Giugno 12th, 2025 Riccardo Fucile
SALGONO ANCHE GLI INFORTUNI SUL LAVORO PER GLI ADOLESCENTI (DAI 5.816 DEL 2020 AI 18.825 NEL 2023) E ANCHE LE MORTI BIANCHE IN QUESTA FASCIA D’ETÀ
Il 2024 registra il record di lavoratori minorenni: 80.991 tra i 15 ed i 17 anni. Le regioni con la percentuale più alta sono: il Trentino Alto Adige (21,63% della popolazione minorenne), la Valle D’Aosta (15,34%), l’Abruzzo (8,46%) seguiti da Marche (7,57%) Puglia (6,24%) e Sardegna (6,24%). Quanto alle denunce di infortunio dei lavoratori tra i 15 ed 17 anni il numero è salito dai 5.816 del 2020 ai 18.825 nel 2023.
Sei gli infortuni mortali nella stessa fascia d’età nel quinquennio 2019-2023. Emerge dal 3° Report dell’Unicef presentato in occasione della Giornata mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile che ricorre oggi.
Secondo la ricerca “Lavoro minorile in Italia: rischi, infortuni e sicurezza sui luoghi di lavoro”: negli anni post Covid-19, si è registrato un aumento progressivo dei lavoratori minorenni sia dipendenti che indipendenti: 51.845 nel 2021; 69.601 nel 2022; 78.530 nel 2023. Fino al record del 2024. L’incremento si registra anche per i lavoratori entro i 19 anni di età: nel 2023 i erano 415.495 (divisi tra 258 mila maschi e 157mila femmine), rispetto ai 377.440 del 2022 e ai 310.400 nel 2021.
Con un aumento del +35% dal 2019 al 2023. Quanto alle denunce di infortunio dei lavoratori tra i 15 ed i 17 anni, il numero è salito da 5.816 nel 2020 a 9.859 nel 2021, 17.681 nel 2022 e 18.825 nel 2023. Nel periodo compreso tra il 2019 e il 2023 a livello nazionale sono state presentate all’Inail 330.864 denunce di infortunio, relative ai lavoratori entro i 19 anni di età, di cui: 204.369 riguardanti i minorenni fino a 14 anni e 126.495 nella fascia 15-19 anni.
Nel 2023 sono state 50.860 sotto i 14 anni e 32.197 tra i 15-19 anni,
in aumento rispetto al 2022. Nel periodo 2019-2023 le denunce di infortunio con esito mortale sono state in totale 84 (11 denunce nella fascia di età 14; 73 denunce nella fascia 15-19 anni). Il 55% delle denunce di infortunio con esito mortale nel quinquennio 2019-2023 si è registrato in sei regioni: Veneto, Campania, Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Calabria.
Il reddito procapite medio settimanale per i lavoratori entro i 19 anni di sesso maschile va dai 297 euro nel 2018 a 326 euro nel 2023, mentre nelle donne è passato dai 235 euro nel 2018 ai 262 euro nel 2023. “In questa giornata così importante – ha commentato il presidente dell’Unicef Italia Nicola Graziano – vorrei ricordare che l’art. 32 della Convenzione stessa afferma che gli Stati parte riconoscono il diritto di ciascun bambino, bambina, ragazzo e ragazza ‘ad essere protetto contro lo sfruttamento economico e a non essere costretto ad alcun lavoro che comporti rischi o sia suscettibile di porre a repentaglio la sua educazione o di nuocere alla sua salute o al suo sviluppo fisico, mentale, spirituale, morale o sociale”. Il Report viene presentato alle 11 nell’ incontro online “Tutelare i diritti dei minorenni che lavorano” nell’ambito delle “Officine Unicef”.
