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È SOLO QUESTIONE DI TEMPO: L’INTERVISTA ALLA “STAMPA” DELL’EX AMANTE DI SANGIULIANO È LA “BOCCIA” CHE HA FATTO TRABOCCARE IL VASO DELLA MELONI

Settembre 6th, 2024 Riccardo Fucile

LA “FIAMMA MAGICA” È IN FIBRILLAZIONE PER LE POSSIBILI REGISTRAZIONI DELLE CONVERSAZIONI DELLA PREMIER CON SANGIULIANO, IN MANO ALL’EX AMANTE DEL MINISTRO…E LA SORA GIORGIA DISERTA IL G7 DEI PARLAMENTI A VERONA: MEGLIO RESTARE A ROMA E “MONITORARE” IL CASO

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, a differenza di quanto previsto dal programma, non parteciperà in presenza all’apertura della riunione del G7 dei Parlamenti a Verona.
La poltrona di Gennaro Sangiuliano barcolla come mai. Per tutta la giornata di ieri il ministro della Cultura è stato a un millimetro dall’essere dimissionato. Solo a sera, dopo una girandola di incontri a Palazzo Chigi e a via della Scrofa dov’è rimasta per ore la sorella Arianna, Giorgia Meloni decide di «tenere botta», riferiscono i suoi.
Forse anche perché il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è rientrato dal G7 dei Parlamenti di Verona solo di notte. Ma per il siluramento dell’ex direttore del Tg2, stavolta, potrebbe essere questione di ore.
Le anticipazioni dell’intervista di Maria Rosaria Boccia alla Stampa […] tormentano la premier. Soprattutto perché l’ex consulente ombra (e amante) del ministro avrebbe confermato di avere ascoltato – e forse registrato? – le conversazioni di Sangiuliano con diversi colleghi di Cdm e persino con la leader di FdI.
Il cerchio magico di Meloni è in fibrillazione. Questo sarebbe lo scenario peggiore. E Sangiuliano aveva garantito alla presidente del Consiglio: Boccia non può avere ascoltato nulla di rilevante.
Dentro FdI quasi nessuno si fida più di lui. Sangiuliano fino a sera fischietta, annuncia di avere firmato un decreto per riorganizzare il dicastero, vede il sottosegretario leghista all’Economia, Federico Freni, per discutere di manovra. «Resto, ho tanto lavoro da fare», confida agli interlocutori di queste ore tribolate. Quasi a dire: non mi faccio da parte
Di notte, quando le dichiarazioni di Boccia impazzano da un sito all’altro, annuncia che vedrà gli avvocati per un esposto: c’è chi dice che la mossa arrivi dopo un contatto con Meloni. Sperava di avere chiuso il caso con l’intervista al Tg1, Sangiuliano. Invece pure tra i banchi di FdI le lacrime catodiche hanno suscitato irritazione: «Doveva solo chiarire la vicenda dei rimborsi. Ha esagerato. È diventata una storia ridicola», si sfoga un colonnello della fiamma.
Nel partito tutti si attengono alla linea della leader, ma il grosso di FdI non si straccerebbe le vesti se il ministro facesse un passo indietro. La linea prevalente è quella di Giovanbattista Fazzolari: Sangiuliano va difeso, fino a prova contraria. Se escono altre notizie imbarazzanti, politiche, sul governo, è game over. Pochissimi, come il viceministro Edmondo Cirielli, difendono ancora il ministro a spada tratta
La stessa Arianna Meloni, racconta chi l’ha sentita, avrebbe ammesso in privato che «non ha fatto nulla di penalmente rilevante», ma «leggerezze sì». Neanche per lei, però, ancora sufficienti per licenziarlo. […] Le contorsioni della destra affiorano sui giornali d’area. Libero e La Verità non difendono, anzi, Sangiuliano. Il Giornale l’ha fatto fino a ieri, poi Alessandro Sallusti in serata ha consigliato all’ex collega le dimissioni.
Meloni in serata vede il vicepremier forzista Antonio Tajani, a Palazzo Chigi per un incontro che non era in agenda. Teme nuovi audio sciorinati da Boccia, in questa partita a scacchi in cui si capisce, ora, dove può cadere il ricatto. Si cruccia per il rischio boomerang sull’elettorato femminile. E infatti FdI da 48 ore scandaglia i social, per tastare l’umore della base, anche se per ora sono esclusi sondaggi diretti tra gli iscritti
L’epilogo dell’affaire pompeiano, comunque, pare vicino. L’opposizione invoca un chiarimento in Parlamento e le dimissioni: «Questa vicenda ha imbarazzato già abbastanza il Paese», dice Elly Schlein. E ai piani alti di FdI circola già una possibile narrazione, per accompagnare il ministro alla porta: «Non ha fatto nulla di male sul piano penale ma se con questa pressione, visto il caso mediatico, non si sentisse più in grado di lavorare serenamente…».
(da agenzie)

