Destra di Popolo.net

“È UN GOVERNO CON IL NULLA OSTA DI MARINE LE PEN: L’EX PRESIDENTE SOCIALISTA HOLLANDE STRONCA IL FUTURO ESECUTIVO DEL NEO PREMIER BARNIER, APPESO ALL’ASTENSIONE DELL’ESTREMA DESTRA E DEI SUOI 143 DEPUTATI

Settembre 6th, 2024 Riccardo Fucile

MACRON HA GETTATO LA MASCHERA: AVEVA INDETTO LE ELEZIONI PER ARGINARE IL RASSEMBLEMENT, ORA RICORRE ALL’APPOGGIO ESTERNO DI MARINE LE PEN CHE COME CONTROPARTITA VUOLE LA LEGGE PROPORZIONALE… LA SINISTRA CHE HA VINTO LE ELEZIONI PERCHE’ MAI DOVREBBE APPOGGIARE UN GOVERNO DEL GENERE, NEI PAESI CIVILI SI NOMINA UN PREMIER ESPRESSIONE DI CHI A VINTO, NON DI CHI HA PERSO

«È un governo con il nulla osta di Marine Le Pen», ha commentato ieri François Hollande, quando è apparso chiaro che il futuro esecutivo del neo premier Barnier sarà appeso al buon volere dell’estrema destra e dei suoi 143 deputati. E il Rassemblement National, che ai ballottaggi del 7 luglio ha “subito” la diga tirata su dal Front Républicain, ora si pende la rivincita: il nuovo governo è tenuto a battesimo dalla loro astensione.
Macron aveva indetto elezioni anticipate dopo la batosta alle Europee per arginare l’avanzata dell’estrema destra e ora ricorre all’appoggio esterno di Marine Le Pen.
Si è tornati così allo schema “destrorso”, con l’appoggio di Le Pen che ovviamente non sarà gratis e arriverà solo dopo il discorso di insediamento di Barnier. Secondo Marine, comunque, il premier incaricato «sembra rispondere almeno al primo criterio che avevamo richiesto, ovvero qualcuno che sia rispettoso di tutte le diverse forze politiche».
Ancora di più: «È un uomo che non ha mai ceduto ad eccessi quando parla del Rassemblement national, che non ci ha mai messo al bando, è un uomo di dialogo». Per RN un’insperata, paradossale, opportunità di erigersi in elementi «responsabili» in grado di garantire un governo al paese.
Meno di due mesi fa erano i paria della République, cadevano vittime delle desistenze del Centro e della Sinistra in nome della democrazia, eccoli riabilitati ad ago della bilancia e “premier maker”.
Senza nemmeno la necessità di sporcarsi le mani in un governo che rischia di bruciare chi lo fa: un rischio letale per chi pensa a candidarsi alle presidenziali del 2027. «Non parteciperemo al governo – ha detto infatti subito Le Pen – ma vedremo quali sono i toni del discorso sul programma».
(da agenzie)

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REPUBBLICANI IN FUGA DA TRUMP: LIZ CHENEY VOTA KAMALA

Settembre 6th, 2024 Riccardo Fucile

LA NUMERO TRE DEI REPUBBLICANI ALLA CAMERA NON SI RICONOSCE NELLA LINEA DI TRUMP

Suo padre era un’icona del Partito repubblicano, architetto della guerra in Iraq durante l’amministrazione Bush, e lei era il numero tre del Gop alla Camera, eppure il 5 novembre Liz Cheney voterà per Kamala Harris […] L’ultima in una lunga serie di defezioni nel partito appartenuto una volta a Lincoln e Reagan, tra i conservatori tradizionalisti che non lo riconoscono più nella sua trasformazione trumpista. È difficile dire quanto impatto avranno sul risultato, perché ormai sono stati ostracizzati come traditori, ma in una sfida così competitiva potrebbero far mancare a Donald voti indispensabili per vincere.
Liz era cresciuta rapidamente nella gerarchia del Gop, diventando il numero tre alla Camera. Quando Trump aveva conquistato la nomination presidenziale si era allineata, sostenendolo e votando per lui. Fino a quando non lo aveva visto all’opera da vicino. La famiglia Bush aveva preso le distanze dal principio, anche a causa del risentimento per come aveva demolito Jeb durante la campagna del 2016. Dick aveva seguito, per differenze etiche e caratteriali, ma anche perché aveva un’idea del ruolo degli Stati Uniti come faro per la democrazia globale che Donald negava. Liz aveva iniziato ad allontanarsi progressivamente, ma poi aveva rotto in maniera netta dopo l’assalto al Congresso del 6 gennaio 2020, partecipando come vice presidente alla Commissione d’inchiesta della Camera e votando a favore dell’impeachment.
Il partito rimasto nelle mani di Trump l’aveva censurata ed emarginata, fino a quando un candidato sostenuto da Donald l’aveva battuta nelle primarie per il seggio da deputata nel Wyoming, chiudendo la sua carriera parlamentare.
Liz ha taciuto finora, ma mercoledì ha rotto il silenzio: «Come conservatrice, e persona che tiene molto alla Costituzione, ci ho pensato a lungo. A causa del pericolo che Donald Trump pone, non solo non voterò per lui, ma lo farò per Kamala Harris». Quindi, trovandosi nello Stato chiave della North Carolina, ha aggiunto: «Non abbiamo il lusso di sostenere altri candidati».
Non è l’unica, dopo l’ex deputato Kinzinger che aveva parlato alla Convention di Chicago, il figlio del senatore McCain, l’ex portavoce Stephanie Grisham, e duecento funzionari che avevano servito con i due presidenti Bush e il candidato Romney. Repubblicani anti Trump, convinti che il partito debba perdere con lui per poi rinascere. Harris ha detto che vorrebbe qualcuno del Gop nella sua eventuale amministrazione e potrebbe cercarlo tra questi tradizionalisti. Quanti voti riusciranno a spostare è difficile da prevedere. Nikki Halley, che nelle primarie aveva sfidato Donald, lo ha appoggiato alla Convention di Milwaukee, ma è possibile che alcuni suoi elettori non se la sentano di seguire l’indicazione, fatta soprattutto per proteggere il proprio futuro politico. E poche migliaia di voti, o di astensioni, potrebbero fare la differenza nei sette Stati che decideranno il risultato del 5 novembre.
(da agenzie)