(da agenzie)
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Giugno 12th, 2025 Riccardo Fucile
QUANTO PERCEPISCE UNA MAESTRA IN QUESTO PAESE DI POETI, SANTI, OPINIONISTI E VIP? POCO PIÙ DI 20 MILA EURO LORDI L’ANNO. CIFRA CON CUI SI FATICA AD ARRIVARE IN FONDO AL MESE, A MENO CHE NON TI VENGANO IN SOCCORSO I NONNI. OPPURE ONLYFANS
Chi è immorale? Io che ho aperto un profilo su OnlyFans o il papà di un bambino della
mia scuola che pagando è andato su OnlyFans e ha divulgato le immagini del mio profilo? Chissà come si sarebbe trovato Pirandello su OnlyFans. Benissimo, a giudicare dal J’accuse della sexy-maestra di Treviso, sfociato in denuncia per diffamazione.
Dopo il licenziamento dalla scuola materna (e il successone in Rete grazie alla pubblicità resa dai diffamatori), Elena Maraga ha deciso di contrattaccare. Chi è immorale? “Io son colei che mi si crede”; ma in questo caso a chi credere? Non sembra un esempio di moralità spogliarsi dei panni di insegnante – anzi, spogliarsi completamente, e presentarsi in Internet in mutande (a proposito, non capiamo perché il ministro Valditara voglia proibire i telefonini; se l’esempio della maestra Maranga verrà seguito, potrebbe essere la volta che gli studenti seguiranno gli insegnanti dalla mattina a tarda notte).
Ma nemmeno sembra un gesto degno di Catone il censore diffondere le immagini della maestra e capeggiare la rivolta dei genitori che è sfociata nel licenziamento per giusta causa e incauto smutandamento. Ma in questa storiellla che fa rimpiangere Alvaro Vitali e le professoresse che fanno l’occhiolino al preside, c’è un terzo incomodo, un convitato di pietra. Quanto percepisce una maestra d’asilo in questo Paese di poeti, santi, opinionisti e Vip
Poco più di 20 mila euro lordi l’anno. Che diventano qualche migliaio in più per gli insegnanti di scuola primaria e secondaria.
Cifre con cui si fatica ad arrivare in fondo al mese, a meno che non ti vengano in soccorso i nonni. Oppure OnlyFans.
Si tratta di scegliere tra il pane e acqua elargito da Valditara e migliaia di follower allupati e munifici. Estromessa dalla cattedra, Elena Maraga ha intrapreso una brillante nuova vita. Eventi, serate in discoteca, topless bar e chissà che non si schiudano le porte di qualche reality. In Italia è così che si diventa Vip.
Dunque, chi è più immorale? La sexy-maestra, il padre-Catone o lo Stato affamatore?
(da Il Fatto Quotidiano)
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Giugno 12th, 2025 Riccardo Fucile
NEL BIENNIO 2023-24, I RICOVERI PER IL TRATTAMENTO DELLA DIPENDENZA DA QUESTA SOSTANZA SONO STATI 3.609, 8 VOLTE IN PIÙ RISPETTO A QUELLI RIPORTATI NEL 2014-2015 – LA DROGA È MOLTO POPOLARE TRA I RAGAZZI GRAZIE AL SUO BASSO COSTO
Nel Regno Unito è allarme ketamina. Negli ultimi 10 anni sono più che raddoppiati i giovani che riportano di averne fatto uso nell’ultimo anno ed è cresciuto di 8 volte il numero di quanti sono stati presi in cura dai servizi sanitari a causa della dipendenza dalla sostanza. È l’allarme lanciato da un gruppo di esperti del King’s
College London e del South London and Maudsley NHS Foundation Trust sulle pagine del British Medical Journal.
“La ketamina è utilizzata nella pratica clinica come anestetico generale e, a dosi più basse, è prescritte per il dolore cronico, la depressione resistente al trattamento e per l’ideazione suicidaria”, spiegano i ricercatori. Negli ultimi anni, “il suo costo basso l’ha resa popolare tra i più giovani, in particolare tra quelli tra i 16 e i 24 anni”, aggiungono. In questo gruppo, si stima che nell’ultimo anno ne abbia fatto uso il 3,8% della popolazione, rispetto all’1,7% del 2010.