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SPUTTANAMENTO MONDIALE: I GIORNALI INTERNAZIONLI SPERNACCHIANO L’ITALIA PER L’AFFAIRE SANGIULIANO-BOCCIA

Settembre 6th, 2024 Riccardo Fucile

“REUTERS: “IL MINISTRO DELLA CULTURA HA MESSO IL GOVERNO IN RIDICOLO, FORSE MELONI LO VUOLE TENERE PERCHÉ NON HA SOSTITUTI VALIDI, E POI C’È QUALCUN ALTRO CHE BALLA, COME DANIELA SANTANCHÈ”… LA TV NAZIONALE SPAGNOLA: “NON ERA MAI CAPITATO DI VEDERE UN MINISTRO CHE AMMETTE IN TV DI AVERE UN’AMANTE, SI È MESSO A PIANGERE IN PRIMA SERATA. PRIMA HA DETTO UNA COSA, POI UN’ALTRA, IN SPAGNA NON SAREBBERO STRANE LE DIMISSIONI” – L’OLANDESE “DE TELEGRAAF”: “MELONI È SERIAMENTE IN IMBARAZZO”

Più che uno scandalo, il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano “ha messo il governo in ridicolo” dice Gavin Jones, Breaking News Editor per l’Italia dell’agenzia internazionale Reuters: “Non capisco perché Giorgia Meloni lo tenga, non sembra un peso massimo del governo, comunque ha portato molto imbarazzo. Ha già attirato molte prese in giro, e ha abbassato il profilo dell’esecutivo, inoltre c’è il grosso punto interrogativo se Boccia possa svelare altre cose imbarazzanti”.
La storia della “misteriosa bionda” Maria Rosaria Boccia, l’amante del ministro quasi nominata consigliera per i grandi eventi, è rimbalzata sui siti internet dei giornali di mezzo mondo. Begoña Alegría, corrispondente in Italia della Tv nazionale spagnola, spiega: “Non mi era mai capitato di vedere un ministro che ammette in tv di avere un’amante, si è messo a piangere in prima serata. Prima ha detto una cosa, poi un’altra, la sua immagine ha perso valore. In Spagna non sarebbero strane le dimissioni, certo adesso sarà Meloni a dirlo”.
Il quotidiano olandese De Telegraaf aggiorna i suoi lettori con notizie firmate da Maarten van Alderen, presidente dell’Associazione della stampa estera in Italia: “L’attenzione c’è”, conferma. Il titolo del primo pezzo individua il problema: “Anche Meloni è seriamente in imbarazzo” Lo spagnolo El Mundo è stato tra i primi a tirare in ballo la premier: “Meloni costretta a dare spiegazioni”. La testata austriaca Orf ha dedicato più approfondimenti al caso, con excursus sulle gaffe passate e aggiornamenti quotidiani. Si è aggiunta all’elenco la greca Newsit.
La mattina di ieri si è aperta in lingua inglese: Politico e Reuters. Rispettivamente: “Il ministro italiano ammette di aver cercato di assumere un’amante come consulente”, e “La relazione del ministro della cultura italiano mette alla prova la lealtà del primo ministro Meloni”. Immancabile Mosca: Ria Novosti ha raccontato i traballamenti del ruolo di Sangiuliano, mentre Sputnik ha inserito la confessione tv tra le notizie più importanti della giornata.
Per Alegría “cambiare ministro prima del G7 non è una cosa semplice, non vorrei essere nei panni di Meloni a decidere”. Per Jones “gli scandali sessuali non sono una novità. I ministri ne parleranno con i loro staff e si faranno una sonora risata”. Per adesso “forse Meloni lo vuole tenere perché non ha tanti sostituti validi, e poi c’è qualcun altro che balla, come la ministra del Turismo Daniela Santanchè. L’equilibrio è delicato. Lei spera che passi la nuttata, ma se ci sarà un rimpasto è probabile che Sangiuliano salti
(da Il Fatto Quotidiano)

