Maggio 17th, 2014 Riccardo Fucile
APPELLI ALLE FORZE DELL’ORDINE, INSULTI A SFONDO SESSUALE ALLA MERKEL, PROMESSA DI PROCESSI PUBBLICI: E COME SEMPRE PROPOSTE CONCRETE ZERO
Beppe Grillo in comizio a Torino attacca il candidato del Pse Martin Schulz alla presidenza della
commissione europea: “Bisogna ringraziarlo Stalin. La guerra contro i nazisti l’ha vinta lui. Se non vinceva Stalin, Schulz era dentro al parlamento con una svastica sulla fronte. E tu dai dello stalinista a me? Schulz, vedi di andare affanculo…”.
Rincara la dose e urla alla folla, travalicando il limite delle parole: “Dicono che io sono Hitler. Ma io non sono Hitler…sono oltre Hitler!”.
E aggiunge: “Se non ci fosse il M5s adesso ci sarebbero i nazisti”.
Poi spara a zero contro i politici facendo un appello alle forze dell’ordine: “La Digos è tutta con noi, la Dia è tutta con noi, i carabinieri pure. Noi facciamo un appello, non date più la scorta a questa gente”, perchè “non ce la fanno più a scortare quella gente al supermercato o al festival. Loro sono noi”, grida il leader del M5s.
E assicura le migliaia di persone radunate in piazza Castello: “Siamo scesi in piazza per vincere e vinceremo queste europee con il 100 per cento”.
Anzi, ribadisce che “queste europee le abbiamo già vinte e lo sanno e cominciano di nuovo con il
dossieraggio, la stesa tecnica non cambia di una virgola. Dicono che 32 anni fa prendevo soldi in nero, ma i risultati ci daranno ragione vinceremo con il 100%, non ce la faranno. Io non sono candidato, non sono il loro avversario sono un pregiudicato e li riconosco prima, il loro avversario è l’onestà di chi fa buona politica”.
Come da copione, attacca anche il Capo dello Stato: “Io non mi stupisco quando allo stadio fischiano l’inno di Mameli. Fratelli d’Italia, dice. Ma fratelli di chi? Dei piduisti, dei massoni, della camorra? Chiediamoci perchè si fischia un inno. Io invece inorridisco quando il presidente della Repubblica riceve al Quirinale un condannato in via definitiva”.
E conia un nuovo soprannome per Berlusconi: “Non è più lo psiconano, ma Tinto Brass: Vediamo chi metteranno nel cesso Tinto…”, riferendosi alla battuta dell’ex cavaliere di qualche giorno fa .
Contro Renzi dice: “Portano i bambini in piazza e li fanno gridare ‘Matteo, Matteo’. Bisogna prendere quelle maestre e licenziarle in tronco perchè non possono fare queste cose con i bambini”.
E ironizza sull’efficacia delle politiche del governo Renzi in Europa con insulti a sfondo sessuale al cancelliere tedesco: “L’ebetino è andato a dare due linguate a quel culone tedesco della Merkel”.
Sui giornalisti, sui politici sugli imprenditori che hanno rovinato questo paese. Faremo un’indagine per vedere come hanno usato i nostri soldi. Faremo un processo pubblico”
argomento: Grillo | Commenta »
Maggio 16th, 2014 Riccardo Fucile
L’ACCUSA ERA INFONDATA E DI MAIO OGGI CHIEDE SCUSA PER LETTERA NELLA SPERANZA DI EVITARE GUAI GIUDIZIARI, MA ORMAI IL DANNO E’ FATTO
Luigi Di Maio, uno dei maggiori parlamentari del Movimento 5 Stelle, accusa di riciclaggio Renato Soru
che risponde immediatamente con una querela.
Di Maio, vice presidente della Camera dei deputati, parlando a Otto e mezzo, su La7, del caso Genovese (parlamentare Pd per cui è stato chiesto l’arresto) ha detto: «Tutti sapevano che Genovese era impresentabile, perchè rubava tra l’altro i fondi per l’istruzione dei giovani siciliani». «Una lezione che il Pd non ha imparato visto che hanno candidato alle europee imputati e indagati, personaggi come Soru, indagato per riciclaggio».