Di pari passo è cresciuto il numero di chi si è rivolto ai servizi sanitari per il trattamento della dipendenza da questa sostanza: nel biennio 2023-2024 sono stati 3.609, 8 volte in più rispetto ai 426 riportati nel 2014-2015. Il fenomeno preoccupa “a causa dei potenziali effetti sul benessere fisico e mentale e sulla qualità della vita in generale”, scrivono gli esperti.
Tuttavia, la consapevolezza sul problema è ancora scarsa, anche tra i medici: “I pazienti che si rivolgono al Pronto Soccorso riferiscono che gli operatori sanitari non sembrano consapevoli del fatto che la ketamina possa causare dipendenza”, aggiungono i firmatari dell’articolo, che invitano le autorità a intervenire: “Una risposta adeguata dovrebbe andare oltre la legislazione e includere una chiara governance dell’uso terapeutico, investimenti nel trattamento e nella prevenzione e una comunicazione pubblica equilibrata”, concludono.
(da agenzie)
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Giugno 12th, 2025 Riccardo Fucile
IL COMUNE CITTADINO: “DAL RISTORANTE DI LIVELLO ALLA PIZZERIA, QUI ORMAI TUTTI HANNO PERSO IL SENSO DELLA MISURA”
La classica ricetta all’italiana, immagine del Bel Paese famosa in tutto il mondo. Spaghetti,
pomodoro fresco, qualche foglia di basilico. Un piatto semplice che, sulle rive del lago di Como, costa però ben 45 euro.
Lo spaghetto al pomodoro e basilico, va detto, si gusta nel cuore della città, all’interno della terrazza panoramica di un hotel a cinque stelle lusso. È il ristorante Sottovoce del Vista Lago di Como, guidato dallo chef Alessandro Rinaldi. Ma in tanti puntano il dito contro il primo piatto, dopo la polemica lanciata sui social da Francesco Mariani di Comobestfood, guida dei migliori ristoranti di Como e Lecco da quasi 50mila seguaci su Instagram che sui social ha acceso la miccia: “Nuovo record mondiale, una pasta al pomodoro a 45 euro. Voi la ordinereste?”. Insomma: la vista lago e la location valgono il prezzo?
La ricetta degli spaghetti al pomodoro fresco a 45 euro
“Si tratta di un piatto tanto semplice quanto prezioso”, raccontava del resto lo chef Rinaldi pochi mesi fa a La Cucina Italiana. “Per un risultato impeccabile tratto la pasta come un risotto, ovvero la cuocio in parte in un sugo crudo di pomodoro”. Ingredienti: spaghetti di semola di grano duro, pomodori datterino, aglio viola, basilico fresco, sale e olio. Fine. Il procedimento, risottata a parte e aggiunta
di olio freddo (lasciato in frigorifero) per il tocco finale, è quello classico. “Un consiglio per la salsa: evitate se potete di usare il mixer a immersione per frullare il pomodoro. Meglio un passaverdura”. Quello di mamme e nonne, come usava una volta.
La polemica sui social
Il primo piatto, così, scatena i commenti di comaschi e non, tra messaggi critici e quelli di chi invita a considerare i tanti fattori che contribuiscono al prezzo di un primo in carta (come servizio, location ed esperienza dello chef in primis). La stessa divisione di un altro “piatto dello scandalo”, l’ormai celebre pasta in bianco a 26 euro servita in centro a Milano.
“Sono polemiche sterili, per quanto mi riguarda quel piatto può costare anche 100 euro. Il menù, con i relativi prezzi, è esposto, per cui chi entra è consapevole della spesa da affrontare”, scrive ad esempio un utente sulla pagina di QuiComo, testata locale che per prima ha rilanciato la “notizia”. “Il prezzo delle pietanze è scritto in modo chiaro. Se una persona non se lo può permettere va alla ricerca di una pizzeria dove quello stesso piatto lo paga 15 euro”, un altro ancora.
