SALVINI VUOLE RIMANERE SEGRATARIO E ANCHE L’UNICO ELETTORE DELLA LEGA: GIORGETTI POTREBBE NON ESSERE RICANDIDATO ALLE PROSSIME POLITICHE. IL MINISTRO, VICINO A GARAVAGLIA SFIDANTE AL CONGRESSO DEL LEADER LEGHISTA, NON PRESIEDERÀ IL CONGRESSO DELLA LEGA DEL 24 E 25 APRILE COME INVECE HA STORICAMENTE SEMPRE FATTO: SALVINI HA INCARICATO IL PRESIDENTE DELLA CAMERA LORENZO FONTANA
SUL POSSIBILE SILURAMENTO DI GIORGETTI, NELLA LEGA SI MALIGNA: “NON AVRÀ DIFFICOLTÀ A TROVARE LAVORO DA GOLDMAN SACHS O SIMILI”… IL RISCHIO “FUGA” NEL CARROCCIO: ALCUNI DEPUTATI NORDISTI SONO PRONTI A PASSARE AL GRUPPO MISTO – L’ESPOSTO CONTRO SALVINI DALL’EX SEGRETARIO DELLA ROMAGNA GIANLUCA PINI
Il congresso in vista non placa i tormenti nella Lega: Giancarlo Giorgetti potrebbe non essere ricandidato alle Politiche 2027. E questa mattina verrà depositato un esposto-denuncia alle procure di Roma e di Milano che chiama in causa Matteo Salvini e Igor Iezzi per la gestione della «vecchia» Lega Nord, in gran parte sostituita dalla «Salvini premier». E alcuni leghisti potrebbero approdare al gruppo misto.
La voce sulla non ricandidatura del ministro dell’Economia nasce da un «appunto» che elenca i probabili candidati lombardi alle prossime elezioni. I nomi sono quelli di Morelli, Locatelli, Molteni, Crippa (in Toscana), Paganella, Calderoli (a Bolzano), Valditara, Centemero (Bergamo su più collegi), Di Rubba (Brescia), Iezzi, Toccalini e Frassini. In un contesto in cui i salviniani ritengono che alla Camera potranno contare, nella prossima legislatura, su 28-30 deputati.
Manca il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo, protagonista della contestazione nordista a Salvini. E balza all’occhio l’assenza di Giorgetti. Del resto, il ministro leghista non presiederà il congresso della Lega del 24 e 25 aprile come invece ha storicamente sempre fatto: Salvini ha incaricato il presidente della Camera Lorenzo Fontana. Parecchi, fuori taccuino, confermano. E si ascoltano due versioni diverse.
La prima acidissima: «Non avrà difficoltà a trovare lavoro da Goldman Sachs o simili». La seconda: «Certamente Meloni lo confermerà ministro». Fermo restando che il centrodestra deve prima vincere. Ma è comunque indubbio che il rigore di Giorgetti si scontri sistematicamente con la parte sovranista e antieuro del partito: «Giorgetti — dice un salviniano — è una contraddizione incarnata della linea della Lega».
E poi, c’è l’esposto denuncia. Lo ha presentato l’ex segretario della Romagna Gianluca Pini, dopo aver inutilmente atteso la convocazione del congresso della Lega Nord da parte del commissario Igor Iezzi. Secondo l’esposto, tra l’altro, la Lega Nord continua a percepire il 2 per mille a fronte di presunti profili di illegittimità contabili e anche penali.
La battaglia è per il simbolo della Lega Nord, oggi in uso alla Lega Salvini premier. Peraltro, ieri Salvini ha ribadito: «Siamo al lavoro su un nuovo simbolo del partito. Un simbolo non è solo forma ma è sostanza: spiegherà ben chiaro chi siamo, chi saremo e dove vogliamo andare». L’obiettivo di Pini e di chi lo sostiene è di arrivare alla convocazione del congresso della Lega Nord ed eleggere un segretario: «Mi auguro che gli attuali consiglieri federali della Lega Nord vogliano far chiarezza su queste vicende visto che dal commissario e dall’ex segretario Salvini non arrivano altro che silenzi».
Nei prossimi giorni, c’è chi si prepara a lasciare il gruppo leghista alla Camera per approdare al gruppo misto, per essere presenti in Parlamento prima che venga pubblicata la nuova legge elettorale: oggi le firme da raccogliere per collegio sono 1.500, con lo «Stabilicum» saranno 6.000. E dunque, è corsa contro il tempo.
(da Corriere della Sera)
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