Agosto 4th, 2018 Riccardo Fucile
L’OPERAZIONE A FAVORE DI LEGA E M5S DA PARTE DI ESPERTI INFORMATICI RUSSI SARA’ ESAMINATA DAI MAGISTRATI DELL’ANTITERRORISMO… PER SALVINI SONO “FREGNACCE”: CUOR DI LEONE HA FORSE PAURA CHE EMERGA QUALCOSA?
Formalmente aperto dalla Procura di Roma, nei primi giorni della prossima settimana, un fascicolo d’indagine in relazione ai presunti attacchi web al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dietro i quali si sospetta possa esserci l’azione di troll russi.
L’indagine sarà affidata al pool di magistrati che si occupa dell’antiterrorismo. A piazzale Clodio è attesa un’informativa della polizia postale.
La vicenda riguarda ciò che è avvenuto la notte tra il 27 e il 28 maggio, come scritto da Repubblica lo scorso 30 maggio, proprio nelle ore in cui il Capo dello Stato espresse il suo “no” alla candidatura di Paolo Savona come ministro dell’Economia. Su Twitter si registrarono in pochi minuti circa 400 nuovi profili, tutti riconducibili ad un’unica origine, dai quali partirono migliaia di messaggi di insulti e di inviti alle dimissioni nei confronti del Presidente della Repubblica.
L’ipotesi è che dietro questi attacchi simultanei possano esserci operatori russi specializzati in troll, soggetti anonimi che sui social lanciano messaggi provocatori. Di questa vicenda si occuperà lunedì anche il Copasir, con l’audizione del direttore del Dis, Alessandro Pansa.
C’è un vero e proprio assalto di account e siti filo-Putin che portano avanti un’operazione di influenza e, in alcuni casi, di vera e propria disinformazione per veicolare le più bieche posizioni razziste contro i migranti, delegittimare l’Unione Europea e sostenere le posizioni dei sedicenti populisti, in primi la Lega di Salvini e in seconda battuta i grillini.
Ossia movimenti dalla pancia euroscettica (e la Russia lavora per l’implosione della Ue) e che sono sedotti più o meno dichiaratamente dall’uomo forte di Mosca, diventato il ‘faro’ degli eversori europei.
Non a caso in serata Salvini ha definito fregnacce queste notizie: ha forse paura che emerga qualcosa?
(da agenzie)
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Agosto 4th, 2018 Riccardo Fucile
LAGANA’ PROSPETTA IL DANNO CHE POTREBBE DERIVARE DALL’IMPASSE E SCRIVE ANCHE ALLA CORTE DEI CONTI
È il consigliere eletto dai dipendenti Rai, Riccardo Laganà . E ha deciso di sollecitare le
istituzioni sullo stallo che ha investito l’azienda dopo il no della commissione parlamentare di vigilanza a Marcello Foa e il pressing della Lega che non rinuncia al suo candidato.
“La autoassunzione della carica di presidente da parte di Marcello Foa, integralmente priva di efficacia, non rimane senza gravissime conseguenze giuridiche per la società Rai e per la concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo”, scrive in una lettera indirizzata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ai presidenti di Camera e Senato Fico e Casellati, al premier Giuseppe Conte e al procuratore generale della Corte dei Conti.
Nella lettera, che si basa su un parere legale, il consigliere eletto dai dipendenti Rai sottolinea che l’indicazione della Commissione di Vigilanza sulla nomina del presidente è “un requisito di efficacia, in mancanza del quale la nomina non completa il proprio iter e rimane priva di effetti”.
E parla dei danni, anche economici, che l’attuale situazione di stallo potrebbe provocare.
Laganà rileva dunque “il pericolo, da prevenire prima che la questione sia sottoposta alla competente autorità giudiziaria, che tutti gli atti sottoposti alla firma di Marcello Foa, in qualità di Consigliere più anziano con funzioni di Presidente, siano in realtà privi di qualsiasi effetto, con gravissimo danno per la Rai sia come società sia come concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo”.
E quindi i destinatari della lettera vengono invitati ad attivare gli strumenti politici, istituzionali, giuridici affinchè l’organo di amministrazione della Rai “dia seguito, in senso sostanziale e non formale, al parere della Commissione bicamerale Rai”.