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LE DOMANDE NON RIGUARDANO PIÙ IL SOLO SANGIULIANO ‘NNAMMURATO, MA ANCHE LA PREMIER DI COLLE OPPIO

Settembre 6th, 2024 Riccardo Fucile

SE È VERO, ED È VERO, CHE VOCI, FOTO, EMAIL E SCONTRINI CIRCOLANO DA ALMENO UN ANNO, COM’È POSSIBILE CHE NESSUNO SPIFFERO SIA MAI ARRIVATO ALLE ORECCHIE DELLA DUCETTA? POSSIBILE CHE SIA STATA L’ULTIMA AD APPRENDERE DELLA NOTIZIA, COME L’ULTIMA DELLE CORNUTE?

Non ci vuole il mago Otelma e neppure Dagospia per prevedere il Gennymeteo delle prossime ore. L’assedio si sposterà a Piazzale Clodio, per il conto alla rovescia dell’iscrizione della notitia criminis al RGNR (Registro delle Notizie di Reato), poi dell’ assegnazione del fascicolo a un PM e della delega alla polizia giudiziaria per le indagini.
A carico di noti o di ignoti? Questo potranno dirlo solo i pubblici ministeri, dopo aver acquisito gli atti e raccolto le testimonianze delle persone informate dei fatti, in primis Maria Rosaria Boccia, che non vede l’ora di vuotare il sacco a verbale
A quel punto inizierà il balletto dei comunicati prestampati in batteria: “fiducia nella magistratura”, “l’indagine è un atto dovuto”, tutti certi di poter chiarire la loro estraneità e che “la giustizia farà il suo corso”.
Mentre gli strateghi della comunicazione istituzionale di Palazzo Chigi, che hanno ormai definitivamente dimostrato sul campo tutto il loro valore, trasformando una squallida vicenda di corna locali, vesuviane, in uno scandalo internazionale che sta facendo traballare il governo coprendolo di ridicolo, hanno già pronta la velina per (provare a) chiudere il caso: basta gossip, il governo va avanti con la fiducia degli italiani.
Ma se da comica la faccenda si fa davvero seria, allora le domande non più a Sangiuliano ma alla premier di Colle Oppio saranno altre e ben più imbarazzanti.
La prima: se è vero come è vero che voci, foto, email, audio, scontrini e dossier di ogni tipo circolano almeno da un anno, di bocca in bocca, da ufficio a ufficio, da redazione a Instagram e da Instagram a redazione, come è possibile che nessuno spiffero sia mai arrivato alle orecchie della Ducetta?
Nessun solerte addetto alla sicurezza dello stato e del Premier ha mai intercettato un indizio della spy story da riportare in una delle informative riservate che settimanalmente vengono recapitate al Presidente del Consiglio per il tramite della segreteria speciale?
Possibile che sia stata l’ultima ad apprenderne come l’ultima delle cornute? Se così è e se vi pare, “unfit to lead” titolerebbe L’Economist cambiando solo la picture alla copertina che crocefisse Silvio Berlusconi.
La macchiettizzazione – come insegnano gli uscieri di Palazzo Chigi – è l’inizio della fine. E lo è stato anche per statisti ben più attrezzati a gestire la cosa pubblica della Ducetta incartata dall’arroganza del potere, in modalità “Io ce l’ho più duro di tutti”
(da Dagospia)

