CASO REGENI, SENTENZA IL 28 SETTEMBRE: CHIESTO UN ERGASTOLO E TRE CONDANNE A 17 ANNI E MEZZO
GLI IMPUTATI SONO QUATTRO UFFICIALI DEI SERVIZI SEGRETI EGIZIANI, CHE NON SARANNO MAI CONSEGNATI ALLA GIUSTIZIA ITALIANA GRAZIE ALLA IGNAVIA DEI GOVERNI ITALIANI CHE NON HANNO MAI PROVVEDUTO A PRELEVARLI
E’ fissata per il prossimo 28 settembre la sentenza del processo sull’omicidio di Giulio Regeni. La
data è stata fissata dalla Prima Corte d’Assise di Roma al termine della seconda udienza in cui hanno preso la parola i difensori dei quattro 007 egiziani accusati di avere sequestrato, torturato e poi ucciso il ricercatore italiano nel gennaio del 2016 al Cairo. Per loro il procuratore aggiunto Sergio Colaiocco ha sollecitato un ergastolo e tre condanne a 17 anni e mezzo.
E’ in corso da stamattina a piazzale Clodio, davanti alla Corte d’Assise del tribunale di Roma, una nuova udienza del processo per il sequestro, le torture e l’omicidio del ricercatore Giulio Regeni. All’arrivo in tribunale, l’avvocata Alessandra Ballerini, legale della famiglia Regeni, ha dichiarato ai cronisti che “è stato un percorso interminabile, a ostacoli, in salita”: “Ma siamo resistenti e quindi arriveremo a sentenza a breve”, ha assicurato.
L’avvocata ha poi collegato il caso Regeni a quello di Nessi Guerra, l’italiana fermata a fine giugno in Egitto e poi rilasciata nell’ambito della battaglia legale con l’ex marito per l’affidamento della figlia minore: “C’è chi continua a dubitare che l’Egitto sia un Paese non sicuro, ma in realtà c’è un altro caso in questi giorni che preoccupa moltissimo che è quello di Nessi Guerra. Sì, ovviamente questa donna e la sua famiglia ha tutta la nostra solidarietà. Io ho sentito anche la collega e ci siamo reciprocamente scambiate solidarietà”, ha concluso Ballerini
(da agenzie)
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