Ai presidenti di Camera e Senato si era rivolto ieri il Partito democratico con una lettera dei suoi capigruppo, Graziano Delrio e Andrea Marcucci, “perchè sia tutelata la libera decisione della Commissione di vigilanza”.
In queste ore è scesa in campo anche l’Usigrai che attacca Mattteo Salvini accusandolo di un progetto di ridimensionamento dell’azienda: “Ridurre la pubblicità , ridurre il canone. E poi privatizzare. La ricetta perfetta per ridimensionare la Rai servizio pubblico. È questa la sintesi della proposta del vice presidente del Consiglio Matteo Salvini. Altro che rilancio. Altro che sviluppo. Tornano i vecchi progetti per togliere di mezzo la Rai”, si legge in una nota del sindacato dei giornalisti Rai.
E intanto Forza Italia avverte sui rischi di un possibile ricatto ai danni di Berlusconi. “In diversi retroscena c’è la notizia secondo cui il governo sarebbe pronto a una rappresaglia nei confronti di Forza Italia e del suo leader Silvio Berlusconi per il mancato appoggio al candidato presidente della Rai Marcello Foa. Questa ritorsione consisterebbe in un intervento legislativo-punitivo nei confronti di Mediaset con l’introduzione di una tassa sugli spot”, dice il vicepresidente dei deputati di Forza Italia Roberto Occhiuto.
“Se l’indiscrezione fosse vera – aggiunge – sarebbe oltre la soglia della minaccia: si tratterebbe di un volgarissimo tentativo di estorsione nei confronti dei parlamentari di Forza Italia. Tentativo che respingiamo fin d’ora carichi di sdegno. Ma siamo certi che tutto sarà chiarito in pochissimo tempo”.
(da “La Repubblica“)
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Agosto 4th, 2018 Riccardo Fucile
A CAUSA DEI PALETTI DEL DECRETO DIGNITA’ A UN UTENTE NON E’ STATO RINNOVATO IL CONTRATTO DI LAVORO…E SIAMO SOLO ALL’INIZIO
Uno degli 8mila lavoratori che rischiano di restare a spasso per l’irrigidimento delle maglie sui contratti a termine disposto dal decreto Dignità – secondo le discusse stime della stessa Relazione tecnica – emerge su Twitter e diventa subito un caso.
“Buonasera Ministro @luigidimaio, ci tengo a farle sapere che, anche grazie a lei e al suo decreto dignità , oggi mi hanno confermato che da settembre sarò finalmente un disoccupato. Non è che per caso @Tboeri aveva ragione? Ma tanto io aspetto il suo reddito di cittadinanza, no?”.
Il cinguettio amaro arriva nel tardo pomeriggio di mercoledì da parte dell’utente Tony Nelly (pseudonimo che già indica una scelta di campo), giovane sorridente “procrastinatore seriale” (la sua auto-definizione sul social), sul cui profilo campeggiano i colori dell’arcobaleno e la scritta “PRIDE”.
Il vicepremier Luigi Di Maio e il presidente dell’Inps, Tito Boeri, sono gli interlocutori chiamati in causa.
Con un chiaro riferimento alla polemica che è stata alimentata dalla relazione tecnica dell’Istituto nella quale si faceva presente che la stretta sui meccanismi di rinnovo dei contratti a termine e l’aumento delle tutele per gli assunti stabili in caso di licenziamento illegittimo avrebbero potuto portare un saldo negativo di assunzioni
Scorrendo i tweet più recenti di Tony Nelly, non mancano i commenti critici nei confronti di alcune prese di posizione del governo che lasciano intendere il suo scetticismo verso l’esecutivo gialloverde.
Riflessioni alternate alla questione del contratto. “Stasera con questo timorino che fra poco più di un mese potrei rimanere senza lavoro e allora mi mangio una coppa del nonno”, il messaggio del 26 luglio. E il 2 agosto arriva l’amara conferma di quel “timorino”
Il suo messaggio genera soprattutto comprensione e solidarietà . In molti gli augurano di trovare presto un nuovo impiego e molti altri temono che il suo sia un esempio che presto verrà seguito da molti.
“Sono dispiaciuta e ti capisco. Mia figlia probabilmente seguirà la tua scia a dicembre”, dice Loretta e Tony – sempre molto cortese – la rincuora: “Grazie e spero di no per la figlia, spero le andrà meglio!”.