La risposta dell’ex presidente della Regione, candidato del pd alle Europee, è arrivata a stretto giro di posta: «Ho dato mandato ai miei legali di sporgere querela per diffamazione nei confronti del vice presidente della Camera Luigi Di Maio che durante la trasmissione “8 e 1/2” ha detto che sarei indagato per aver trasferito capitali in paradisi fiscali», si legge in una nota del patron di Tiscali e candidato per la circoscrizione Isole.
«Quanto detto dall’esponente grillino è totalmente falso e privo di ogni fondamento – spiega Soru – l’indagine in corso ha riguardato un’errata interpretazione sull’imponibilità fiscale di una mia partecipazione all’aumento capitale di Tiscali nel 2009, eseguito a sostegno della società e a tutela dei posti di lavoro».
«Denuncio Di Maio perchè non è accettabile e va posto un freno a questa modalità dei grillini di fare politica: la calunnia, la superficialità , la scarsa informazione che evidentemente riguarda anche la loro cifra politica».
«Non so cosa Di Maio abbia fatto fino ad ora — conclude Soru —: io so che ho sempre lavorato tanto, innovando, creando posti di lavoro e rispettando le leggi. Come già accaduto in passato, sono sicuro che la magistratura farà piena luce».
Oggi Luigi Di Maio, vicepresidente dalla Camera, fa marcia indietro e chiede scusa a Renato Soru per l’accusa di riciclaggio lanciata all’ex presidente della Regione durante la trasmissione televisiva “Otto e mezzo”.
«Nel corso della trasmissione televisiva 8 e mezzo, condotta da Lilli Gruber su La7 del 15 maggio 2014 _ — si legge in una lettera — ho discusso animatamente con la collega Alessandra Moretti del Partito Democratico. Il confronto avveniva al termine di una giornata intensa, nella quale la Camera dei Deputati ha infine deciso di mettere all’ordine del giorno e di deliberare sull’arresto del deputato Genovese. Si è trattato di un passaggio parlamentare che tutti hanno riconosciuto come delicato e impegnativo. Ho commesso un errore nell’attribuire a Renato Soru, già Presidente della giunta regionale della Sardegna e attuale candidato alle elezioni europee, un’accusa di riciclaggio anzichè del diverso reato di aggiotaggio e me ne scuso. Si tratta di due illeciti diversi e ne sono consapevole».
Qualche maligno ha insinuato che la brutta figura derivi dalla sua scarsa conoscenza giuridica, alla luce del fatto che a 28 anni non è ancora laureato in giurisprudenza.
argomento: Grillo | Commenta »
Maggio 16th, 2014 Riccardo Fucile
LA LETTERA PUBBLICA DELL’ESPONENTE PD CHE METTE ALLE CORDE L’INCAUTO VICEPRESIDENTE DELLA CAMERA
Gentile vicepresidente della Camera Di Maio,
Prima di entrare nel vivo della mia lettera le rivolgo ancora la domanda che le ho fatto ieri sera, cui però non ha voluto rispondere: come mai lei fa campagna elettorale usando la sua carica istituzionale?
Essere “casta” le ha abbassato di un grado la vista (e la coscienza) per non vedere che stava scrivendo una bella letterina alla ricerca del voto degli imprenditori con un diretto invito al suo sito personale?
Solo una domanda, Di Maio: se, prendiamo una a caso, la presidente Boldrini, avesse fatto propaganda per la lista Tsipras su carta intestata cosa le avreste scatenato contro?
Alle domande rispondete con insulti, lanciate hashtag violenti, insinuate mezze verità lasciando intendere altro, rendete le acque torbide e preferite che siano i vostri seguaci a scatenare ondate di odio nei confronti della “casta”.
