“BETTINI NON HA COMPRESO CHE LO SHOW SULLE ARMI SERVE A CONTE PER SFILARSI DALL’ALLEANZA DI CENTRO SINISTRA QUALORA NON AVESSE L’ASSOLUTA CERTEZZA DI VINCERE LE PRIMARIE…”
CARLO CALENDA: “A BETTINI E CONTE DELL’UCRAINA E DEGLI UCRAINI NON È MAI IMPORTATO NULLA. NESSUNO DEI DUE SI È MAI SCOMODATO PER ANDARE IN UCRAINA IN QUASI CINQUE ANNI DI GUERRA. I DUE NON HANNO NESSUNA CONTEZZA DELLA POSTA IN GIOCO IN UCRAINA, OVVERO L’ESISTENZA STESSA DI UNA UE ASSEDIATA DAI NUOVI IMPERI”… ‘IL SIGNORE DEI CAVILLI’ HA BISOGNO DI UN CAVILLO CHE GLI CONSENTA, NEL CASO IN CUI MELONI NON ASSOCI VANNACCI AL CENTRO DESTRA, DI ANDARE DA SOLO, INCASSARE PIÙ VOTI E GIOCARE SPREGIUDICATAMENTE LE SUE CARTE SUCCESSIVAMENTE”
A Bettini e Conte dell’Ucraina e degli ucraini non è mai importato nulla. Nessuno dei due si è
mai scomodato per andare in Ucraina in quasi cinque anni di guerra. Per entrambi la questione ucraina è solo un ingrediente funzionale alla bassa cucina politica italiana.
La tesi che usano per questo fine è quella della propaganda russa, secondo cui la Russia è stata provocata dalla NATO perché altrimenti sarebbe stata buona e garbata nei rapporti internazionali. Sono idiozie a cui non vale la pena rispondere. Né del resto Conte e Bettini dimostrano di conoscere minimamente la storia del rapporto della Russia con l’Occidente dagli anni duemila in poi.
Bettini ha la comodità di un passato comunista da riesumare, Conte una foto con Putin appesa sopra il caminetto dei ricordi di Palazzo Chigi e tanto basta per alimentare una propensione naturale verso il Cremlino.
I due non hanno nessuna contezza della posta in gioco in Ucraina, ovvero l’esistenza stessa di una UE assediata dai nuovi imperi. Questa considerazione non entra nel loro mindset, il loro orizzonte si ferma alla tattica per conseguire la leadership del Campo largo.
Lasciando perdere per un secondo la provincialità e persino l’immoralità di questa prospettiva, ciò che Bettini non ha compreso e’ che lo show sulle armi serve a Conte per sfilarsi dall’alleanza di centrosinistra qualora non avesse l’assoluta certezza di vincere le primarie.
Per questa ragione la mesta e accomodante proposta di Bettini è stata rispedita al mittente. “Il signore dei cavilli” ha bisogno di un cavillo che gli consenta, nel caso in cui Meloni non associ Vannacci al centro destra, di andare da solo, incassare più voti e giocare spregiudicatamente le sue carte successivamente.
Sono tutte ambizioni piccole e tattiche di “anime morte” le cui profferte d’amore politico sulla pelle di chi viene ucciso per difendere la nostra libertà, trovo sinceramente ripugnanti.
Carlo Calenda
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