Anche Monica è preoccupata: “Temo che ta dicembre toccherà la stessa sorte anche a me :(“. Molti attaccano il decreto parlando di “governo del licenziamento” e ringraziando ironicamente Di Maio per casi come questi.
Qualche utente si chiede se la connessione tra il Dignità e il mancato rinnovo sia stata esplicitata dall’azienda. Domanda ad esempio Sailor Gender dopo aver condiviso la sua solidarietà : “Ti hanno fatto capire che era anche dovuto al fatto che il Decreto Dignità li obbligava ad assumerti a tempo indeterminato?”.
La risposta arriva a stretto giro: “La mia responsabile ha precisato che, oltre a questioni di riorganizzazione aziendale, la nuova norma ha creato incertezza e l’ufficio del personale tende a essere molto prudente e che, cito, “chiaramente un tempo indeterminato ingesserebbe troppo l’azienda””.
E poco più avanti la ulteriore precisazione, a chi invoca la fine del precariato, che il Dignità dovrebbe agevolare: “È (anche) a causa di questo decreto se rimarrò a casa. Non è impedendo di fatto i tempi determinati che le aziende si metteranno a fare indeterminati. Quindi no, questo decreto, per come è ora, è una piaga per il lavoro”.
Non manca la bagarre politica e chi invece difende il testo. “Dovrebbe prendersela con il suo (ex) datore di lavoro. Se l’avesse confermato l’azienda sarebbe fallita? Non credo”, suggerisce Loris. Al quale lo stesso Tony replica: “Ovvio che no. Ma le aziende non sono enti caritatevoli e, soprattutto nelle grandi aziende, conta poco il buon lavoro che uno può aver fatto. Ci sono diverse logiche sottese, fra cui il budget. Ma se anche le norme non aiutano in tal senso, laddove possono, tagliano il personale”.
La storia circola e in poco tempo i “like” e i “retweet” al post superano quota 4mila, i commenti si moltiplicano. A distanza di qualche giorno, resosi conto di aver sollevato un vero e proprio caso, Tony Nelly commenta: “Non pensavo che questo tweet potesse avere questa eco. Ringrazio coloro che mi hanno fatto gli auguri, sono certo che, anche con un po’ di fortuna, il lavoro si trovi. Ringrazio anche coloro che mi hanno insultato in varie forme e modi, perchè mi fanno capire che sono nel giusto”.
(da “La Repubblica”)
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Agosto 4th, 2018 Riccardo Fucile
LE ELUCUBRAZIONI DI SIBILIA (M5S) E DE “IL GIORNALE”, MA I DATI SONO ALTRI: 557 CASI DI VIOLENZA RAZZISTA NEL 2017, 170 NEI PRIMI TRE MESI DEL 2018
«Al contrario di quanto vogliono farci credere i dati ci dimostrano che in Italia stiamo facendo
grandi passi avanti sulla prevenzione dei reati grazie al lavoro delle forze dell’ordine. E anche i delitti subiti da cittadini stranieri ed extracomunitari nel nostro paese è inferiore del 15,68% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno»: da quando Carlo Sibilia è diventato sottosegretario all’Interno non lo ferma più nessuno. Per questo ieri ci teneva tantissimo a farci sapere che ormai con i numeri non lo ferma più nessuno ed è ora di finirla con queste chiacchiere sul razzismo in Italia.
C’è però qualche piccolo problema.
Sibilia sintetizza i dati che sono stati elaborati dal Servizio Analisi Criminale della Repubblica italiana e spiega che i reati in Italia sono in diminuzione, anche nei confronti di stranieri ed extracomunitari, rispettivamente del 10 e del 15%.
Un risultato che andrebbe spiegato a quelli che cianciavano di emergenza sicurezza fino alla fine della campagna elettorale (gli alleati di Sibilia, nello specifico).
Certo, a quel punto potrebbe anche intervenire Luigi Di Maio che ha spiegato che il problema è la percezione, non la realtà dei numeri, a proposito del fenomeno contrario a quello descritto da Sibilia, ovvero la presenza e i reati commessi dagli stranieri. Ma non sottilizziamo.
Guardiamo invece un’altra tabella, ovvero quella che ha pubblicato il Giornale a corredo di un articolo in cui si celebra il fatto che gli stranieri vittime di reati fossero di più quando governava il Pd.
