Settembre 19th, 2008 Riccardo Fucile
NON C’E’ SOLO IL CASO ALITALIA… ANCHE LA FIAT CON 5.000 DIPENDENTI… I DATI INPS PARLANO DI UN AUMENTO DEL 15,41% DELLA CASSA INTEGRAZIONE ORDINARIA… COINVOLTE DECINE DI IMPORTANTI AZIENDE
Sosteneva giustamente il ministro Brunetta pochi giorni fa: ” Ci sono figli e figliastri: in Italia decine di migliaia di lavoratori stanno andando in cassa integrazione e nessuno ne parla. E’ ingiusto e scandaloso. Alitalia avrà ammortizzatori sociali più ricchi e anche la cassa integrazione sarà più ricca di un’azienda media qualsiasi”.
Se, in effetti, Alitalia catalizza le attenzioni, in tutta Italia si sta moltiplicando il ricorso alla cassa integrazione. Segnale di un Paese che è ancora lontano dalla ripresa.
I dati Inps relativi alla cassa integrazione ordinaria e straordinaria del periodo gennaio-giugno 2008 indicano una crescita significativa rispetto al 2007.
L’aumento avviene dopo due anni di calo costante nell’utilizzo della cig. L’inversione di tendenza è significativa per la cassa integrazione ordinaria, cresciuta del 15,41%, con un totale di 25,7 milioni di ore.
Quella straordinaria registra un + 1,59% per 53 milioni di ore. I settori che stanno peggio sono il commercio (+ 122,4%), il legno (+ 111,6%), l’estrazione di minerali (+ 79,62%). Continua »
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Settembre 17th, 2008 Riccardo Fucile
CONTINUA IL GIOCO DEL CERINO… MA SI STANNO BRUCIANDO IN CREDIBILITA’ UN PO’ TUTTI… IL GOVERNO DOVEVA RIMANERE ALLA FINESTRA, NON FARSI COINVOLGERE IN UN AFFARE POCO CHIARO… MA CHE COMPAGNIA IMMAGINE DELL’ ITALIA, FACEVA PENA… DIFENDIAMO IL TRICOLORE PER LE ALETTE DI UN AEREO E POI ABBIAMO AL GOVERNO CHI MINACCIA LA SECESSIONE… MA NON SIAMO RIDICOLI SU…
Proviamo a dare un’immagine che resti alla base del nostro futuro ragionamento.
Immaginate un grande bar- pasticceria di una città italiana: c’è chi si sorseggia un caffè al banco, con relativi addetti; c’è il reparto sala da the con servizio al tavolo e c’è il reparto pasticceria con chi vende bignè e cavolini.
Ora poniamo che da anni questo locale sommi perdite colossali perchè il reparto bar e la sala da the non li frequenta quasi nessuno ( ma il personale chiede aumenti in continuazione), mentre fa cassa, ma non a sufficienza, il reparto pasticcini. Il proprietario ( pubblico) se ne frega fino al limite del fallimento, perchè qualcuno ogni anno ripiana il deficit, solo per il gusto di vedere il bar aperto. Arrivati al redde rationem, il “governo” pubblico del bar che fa?
Non cede l’intero bar- pasticceria a un possibile acquirente ( anche perchè vallo a trovare…), ma cede la parte migliore in attivo ( il reparto pasticceria) a un insieme di “filantropi” che sperano di fare un affare e comunque vanno sul sicuro, mentre la parte in passivo va a carico dello Stato ovvero del contribuente. Continua »
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Agosto 29th, 2008 Riccardo Fucile
GLI ESUBERI DIVENTANO 7.000 ( E GLI AMMORTIZZATORI SOCIALI LI PAGHERANNO GLI ITALIANI), LA PARTE BUONA CEDUTA AI MAGGIORI CAPITALISTI ITALIANI CHE SE LA RIVENDERANNO TRA UN ANNO, GUADAGNANDOCI, AI PICCOLI AZIONISTI RIMARRA’ UN PEZZO DI CARTA STRACCIA, L’UNIONE EUROPEA CI SANZIONERA’ PER AIUTO DI STATO, E L’ANTITRUST PER POSIZIONE DOMINANTE SUL TRATTO MILANO ROMA… SI E’ PERSO SOLO TEMPO E DENARO… UN PRIVATO SAREBBE FALLITO DA ANNI
Noi, la storia dell’orgoglio nazionale di avere una compagnia di bandiera, la barzelletta che non potevamo cedere ad Air France la nostra storica Alitalia per una questione di dignità e di affezione al tricolore, che non potevamo “svendere” la nostra tradizione, non ce la siamo mai bevuta.
Anche perchè tra chi perorava la causa mercantile (ovvio) di non accettare l’offerta francese che avrebbe penalizzato la Malpensa, c’erano quegli esponenti politici che del tricolore e delle tradizioni italiane non perdono occasione per dimostrare il proprio disprezzo.
