Giugno 27th, 2013 Riccardo Fucile
GRILLO RINNEGA LA DEMOCRAZIA DIRETTA DEL WEB: L’OPINIONE DEGLI ISCRITTI NON CONTA NULLA
Sono ore pesanti per i quattro consiglieri a 5 stelle del Comune di Roma. E pensare che la pattuglia capitanata dal candidato sindaco Marcello De Vito si era mossa secondo i canoni previsti dal movimento: ricevuta da Ignazio Marino la proposta di indicare un assessore donna alla Sicurezza, i grillini si erano rivolti alla mitica Rete con un sondaggio on line dal titolo «La parola ai cittadini!».
E il sondaggio, riservato ai soli iscritti, ha pure funzionato: su un migliaio di partecipanti, il 79% aveva detto sì alla proposta di indicare un assessore tecnico. Peccato che Grillo li abbia scomunicati dal blog,
«Non si fanno alleanze, neppure mascherate». Dalla sera di martedì i consiglieri grillini di Roma sono nel panico.
Cellulari staccati, nessuna comunicazione con l’esterno.
De Vito è furioso, così come i suoi tre colleghi Daniele Frongia, Virginia Raggi ed Enrico Stefano.
Per tutta la giornata di ieri sono stati tentati dal prendere una posizione pubblica, poi hanno ripiegato sul silenzio.
Come il giorno prima, quando l’imbarazzo aveva consigliato di annullare la conferenza stampa prevista per illustrare i numeri del sondaggio sul web.
I quattro si sono limitati a chiamare al telefono Marino, pochi minuti cordiali, in cui hanno ribadito il «no grazie» imposto da Beppe e da Casaleggio, mascherando il niet con la indisponibilità delle persone che erano uscite dal sondaggio in Rete.
Resta il dato politico del sì dei militanti in contrasto con la linea ufficiale, ed è la prima volta da quando esiste il movimento.
Soprattutto se si guarda alla percentuale che sfiora l’80%.
Stefano Zaghis, portavoce di De Vito durante la campagna elettorale, non nasconde la sua rabbia su Facebook: «Evviva la democrazia dei cittadini che non contano nulla! Fine del gioco!».
Un commento a titolo personale, che però la dice lunga sugli umori che circolano tra i grillini romani dopo l’entrata a gamba tesa del leader, che doveva essere portavoce e invece si è dimostrato un capo partito di quelli vecchio stile.
«Non ci serve la poltroncina per far valere le nostre idee», taglia corto Vito Crimi.
A lenire le ferite ci pensa Marino: «Col M5S ci sono molti punti in comune, sono sicuro che collaboreremo, ho anche rubato il loro slogan “l’onestà tornerà di moda”…».
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Giugno 27th, 2013 Riccardo Fucile
AVEVA CONSIDERATO SIMULTANEI E NON ALTERNATIVI I REQUISITI PER GLI INCENTIVI DEL DECRETO LAVORO… SI E’ BECCATO L’IRONIA DEI CINQUESTELLE E L’ACCUSA DI “PINOCCHIO” DA LETTA… POI CORREGGE IL BLOG SENZA DARE SPIEGAZIONI
Scende in campo direttamente il presidente del consiglio Enrico Letta per difendere il pacchetto
di misure sul lavoro varato oggi: “Si sappia che son bugiarde le informazioni su DL lavoro per i giovani che Grillo mette sul suo blog per chiamarmi Pinocchio..” scrive il presidente del Consiglio.
Grillo, che sul suo blog aveva mal interpetato il testo del decreto considerando come simultanei e non alternativi i requisiti stabiliti per accedere agli incentivi, è poi corso rapidamente ai ripari.
Prima aggiungendo il link alle due versioni della presunta fonte dell’errore, un articolo di Repubblica.it, poi cambiando il testo del suo intervento, aggiungendo vari “o” tra i requisiti menzionati, cambiando quindi il senso della propria critica.
Peccato che il comico non faccia menzione delle modifiche fatte in corsa, modificando il testo senza dare spiegazioni, forse sperando nella distrazione dei lettori.
Ma il web, Grillo dovrebbe saperlo meglio degli altri, non dimentica niente.
Ed ecco le due schermate del post.
Prima com’era originariamente, poi com’è ora.
Dopo le correzioni.
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Giugno 27th, 2013 Riccardo Fucile
“PANORAMA” AGGIUNGE ALTRI NOMI ALLA LISTA DEGLI OSPITI PRIVILEGIATI…. GRILLO AVREBBE TRASCORSO LE VACANZE NELLE STRUTTURE VALTUR DI BAIA DI CONTE IN SARDEGNA E AL SESTRIERE
Carmelo Patti, ex patron della Valtur — indagato perchè ritenuto prestanome del capo di Cosa Nostra Matteo Messina Denaro — ha sempre regalato vacanze a politici e personaggi dello spettacolo.
Dai primi si presume volesse in cambio favori, dai secondi pubblicità per le proprie strutture turistiche.