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BOCCIA NEI COLLOQUI CON GLI AMICI, APRE LE VALVOLE: “LA MELONI GLI HA DETTATO LA LINEA PER ANDARE IN TV, GLI HA DETTO QUELLO CHE DOVEVA DIRE. E LUI HA MANDATO GIÙ LA LEZIONE A MEMORIA. POI CI È RIMASTO SECCO”… “MINISTRO, TU SEI UN PAVIDO. TU CONTINUI A DIRE BUGIE SU BUGIE. SAI BENISSIMO QUELLO CHE IO HO IN MANO. QUINDI TI SMENTISCO”

Settembre 6th, 2024 Riccardo Fucile

“LA REPUBBLICA”: “BOCCIA È IN POSSESSO DI NUMEROSISSIMI FILE CHE CONTERREBBERO SIA CONFIDENZE INDIRETTE, SIA CONVERSAZIONI DIRETTE DI SANGIULIANO. ”CE NE STANNO DI COSE SOTTO”. MINIME O GRANDI CONFIDENZE. COME IL MINISTRO CHE RICAMA SULL’IGNORANZA (PRESUNTA) DI ALCUNI COLLEGHI. COME LUI CHE RIVELA GIOCOSAMENTE DI “DARE LEZIONI” DI STORIA ALLA PREMIER

«C’è bisogno che spieghi a chi mi riferivo quando parlavo della “altra persona” nel mio ultimo post», domanda sorridendo. È quello in cui la ormai ex first-lady del ministero della Cultura, sui social, aveva scritto ieri mattina: «Ma chi ha davvero fatto il gossip: io, lui, o “l’altra persona” sfruttando un momento strategico per il Paese?» «Ecco, mi riferivo a Giorgia Meloni ». È il giorno di Maria Rosaria Boccia, lo aspettava, contava le ore. E va giù diretta, secca.
Lei è Davide contro Golia. Con una sola fionda: un clic. Un registratore, tante registrazioni. «Ma Sangiuliano – ragiona ieri, rivolta a fidatissimi amici – ma tu lo sai benissimo quello che io ho in mano. Che fai? Io ho il decreto della mia nomina, lui lo aveva fatto, ce l’ho, c’era la sua firma sopra ».
E ora nel bersaglio c’è Meloni. Perché? «Perché la presidente del Consiglio, nel corso della sua intervista in cui ha toccato l’argomento Sangiuliano, mi ha chiamato “una certa persona”, senza darmi la dignità di un nome, di un ruolo, di una autonomia di donna risponde – Le cose usciranno eh però. Ce ne sono».
Parla la 41enne imprenditrice che da fine agosto tiene in scacco il governo e monopolizza il dibattito pubblico. Ecco la tesi, i ragionamenti e le parole che, lontano dalle telecamere, ha consegnato a pochissime persone fidate, tra Pompei e Scafati. Parole che Repubblica ha potuto cogliere e dettagliatamente verificare.
Dice: «Lui si è scusato con Meloni, con sua moglie. E con me? Con la mia famiglia?». È il giorno dell’emersione. Nelle stesse ore, Boccia rilascia un’intervista a La Stampa in cui dice: «Il ministro è sotto ricatto, io penso di sì». Da parte di chi? Chi sarebbero i ricattatori? «Mi riferisco ad alcune persone che ricattano il ministro per delle agevolazioni che hanno avuto». E poi: «In tv mi ha fatto sorridere».
E ancora: «Ho potuto ascoltare conversazioni del ministro, sì. Stavamo ore insieme. Capitava di sentire tante cose. Anche le conversazioni più varie, quando lui parlava con il governo».
«Relazione? Bisogna vedere come lo dimostra – arretra lei, quasi la disturbasse l’immagine – Un conto sono i cuoricini, giorno, notte. Altro è la parola relazione. La Meloni gli ha dettato la linea per andare in tv, gli ha detto quello che doveva dire. E lui ha mandato giù la lezione a memoria. Poi ci è rimasto secco perché, mentre si preparava al Tg1, io ho fatto il post in cui rivelavo che mi aveva chiamato la sera prima: e lui poi lo ha dovuto ammettere in tv. Ma dico io, benedetto ministro: ma tu sei un pavido. Tu continui a dire bugie su bugie. Come ti muovi? Sai benissimo quello che io ho in mano. Quindi ti smentisco», racconta di nuovo agli amici cari.
«Col ministro abbiamo passato giornate intere». Sull’auto blu? «Sì, e anche per lunghi tratti». E ancora, sempre agli amici: «Lui mi aveva detto che non viveva più con la moglie. Da un po’. La moglie andava con lui solo se c’era la Rai a riprenderli. Ma io quand’era diventato così il mio matrimonio, ho avuto le p… di divorziare. Per dignità. Ma a questo governo non andava bene, no, vogliono altre narrazioni».
Boccia è in possesso di numerosissimi file che conterrebbero sia confidenze indirette, sia conversazioni dirette di Sangiuliano. «Ce ne stanno di cose sotto». Minime o grandi confidenze. Come il ministro che ricama sull’ignoranza (presunta) di alcuni colleghi. Come lui che rivela giocosamente di “dare lezioni” di storia alla premier.
O frammenti di dialoghi più densi con suoi colleghi dell’esecutivo e con la stessa presidente, o la sua famiglia. «Mi hanno chiamato da tutto il mondo – sorride con gli amici – Il Tg5, il Tg4, la Fagnani, la Berlinguer, i quotidiani italiani e alcuni stranieri ». È l’ora della sua verità. Del suo volto in chiaro. Basta oscuro web. Ci sono qui io. Fate i conti con la mia fionda.
(da La Repubblica)

