BARBONI SI NASCE
VANNACCI SI DIVENTA
Ha fatto bene il generale Vannacci a prendere le distanze dal suo caporalmaggiore marchigiano, l’imprenditore del lusso Giuseppe Barboni, che a dispetto del cognome traffica in riccanza e si è meritato il soprannome di Briatore 3.0 (aspettiamo con qualche ansia il 4). Barboni è salito al disonore delle cronache per avere gettato a terra un immigrato che bloccava il traffico.
L’anima sensibile di Vannacci è rimasta segnata dalla crudezza delle immagini, suppongo da una in particolare: prima di menare l’immigrato, Barboni ha aspettato di finire il gelato. Ci ha discusso a lungo, tra una leccata e l’altra, ma è passato all’azione solo quando ha potuto liberare le mani dal cono. Non ha picchiato sotto l’effetto dell’ira, ma della vaniglia, nel pieno delle sue facoltà mentali e palatali. Al punto che, lungi dal provarne imbarazzo, ha subito postato la sua prodezza sui social.
Vannacci lo ha sconfessato, dopo averci riflettuto a lungo. Evidentemente era incerto tra il cono e la coppetta. Così in queste ore un po’ tutti si stanno chiedendo: da chi Barboni avrà preso la passione per le vie spicce e la cultura dell’intolleranza verso coloro che con affetto ha definito «melme ingrate»? Chi mai gli avrà trasmesso il culto per i giustizieri, i semplificatori, i privati cittadini che risolvono problemi senza far perdere tempo alle forze dell’ordine?
Forse, nel nuovo mondo al contrario, Barboni si nasce, mentre Vannacci si diventa.
(da Repubblica)
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