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“UNO SCANDALO MOLTO ITALIANO!”: ANCHE IL TABLOID INGLESE “DAILY MAIL” SI OCCUPA DELL’AFFAIRE SANGIULIANO-BOCCIA, ORMAI ASSURTO A FIGURA DI MERDA MONDIALE

Settembre 6th, 2024 Riccardo Fucile

“L’AMANTE DEL MINISTRO DELLA CULTURA SI È FILMATA IN PARLAMENTO CON UNA TELECAMERA NASCOSTA NEGLI OCCHIALI E HA DIFFUSO CONVERSAZIONI PRIVATE, DOPO CHE LUI L’HA LASCIATA” … TUTTI GLI SCANDALI DEL GOVERNO MELONI MESSI IN FILA DAL QUOTIDIANO INGLESE: “SANTANCHÈ È INDAGATA E LA MELONI È STATA COSTRETTA A LASCIARE IL SUO COMPAGNO SORPRESO A FARE COMMENTI OSCENI ALLE SUE COLLEGHI”

L’Italia è stata scossa nel profondo, dopo che è stato rivelato che l’amante del ministro della Cultura italiano si è filmata più volte con una telecamera nascosta negli occhiali. Gennaro Sangiuliano, 62 anni, era sull’orlo delle lacrime quando ha confessato pubblicamente di aver avuto una relazione con l’influencer di moda Maria Rosaria Boccia, con cui si è lasciato in estate dopo la loro appassionata relazione.
Sangiuliano ha detto di aver incontrato la Boccia a una festa a Napoli nel maggio di quest’anno, ma di aver chiuso con lei tra la fine di luglio e l’inizio di agosto. In un apparente impeto di rabbia, l’amante 41enne, una donna molto istruita con due lauree in economia, ha reso pubbliche conversazioni private che avrebbero coinvolto Sangiuliano in uno scandalo di corruzione e appropriazione indebita di fondi pubblici.
L’ex amante avrebbe utilizzato fondi pubblici per pagare i suoi viaggi, ha ricevuto informazioni riservate ed è stata nominata consigliere speciale, nonostante un apparente conflitto di interessi. Boccia sembra supportare le sue affermazioni con registrazioni audio di telefonate con funzionari governativi, screenshot di biglietti aerei e fotografie di programmi di eventi ufficiali del governo.
Ha anche usato gli occhiali Ray-Ban Stories, che hanno un microfono e una telecamera incorporati, per registrare a Palazzo Montecitorio, dove è vietato filmare. Il ministro sostiene di aver pagato di tasca propria la maggior parte dei suoi viaggi e ha negato che il suo ministero abbia approvato un contratto di consulenza. Il ministro ha dichiarato: “Non ha avuto accesso a documenti riservati o confidenziali”.
Ma anche lei è sembrata controbattere, pubblicando su Instagram documenti che, a suo dire, dimostrano il suo coinvolgimento in incontri ufficiali, visite in loco e consultazioni. In un’intervista rilasciata mercoledì ai media italiani, il ministro si è scusato in lacrime con la moglie, Federica Corsini: “La prima persona a cui devo chiedere scusa, che è una persona eccezionale, è mia moglie”.
Ha inoltre dichiarato di essersi scusato con Giorgia Meloni, che avrebbe respinto la sua lettera di dimissioni. La Meloni non ha commentato ufficialmente lo scandalo, anche se mercoledì, durante una riunione, ha dichiarato: “Stiamo facendo la storia e dobbiamo esserne tutti consapevoli. Questo non consente pause e soste, tanto meno errori e passi falsi”.
Quest’anno il suo governo è stato colpito da una serie di scandali, con il ministro del Turismo Daniela Santanchè indagata per presunta frode e falso in bilancio. La stessa Meloni è stata costretta a lasciare il suo compagno di lunga data, il padre di sua figlia, dopo che questi è stato sorpreso a fare commenti osceni alle sue colleghe nell’emittente televisiva in cui lavorava.
(da Daily Mail)

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‘’DOMANI”: “BOCCIA AVREBBE SCARICATO SUL COMPUTER TUTTA LA CRONOLOGIA DELLE CHAT WHATSAPP DEL CELLULARE DEL MINISTRO. FOSSE VERO, SIGNIFICA CHE MARIA ROSARIA BOCCIA POTREBBE AVERE A SUA DISPOSIZIONE TUTTI I MESSAGGI DI SANGIULIANO, COMPRESI QUELLI CON LA PREMIER MELONI”

Settembre 6th, 2024 Riccardo Fucile

IL 15 LUGLIO I DUE AMANTI VANNO INSIEME PURE AL CONCERTO DEI COLDPLAY A ROMA. STAVOLTA IN SEGRETO, MA IN TRIBUNA AUTORITÀ (HANNO PAGATO I BIGLIETTO?)