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L’ INTERVISTA DI MARIA ROSARIA BOCCIA A “LA STAMPA”: “HO ASCOLTATO CONVERSAZIONI DI PERSONE CHE HANNO RICATTATO IL MINISTRO. POSSO DIRE CHE CI SONO DIRETTORI DI SETTIMANALI”

Settembre 6th, 2024 Riccardo Fucile

L’ATTACCO ALZO ZERO ALLA MELONI, “L’ALTRA PERSONA”: “NON SI PUÒ RIVENDICARE LA DIGNITÀ DI UNA DONNA A FASI ALTERNE”… I VIAGGI PAGATI, I CONCERTI DEI COLDPLAY E DEL VOLO CON L’AUTO BLU, LA CHIAVE D’ORO (“CE LA FA VEDERE IL MINISTRO?”) E GLI ALTRI AUDIO: “FILE CHE COINVOLGONO LA MELONI? “HO ASCOLTATO TELEFONATE E HO LETTO MESSAGGI”

Dottoressa Maria Rosaria Boccia come vi siete conosciuti e quando con il ministro della Cultura Gennaro San Giuliano?
«Ci siamo conosciuti nell’agosto del 2023 a Pompei alla presentazione della candidatura della cucina italiana patrimonio dell’Unesco, attraverso conoscenze comuni».
Il ministro sostiene di averla conosciuta nel maggio di quest’anno.
«Da maggio di quest’anno ci siamo frequentati lavorativamente molto più spesso».
Dove siete stati con il ministro in questo periodo?
«Il ministro è venuto più di cinque volte a Pompei. Poi siamo stati ad Ercolano, a Polignano a Mare, a Riva Ligure, a Taormina, a Sanremo e a Milano all’Accademia di Brera».
Lei che ruolo aveva durante questi viaggi con il ministro?
«Consigliere grande eventi».
Le date in questa storia sono importanti. Il famoso contratto sarebbe dovuto entrare in vigore da inizio agosto però.
«Sì, ma il ministro mi ha detto che questi viaggi mi servivano per conoscere la realtà del ministero in attesa che venisse formalizzata la nomina».
Il ministro ha mostrato le ricevute bancarie di pagamento per i suoi viaggi e i suoi hotel. Lo sapeva che pagava per lei?
«Io ho sempre saputo che le trasferte venivano pagate dal ministero».
Come lo dimostra?
«Io comunicavo solo ed esclusivamente, anche per le trasferte, con il capo segreteria».
Veniamo al 3 giugno di quest’anno. Qual era il motivo del sopralluogo? Il ministro sostiene che non era il G7 della Cultura.
«Il ministro era stato invitato più volte dal direttore del Parco per verificare nuove scoperte ma non aveva mai accolto l’invito. Poi è venuto in visita privata a Pompei e, dopo aver pranzato, siamo andati agli Scavi e abbiamo fatto anche il sopralluogo per il G7, come certifica la mail pubblicata da Dagospia, inviata dal direttore del parco anche a me. Zurchtrieghel in tal senso è stato sollecitato più volte da Sangiuliano».
In questa mail del 5 giugno sono contenute informazioni riservate?
«Sì, erano contenuti il percorso principale, i due percorsi alternativi per i ministri che partecipano al G7 e il dettaglio dell’organizzazione».
Chi le ha detto che poteva diventare consulente del G7?
«Il ministro».
Il ministro dice che il contratto non è stato controfirmato?
«Io ho visto il decreto firmato dal ministro e io personalmente ho firmato il mio contratto che è stato controfirmato dal capo di gabinetto in presenza del ministro».
Perché secondo lei questo contratto non è andato a buon fine?
«Questo lo deve chiedere sempre al ministro perché l’istituzione è lui».
La consulenza per il G7 era gratuita?
«Certo».Come la presentava il ministro nelle vostre missioni?
«Consigliera grandi eventi».
Al ministero con chi si relazionava?
