ANARCHICI, ANTAGONISTI VARI E TEPPAGLIA DA STADIO: CHI SONO I VIOLENTI CHE SI SONO INFILTRATI NELLA PROTESTA PER GAZA
SONO I SOLITI, DA ANNI: PENETRANO IN TUTTE LE MANIFESTAZIONI PER POI CERCARE LO SCONTRO CON LE FORZE DELL’ORDINE … I MOVIMENTI PRO-PAL “UFFICIALI” LI HANNO CACCIATI DAL CORTEO
Oceano Gaza. Questo il colpo d’occhio, ieri a Roma, dove un milione di persone sono
scese in strada per la Palestina.
Il corteo nazionale per Gaza ha raggiunto numeri record. Poi sono arrivati loro, i professionisti del disordine che hanno cercato disperatamente di trovare uno spazio sin dall’inizio.
Ma non ci sono riusciti. Gli organizzatori degli eventi, più o meno in tutta Italia, hanno imposto le loro regole: si rispettano i percorsi concordati con le forze dell’ordine, si rispettano le regole, si porta avanti un dissenso determinato ma pacifico.
Ieri, nella Capitale, gli incappucciati sono stati cacciati dalla piazza tra urla, fischi e qualche vivace discussione. «Dovete andarvene, non ci rappresentate. Così rovinate la causa. Non si può combattere la guerra facendo la guerra». E qualcuno è stato anche costretto a scoprirsi il volto: «Fatti vedere, mettici la faccia se vuoi fare casino. Ci sono anziani, bambini, ma siete impazziti? Lotta violenta, perché mai?».
Emarginati dal corteo anarchici, antagonisti e violenti vari volevano lo scontro. A prescindere. Di Gaza, in fondo, non importa nulla: l’obiettivo è attaccare la polizia, creare il caos.
Le forze dell’ordine hanno bloccato alcuni violenti davanti alla basilica di Santa Maria Maggiore. Da lì, la chiamata alle “armi”. Il gruppo “nero”, circa duecento persone, si sposta da quelle parti. Lancio di petardi, bombe carta, bottiglie di vetro e così via. Due auto, di cui una delle forze dell’ordine, date alle fiamme, cassonetti incendiati per creare delle barricate. Polizia, carabinieri, guardia di finanza li respingono con idranti, lacrimogeni e cariche.
I tafferugli vanno avanti sino a tarda sera. L’obiettivo è trovare un blindato da assaltare oppure occupare la stazione Termini, ma mancano i numeri e così gli incappucciati si disperdono per le
vie della Capitale.
Alcuni vanno all’Esquilino, altri sotto la sede di Casapound. Lì la scena sfiora il grottesco. Anarchici e antagonisti lanciano delle bottiglie e qualche petardone contro il palazzo, i fascisti del terzo millennio, come amano definirsi, rispondono con altre bottiglie dalle finestre. «Codardi», urlano da un lato. «M***e», reagiscono dall’altro. Le schermaglie durano qualche minuto.
Chi sono questi professionisti del disordine? Anarchici e militanti dell’ala più dura di alcuni centri sociali. Sono arrivati da Torino, Milano, Piacenza, Bologna, Firenze, Trento, pochissimi romani.
Prima dell’inizio del corteo, la polizia, impegnata in controlli in città e ai caselli, aveva indentificato 105 persone. Sedici sono bloccate: negli zaini avevano bastoni, petardi, maschere antigas e così via. Altre 136 persone sono state identificate al termine della giornata. Sedici i fermati e un arresto. Quaranta gli agenti contusi durante gli scontri.
(da La Stampa)
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