Facciamo il caso di ieri sera: nella sua evidente difficoltà si è scatenato contro una persona che non era in studio per potersi difendere, accusandolo di un reato gravissimo come il riciclaggio per cui è previsto il carcere da 4 a 12 anni: non sono passati pochi minuti da quella frase, che Renato Soru ha annunciato querela. Oggi lei ha pubblicato una lettera di scuse ma questo non basta, non si può infangare così la reputazione delle persone.
Perchè, veda, Di Maio, quando uno dice bugie ci vuole poco a smentirle.
Bugia numero 1.
Dite che sul mio sito web non ci sono le rendicontazioni. La verità è che il sito è crashato per i troppi contatti di ieri, ed è tornato attivo dopo qualche ora. Lì trovate il rendiconto delle spese sin qui sostenute durante le campagna elettorale che, per evitare nuovi inconvenienti, pubblicherò anche su Facebook. I cittadini possono farmi i conti in tasca: posso dire altrettanto di voi? Come mai il vostro sito tirendiconto.it è fermo a dicembre 2013
Bugia numero 2.
Dite che i bilanci del Pd non sono certificati e disponibili. La verità è che il bilancio del 2013 è ancora in fase di approvazione e sarà pubblico entro i termini previsti dalla legge (metà luglio). In ogni caso invito tutti i cittadini a visitare la pagina del Pd per verificare da soli quanto dettagliata sia la nostra rendicontazione: siamo il solo partito che fa certificare il proprio bilancio da società esterna.
Che mi dite invece del bilancio del M5S che non solo non è pubblico nè rendicontato ma non esiste?
Ma soprattutto: ci fate sapere a quanto ammontano gli introiti pubblicitari del blog di Grillo così che possiamo capire qual è il giro d’affari del M5S?
Bugia numero 3.
Avete restituito i rimborsi elettorali. La verità è che non li avete mai incassati perchè semplicemente non ne avevate diritto, visto che il vostro statuto non rispetta i principi di democrazia interna stabiliti dalla legge (del resto per statuto gli unici amministratori del movimento sono Grillo, suo nipote e il suo commercialista).
Un’ultima cosa: come mai invece non avete rinunciato ai rimborsi dei gruppi parlamentari di Camera e Senato che vi fruttano circa 10 milioni di euro l’anno?
E come mai i suoi integerrimi colleghi, difensori della pubblica moralità , hanno assunto fidanzate e parenti come collaboratori e portaborse?
Bugia numero 4.
Ha detto che le vostre consultazioni on line, quelle che avete usato ad esempio per scegliere i candidati al parlamento europeo (a proposito quando avremo il piacere di conoscerli??) sono certificate, ma invece il vostro Grande Fratello Casaleggio la smentisce ponendo molti dubbi sulla trasparenza del vostro esercizio democratico in rete.
Concludo con una citazione: “Raccontare deliberatamente menzogne e nello stesso tempo crederci davvero, dimenticare ogni atto che nel frattempo sia divenuto sconveniente e poi, una volta che ciò si renda di nuovo necessario, richiamarlo in vita dall’oblio per tutto il tempo che serva, negare l’esistenza di una realtà oggettiva e al tempo stesso prendere atto di quella stessa realtà che si nega”.
Alessandra Moretti
argomento: Grillo | Commenta »
Maggio 15th, 2014 Riccardo Fucile
LA CAMERA VOTA PER L’ARRESTO DI GENOVESE CHE SI PRESENTA IN CARCERE… IL FREQUENTATORE DI AMBASCIATE STRANIERE, SECONDO IL QUALE “LA MAFIA NON STRANGOLA LE VITTIME MA CHIEDE SOLO IL PIZZO”, STIA LONTANO DAL CITARE PAOLO, NON NE E’ DEGNO
La Camera vota si alla richiesta di arresto del deputato Pd Francantonio Genovese: 371 i si, 39 i contratri.
Forza Italia, con i suoi pochissimi presenti in aula, vota no all’arresto, insieme a Scelta Civica e Nuovo Centrodestra.