La love story è finita, ma il thriller sul futuro di Gennaro Sangiuliano è destinato ad andare avanti. Al Collegio romano, sede del ministero della Cultura (Mic), ci sono infatti timori (qualcuno dice «certezze») sui prossimi sviluppi della vicenda
Più fonti qualificate del ministero e di Palazzo Chigi, sentite da Domani, spiegano che ci sono seri indizi che Maria Rosaria Boccia possa avere in mano non solo audio e conversazioni scritte con Sangiuliano. Ma pure intere chat della piattaforma Whatsapp tra il ministro della Cultura e varie personalità, compresi altri esponenti del governo e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Intanto nell’intervista alla Stampa ha detto: «Il ministro è sotto ricatto». Facendo riferimento ad altri, in maniera generale.
Ma per capire come Sangiuliano, Meloni e tutto l’esecutivo si siano infilati in questo deprimente feuilleton di potere occorre partire dal principio
Fino a quattro mesi fa, Maria Rosaria Boccia era una illustre sconosciuta, ambiziosa creator e imprenditrice nel settore della comunicazione di Pompei alla ricerca di entrature politiche. Fonti di Fratelli d’Italia raccontano però che già a inizio anno la donna avesse provato a stringere un sodalizio professionale con il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, sfruttando la conoscenza del deputato campano di Fratelli d’Italia, Gimmi Cangiano, volto noto anche nel mondo dello spettacolo per la sua relazione avuta con Valeria Marini.
Cangiano coinvolge Boccia nel progetto dell’intergruppo parlamentare sulla «cultura della Bellezza», presentato a Montecitorio l’1 febbraio 2024. L’organismo viene pensato come strumento per la promozione della medicina estetica. Poi Cangiano passa il testimone a Simona Loizzo, deputata della Lega, che diventa presidente di quell’intergruppo, affidando a Boccia la guida del comparto tecnico-scientifico dell’organismo.
L’imprenditrice coglie l’occasione di frequentare ambienti istituzionali e punta a stringere rapporti con Lollobrigida attraverso il Festival della Bellezza dello scorso aprile, a Pompei. Dentro lo staff del ministro dell’Agricoltura scatta però subito un cordone di protezione, e la pompeiana capisce presto che non è aria. «Boccia? Si, la ricordiamo bene. Non ha avuto rapporti stretti con Lollobrigida, anche perché è stata giudicata non adeguata a far parte del nostro», spiegano
Lollobrigida è sotto una sorta di controllo, essendo un esponente molto in vista del partito. Fallita l’occasione di approdare al ministero dell’Agricoltura, per Boccia arriva presto un’altra chance: tramite un’amica in comune, la dentista Simona Russo, a inizio maggio, in piena campagna elettorale per le europee, l’imprenditrice conosce Sangiuliano.
I due legano subito: come dimostrano le foto sui social, la donna comincia a fare una sorta di mappatura degli eventi attraverso storie e post su Instagram. Il primo contatto risale al 5 agosto del 2023, come raccontato e come emerge dal profilo Instagram. Ma il sodalizio social con Sangiuliano è diventato più intenso dal 25 maggio
Pochi giorni dopo, la creator riappare in ambienti istituzionali partecipando alla conferenza stampa per un altro intergruppo, quello sulla dieta mediterranea, al fianco di nomi in rampa di lancio di Fratelli d’Italia: il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, e Marta Schifone, capogruppo in commissione lavoro alla Camera. A quell’evento c’è pure un intervento di Lollobrigida.
Come è noto l’imprenditrice diventa l’ombra del ministro: iniziano selfie e la pubblicazione di foto dei vari appuntamenti, anche istituzionali, di Sangiuliano. Il 3 giugno c’è la foto nella sede del comune di Pompei per un incontro sull’organizzazione del G7 della Cultura. Il giorno dopo testimonia sui social le visite al campanile di Pompei e al parco archeologico della città napoletana.
Al ministero della Cultura nessuno ha ancora notato nulla: qualcosa passa davanti agli occhi della capo segreteria Narda Frisoni, ex collaboratrice del leghista Massimo Garavaglia e con trascorsi vicini al partito di Matteo Salvini, che però non mette in allarme il resto dell’entourage. «Solo i componenti della scorta sapevano tutto, ma loro ovviamente non hanno avvertito nessuno», spiegano a Domani dall’ufficio del capo di Gabinetto.
Dopo pochi giorni, il caso diventa però palese al Taobuk di Taormin. Infatti, il 23 giugno, Boccia pubblica una serie di fotografie che testimoniano la sua presenza a fianco al ministro della Cultura. I due erano arrivati insieme e vengono notati in atteggiamenti molto confidenziali. E c’è chi ricorda che si sono allontanati insieme. Il ministro, sposato con Federica Corsini, però con i suoi collaboratori tace
Intanto Boccia entra ed esce dal ministero della Cultura con una certa disinvoltura, spesso supera i tornelli di ingresso al dicastero in compagnia di Sangiuliano, senza così dover lasciare tracce della sua presenza. Risulta a Domani che è Emanuele Merlino, capo della segreteria tecnica, il primo a lanciare l’allarme all’interno del ministero a inizio luglio.