Ma è proprio guardando questi dati che ci si accorge che qualcosa non torna.
È infatti indiscutibilmente vero che il totale dei reati è in diminuzione, ma è anche vero che alcuni di questi non sono in diminuzione.
Quali? Ad esempio le stragi contro cittadini stranieri ed extracomunitari, che sono passate da 3 a 6 (quanto tutto il 2016 — secondo quei dati) nel primo semestre del 2018 rispetto allo stesso periodo dell’anno prima.
Oppure gli omicidi volontari, che sono passati nello stesso periodo da 21 a 37 (e 28 per gli extracomunitari).
Certo, non possiamo certo da questi numeri dedurre che le stragi e gli omicidi siano stati compiuti per motivi razziali (Luca Traini is not amused!), ma questo non possiamo esperirlo nemmeno dalla violazione della proprietà intellettuale, i cui numeri sono in diminuzione. Eppure è nel conto.
Dai numeri è possibile anche notare un robusto calo degli omicidi colposi, che sono in calo di 500 unità : anche questi vanno nel conto dei reati in diminuzione, ma che c’entrano con i cittadini stranieri?
E ancora: tra quelli “selezionati” dal servizio del ministero dell’Interno quanti sono i reati con motivazione o aggravante razziale? I dati non lo dicono.
Eppure la contestazione dell’aggravante razziale sarebbe un’ottima cartina di tornasole per valutare i numeri. Ma questo dato non c’è.
E allora tocca per forza andarne a cercare altri, di dati, come quelli citati da Euronews un paio di giorni fa: basandosi sulle notizie di cronaca riportate dai giornali, il giornalista Luigi Mastrodonato ha mappato oltre 30 “aggressioni fisiche razziste, una media di una ogni due giorni, a cui se ne aggiungono sicuramente altre non denunciate” a partire dal 1 giugno 2018, giorno di insediamento del nuovo esecutivo. Spiega Euronews che se tutte le aggressioni fisiche segnalate da questa mappa fossero effettivamente legate ad un movente razziale, allora negli scorsi due mesi ce ne sarebbero state 33 contro le 12 nell’intero 2012, le 60 nell’intero 2013, le 35 nell’intero 2014 (più un omicidio), le 31 nell’intero 2015 (più un omicidio) e le 28 dell’intero 2016.
Ma questa inferenza non è automatica perchè la base non è attendibile (si parla di quanto raccontato dai giornali e non di quanto registrato da fonti ufficiali) e non c’è il conto delle contestazioni razziali eventualmente mosse dalle procura (che rappresentano comunque un’accusa e non la sentenza definitiva sui fatti).
In ultimo, Euronews cita il lavoro di Cronache di Ordinario Razzismo — Lunaria che ha contato, in maniera ufficiosa, 557 episodi violenti a sfondo razzista o discriminatorio nel solo 2017 e 169 nel trimestre di campagna elettorale.
Dal gennaio 2007 al marzo 2018 ha individuato 6.534 casi.
“I dati particolarmente preoccupanti sono quelli sulle violenze fisiche contro le persone o contro beni o proprietà connessi (o ricondotti) alla presenza di cittadini stranieri. I raid di Macerata e di Firenze sono i due casi più gravi tra le 19 aggressioni razziste e 10 i danneggiamenti a beni e proprietà che abbiamo documentato. Tra questi ultimi, 4 sono stati incendi dolosi”, avverte il rapporto.
Anche qui però c’è il problema della scarsa rappresentatività statistica. Intanto è significativo che l’UNHCR scriva per “esprimere solidarietà a tutte le vittime di questi attacchi e ai loro familiari e condanna qualsiasi aggressione, fisica o verbale, di stampo razzista e xenofobo. L’Agenzia ONU per i rifugiati auspica che la giustizia faccia il suo corso e che le vittime delle aggressioni ricevano adeguata assistenza ed eventuali risarcimenti”.
Di certo c’è una cosa: dire che in Italia non c’è razzismo perchè è in diminuzione il totale dei reati contro gli stranieri è una sciocchezza.