I 6 del Pd che hanno votato diversamente dal gruppo, contro la richiesta dei pm, sono i Popolari Beppe Fioroni e Gero Grassi; le siciliane vicine politicamente a Genovese Maria Gaetana Greco e Maria Tindara Gullo; Maria Amato e Tommaso Ginoble. Fisiologico.
I Dem sentono di aver evitato la speculazione elettorale a cinque stelle, ma non esultano. Votare per l’arresto di un collega con condanna non definitiva e per giunta con voto palese è roba che pesa.
Scongiurati i timori che qualcuno in aula riuscisse a raccogliere le trenta firme necessarie per chiedere il voto segreto. Nemmeno Forza Italia lo ha fatto, pur avendolo annunciato giorni fa. Il caso è chiuso.
Il deputato, imputato per associazione a delinquere, riciclaggio, peculato e truffa, si è costituito nel carcere di Gazzi a Messina: era rientrato in Sicilia da Roma e prima di consegnarsi all’autorità giudiziaria è passato da casa a salutare i suoi familiari. Genovese è accusato dalla procura di Messina di essere stato il capo di un sodalizio criminale che attraverso truffe, riciclaggio, peculato e reati vari ha sottratto milioni di euro di finanziamenti europei alla formazione professionale per arricchirsi e fare propaganda elettorale.
Genovese si è presentato in carcere accompagnato dalla moglie Chiara Schirò.
argomento: Grillo | Commenta »
Maggio 15th, 2014 Riccardo Fucile
ACCELERAZIONE DEL PD CHE VOTERA’ SI’ ALL’ARRESTO, CINQUESTELLE IN BRACHE DI TELA: RESTANO SENZA SCALPO DA ESIBIRE PER LE EUROPEE
Dopo una mattinata convulsa nell’aula della Camera, fatta di attacchi incrociati fra Pd, M5s e Forza Italia, la soluzione al caso Genovese si trova in pochi minuti.
Sono passate da poco le 14 quando il presidente del Consiglio Matteo Renzi dichiara a Repubblica che “il Pd chiede di votare subito, oggi stesso, per l’arresto di Genovese con voto palese”.
E dopo nemmeno mezz’ora da questa affermazione, la situazione finalmente si sblocca: la conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha deciso che la Camera voterà sulla richiesta di arresto del deputato del Pd Francantonio Genovese alle 16.30.
Il voto sarà palese, una decisione presa all’unanimità da tutti i gruppi.
Il voto sull’arresto del deputato Pd accusato dalla procura di Messina di associazione a delinquere, riciclaggio, peculato e truffa, ha scatenato questa mattina il caos a Montecitorio per il rischio, prima concreto ma adesso scongiurato, che potesse essere rimandata a dopo le europee.
L’aula della Camera, infatti, ha votato la sospensione dei lavori per consentire la convocazione della conferenza dei capigruppo, fissata per le 13.45: l’ok è arrivato per 154 voti di differenza, e Forza Italia non ha partecipato allo scrutinio.
Lo stop è stato chiesto dal Partito democratico per consentire la calendarizzazione del decreto lavoro sulla casa, approvato ieri dal Senato e da convertire entro il prossimo 27 maggio.
L’ordine dei lavori della seduta prevedeva il voto sull’autorizzazione all’arresto di Genovese e la richiesta di sospensione è stata interpretata da Movimento 5 Stelle, Forza Italia e Lega Nord come un tentativo di rinvio del voto sul caso medesimo.
Ma il capogruppo dem, Roberto Speranza, precisando che la vicenda Genovese “non è materia da campagna elettorale”, ha ribadito il sì del suo gruppo all’arresto e con voto palese.
Nel frattempo, i deputati grillini hanno deciso di stazionare dinanzi allo studio di Laura Boldrini in attesa dell’inizio della capigruppo: “Siamo qui – hanno detto – in un presidio democratico. Abbiamo convocato tutti i deputati, per vigilare”
Beppe Grillo, aveva subito scritto su Twitter: “Il Pd vuole sospendere l’aula per rimandare il voto per l’arresto di Genovese! #fuorigenovese. O noi o loro!”.