«Merlino avverte anche alcuni esponenti importanti di Fratelli d’Italia e viene a sapere così del precedente tentativo della donna di avvicinarsi allo staff di Lollobrigida», spiega una fonte del Mic. Boccia però resta sempre a fianco del ministro. Di più: l’imprenditrice – con l’appoggio di Sangiuliano – chiede con insistenza l’assegnazione di una consulenza nell’ambito dell’organizzazione di eventi. A cominciare dall’atteso G7 della Cultura con la tappa a Pompei, terra natia di Boccia.
Nonostante i suggerimenti dei collaboratori a evitare di coinvolgerla, su volontà di Sangiuliano la creator di Pompei viene inserita nelle chat ufficiali dello staff del ministero, da cui verrà poi eliminata il 16 agosto «Avevamo capito che la cosa stesse prendendo una piega negativa e soprattutto non c’erano elementi per integrarla nei canali dello staff. Stava facendo una mappatura dei movimenti», raccontano a Domani dal Mic.
Il 15 luglio – scopre Domani – i due amanti vanno insieme pure al concerto dei Coldplay a Roma. Stavolta in segreto, ma in tribuna autorità (hanno pagato i biglietti?). Le pressioni per la nomina come consulente aumentano, e al Collegio Romano la tensione è alle stelle.
Oltre a battutacce e gossip becero, qualcuno fa girare la voce (falsa) che lei potrebbe essere incinta, e che sarebbe andata a fare dei controlli ad hoc accompagnata dal ministro. Proprio ieri un fotografo, Alex Fiumara, ha raccontato al Fatto di aver saputo dell’esistenza di una fotografia, finora mai pubblicata, dove si vedono «i due mentre escono dal portone di uno studio medico».
Dentro il Mic la paura è che Sangiuliano sia in balia di una persona di cui nessuno sa davvero molto, e che possa essere prima o poi ricattabile. Anche perché passi falsi da parte del ministro ne vengono fatti a iosa.
L’altro ieri il ministro, interrogato dal Tg1 sulla «voce femminile» citata da Boccia come colei che ha suggerito all’ex direttore di Tg2 di chiudere il rapporto sentimentale e far saltare la nomina, non ha smentito che possa essere proprio la voce di sua moglie.
Il giorno dopo il concerto dei Coldplay, il 16 luglio Sangiuliano firma, davanti a Boccia, la richiesta per la tanto desiderata consulenza. Ovviamente nella sede del ministero: nella stessa stanza c’è la capo segreteria Frisoni e il capo di gabinetto Francesco Gilioli. L’atto viene inoltrato agli uffici ministeriali che chiedono dati e curriculum per la consulenza a titolo gratuito.
E qui per la pompeiana arriva il primo stop. Il capo gabinetto nota ravvisa un potenziale conflitto di interessi di Boccia.
Sangiuliano inizia a capire che si sta mettendo in un grosso guaio solo quando, l’11 agosto, il giornalista specializzato in gossip Gabriele Parpiglia pubblica sui suoi canali social due foto in cui il ministro non porta la fede al dito. Le immagini sono accompagnate da queste parole: «Il ministro #sangiuliano in love?», e poi «il ministro sarebbe in crisi con la moglie. Una terza presenza sarebbe la causa».
Una delle due foto ritrae Sangiuliano insieme al sindaco di Pompei […] il 3 giugno: è la stessa visita in cui era presente Boccia, che però nella foto pubblicata da Parpiglia non compare. Il post viene rilanciato da Dagospia facendo clamore
Il ministro si spaventa e blocca tutto. Allentando pure i rapporti con l’amante. La pausa estiva però non interrompe il pressing di Boccia. Continua a tempestare di chiamate gli uffici ministeriali chiedendo che l’iter per la nomina sia completato entro il 20 agosto, come chiesto fin dall’inizio. Il 16 agosto viene però estromessa dalle chat dal capo ufficio stampa, Andrea Petrella, come testimoniano alcuni screenshot
Boccia, in pubblico, non si scompone. Dopo tre giorni va a Rimini, al meeting di Comunione e Liberazione, e pubblica delle foto di Sangiuliano, sebbene lei non compaia al suo fianco, a differenza di tante altre volte precedenti.
Lunedì 26 agosto arriva la rottura pubblica: «Boccia ha appreso che la nomina è stata rifiutata dal capo di gabinetto, che le ha spiegato varie ragioni per il mancato completamento dell’iter», raccontano ancora fonti del ministero.
La notizia viene comunicata all’imprenditrice alle 13.10 E alle 13.30 Boccia pubblica l’ormai famoso post in cui ringrazia Sangiuliano per la nomina ricevuta. Com’è possibile? «Voleva metterlo spalle al muro», spiega una fonte di Fratelli d’Italia
Il problema è che la donna potrebbe avere altre frecce da scoccare. Fonti autorevoli vicini allo scandalo spiegano infatti che «l’entourage di Boccia avrebbe fatto sapere al Mic che la pompeiana avrebbe scaricato sul computer tutta la cronologia delle chat whatsapp del cellulare del ministro, tramite il qr code». Fosse vero, significa che l’imprenditrice campana potrebbe avere a sua disposizione tutti i messaggi di Sangiuliano, compresi ad esempio quelli con la premier Meloni.
Se i timori che circolano al Mic e a Palazzo Chigi fossero al contrario fondati, ad essere ricattabile non sarebbe più solo Sangiuliano, ma tutte le persone che hanno scambiato con lui opinioni e informazioni riservate e private che non vogliono rendere pubbliche.
(da Domani)