(da “NextQuotidano”)
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Agosto 4th, 2018 Riccardo Fucile
INFURIA LA POLEMICA PER LA SCENEGGIATA DI CATTIVO GUSTO DEI CONSIGLIERI REGIONALI DELLA LEGA
La vicepresidente della Regione Liguria, Sonia Viale, leghista, guida la manifestazione di solidarietà al leader del Carroccio, Matteo Salvini, fuori dall’aula del consiglio regionale, offrendo uova ai passanti.
Ed è subito polemica. Viale, con gli altri assessori leghisti della giunta di Giovanni Toti, Stefano Mai e Andrea Benveduti, e tutto il gruppo consiliare della Lega, compreso il presidente del consiglio regionale Alessandro Piana, hanno voluto ribadire la propria solidarietà al leader Salvini
L’immagine, che sta rimbalzando sui social, sta sollevando un’ondata di indignazione: l’ex presidente del Municipio Val Polcevera, Iole Murruni, scrive indignata “Vergognatevi: ecco chi governa la Liguria, tutti con le uova in mano… e c’è chi ha detto che se avesse un figlio gay lo brucerebbe nel forno”.
L’allusione è al consigliere regionale leghista Giovanni De Paoli, anche lui ritratto con un uovo in mano.
Il tentativo penoso è quello di far passare il messaggio che la politica razzista del governo non sia la causa delle numerose aggressioni a immigrati, ma che tutto sia una goliardata.
Inve4ce delle uova, farebbero bene a portare i proiettili che sono stati sparati per razzismo contro gli immigrati in varie parti d’Italia, persino da qualcuno al grido di Viva Salvini”.
(da agenzie)
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Agosto 4th, 2018 Riccardo Fucile
AVREBBERO MOLESTATO DUE COMPAGNE DI CLASSE A SCUOLA … SARA’ STATO UN EQUIVOCO, SE FOSSE GRAVE SALVINI AVREBBE SCRITTO UN POST, NON CREDETE?
Due studenti di 15 anni, iscritti a una scuola superiore di Piacenza sono indagati dalla procura
dei minori di Bologna per violenza sessuale di gruppo.
L’accusa è di aver molestato due compagne di classe a scuola, diversi mesi fa.
Le vittime si sono rivolte a un’insegnante, poi al preside che ha informato la Procura, riferisce l’Ansa.
I due sono stati ascoltati dai carabinieri, ma si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. I militari stanno indagando per ricostruire i dettagli della vicenda.
La delicata vicenda ha provocato anche la reazione della scuola, che, pur muovendosi con discrezione, ha emesso provvedimenti disciplinari verso i due studenti.
I carabinieri dovranno ricostruire se gli episodi di molestie denunciati dalle ragazze siano avvenuti in classe durante le lezioni, oppure in altri momenti, all’interno comunque dell’istituto scolastico piacentino.
(da agenzie)
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Agosto 4th, 2018 Riccardo Fucile
SULMONA, ACCOLTERRANO UN GIOVANE PROFUGO DOPO AVER FATTO IRRUZIONE IN UN CENTRO DI ACCOGLIENZA… NESSUN POST DI CONDANNA DA PARTE DI SALVINI
“Mo questi qua li uccido uno a uno”. Questa una delle frasi pronunciate da uno dei due aggressori che il 12 giugno scorso fecero irruzione in un centro di accoglienza a Sulmona, in provincia dell’Aquila, e che sono stati arrestati con l’aggravante razzista. In un video si vede la pistola scacciacani utilizzata dai due per minacciare i migranti ed anche il coltello usato per colpire uno dei ragazzi.
Aggredirono un profugo accoltellandolo dopo aver fatto irruzione nel centro di accoglienza degli immigrati in corso Ovidio a Sulmona.
Serafino Di Lorenzo, 39 sulmonese e Nicola Spagnoletti, 46 anni, originario della Toscana, sono stati arrestati su ordine di custodia cautelare in carcere con l’accusa di tentato omicidio con l’aggravante della discriminazione razziale.
Il provvedimento è stato firmato dal Gip, Marco Billi, su richiesta del Pm, Stefano Lafolla.
