leone Salvini si presenterebbe lo stesso.
Domani a Napoli probabilmente assisteremo a proteste e incidenti: se ci saranno scontri, è eviidente a tutti che saranno sulla (in)coscienza di Minniti che non ha capito chi è l’unico clandestino che si aggira per l’Italia.
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Marzo 10th, 2017 Riccardo Fucile
IL MOVIMENTO DI DESTRA: “ACCOGLIAMOLO COME CI HA INSEGNATO NELL’ORO DI NAPOLI EDUARDO DE FILIPPO”
Una suoneria con pernacchio. Ispirata a Eduardo de Filippo in una delle scene più famose de ‘L’oro di Napolì, il film tratto dall’omonimo libro di Giuseppe Marotta.
A realizzarla il Movimento Neoborbonico che invita a farla sentire sia al leader della Lega, che domani sarà a Napoli, che a coloro che si ispirano in città alle sue posizioni. «In queste ore – sottolineano gli esponenti del Movimento – c’è tensione a Napoli per l’arrivo di Matteo Salvini. Chi vota o voterebbe Salvini al Sud o è poco informato(Salvini è il segretario di un partito che si chiama Lega Nord e spesso ha detto quello che veramente pensava dei Napoletani e dei meridionali e non erano complimenti) o è uno che spera di far carriera utilizzando Salvini.
In entrambi i casi si tratta di meridionali che non amiamo anche se si tratta di poche persone nel primo e nel secondo caso».
«Da oltre un secolo e mezzo il Sud, dopo i massacri e i saccheggi subiti durante l’unificazione, è colonia del Nord sia come mercato che come territorio sempre più dimenticato dalle politiche nazionali: se la questione meridionale inizia solo nel 1860 e dura da oltre 150 anni, evidentemente, a meno che qualcuno non creda davvero alla teoria lombrosiana (e magari leghista) dell’inferiorità genetica, evidentemente c’è qualcosa che non funziona nelle politiche nazionali e c’è qualcosa che non funziona nel racconto che del Sud si fa sui libri come sui giornali.
«Diversa, poi – sottolineano i Neoborbonici – la storia delle responsabilità delle classi dirigenti meridionali che (ieri come oggi) non hanno rappresentato e difeso le popolazioni meridionali ma solo se stesse, le loro posizioni e magari ruoli e incarichi locali e nazionali con diversi esempi anche attuali e anche magari tra chi contesta Salvini. Salvini è chiaramente un nemico del Sud. Non il solo e non l’unico».
«Nella nostra trimillenaria storia l’accoglienza e la nonviolenza sono state sempre presenti. Per questo motivo il Movimento Neoborbonico prende le distanze da qualsiasi eventuale iniziativa violenta o volgare e invita i propri iscritti e simpatizzanti e i Napoletani amanti della verità storica e del Sud a richiedere gratuitamente o a scaricare dal proprio sito e dai propri gruppi facebook una suoneria da far ascoltare a Salvini e ai suoi amici in questi giorni»
(da “il Mattino”)
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Marzo 10th, 2017 Riccardo Fucile
IL CAPO DELL’OPPOSIZIONE IN REGIONE: “I LEGHISTI PRENDONO LE RISORSE CHE DOVREBBERO ESSERE DESTINATE AL SUD, NON E’ CREDIBILE”
Stefano Caldoro, capo della opposizione di centrodestra in Consiglio Regionale della Campania in un
video su Facebook interviene sulla vicenda Salvini a Napoli, prendendo le distanze dal leader della Lega: “Noi non condividiamo le sue posizioni, Salvini è Lega Nord. difende il Nord, i leghisti prendono le risorse che dovrebbero essere date al sud ed è allora poco credibile Salvini al Sud. È bene che continui a fare politica al Nord, continui a prendere consensi al Nord, al Sud non ha proprio ragioni, c’è una contraddizione»
«Che farà ? – si chiede ancora Caldoro – toglierà risorse al Nord per darle al Sud? Nessun napoletano, nessun cittadino del Sud può mai credere a questa bugia. Lui tenterà sempre di difendere gli interessi del settentrione».
«È evidente – aggiunge – che non ha senso parlare di odio verso il Sud, di contrasti, di proteste, di striscioni, guardiamo invece alle cose concrete. Il Sud ha meno risorse: sanità , asili nido, sociale. Il cittadino è trattato male rispetto a quello del Nord. La Costituzione dice che tutti dobbiamo avere gli stessi diritti. Ma questo non avviene, perchè l’asse di potere della Lega e del Partito Democratico del Nord, soprattutto negli ultimi 15 anni, ha mantenuto le risorse lì, lasciando il resto del Paese ad avere maggiori difficoltà ».
“La mia parte l’ho fatta, oggi vedo invece che c’è una debolezza dei rappresentanti politici del Sud che protestano, parlano di odio e di scontri ma nella sostanza non fanno nulla e la situazione peggiora. Bisogna invertire la rotta».
(da “il Mattino”)
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