GIORGIA MELONI HA AVUTO QUELLO CHE VOLEVA: UNA SCONFITTA PER ANDARE A VOTARE SUBITO, PRIMA CHE TUTTO VADA A PUTTANE. LA CAMERA, CON IL VOTO SEGRETO, HA BOCCIATO L’EMENDAMENTO DI FRATELLI D’ITALIA E NOI MODERATI SULLE PREFERENZE E I CAPILISTA BLOCCATI, CHE AVEVA AVUTO IL VIA LIBERA IN EXTREMIS DI FORZA ITALIA E LEGA: I FAVOREVOLI SONO STATI 187, I CONTRARI 188. HANNO VINTO I FRANCHI TIRATORI
LA STRATEGIA DELLA DUCETTA E’ STATA QUELLA DI CERCARE L’INCIDENTE IN AULA PER ANTICIPARE IL VOTO DELLE POLITICHE – MATTEO SALVINI VOLEVA ANDARE ALLE URNE NEL 2027, MA VANNACCI HA SCOMPAGINATO LE CARTE DELLA MAGGIORANZA… OPPOSIZIONI COMPATTE “MELONI SI DIMETTA, ELEZIONI SUBITO”… LA VARIABILE E’ IL COLLE: SOLO MATTARELLA HA IL POTERE DI SCIOGLIERE LE CAMERE- CHE FA POI, RIPRESENTA LA STESSA MAGGIORANZA COLPITA E AFFONDATA?
L’aula della Camera ha bocciato con 188 voti contrari e 187 voti favorevoli l’emendamento FdI-
Nm-Udc, a prima firma del capogruppo di FdI Galeazzo Bignami, per l’introduzione delle preferenze mediante capilista bloccati e tre crocette. Una proposta emendativa non sottoscritta da Lega e Forza Italia ma su cui questa mattina, al termine dei veritici di partito, i due gruppi avevano garantito il sostegno in aula. Un impegno che non ha retto al voto segreto in aula, nonostante il parere favorevole di Governo e relatori.
Giorgia Meloni ha avuto quello che voleva: una sconfitta per andare a votare subito, prima che tutto vada a puttane. La Camera, con il voto segreto, ha bocciato l’emendamento di Fratelli d’Italia e Noi Moderati sulle preferenze e i capilista bloccati, che aveva avuto il via libera in extremis di Forza Italia e Lega. I favorevoli sono stati 187, i contrari 188. Hanno vinto i franchi tiratori che hanno impallinato la modifica al “Melonellum”.
La strategia di Meloni è stata quella di cercare un clamoroso incidente per anticipare il voto delle Politiche. Per questo è andata allo showdown con l’intenzione di farsi bocciare il testo in Aula. Matteo Salvini voleva andare alle urne nel 2027, ma l’ascesa di Vannacci, che sta scippando consensi soprattutto a Fratelli d’Italia e Lega, ha scompaginato le carte della maggioranza.
La variabile è il Colle. Solo il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha il potere di sciogliere le Camere
Schlein: “Un voto contro l’arroganza”
«È stato un voto contro l’arroganza» di «una leader donna che per difendere il suo potere era pronta a schiacciare quello delle altre donne». Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein nell’Aula della Camera. «Diamo il tempo ai colleghi di prendere atto che hanno fallito e che è il momento di ritornare a casa per dare finalmente un governo a questo paese in grado di risolvere i problemi dei milioni di italiani che avete ignorato per quattro anni, mentre vi occupavate solo dei nostri patti di potere che oggi, sotto gli occhi del governo, sono saltati. Prendete atto del vostro fallimento e andate a casa», conclude.
Conte: “Meloni sfiduciata. Aprire la crisi di governo”
«Dopo quattro anni e zero riforme questo governo si presenta con un accrocchio di legge elettorale che è una vergogna solo pensarla. In questo accrocchio, con un listone azionale e n, c’è stato il tentativo mistificatorio di FdI e quindi di Meloni in persona di voler prendere in giro gli italiani con un finto, falso emendamento sulle preferenze. Non solo: la presidente Meloni ha inteso sfidare questo parlamento lanciando poche ore fa una sfida e dicendo che bisognava metterci la faccia. Lo avete fatto, ci avete messa la faccia e avete sfiduciata la presidente del Consiglio». Lo ha detto in Aula Giuseppe Conte dopo la bocciatura dell’emendamento sulle preferenze presentato dalla destra. «Ora aprite una crisi di governo, andate a casa perché tocca a noi», aggiunge Conte.
Renzi: “Meloni si dimetta”
«Siamo da sempre a favore delle preferenze. E riteniamo una vergogna che a scrutinio segreto i parlamentari della destra abbiano bocciato un emendamento che migliorava la pessima legge elettorale. A questo punto però il dato di fatto è semplice: la maggioranza non c’è più». Lo scrive Matteo Renzi sui social network. «Meloni vada al Quirinale subito e si dimetta. Non ha la fiducia del popolo e oggi ha perso anche quella del palazzo. Noi prendiamo un impegno: nessun inciucio, nessun governo tecnico. Si vada subito al voto: restituiamo la parola ai cittadini, con questa legge elettorale. Si voti a settembre, come già si è fatto quattro anni fa, e vediamo chi ha paura davvero del giudizio degli italiani», aggiunge Renzi.
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