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LA CORTE DEI CONTI APRE UN’ISTRUTTORIA PER DANNO ERARIALE, PER LE TRASFERTE E I VIAGGI DI “GENNY DELON” CON BOCCIA

Settembre 6th, 2024 Riccardo Fucile

SOTTO ESAME I “LUNGHI” TRAGITTI IN AUTO BLU PER EVENTI PRIVATI, COME I CONCERTI DEI COLDPLAY E IL VOLO

Lo scandalo che ha travolto il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, per la consulenza fantasma all’influencer-amante Maria Rosaria Boccia rischia di diventare anche un caso giudiziario.
La vicenda è all’attenzione della Corte dei Conti, attraverso la Procura regionale del Lazio che ha la competenza sui controlli sulle spese dei dicasteri.
Il pool del procuratore Paolo Rebecchi sta valutando l’apertura di una istruttoria che potrebbe avvenire all’inizio della prossima settimana. Al vaglio il possibile danno erariale per le trasferte di Sangiuliano con Boccia. L’imprenditrice ha raccontato gli spostamenti sull’auto di Stato del titolare della Cultura, anche per eventi privati come i concerti dei Coldplay e de Il Volo.
Sangiuliano sin qui ha sostenuto che “nessun euro di denaro pubblico” è stato speso per Boccia. Ma alcuni dei festival che l’hanno ospitato insieme all’amante questa estate, come quello di Polignano a Mare, sono finanziati da contributi di enti statali. Boccia ha più volte confermato di non aver mai speso soldi personali e che i biglietti dei voli le sono stati girati sempre dalla segreteria del ministro. SI attendono anche le mosse della Procura di Roma dopo l’esposto presentato dal deputato di Avs, Angelo Bonelli
(da La Repubblica)

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RIUNIONI D’URGENZA, LINEE DI DIFESA E CEDIMENTI: MELONI DA DECISIONISTA AD ATTENDISTA

Settembre 6th, 2024 Riccardo Fucile

LA DIFESA VACILLA, I COMMENTI DEI MILITANTI, I DUBBI SUL CONTINUARE A DIFENDERE L’INDIFENDIBILE

Di mattina la difesa non è più granitica. I vertici di Fratelli d’Italia iniziano, per la prima volta, a interrogarsi sull’opportunità delle dimissioni di Gennaro Sangiuliano. Giorgia Meloni è costretta ad aspettare gli eventi, ma il clima intorno al ministro della Cultura – dopo l’intervista scoop del Tg1 al ministro – peggiora di ora in ora. In Via della Scrofa evitano di sondare gli iscritti, ma già prima di pranzo suonano campanelli minacciosi. Chi monitora i social network di FdI nota come la base sia divisa. Fatto inedito. Sotto ai post di ministri e parlamentari c’è chi commenta: “Deve lasciare, questa volta abbiamo mostrato il fianco”.
Certo una parte della fanbase melonista è per “non darla vinta alla sinistra”, ma ormai affiora un altro sentimento: si deve dimettere, chi sbaglia paga. Tacciono i vertici del partito – Giovanni Donzelli e Arianna Meloni – e resta in livido silenzio la premier per tutta la giornata. E però, scava scava, si percepiscono strane vibrazioni intorno al ministro che ieri ha provato a reagire. A resistere. Ad asciugarsi le lacrime con la fatica del lavoro cantando alla Vasco Rossi: “Io sono ancora qua”. Facendo cioè sapere che avrebbe incontrato il sottosegretario all’Economia Federico Freni per parlare di manovra e che avrebbe firmato i decreti attuativi del riordino del suo ministero, un dicastero paralizzato e sotto choc. Con Freni l’incontro è stato solo di percezione: era fissato da tempo, non è stato disdetto, ma è durato appena trenta minuti. Quanto alla macchina del Collegio Romano sembra essere solo una posa. Nell’affaire di Maria Rosaria Boccia, l’influencer di Pompei che tiene in ostaggio il governo, ci sono pezzi della struttura ministeriale che potrebbero aver mentito o che hanno informazioni non note. Nessuna decisione viene presa nei loro confronti. Perché prima della tecnostruttura c’è la responsabilità politica del ministro che sognava l’egemonia culturale della destra. Il tunnel immaginario che collega Via della Scrofa con Palazzo Chigi teme ripercussioni sulla credibilità del governo. I prossimi sondaggi, quelli degli istituti demoscopici, sono attesi con ansia. Per Meloni tergiversare ancora rischia di trasformarsi in uno stillicidio sul piano della popolarità del suo esecutivo e di quella personale.
Tutto è sospeso, tutto è snervante. Anche l’organizzazione del G7 della Cultura vacilla. A due settimane dall’evento manca ancora il programma. Il prefetto di Napoli Michele Di Bari: “Non abbiamo nessuna novità, perché, come voi ben sapete, il programma è di competenza strettissima del ministero della Cultura. Quando avremo novità dal ministero ci muoveremo”. Farà ancora tappa a Pompei? E soprattutto ci sarà ancora il ministro Sangiuliano a rappresentare l’Italia? Le voci di dimissioni inseguono l’ex giornalista come un’ombra che poi gli si proietta davanti ai suoi passi.
Alle 19 la faccenda prende un’altra piega. L’intervista della Stampa a Boccia è una miccia che deflagra a Palazzo Chigi. Giorgia Meloni sente e vede i suoi vice, Antonio Tajani e Matteo Salvini (collegato). La misura è colmissima. La versione di Boccia confuta quella del ministro. La sedicente imprenditrice dice che: Sangiuliano è ricattato, che lei era conoscenza dei percorsi riservati del G7 a Pompei, che si muoveva in qualità di consigliera per i grandi eventi, che faceva dei sopralluoghi, che tutte le spese erano a carico del ministero, così le diceva lui. Dichiarazioni esplosive che alimentano caos e fanno montare la rabbia di Meloni e dei vertici del partito. La sorella Arianna, numero due di FdI, a chi le chiede un commento preferisce non parlare, ma durante le riunioni che si susseguono si lascia sfuggire con i colleghi un commento che suona così: “Non ci sono aspetti penali, ma Gennaro ha commesso delle leggerezze innegabili”.
L’idea che Boccia possa aver ascoltato telefonate della premier o di altri membri del governo, ipotesi smentita dal ministro, appare invece confermata da Boccia. Chi sussurra a Meloni, e cioè il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, è per la linea dura: la difesa a oltranza del “fino a prova contraria” vacilla. E’ ora di dare una scossa per uscire agilmente da queste sabbie mobili. Anche perché l’opposizione non molla, ci sono gli esposti, le richieste di question time. “Quanto può reggere Sangiuliano?”. La domanda rimbalza a Palazzo Chigi. Dove per prassi e grammatica istituzionale si cerca un’opinione anche del Quirinale. Il presidente della Repubblica rientra in serata dal G7 di Verona. Meloni deve e vuole parlarne con lui di questa vicenda. L’opportunità politica ormai sovrasta tutto. Oggi Meloni è attesa nella città scaligera per l’evento dedicato ai Parlamenti con Roberto Metsola e lo speaker della Camera Mike Johnson. La sua presenza balla. Coma quella nel governo di Sangiuliano.
(da Il Foglio)