Per noi il carrozzone Alitalia aveva succhiato fin troppi miliardi allo Stato: ultimamente perdeva 1 milione di euro al giorno, ma per anni gli stipendi dei manager erano milionari e quelli dei dipendenti il doppio di un normale impiegato privato. Una vergogna tutta italica di assunzioni clientelari, di raccomandati, di liquidazioni miliardarie, di rivendicazioni sindacali continue. Continua »
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Giugno 7th, 2008 Riccardo Fucile
QUANDO SI E’ IN NETTO VANTAGGIO MAI DARE RETTA A CHI DAGLI SPALTI URLA “ALL’ATTACCO” CON LA BAVA ALLA BOCCA…. IL MINISTRO DELL’INTERNO PENSI A TROVARE I 49.000 CLANDESTINI CHE DELINQUONO, QUESTO E’ IL SUO COMPITO…IL RESTO LO LASCI FARE A CHI E’ COMPETENTE
Vi sono due casi significativi, prettamente di natura politica, che sottolineano il pericolo che corre il presidente del Consiglio quando si “lascia trascinare” dalla deriva leghista che tende a estremizzare spesso dei problemi solo per una “ricerca di visibilità ” partitica. Il primo caso è quello della polemica sul “reato di immigrazione clandestina”, il secondo quello sulla soluzione del caso Alitalia. Senza dimenticare che ne esisterebbe un terzo, più tecnico, ma sempre con la stessa valenza, ovvero l’emergenza rifiuti in Campania. Ben due su tre vedono protagonista il ministro dell’interno Maroni.
Vediamo di spiegarci meglio, premettendo che vediamo in giro troppo servilismo verso un partito della coalizione che non ha raccolto l’ 80% dei voti, ma solo l’8%, il che vuol dire, tanto per capirci, che il 92% degli Italiani non l’ha votato. Il PdL, da solo, ha avuto 5 volte i consensi della Lega, Casini e Storace, insieme, la stessa percentuale di Bossi. Quindi ognuno conti , nella coalizione, per quello che rappresenta. Continua »
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Aprile 25th, 2008 Riccardo Fucile
PRESTITI PONTE, CORDATE E CORDE AL COLLO: ALITALIA VI AUGURA BUON VIAGGIO E… A BUON RENDERE
Partiamo da un dato di fatto: ogni giorno Alitalia perde 1 milione di euro. Era il 30
gennaio quando il Cda della Compagnia approvava il budget 2008, evidenziando la necessità di 750 milioni di euro per contenere le perdite. Pochi giorni dopo, Alitalia annuncia che dal 30 marzo diventeranno operativi i tagli di 180 voli sui 350 dello scalo milanese della Malpensa. Il 20 marzo Silvio Berlusconi lancia la “cordata italiana” per salvare Alitalia e Malpensa, rinviando la ufficializzazione dei nomi a dopo le elezioni. Il 28 marzo Air France cambia la proposta di acquisto che aveva avanzato, tra mille critiche, due settimane prima: gli esuberi restano 2.100; il Cda Alitalia certifica che la cassa si è ridotta a 102 milioni. Arriviamo al 16 aprile: Berlusconi, vinte le elezioni, riapre ad Air France, ma “con pari dignità “; il 21 aprile Air France si ritira dalla trattativa. Contestualmente il Governo uscente, d’intesa con il nuovo, vara un “prestito ponte” di ben 300 milioni di euro per garantire per tre mesi solvibilità alla Compagnia di bandiera, in attesa di potenziali nuovi acquirenti. Continua »
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Dicembre 28th, 2007 Riccardo Fucile
CASO ALITALIA … LEGA ED AN SEMPRE A DIFENDERE LA RIDOTTA DEL PO… MA IL CENTRODESTRA NON DECOLLA MAI ?
La vicenda della vendita Alitalia ai francesi di AirFrance-Klm piuttosto che al gruppo AirOne-BancaIntesa-Lufthansa è l’argomento che dovrà essere affrontato dal Governo nel mese di gennaio e già vede schieramenti contrapposti trasversali. Il Governo stesso è diviso tra chi vuole vendere ai francesi e chi predilige una soluzione “nazionale”; l’opposizione si fa sentire più al Nord, in quanto la soluzione AirFrance penalizzerebbe l’aereoporto di Malpensa, non più hub primario degli scali intercontinentali. Da qui una battaglia che soprattutto la Lega pare intraprendere in “difesa degli interessi del Nord, schiavi di Roma ” e al grido di” Malpensa madre di tutte le battaglie”, con AN, Formigoni e Moratti pronti ad accodarsi, lancia in resta. Ma sarebbe bene partire da un’analisi delle origini della crisi Alitalia, tanto per non vivere di demagogia a basso costo. I dipendenti Alitalia per decenni hanno avuto il posto assicurato, differenziali di reddito migliori rispetto a quelli della maggiore parte delle altre grandi compagnie europee che, negli ultimi 15 anni, hanno dovuto dare un giro di vite ai costi e ai contratti, mentre Alitalia accumulava perdite su perdite, tra il 2003 e il 2006 oltre 2,1 miliardi di euro tanto per chiarire. Continua »
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