FRANCESCA VERDINI, LA “YOKO ONO DELLA LEGA”. TRA I DIRIGENTI DEL CARROCCIO SI SVELENA SULLA PRESENZA SEMPRE PIÙ INGOMBRANTE DELLA COMPAGNA DI MATTEO SALVINI
NEL MIRINO ANCHE IL RUOLO DI DAVIDE VECCHI, AMICO DELLA FIGLIA DI DENIS (E “BEST FRIEND” DI ANDREA GIAMBRUNO): IL SUO INSERIMENTO NELLO STAFF COMUNICAZIONE DI SALVINI È STATO VISSUTO COME UN’INGERENZA
Ormai quel che succede nella Lega è tutto «made in Verdini». È la battuta velenosa che
più circola tra i leghisti di lungo corso, dirigenti e parlamentari, che, a torto o a ragione, identificano nella donna del capo l’origine della fase decadente di Matteo Salvini.
La linea è stata superata con quel «cafone» gridato da Francesca sul prato di Pontida in risposta a chi contestava Matteo al termine del funerale di Umberto Bossi, il 22 marzo scorso. E se non suscitava molte simpatie prima, da allora la figlia di Denis Verdini fatica a staccarsi di dosso l’etichetta della “Yoko Ono di via Bellerio“. A seguire le sono state addossate molte colpe, tra cui anche il ravvedimento last minute di Salvini e il mancato accordo con Luca Zaia per la formazione di un partito del Nord all’interno della Lega.
Ed è così che gira da giorni nelle chat di leghisti la locandina digitale del documentario in uscita per la Casa Rossa, la società di produzione di Verdini. Nel post, pubblicato sulla pagina social della Casa rossa il 13 luglio, compare di profilo il volto di Davide Vecchi, da qualche mese guru della comunicazione leghista, voluto si dice proprio da Francesca. Il caso David Rossi è il titolo del documentario, disponibile sul canale YouTube della casa di produzione a partire dal 17 luglio.
Insomma, un’operazione giornalistica che non avrebbe nulla di strano. Una società che produce il documentario di un cronista che ha seguito la vicenda giudiziaria. Sennonché ormai tutto quello che succede attorno a Vecchi sembra creare agitazione nella Lega.
Il suo inserimento alla guida della comunicazione è stato vissuto come un’ingerenza della famiglia nel partito. E l’uscita dello storico portavoce di Salvini, Matteo Pandini, che è passato di recente alla guida della comunicazione di Enav, oltre alle defezioni che si registrano nel gruppo dell’ufficio stampa, non migliorano certo il clima.
I rapporti con i giornalisti poi non sarebbero migliorati, le interviste di Salvini ai quotidiani sarebbero ormai rarefatte. Mentre il ruolo del nuovo portavoce, Cristiano Bosco, pare essere limitato all’alimentazione dei canali social e WhatsApp.
(da.lettera43.it)
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