A insorgere, anche Forza Italia che esprimerà voto contrario all’arresto di Genovese e non chiederà il vosto segreto dell’aula della Camera.
A dichiararlo era stato il capogruppo berlusconiano, Renato Brunetta, che rivolgendosi al Pd aveva detto: “Se Speranza vuole votare sull’arresto di Genovese dopo le elezioni noi siamo d’accordo. Noi siamo stati sempre garantisti, il Pd spesso non lo è stato”.
Alla fine la mossa del Pd spiazza i Cinquestelle che restano con le manette in mano.
argomento: Grillo, Renzi | Commenta »
Maggio 14th, 2014 Riccardo Fucile
I GRILLINI VOGLIONO VOTARE PRIMA DELLE EUROPEE, IL PD DOPO… CON IL VOTO SEGRETO I CINQUESTELLE POTREBBERO SALVARLO PER POI INCOLPARE IL PD… I DEMOCRAT TEMONO IL TRANELLO E PREFERISCONO FAR SLITTARE IL VOTO IN AULA DI DIECI GIORNI
Il voto della Camera sulla richiesta di arresto del deputato Pd Francantonio Genovese arriverà dopo le elezioni europee: il dato appare ormai una certezza dopo una giornata a Montecitorio di scaramucce tra i democrat e i Cinque Stelle e dopo le bordate di Beppe Grillo contro il parlamentare indagato per associazione a delinquere, peculato e truffa.
Il leader M5s accusa infatti il «soccorso rosso» del Pd e lo stesso Renzi di tramare contro la richiesta di arresto.
Segnali, per il Pd, che i Cinque Stelle intendono giocarsi la carta del voto sull’arresto del deputato siciliano in campagna elettorale.
E Renzi non intende cadere nel tranello. Il Pd conferma infatti di voler replicare il voto della Giunta delle Autorizzazioni che vide i dem compatti dare il loro assenso all’arresto del compagno di partito.
Lo fa con una nota del capogruppo Roberto Speranza spiegando che lo slittamento è da motivare solo con la precedenza degli interessi degli italiani «agli appetiti barbari di Grillo».
Insomma: le Camere ora lavorino per i cittadini, dopo il 25 si procederà su Genovese.
Il timore di fondo del Pd – vista la determinazione a votare sì all’arresto – è che con il voto segreto, sia parte dello stesso M5s a votare contro per addossare poi la colpa ai democrat.
Saldando i voti grillini agli inevitabili No che il Pd mette in conto anche dentro il suo schieramento.
Un ostacolo che potrebbe essere ovviato con il voto palese, su cui sia il Pd sia il M5s si dicono favorevoli.
Ma c’è FI che, in ossequio alla sua linea garantista, ha già annunciato di voler chiedere il voto segreto e siccome servono solo 30 voti per ottenerlo, il voto palese sarà escluso. Meglio rinviare, quindi.
«Non ci faremo fregare» si orecchia infatti in Transatlantico tra i deputati Pd a cui è stato sufficiente vedere come si è mosso il M5s sul decreto lavoro, arrivato al voto finale.
«Hanno deciso di non fare ostruzionismo su un decreto che hanno sempre osteggiato» dicono i democrat.
Esattamente il contrario di quanto imputa invece il M5s che accusa a sua volta Sel di fare da «stampella» al Pd, facendo ostruzionismo su un decreto che, dicono, non hanno mai ostacolato in Commissione.
Fatto sta che il decreto oggi non è stato votato: slitta a domani.
Poi, dopo la votazione, si terrà una riunione della capigruppo sul calendario dei lavori: la previsione è che vengano inseriti, prima del voto su Genovese altri decreti come quello sulla casa oppure quello sugli ospedali psichiatrici che tuttavia non sarebbero a rischio di decadenza immediata.
Il decreto Casa è stato approvato oggi al Senato ed è in calendario già per questa sera in commissione alla Camera e scadrebbe il 27 maggio.