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PALAZZO CHIGI SAPEVA GIA’ DA GIUGNO DEL RISCHIO SANGIULIANO-BOCCIA

Settembre 6th, 2024 Riccardo Fucile

E’ STATA MELONI A FAR ANNULLARE A SANGIULIANO IL CONTRATTO CON BOCCIA… LA LITE FURIBONDA TRA SANGIULIANO E I SUOI COLLABORATORI AL MINISTERO… LE FOTO CHE GIRAVANO

Una notte in silenzio dopo l’intervista con lacrime e scuse al Tg1 di Gennaro Sangiuliano. Poi a metà mattina, la “non consulente” ed ex amante Maria Rosaria Boccia spara. Ma non solo contro il ministro della Cultura. Stavolta alza il tiro direttamente contro la presidente del Consiglio Giorgia Meloni: “Oggi vengo accusata di essere una ricattatrice, ma in realtà non sono io ad aver creato il ricatto – scrive su Instagram – Sono coloro che occupano i palazzi del potere ad esercitarlo”. E ancora: “Il potere ha spinto il ministro alle dimissioni per poi respingerle”. Infine il messaggio a Meloni: “Ma chi ha davvero fatto gossip: io, lui, o ‘l’altra persona’, sfruttando un momento strategico per il Paese?”. Il riferimento di Boccia è alla premier, si intuisce dalle parole dell’ex amante di Sangiuliano, avrebbe avuto un ruolo nella fine del rapporto, almeno di lavoro, tra il ministro e colei che doveva diventare la sua consulente.
Secondo quanto è in grado di ricostruire Il Fatto da fonti di primo piano nel governo, infatti, è stato proprio Palazzo Chigi a chiedere a Sangiuliano di stracciare il contratto di collaborazione all’influencer dopo settimane di litigi al ministero della Cultura, voci incontrollate e ricatti che circolavano nei palazzi del potere. Un passaggio che è avvenuto a metà agosto quando ormai i campanelli d’allarme erano troppi: il ministro ha dato seguito alla richiesta, che sarebbe avvenuta insieme a quella della moglie, con una mail che risale al 26 agosto scorso, da lui stesso mostrata al Tg1.
Tutto inizia ai primi di giugno, quando Sangiuliano ha già approfondito i legami con Boccia durante la campagna per le europee. Il primo allarme arriva da “Noi Moderati” di Maurizio Lupi: con l’ex ministro centrista Boccia aveva fatto un’iniziativa l’11 ottobre 2022 per sostenere l’italianità della pizza e poi ne aveva fatto un altro il 2 febbraio 2023 insieme al deputato Andrea Costa alla Camera sulla medicina estetica. Nel partito centrista si accorgono, però, che qualcosa non va. E quando notano che la donna accompagna spesso Sangiuliano, avvertono Fratelli d’Italia: Boccia, è la tesi, è “pericolosa”, registra tutto, meglio tenerla alla larga.
L’allarme a inizio giugno diventa rosso perchè l’influencer aveva fatto alcune attività con due deputati di FdI – Marta Schifone e Gimmy Cangiano – in altrettanti intergruppi parlamentari. Ma Boccia non si accontenta: punta al bersaglio grosso. Che nel governo Meloni ha il volto del cognato ministro Francesco Lollobrigida che, però, respinge le sue richieste di collaborazione. È a inizio giugno che vengono avvertiti i vertici di FdI: Sangiuliano deve liberarsi di quella donna. Suggerimenti che arrivano anche a Palazzo Chigi.
Al ministero della Cultura il clima non è migliore. Da settimane Sangiuliano si aggira con la donna e, secondo fonti del ministero, il 22 giugno avviene un litigio tra il ministro e i collaboratori: questi gli chiedono se la donna sia la sua amante, lui nega. Lo staff spiega a Sangiuliano che la donna è incontrollabile ma lui non vuole sentirne parlare. La lite è furibonda. Tra i collaboratori c’è chi non va in ufficio o prende ferie per non incrociare la coppia.
Anche da Palazzo Chigi e dai vertici di FdI inizia moral suasion col ministro: “Non la nominare consulente“. Ma lui non ci sta: a tutti dice lei non si tocca. Il 16 luglio la donna si presenta al ministero per firmare il pre-contratto, che sarà stracciato solo un mese dopo, il 26 agosto: quel giorno Sangiuliano manda la mail al capo di gabinetto Francesco Gilioli per interrompere la collaborazione, lui avverte la donna che, venti minuti dopo, fa invece il post per dare l’ufficialità all’incarico sfumato, facendo esplodere il caso.
Cos’è successo nel frattempo? I campanelli d’allarme nel governo sono aumentati – chissà, forse per alcune foto che iniziavano a circolare – e intorno a Ferragosto l’entourage della premier (insieme alla moglie) impone a Sangiuliano di cancellare il contratto. Il 16 agosto il portavoce del ministro la butta fuori dalla chat del ministero e dieci giorni dopo la nomina salta. A quel punto inizia la telenovela, ancora senza un finale.
(da ilfattoquotidiano.it)