«Col ministro, con il capo gabinetto e con alcuni dipendenti».
Ha le prove?
«Certo, ho documenti che certificano la mia presenza».
Ha avuto accesso a informazioni riservate?
«Io ho avuto accesso semplicemente a tutta l’organizzazione del G7».
Non solo catering e concerti?
«Io coordino gli eventi».
Mercoledì sera il ministro in televisione ha detto che avete avuto una relazione privata. Voleva dire una relazione sentimentale?
«Anche questo dovrebbe chiarirlo lui. C’è stata molta confusione fin dall’inizio nella comunicazione di questa sfera».
Nell’intervista al Tg1, il ministro ha detto che al massimo possono esserci chat private come avviene tra persone che hanno una relazione personale. Lei conferma di aver conservato queste chat?
«Io confermo che il ministro è un po’confuso. Perché il giorno prima ha detto che nelle nostre chat potevano esserci solo delle foto carine, non compromettenti e qualche cuoricino o qualche emoticon carina. Ma un conto è dire quello che ha detto il giorno prima ovvero che ci sono delle chat blande, un altro è dire che ci sono delle chat con una persona con cui hai una relazione. Con una persona con la quale ho una relazione non mi scambio solo delle foto innocenti ed emoticon. Parliamo della nostra vita personale quotidiana. Semmai posso scambiarmi anche qualche messaggio più piccante».
Quante volte è stata al ministero e con quale compito?
«Forse più di 20 volte sempre con il ruolo di consigliera».
Si è parlato anche di viaggi sull’auto di tutela del ministro. È andata anche da sola?
«Sono sempre stata con il ministro anche in lunghe trasferteIl ministro sostiene solo passaggi alla stazione o all’aeroporto.
«Le volte che siamo stati agli Scavi di Pompei sono venuti a prendermi sotto casa e mi hanno riaccompagnato. Poi quando è venuto ad Ercolano, io avevo proposto di recarmi privatamente agli Scavi ma lui ha insistito per venirmi a prendere. Poi siamo andati a Polignano a Mare, a Riva Ligure, a Taormina».
Erano sempre missioni legate all’attività del ministro?
«No, abbiamo fatto anche trasferimenti personali. Siamo andati al concerto dei Coldplay, al concerto de Il Volo. Da Roma, siamo arrivati in macchina fino a Pompei. Siamo andati a eventi miei personali e privati, dove lui ha voluto presenziare. Un evento alla base dell’Aeronautica a Roma e un altro a Roma».
Come può documentare questi viaggi?
«Ci sono foto, video e chat con le persone che ci stavano aspettando. Ad esempio al concerto de Il Volo c’era il capo segreteria che ci attendeva con un amico».
Che effetto le ha fatto vedere il ministro della Cultura ieri sera in televisione?
«Mi ha fatto sorridere».
Sempre dai suoi social, fino ad ora unica fonte delle sue versioni. Lei ha scritto di essere rimasta molto indispettita dalla premier Giorgia Meloni perché su Rete4 l’ha definita “questa persona”.
«Chi si richiama i valori dell’essere donna ha il diritto e il dovere di difendere la propria dignità come ha fatto l’altra persona (Meloni ndr) quando ha interrotto una relazione profonda tramite un post sui social, dopo che il compagno (Giambruno ndr) aveva violato un sentimento d’amore. Mi chiedo perché io vengo trattata con arroganza, additata senza nome e cognome. I comportamenti sessisti vanno sempre denunciati, come ha fatto lei anche utilizzando i social perché una donna deve proteggere la propria dignità indipendentemente dal ruolo che ricopre. Non si può rivendicare la dignità di una donna, offesa nei sentimenti, a fasi alterne. Inoltre non si può dirsi cristiani senza praticare il perdono. Io mi limito a difendermi da un comportamento sessista».