Considerato che i deputati hanno già chiesto e ottenuto di non fare sedute nella settimana prima del voto europeo il decreto va dunque approvato entro la settimana. Lo slittamento sarebbe a questo punto assicurato.
Ma il rischio di una reazione M5s sarebbe a quel punto scontato.
argomento: Grillo, Partito Democratico, PD | Commenta »
Maggio 13th, 2014 Riccardo Fucile
LA NECESSITA’ DI AMPLIARE LA FASCIA DI INTERLOCUTORI HA COSTRETTO GRILLO AD ACCETTARE L’INVITO DEL GIORNALISTA DA LUI DEFINITO “IL PIU’ FAZIOSO DEI FAZIOSI”
“Grillo va da Vespa perchè si sente in finale. Vuole parlare a un pubblico a cui di solito non parla: anziani e famiglie”. Carlo Freccero, autore tv ed ex direttore di varie reti Rai, comprende la “svolta” del fondatore di M5S, che lunedì 19 sarà ospite di Porta a Porta: “La tv generalista sposta ancora tanti voti”.
Gli avrebbe consigliato di partecipare?
Non ho nulla da consigliargli, perchè Grillo sa come usare i media, dal web alla televisione. Detto questo, la sua scelta è comprensibile: lui ormai non si sente più un outsider, ma un leader che può vincere le Europee. Nella sua lotta mirata contro l’avversario Renzi gli serve anche andare a Porta a Porta.
Perchè potrà parlare a tutti?
Certo, potrà rivolgersi a un pubblico che finora ha solo sfiorato: quello di età medio-alta, che legge quotidiani “pesanti”. E questo sarà importante anche alla luce degli ultimi fatti giudiziari. La tangentopoli da larghe intese potrebbe veicolare verso il M5S i voti di strati di società che non ne possono più, ma che qualche settimana fa non l’avrebbero preso in considerazione.
Insomma, Grillo può sfondare anche tra gli anziani.
Sì, e in questo senso andare da Vespa potrebbe essergli molto utile. Nella sua trasmissione potrà tralasciare i temi di macroeconomia, tipici della sinistra, concentrandosi sulla microeconomia: dai problemi delle piccole e medie imprese, allo sperpero di denaro pubblico sui territori.
Sono argomenti più popolari?
Sì, pagano decisamente più.
Rimane una contraddizione: Grillo ha sempre detto che Vespa era il fazioso dei faziosi.
Certo. Non solo: ha sempre ripetuto che la tv generalista è morta.
Quindi…
La contraddizione è evidente. Ma nella comunicazione non c’è memoria, si può anche dire l’opposto di quello che si affermava poco prima. Grillo sa bene che la tv generalista non è affatto defunta. E allora andrà da Vespa, magari alternando bastone e carota: parlerà delle sue proposte e farà qualche numero da disturbatore. Cercherà di dimostrare che lui non è solo l’uomo della rabbia.
Vespa però è un cliente difficile. Cosa potrebbe riservargli?
Secondo me userà molti numeri, con tabelle. Potrebbe presentargli i costi del reddito di cittadinanza, per dimostrare quanto è difficile da realizzare.
Accettando di andare come ospite, Grillo lo legittima.
Ma anche Vespa ospitandolo legittima il leader di 5 Stelle. Nessuno dei due può fare a meno dell’altro: il conduttore sa che la puntata sarà comunque un evento, mentre Grillo ha bisogno della trasmissione per inseguire qualche punto in più.
Sta di fatto che ormai il leader di M5S ha sdoganato la tv.
Senza dubbio. Da Mentana era andato molto bene, con il 10 per cento di share. Sono convinto che tornerà su La7, dalla Innocenzi (ad AnnoUno, ndr). E non mi sorprenderei se andasse a Rai Tre.
Nella rincorsa al voto degli anziani , Berlusconi è arrivato a promettere dentiere gratis. Ha ancora un senso?
Ce l’ha, eccome. Ormai questa è la politica delle regalie: Renzi promette gli 80 euro, Berlusconi le dentiere e Grillo vuole alzare le pensioni minime. La gente non vota più i partiti, ma i candidati, quelli più bravi sui media e che fanno promesse economiche.