Ma c’è chi dice no. E lamenta più in generale la corsa verso l’alto dei prezzi sul Lario, ormai meta internazionale del turismo vip. Una tendenza che lascia indietro residenti e lavoratori con stipendi normali, prigionieri di un lusso che appartiene ad altri. “Non ha senso. La vista lago non può giustificare il prezzo di una semplice pasta al pomodoro”, un commento. “Non penso che il problema sia che un singolo ristorante abbia prezzi elevati, ma che ormai tutti i ristoranti di Como hanno prezzi esagerati. Il comasco come me, che non vuole pagare la vista o la location, non sa più dove andare”. E ancora. “È Lake Como, bellezza… Girando fra tutte le località del lago, dal ristorante di lusso al semplice bar o trattoria, mi sembra che
si sia davvero perso il senso della misura”.
(da agenzie)
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Giugno 12th, 2025 Riccardo Fucile
GLI ABUSI DOCUMENTATI CON MICROSPIE INSTALLATE DAI CARABINIERI, VIOLENZE FISICHE E PSICOLOGICHE… CHE PAESE DI MERDA SIAMO DIVENTATI
Bambini strattonati, insultati e costretti a vivere in un clima di continue vessazioni ed umiliazioni. È quanto hanno documentato i Carabinieri della Compagnia di Asti – su disposizione della Procura della Repubblica – nei locali dell’asilo paritario l’Albero dei Ragazzi. Le criticità sono state riscontrate nelle aree destinate a ospitare i bambini in età prescolare mentre le altre attività, che caratterizzano la struttura, non sono state oggetto di indagine.
Le immagini sono state condotte con microspie installate dai militari, che hanno immortalato momenti di inammissibili violenze fisiche e psicologiche, con bambini strattonati per evitare che si allontanassero dal loro posto a tavola e altri sottoposti a castighi immotivati e costretti a stare seduti a terra in un angolino.
Le indagini hanno inoltre rilevato episodi di irregolarità anche il profilo igienico-sanitario: a una bambina ad esempio è stato somministrato un alimento prelevato dalla spazzatura; una delle maestre inoltre frugava negli zainetti per “prelevare” ed “assaggiare” (a volte con le mani, a volte con le posate personali dei bimbi stessi) le pietanze preparate dalle mamme per i propri figli
Come se non bastasse le educatrici hanno anche rivolto epiteti razzisti ai bambini: uno di colore è stato chiamato ripetutamente “zulù”, un altro, di origine albanese, è stato apostrofato con altre frasi offensive. Le registrazioni dei militari dell’Arma restituiscono un clima all’interno della struttura tutt’altro che protettivo e stimolante (come dovrebbe essere quello di un asilo), in cui le maestre, con metodi bruschi, fatti di continue urla e insulti, “sembrano voler impedire ai bimbi di dare sfogo al più fondamentale istinto per un bimbo in tenera età: quello per il gioco”. Nella scuola, hanno rilevato i carabinieri, vi era “la totale assenza del clima allegro e giocoso che dovrebbe caratterizzare ogni momento di convivialità condiviso da più bambini di quell’età, sostituito invece da paura, terrore e ansia perdurante”.
Preso atto delle circostanze e di fronte alla impellente necessità di tutelare le fragili vittime ponendo fine all’utilizzo dei “poco montessoriani” metodi in uso nell’asilo, il Giudice per le indagini Preliminari del Tribunale di Asti, su conforme richiesta della Procura della Repubblica, ha emesso, nei riguardi di due di loro, una misura cautelare di interdizione temporanea ad esercitare l’attività di insegnante nelle scuole di ogni ordine e grado per il reato di maltrattamenti in concorso nei confronti dei minori a loro affidati.