(da “Huffingtonpost”)
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Agosto 4th, 2018 Riccardo Fucile
TRA QUESTI UN PALAZZO DA 1 MILIARDO DI DOLLARI, QUATTRO YACHT, SOCIETA’, OROLOGI DI VALORE…SECONDO NEWSWEEK E’ DIFFICILE STIMARE ESATTAMENTE IL SUO PATRIMONIO NETTO PERCHE’ LE SUE ATTIVITA’ FINANZIARE SONO SCHERMATE … E CHI LO CRITICA FINISCE ASSASSINATO
Secondo Newsweek Forbes non è in grado di stimare il suo patrimonio netto, perchè non può
verificare tutte le sue attività finanziarie. Il presidente russo si concede comunque alcune manifestazioni di immensa ricchezza.
Pare che Putin possieda orologi di lusso, una flotta di yacht e molte proprietà costose, tra cui un palazzo da 1 miliardo di dollari.
Secondo quanto riportato dall’Atlantic, il finanziere americano Bill Browder ha stimato che Putin ha “accumulato 200 miliardi di dollari di guadagni illeciti”.
Vladimir Putin potrebbe tranquillamente essere l’uomo più ricco del mondo.
Ma è impossibile dirlo con certezza. Secondo il Cremlino, il presidente russo guadagna circa 133.000 dollari (circa 115 mila euro) all’anno e vive in un piccolo appartamento.
Questa descrizione non combacia con la maggior parte dei resoconti sullo stile di vita di Putin. L’ex consigliere del governo russo Stanislav Belkovsky ha stimato che la sua fortuna vale 70 miliardi di dollari (60,2 miliardi di euro).
Il gestore di fondi speculativi Bill Browder, un noto critico di Putin, ha affermato che la sua ricchezza sarebbe più vicina ai 200 miliardi di dollari (172 miliardi di euro). Una fortuna enorme che lo spingerebbe addirittura al di sopra di Jeff Bezos, fondatore di Amazon e uomo più ricco del mondo, che secondo le stime di Forbes possiede un patrimonio di 150,2 miliardi di dollari (129,2 miliardi).
Dunque perchè non possiamo definire con certezza il patrimonio netto di Putin? I Panama Papers del 2015 hanno rivelato che Putin potrebbe oscurare e rafforzare la sua fortuna attraverso le deleghe concesse a persone di sua fiducia.
Abbiamo messo insieme un elenco di tutti gli indizi che mostrano come probabilmente Putin sia una delle persone più ricche del mondo
Come presidente della Russia, la residenza ufficiale di Putin è il Cremlino, a Mosca. Tuttavia egli trascorre la maggior parte del suo tempo in una residenza governativa periferica che si trova al di fuori della città di Novo-Ogaryovo.
Secondo quanto riferito da lui stesso, ha accesso a 20 diversi palazzi e ville.
I registri ufficiali pubblicati nel 2016 dal Cremlino vorrebbero farci credere che Putin abbia un portafoglio immobiliare molto modesto. Il rapporto diceva che possedeva solo un piccolo appezzamento di terra e un appartamento con un garage.
Ma nel corso degli anni Putin è stato collegato ad altre proprietà . La più controversa delle quali è il cosiddetto “palazzo segreto”. Secondo quanto riferito, è stato costruito per Putin utilizzando dei fondi statali illegali.
Secondo quanto riferito, per costruire questa fantastica villa è stato speso 1 miliardo di dollari (860 milioni di euro). Ha un teatro privato e una pista di atterraggio con lo spazio per tre elicotteri.
Il leader dell’opposizione e critico di Putin Boris Nemtsov produsse un dossier sostenendo che Putin possedeva diversi jet privati, elicotteri e yacht.
Nemtsov affermò che, su 20 residenze statali a cui Putin aveva accesso, nove erano state costruite durante il suo mandato come presidente.
Il presidente è stato anche accusato di possedere 58 diversi tipi di velivoli, tra cui un Dassault Falcon, che ha 19 posti.
Si dice che uno dei suoi aerei abbia una cabina da 11 milioni di dollari (9,5 milioni di euro) allestita dai gioiellieri e una toilette che è costata circa 100.000 dollari (86.000 euro). Questo aereo può ospitare fino a un massimo di 186 passeggeri. Putin è accusato di possederne cinque.
Il dossier ha affermato che Putin ha una collezione di quattro yacht, per mantenere ognuno dei quali ci vogliono migliaia di dollari.
Rossiya, uno dei suoi yacht, è stato potenziato nel 2005. Secondo quanto riferito, il costo totale è di 1,2 miliardi di dollari. “The Graceful”, un altro dei suoi yacht, (mostrato sotto) a quanto pare ha 14 posti letto e 6 stanze da letto.