Perché ha registrato tutto da un certo punto in poi?
«Perché il ministro mi ha detto una frase che mi ha colpito molto. Ha detto: “Io sono il ministro, io sono un uomo, io rappresento l’istituzione e in futuro nessuno crederà a tutto quello che tu dirai”».
Quando ha detto questa frase?
«A fine luglio».
Perché ha fatto quel filmato con gli occhiali in Parlamento?
«In quel momento la nostra frequentazione non era assidua ma era una semplice conoscenza. Come si può vedere dai miei profili social, avevo appena comprato quegli occhiali e volevo provarli. È tutto legale. Perché quando si inizia una registrazione si accendono dei led ai lati».
Però lei lo sa che per registrare in Parlamento bisogna essere autorizzati?
«E allora dobbiamo mandare sotto processo centinaia di italiani perché tutti quando vanno in Parlamento fanno foto e video con gli smartphone».
Con gli occhiali ha registrato anche riunioni al Ministero?
«Non ho mai utilizzato gli occhiali in presenza del ministro».
Mi racconta la cerimonia di Pompei e la chiave d’oro?
«Al ministro faceva piacere ricevere la chiave d’oro. Ma per lui era un percorso un po’complicato perché il sindaco di Pompei è del Pd. Quindi io ho curato questa intermediazione e in pochissimo tempo ho fatto sì che il ministro ricevesse la chiave».
Vale molto quella chiave.
«Il ministro ha saputo fin dall’inizio che non era una patacca».
Ma ha detto che è conservata al ministero ed è protocollata come tutti i regali.
«Ce la fa vedere il ministro questa chiave protocollata nelle stanze del ministero? » .
Lo chiederemo al ministro. Veniamo all’ultimo post. Lei denuncia: “Mi chiamano ricattatrice ma i veri ricattatori stanno nei palazzi del potere”. A chi si riferisce?
«Io ho ascoltato conversazioni e letto messaggi di persone che a mio avviso hanno ricattato il ministro».
Mi dica chi sono?
«Lo dovrebbe sempre dire lui. Posso dire che ci sono direttori di settimanali».
Il ministro quindi è sotto ricatto?
«Secondo me sì».
Ma sotto ricatto della politica?
«Questo dovreste sempre chiederlo a lui».
Lei ha altre registrazioni, altri audio, altri video?
«Io ho semplicemente dei documenti per certificare la verità di una donna che diversamente non sarebbe stata creduta».
Lei ha anche documenti riservati?
«Io ho i documenti che la segreteria e il gabinetto del ministro mi hanno fornito».
Mi dica se ci sono file che coinvolgono altri politici, ministri, la premier Meloni?
«Io ero a stretto contatto con il ministro. Quindi ho ascoltato telefonate e ho letto messaggi».
Lei non teme di aver commesso qualche reato?
«Assolutamente no. Forse il reato lo commette chi dice bugie. Io ho sempre e solo detto la verità».
Potrete riconciliarvi?
«Io sono sempre aperta alle persone per bene. Quindi se lui si pente delle bugie che ha detto e mi chiede scusa con gli stessi mezzi che ha usato per farmi passare per quella che non sono di certo lo perdono. Sono una persona cristiana che crede nei valori».
(da La Stampa)

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