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LA KERMESSE IN PUGLIA, L’ACCREDITO DA SCRITTRICE E LA NOTTE NELL’HOTEL DI LUSSO

Settembre 6th, 2024 Riccardo Fucile

I DETTAGLI DELLA TRASFERTA ESTIVA DI SANGIULIANO E BOCCIA

Nuovi dettagli emergono sul caso Sangiuliano-Boccia, insieme a luglio a Polignano a Mare e ospiti per una notte in uno dei resort più suggestivi di Puglia, Cala Ponte. Il motivo che ha spinto il ministro della Cultura e Boccia a venire nella città di Domenico Modugno è stato l’invito, rivolto a Gennaro Sangiuliano, da parte del festival «Il Libro Possibile», kermesse letteraria fiore all’occhiello della Puglia, che ogni estate accoglie centinaia di ospiti e quest’anno dedicata al tema «Where is the love», dal titolo del brano dei Black Eyed Peas
«Where is the love?» è anche (ironia della sorte) la domanda a cui ha dovuto rispondere Sangiuliano sabato 13 luglio, presente, appunto, sul palco di piazza Aldo Moro per la serata conclusiva del festival, accompagnato dai (tanti) fischi del pubblico e da pochissimi applausi, tra cui quello di Boccia.
Come confermato dall’organizzazione del festival (che, come da prassi, si è fatta carico delle spese di alloggio), a Polignano erano in tre: il ministro Sangiuliano, un agente di scorta e «un collaboratore», poi identificato come Maria Rosaria Boccia.
La sua presenza all’evento è stata documentata anche da lei stessa sulla sua pagina Instagram dove, in un post del 15 luglio, ha condiviso scatti di lei e Sangiuliano, insieme al pass da «writer» che probabilmente le ha consentito l’accesso nel backstage.
Tra le foto diffuse spicca anche quella pubblicata da Dagospia, che immortala la coppia in costume, in uno dei momenti di relax che hanno costellato il soggiorno pugliese, tra passeggiate sul mare e drink a bordo piscina
Tre erano anche le camere d’albergo, prenotate a Cala Ponte, situato a non molti chilometri dall’aeroporto di Bari, dove è il ministro è atterrato, con un volo pagato anch’esso dal festival. Boccia, secondo alcuni testimoni, sarebbe invece arrivata in città a bordo di una macchina messa a disposizione dal ministero.
«Quando abbiamo raggiunto e salutato l’ospite erano già arrivati», hanno confermato dall’organizzazione. La stessa organizzazione ha precisato nei giorni scorsi di essersi fatta carico del viaggio aereo di Sangiuliano e del costo di tre stanze di albergo, tutte pagate dal festival e, quindi, anche da enti pubblici, oltre che da sponsor privati.
Come si evince dal sito del festival, tra i contributi elargiti da enti pubblici alla kermesse per l’anno 2023, infatti, ci sono i 130 mila euro del Comune di Vieste (dove si svolge la seconda parte della rassegna), i 35 mila del Comune di Polignano, i 10 mila dalla Città Metropolitana di Bari, i 10 mila di Acquedotto pugliese, i 15 mila di Asset e gli oltre 155 mila da Pugliapromozione.
Ma quanto costa una stanza al Cala Ponte? Verificando sul sito e selezionando una data di questo mese, per esempio la notte compresa tra sabato 14 e domenica 15 settembre, per un adulto, la camera deluxe costerebbe «a partire da 261,50 euro». Ma le offerte sono tante e variano in base al periodo e alla scelta della dimora: tra deluxe con terrazza, executive room e junior suite familiare. Non si sa, però, quale di queste sia stata la cornice della notte trascorsa in Puglia dal ministro e la sua (ex) collaboratrice.
(da agenzie)