(da agenzie)
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Giugno 12th, 2025 Riccardo Fucile
UN SERVITORE DELLA PATRIA CHE SI E’ SACRIFICATO PER ONORARE IL SUO GIURAMENTO DI FEDELTA’ ALLO STATO FINO ALL’ULTIMO GIORNO. NON COME CERTI SEDICENTI “PATRIOTI” TRADITORI DELL’ITALIA
Il brigadiere Carlo Legrottaglie è morto nel corso di una sparatoria nella prima mattina di
oggi, giovedì 12 giugno. È accaduto a Francavilla Fontana (in provincia di Brindisi) in una zona periferica. I fatti attorno alle ore 7. Il militare era di Ostuni e prestava servizio presso la pattuglia radiomobile di Francavilla Fontana.
Oggi sarebbe stato l’ultimo giorno di lavoro di Legrottaglie: da domani sarebbe andato in licenza e poi, a luglio, in pensione. Il suo collega è sotto choc. Lascia una moglie e due figli.
L’arresto: ucciso uno dei due rapinatori
I due rapinatori sono stati individuati alcune ore dopo da polizia e carabinieri nelle campagne del Tarantino. I due malviventi si erano asserragliati in una masseria tra Grottaglie e Martina Franca. A stanarli sono stati due Falchi della polizia arrivati a bordo di una
moto. Quando i rapinatori li hanno visti hanno aperto il fuoco al quale hanno risposto gli agenti. Uno dei due è morto, l’altro è stato arrestato.
La vittima è Michele Mastropietro, 59 anni, con numerosi precedenti tra cui l’assalto a un furgone portavalori dell’istituto salentino Sveviapol Sud, avvenuto il 2 maggio 2013 nei pressi di Monteiasi. Il suo complice Camillo Giannattasio risulta, invece, incensurato. Entrambi sono di Carosino, in provincia di Taranto.
L’inseguimento dopo la rapina
La pattuglia dei carabinieri di cui faceva parte Legrottaglie era intervenuta dopo la segnalazione di una rapina a un distributore di carburanti alla periferia di Francavilla Fontana, in provincia di Brindisi. I due carabinieri a bordo della ‘gazzella’ hanno intercettato l’auto dei rapinatori, una Lancia Y di colore scuro. Alla vista dei militari i malviventi sono fuggiti e i carabinieri li hanno inseguiti.
Le due auto si sono speronate fino a quando si sono dovute fermare, dopo essersi toccate più volte, nella campagna circostante. I rapinatori sono scesi dall’auto dividendosi. Legrottaglie ne ha inseguito uno che ha sparato alcuni colpi di pistola contro di lui. È possibile che uno dei criminali sia rimasto ferito in questo primo conflitto a fuoco.
Le ricerche
Successivamente, la vettura dei rapinatori è stata ritrovata abbandonata nel Tarantino, tra San Giorgio Jonico e Carosino: la Lancia Y è risultata rubata a Locorotondo il 15 maggio. Era stato anche ritrovato un cappellino che potrebbe essere di uno dei rapinatori a una trentina di metri dal posto della sparatoria, in una campagna vicino a un rudere. Un elicottero ha sorvolando la zona a caccia dei rapinatori in fuga.
Il messaggio del presidente Mattarella: “Profondo dolore”
“Ho appreso con profondo dolore la notizia dell’uccisione del Brigadiere Capo dei carabinieri Carlo Legrottaglie, avvenuta questa mattina nei pressi di Francavilla Fontana, durante un intervento operativo seguito ad un controllo stradale. Nel confidare che si arrivi rapidamente alla cattura dei responsabili, desidero esprimere a lei, Signor Comandante Generale, ed all’Arma dei Carabinieri sentimenti di solidarietà e vicinanza. La prego di far pervenire ai familiari del militare le espressioni della mia commossa partecipazione al loro dolore”. Lo scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio al generale Salvatore Luongo.
(da agenzie)
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