Luca De Carolis
argomento: Grillo | Commenta »
Maggio 6th, 2014 Riccardo Fucile
L’11 APRILE VITO CRIMI AL CONVEGNO DELLE TRENTA TIFOSERIE ULTRAS… “E’ UNO DEI POLITICI CHE PIU’ CI HA DIMOSTRATO ATTENZIONE”
“Io già vedo che Genny la carogna sarà invitato al Nazareno da Renzi il bastardo per fare la
legge sugli stadi.”
Beppe Grillo parla di segnali preoccupanti, di un mondo alla rovescia.
Sarà , visto che proprio il Movimento 5 Stelle è a tutti gli effetti uno degli interlocutori privilegiati del mondo ultras e guarda caso proprio sulle leggi relative agli stadi.
L’11 aprile scorso, al convegno organizzato a Roma da una trentina di tifoserie, c’è Vito Crimi a spendere parole generose per la modifica della normativa relativa al Daspo, il divieto di recarsi allo stadio, che dopo la sparatoria nei pressi dell’Olimpico sabato scorso torna di urgente attualità .
Nel convegno in questione si è discusso di riformare gli articoli 8 e 9 della legge 41 del 2007 e la successiva interpretazione data dall’Osservatorio Nazionale Manifestazioni Sportive.
In sintesi ad oggi una persona che ha regolarmente scontato il Daspo è costretto a disertare lo stadio per altri cinque anni qualora intervenga una sentenza di condanna di primo grado per i medesimi fatti per cui è stato irrogato il provvedimento.
A questo si è aggiunto il problema della Tessera del Tifoso, creato dal Maroni nel 2009.
Gli Ultras sono per abrogare la norma. Crimi è d’accordo come confermato dall’avvocato degli ultras per antonomasia, l’udinese Giovanni Adami: “è uno dei politici che più di tutti ha dimostrato attenzione verso questo mondo”.
Sarà pur vero che a sette anni dall’entrata in vigore dell’articolo che doveva combattere la violenza negli stadi, con i biglietti nominativi, tornelli e tessera del tifoso, è proprio l’Osservatorio a sottolineare come le denunce in ambito sportivo dello scorso campionato siano superiori a quelle del campionato che precedeva la morte di Raciti e che quindi la situazione non è assolutamente migliorata.
Sabato pomeriggio all’Olimpico di Roma se ne è data un’ampia dimostrazione.
Ma forse da Crimi ci si sarebbe atteso maggiore prudenza.
Anche il Pd di Renzi è presente con Mario Tullo solo che lui è leggermente più critico, sostenendo come gli ultras “siano si quelli che compiono atti nobili, ma al contempo sono anche quelli che compiono gesti da teppisti” e augurandosi di non dover commentare altre violenze negli stadi, e quindi invitando come le Curve ad un cambiamento reale e di collaborazione con le istituzioni.
Da varie piazze ultrà , come Bergamo e Brescia, si segnalano ammiccamenti con il M5S.
Le elezioni europee sono alle porte e i voti contano come le promesse di riformare le leggi sugli stadi.
Con Genny a’ Carogna qualcuno ci dialoga già , e non è Matteo Renzi.
(da “Huffingtonpost“)
argomento: Grillo | Commenta »
Maggio 5th, 2014 Riccardo Fucile
SANTORO PARLA DI “LEGITTIMA DIFESA”, VAURO DI “ALTO LIVELLO DI FANATISMO”
“Mi auguro che Grillo smetta di usare toni illiberali. Se non smetterà di parlare a vanvera, ci batteremo nelle piazze per la libera informazione. Sarà un’operazione di legittima difesa“.
“La guerra a distanza tra Michele Santoro e Beppe Grillo si arricchisce di una nuova puntata. Presentando ‘Announo’ — la prosecuzione di ‘Servizio Pubblico’ ma presentato fino a fine stagione da Giulia Innocenzi — il conduttore riprende il filo della polemica abbandonato, apparentemente, solo tre giorni fa.