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LO STAFF DELLA MELONI HA PASSATO AL SETACCIO I POST DI BOCCIA: LA LINEA E’ RESISTERE

Settembre 6th, 2024 Riccardo Fucile

LA SOLITA PARANOIA DI UNA REGIA OCCULTA

A Palazzo Chigi, col passar delle ore e con la lettura di giornali e siti, i dubbi sull’opportunità di salvare la poltrona di Gennaro Sangiuliano sono stati spazzati via da un vento di rabbia e di orgoglio. Nelle riunioni riservate con Giorgia Meloni e Giovanbattista Fazzolari l’intero staff presidenziale ha passato al setaccio i post di Maria Rosaria Boccia, i «presunti documenti riservati» che la dama bionda ha pubblicato su Instagram, gli articoli dei principali quotidiani.
E la linea che filtra è quella della resistenza: blindare il ministro innamorato, respingere la pressione delle opposizioni che ne invocano il passo indietro, scacciare l’accusa che Sangiuliano sia «sotto ricatto». E rilanciare con forza. Il come ancora non è chiaro e la tensione è palpabile, tanto che alle nove di sera Palazzo Chigi deve smentire la voce di un vertice d’urgenza Meloni-Salvini-Tajani. «Noi non giochiamo al gioco di chi vorrebbe far dimettere un ministro per una questione sentimentale», è uno degli avvertimenti che la premier affida ai suoi.
Perché di una cosa si vanno sempre più convincendo tra Palazzo Chigi e via della Scrofa e cioè che l’influencer di Pompei non può aver agito da sola. Il sospetto è che ci sia «una regia occulta» dietro le astutissime mosse di Boccia, definita «lucida» e «diabolica». E se qualcuno tra i dirigenti meloniani pensa che la donna si sia rivolta a un’agenzia di comunicazione di alto livello, i più si mostrano convinti che Sangiuliano sia rimasto vittima di una macchinazione, ordita da pezzi di opposizione e rilanciata da alcuni media.
«Perché i giornali non fanno l’elenco delle amanti dei ministri del passato? E per quale ragione Sangiuliano si dovrebbe dimettere? Per una relazione extraconiugale? — ecco l’aria che tira a Palazzo Chigi — È una persona onesta e questa è la grande novità rispetto a come il ministero della Cultura è stato gestito fino al nostro arrivo. È il primo ministro che non ha rubato un solo euro sui crediti del cinema». L’idea dei dirigenti di FdI, premier compresa, è che Sangiuliano «sta lavorando per smantellare un sistema consolidato negli anni del Pd». Per questo nei corridoi del Collegio Romano si sarebbe «fatto tanti nemici», che avrebbero strumentalizzato le ambizioni di Boccia con l’intento (politico) di danneggiare lui e il governo.
E adesso ai piani alti dell’esecutivo si studia il contrattacco. Prima mossa, denunciare «il malcostume ereditato dai governi precedenti, che si sono rubati tutto». A cominciare, insinuano i meloniani, «dalla chiave d’oro di Franceschini», anche se l’ex ministro l’ha restituita.
Da quando è arrivata a piazza Colonna, la premier sente di aver «scontentato tutti» e «rotto con coraggio meccanismi consolidati». In Europa si sente tutt’altro che emarginata, rivendica di aver fatto «volare l’economia» e se Sangiuliano è finito nel mirino, è la tesi, non può essere solo per la sua leggerezza. È vero, sulle prime voleva scaricarlo. E se ha trattenuto l’istinto di accompagnarlo alla porta è stato «per non prestare il fianco a chi complotta per buttarci giù». Difesa e attacco, attacco e difesa.
«C’è qualcosa sotto, una sorta di organizzazione — è l’impressione di un ministro —. Per questo Giorgia difende Gennaro». Temi come l’opportunità politica o il dettato costituzionale «disciplina e onore», sembrano destinati a passare in secondo piano. E dunque, se Maria Rosaria non tirerà fuori «cose clamorose» che provino il peculato, il ministro resterà al suo posto.
Nonostante la delusione furiosa della premier, l’imbarazzo che ha arrecato ai colleghi di governo e l’intervista fiume tutta scuse-e-lacrime al Tg1, che anche agli occhi della leader lo ha umiliato, indebolito e screditato.
Meloni ritiene insomma di non potersi permettere cedimenti e non solo perché «non possono essere i giornali e la sinistra a dettare le mie scelte», ma anche per evitare un rimpasto che può innescare la valanga. È decisa a resistere, fino al G7 della Cultura e oltre. La paura però c’è. Paura che la diga non regga, che Boccia continui con lo stillicidio di post, chat e carte potenzialmente compromettenti, paura che il ministro le abbia mentito e, ancora, che si gonfi l’onda di disagio che agita la base di FdI. A Palazzo Chigi non sfugge che la situazione può precipitare da un momento all’altro. «Sangiuliano — sostiene un altro dirigente di FdI — non può durare. Se Giorgia non lo ha sostituito è solo perché un nuovo ministro al G7 farebbe la figura del prestanome». Alla chiusura della Festa del Cinema Sangiuliano non ci sarà, ma dal suo staff sostengono che la passione per Boccia non c’entra: «A Venezia non andò nemmeno lo scorso anno…».
(da agenzie)

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