Poi c’è Olympia. Secondo quanto riferito, questo yacht di lusso di 57 metri, del valore di 35 milioni di dollari (30,1 milioni di euro), è stato donato dal proprietario del Chelsea Football Club l’oligarca Roman Abramovich. Secondo un ex capo della compagnia di navigazione statale russa, Putin mantiene lo yacht usando soldi pubblici.
A Putin piace anche curare molto il suo aspetto. Il dossier del 2012 ha affermato che Putin ha 11 orologi per un valore stimato di 687.000 dollari (591.000 euro).
Secondo il documento di proprietà del governo russo “La Russia oltre i titoli”, Putin possiede un Tourbograph di A. Lange & Sà¶hne Perpetual “Pour Le Mèrite”, che costa mezzo milione di dollari.
Un Patek Phillippe da 1 milione di dollari (860.000 euro) che è andato all’asta nel luglio 2017 sarebbe stato anch’esso di proprietà di Putin. La documentazione di accompagnamento affermava che ne era stato il proprietario. Il Cremlino ha negato queste affermazioni.
In passato Putin ha persino regalato i suoi orologi. Il presidente, a quanto si dice, possedeva ben cinque orologi Blancpain ma ne ha regalato uno a un ragazzo siberiano mentre era in vacanza e un altro a un operaio che gli aveva chiesto un suo ricordo personale. Gli orologi secondo quanto riportato valevano 10.500 dollari (9.000 euro) l’uno.
Poi ci sono i suoi vestiti. Ben Judah di Newsweek ha trascorso tre anni facendo ricerche su Putin per il suo libro e ha affermato che Putin preferisce sopra ogni cosa abiti su misura e cravatte “scure” di Valentino.
Il giornale di proprietà del governo russo “Russia Beyond the Headlines” ha confermato i gusti costosi di Putin per gli abiti su misura.
Nel 2015 ha pubblicato un articolo in cui affermava che i marchi preferiti del presidente erano Kiton e Brioni, “Abiti del genere sono fatti da zero da un sarto, richiedono dozzine di ore per essere completati e hanno un prezzo di partenza di 5.500 dollari (4.731 euro)” diceva l’articolo.
Secondo quanto riportato da “Russia Beyond the Headlines”, Putin ha anche uno stilista che lo ha vestito per oltre 10 anni. “Lo stilista strappa via tutte le etichette dai suoi vestiti, in modo che non catturino accidentalmente la curiosità dei giornalisti”.
Nel 2015, Putin è stato fotografato mentre si allenava con il primo ministro russo Dimitri Medvedev. Quartz ha riferito che i suoi pantaloni di tuta in seta e cashmere di Loro Piana costavano 1,425 dollari (1,225 euro) e Putin li ha abbinati con un top corrispondente, facendo salire la cifra totale del suo outfit a 3,200 dollari (2,800 euro circa).
Nel 2007 l’ex funzionario del Cremlino Stanislav Belkovsky ha affermato che Putin aveva una fortuna di 40 miliardi di dollari (34,4 miliardi di euro) nascosta in Svizzera e Liechtenstein. All’epoca questo lo avrebbe reso la quarta persona più ricca del mondo, tra il magnate d’affari Carlos Slim e il defunto fondatore di Ikea Ingvar Kamprad.
All’epoca Belkovsy ha detto che Putin controllava segretamente il 37% delle azioni di Surgutneftegaz e il 4,5% di Gazprom, due gigantesche compagnie petrolifere russe. Ha detto anche che controllava “almeno il 75%” della compagnia petrolifera svizzera Gunvor, secondo il Guardian aggiungendo poi” Sospetto che ci siano anche altri business di cui io non so nulla”.
Tuttavia Gunvor ha respinto queste affermazioni. “Il Presidente Putin non detiene e non ha mai detenuto la proprietà di Gunvor” ha detto un portavoce di Gunvor in una dichiarazione a Business Insider. “Non è un beneficiario di Gunvor o delle sue attività ”.