Quel due maggio quando sul blog del fondatore del Movimento 5 stelle era comparso il nome di Michele Santoro come “giornalista del giorno”, come protagonista, cioè, della rubrica in cui lo stesso comico genovese chiedeva agli attivisti di segnalare gli articoli ostili al M5S: un’iniziativa, quella di Grillo, che aveva suscitato sin da subito aspre critiche già a partire dal primo giornalista “segnalato”, il 16 dicembre 2013, cioè Maria Novella Oppo, cronista dell’Unità .
Ma perchè Santoro era finito nel mirino del blog di Grillo?
Tra gli ospiti della trasmissione andata in onda il primo maggio, aveva preso la parola Mirko Lami, operaio della Lucchini di Piombino che aveva fortemente criticato il leader M5S.
“Quello incazzato sono io e non Grillo che è già stato smentito riguardo ai soldi che intente sbloccare in Europa — aveva detto Lami — Quando si dice che l’altoforno di Piombino produce debiti, non è vero. Voglio chiudere l’altoforno e noi siamo incazzati”. Nel post il giorno seguente, si ricordava che l’operaio era stato candidato con il Pd nel 2008 per il Senato in Toscana.
“Vorrei una semplice risposta dall’operaio della Lucchini (candidato Pd in Toscana???) — si leggeva nel testo a firma di Paola L. di Verona — Perchè tutto questo accanimento contro Grillo?
Da parte di Santoro non era arrivata a Grillo alcuna risposta ufficiale.
A replicare, il giorno seguente, era stato Vauro ospite alla trasmissione di La7 ‘L’aria che tira’. “Nel Movimento 5 Stelle sento una gran puzza di fascismo – aveva detto il vignettista riferendosi all’espressione usata da Grillo – ‘peste rossa’ — in campagna elettorale davanti alla acciaieria Lucchini di Piombino.
“Non mi stupisce quello che ha scritto Grillo su Santoro nel suo blog. Lui è abituato a fare le liste di proscrizione, rientra nella sua cultura — aveva proseguito Vauro definendo “molto alto il livello di fanatismo degli adepti alla setta del guru Grillo”.
Il vignettista aveva poi nuovamente accostato al Movimento 5 stelle la parola “fascismo”: “Grillo teorizza l’era post-ideologica, cioè il superamento di destra e sinistra, però, se si studiasse un po’ la storia di questo Paese, vedrebbe che è stata la teoria che ha dato origine al fascismo storico in questo Paese”
Non è la prima volta che Vauro taccia di “fascismo” il Movimento cinque stelle.
Già dopo il V-day del primo dicembre scorso, quando Grillo dal palco di Genova aveva gridato un “vincere e vinceremo” di mussoliniana memoria, Vauro aveva scritto una lettera aperta al Premio Nobel per la letteratura Dario Fo, anche lui presente quel giorno accanto al leader pentastellato intitolata “caro Dario scendi da quel palco”: “Condivido rabbia e sdegno, ma non posso condividere parole macabre e di macabra memoria — scriveva Vauro a Fo — Tu credo mi possa comprendere perchè sai meglio di me quanto le parole siano anche contenuto. Allora scusami Dario per quello che ti chiedo. Ti chiedo di scendere da quel palco. Compagno Dario. Scendi per favore”.
Parole a cui l’artista aveva risposto sia dalle pagine de L’Unità durante la riunione di redazione in diretta streaming del fattoquotidiano.it: “Caro Vauro, io, ti giuro, non ho nessun risentimento nei tuoi riguardi e quando ti vedrò per esempio, sul palco di Servizio Pubblico , contornato da personaggi da contrappunto orrendo, mi guarderò bene dal gridarti: “Che ci fai lassù? Scendi, ti prego, compagno!”. Ma al contrario ti dirò: “Usa bene le tue battute, raccontaci storie divertenti e piene di ironia”, chè questo è il nostro mestiere di pagliacci“.
(da “il Fatto Quotidiano“)
argomento: Grillo | Commenta »