Le stime del patrimonio netto di Putin sono sempre aumentate nel corso del tempo. Browder, amministratore delegato di Hermitage Capital Management, ritiene che Putin abbia accesso a una fortuna segreta di 200 miliardi di dollari (172 miliardi di euro). Browder aveva investito in Russia negli anni ’90 ma alla fine era entrato in conflitto con Putin.
Dopo che l’avvocato di Browder, Sergei Magnitsky fu imprigionato e brutalmente ucciso mentre le indagini venivano insabbiate, Browder nel 2012 sostenne l’approvazione del “Magnitsky Act”, un atto che portò all’applicazione di sanzioni degli Usa contro gli oligarchi russi.
La cerchia ristretta di Putin è in realtà la ragione per cui nessuno può definire con precisione l’esatto patrimonio di Putin.
Il The Guardian ha riferito che nel 2010 “dei documenti riservati della diplomazia statunitense hanno suggerito che Putin detenesse le sue ricchezze tramite alcuni prestanome”, incluso il suo migliore amico Sergei Roldugin e il banchiere Yuri Kovalchuk.
Alcune di quelle connessioni sono state rese pubbliche nei Panama Papers del 2015. La massiccia fuga di notizie non includeva nessun documento che rimandava direttamente a Putin ma ha rivelato che “i suoi amici hanno guadagnato milioni da contratti che apparentemente non potevano essere garantiti senza il suo appoggio” ha scritto il Guardian.
I giornalisti russi Andrei Soldatov e Irina Borogan hanno detto che, di conseguenza, la fuga di notizie dei Panama Papers è stata “vista come un attacco agli amici personali di Putin, alla sua cerchia più intima”. Ma Putin e il Cremlino hanno smentito le accuse secondo cui il presidente russo avrebbe usato il suo ruolo per arricchirsi e far arricchire i suoi amici.
Myers ha scritto che il leader russo ha detto: “Io sono l’uomo più ricco, non solo in Europa ma nel mondo intero: raccolgo emozioni. Sono ricco in quanto il popolo della Russia mi ha affidato due volte il comando di una grande nazione come la Russia. Credo che sia la mia ricchezza più grande”.“
Le ripetute smentite non hanno dissipato l’esame continuo delle presunte ricchezze di Putin. “In un paese in cui 20 milioni di persone riescono a malapena a far quadrare i conti, la vita lussuosa del presidente è un affronto spudorato e cinico per la società da parte di un potentato arrogante” ha scritto Nemstov su un libro bianco del 2012.
Il politico, un critico di Putin di lunga data e che si faceva sentire, è stato assassinato nel 2015.
(da “Business Insider”)
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Agosto 4th, 2018 Riccardo Fucile
SI TRATTA DELLA FONDAZIONE DEL MOVEMENT FOR A EUROPE OF NATION AND FREEDOM CHE VEDE ANCHE LA PARTECIPAZIONE DEL PARTITO DELLA LE PEN, DELLA AFD TEDESCA E DEL PVV OLANDESE DI WILDERS
“Abbiamo scoperto che il ministro Lorenzo Fontana è il tesoriere di un’associazione delle organizzazioni di estrema destra di tutta Europa, e abbiamo capito benissimo che il suo piano non è a favore dell’Italia e non è a favore dei valori e della cultura che sono alla base della nostra Costituzione”.
Lo ha dichiarato in aula alla Camera il deputato del Pd, Gennaro Migliore, in un passaggio del suo intervento nel corso della discussione generale sul ddl di riordino di alcuni ministeri.
“Salvini — ha aggiunto l’ex vice ministro della Giustizia del governo Gentiloni — ha detto che ha ragione Fontana. Per fortuna di Maio ha detto che non è d’accordo ad abolire la legge Mancino. Spero che rimanga su questa posizione. Proprio per questo — ha concluso — avremmo preferito che il presidente consiglio fosse venuto a dirlo in Parlamento e non apprenderlo da questo brain storming di tweet da cui veniamo bombardati a una certa ora della giornata”.
L’associazione a cui si riferisce Migliore è la Foundation for a Europe of Nations and Freedom, di cui Fontana risulta effettivamente essere tesoriere: è la fondazione del Movement for a Europe of Nations and Freedom, che è stato riconosciuto dal parlamento europeo nel 2015 e raggruppa al suo interno il partito di Marine Le Pen, il Partito delle Libertà austriaco, AFD e il Dutch Party for Freedom (PVV).
(da agenzie)
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