E dopo l’Espresso, che poche settimane fa ha rivelato come Angelino Alfano, Salvatore Cuffaro, Renato Schifani (anche nel periodo in cui era presidente del Senato) e altri politici andassero in vacanze gratis o a prezzi scontati nelle strutture in giro per il mondo dell’amico di Trapani, oggi è Panorama ad aggiungere nomi alla lista degli ospiti privilegiati.
E tra giornalisti, parlamentari, sportivi e uomini di spettacolo, il periodico di casa Berlusconi scova anche il nome di Beppe Grillo.
Il comico genovese, secondo quanto scrive il settimanale di Segrate, ha fatto vacanze a prezzi scontati fino al 70% nei villaggi Valtur negli anni compresi tra il 2002 e il 2007.
In particolare un soggiorno al Sestriere a Capodanno 2002 da 12 mila euro “pagato” da Grillo con un cambio merce, presumibilmente uno spettacolo per gli ospiti del villaggio.
In quell’occasione era accompagnato dalla moglie e altri amici.
Panorama, nell’anticipazione del servizio, punta il dito contro Grillo per aver “ricevuto un trattamento anche superiore rispetto a politici della Prima e Seconda Repubblica”
Nell’inchiesta sulle “Vacanze a scrocco” alla quale Panorama dedica la copertina, vengono raccontati anche numerosi altri casi di politici, vip, giornalisti, sportivi che hanno soggiornato a condizione di favore nelle strutture Valtur.
Sicuramente molti. Compresi i comici.
Ma Grillo è ora leader del Movimento 5 Stelle.
Ieri l’anticipazione si è diffusa rapidamente in rete.
Scatenando le tifoserie. “Grillo come Schifani”, i critici di M5S.
La risposta: “Chissà che spettacoli ha fatto Schifani”.
Insomma ce n’è per tutti, anche se la situazione è più imbarazzante soprattutto per chi si pone come simbolo dell’ anticasta.
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Giugno 27th, 2013 Riccardo Fucile
“SONO PREOCCUPATA, SE ANDIAMO AVANTI COSI’ ME RIMANE UNO SOLO”
Il “j’accuse” a Beppe Grillo arriva da un comune lombardo, uno dei tanti che il comico genovese
aveva visitato durante i comizi elettorali dello “Tsunami tour 2012″. Daniele Berti è stato il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle alle amministrative 2012 a Legnano, città della provincia di Milano di lunga tradizione leghista tanto da dare al Carroccio parte della mitologia e della simbologia cittadina a cui ha poi attinto. Il M5S non aveva vinto le elezioni, ma aveva superato alle urne proprio la Lega Nord, conquistando due posti in consiglio comunale.
Dopo un anno di lavoro, Berti si dimette a causa di “quello che sta succedendo a livello nazionale nel Movimento.
Il sogno è finito”: non digerisce le espulsioni, i post di Grillo che “spara su tutti”, le riunioni riservate ad alcuni esponenti 5 Stelle e sfida Grillo: “Organizzi una riunione con tutti gli eletti del territorio, per ascoltare la base”.
In sala arriva anche una senatrice 5 Stelle, Laura Bignami, che fa parte del Movimento pentastellato a Busto Arsizio (Va): “La base sente il distacco. Ma noi siamo a Roma e più di tanto non possiamo fare”, e sulle espulsioni dice: “Sono preoccupata, se andiamo avanti così ne resterà uno solo”.
Anche a livello locale il Movimento è diviso: una parte condivide le critiche di Berti a Grillo e Casaleggio e a microfoni spenti dice: “Anche noi qui abbiamo i nostri integralistii”
Francesca Martelli
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Giugno 26th, 2013 Riccardo Fucile
AVREBBE TRASCORSO LE VACANZE NELLE STRUTTURE VALTUR DI BAIA DI CONTE IN SARDEGNA E AL SESTRIERE: LO RIVELA “PANORAMA”… SCONTI DEL 70% CONCESSI DALL’EX PATRON PATTI, TRATTATO ANCORA MEGLIO DEI POLITICI FNITI NEL’INCHIESTA
Meravigliose vacanze con super sconto. 
Non solo politici, che negano, come aveva rivelato l’Espresso, ma a usufruire di tariffe agevolate per soggiornare nei villagi Valtur — il tour operator commissariato e per cui è stato trovato un acquirente in Orovacanze — ci sarebbe stato anche Beppe Grillo.
Secondo Panorama il comico genovese e leader del Movimento 5 Stelle, dal 2002 al 2007, con i suoi familiari e amici avrebbe soggiornato nei villaggi ottenendo sconti fino al 70 per cento.
Il leader del M5S è uno dei nomi di vip — l’Espresso aveva individuato Schifani, Alfano e altri — che avrebbero ricevuto un trattamento di favore dalla società guidata a lungo dall’imprenditore trapanese Carmelo Patti su cui è stata aperta un’inchiesta dalla Procura di Trapani sui suoi rapporti con il boss mafioso Francesco Messina Denaro e suo figlio, Matteo, latitante dal 1993.
Secondo il magazine avrebbe trascorso le vacanze nelle strutture Valtur di Baia di Conte in Sardegna e al Sestriere.
Grillo avrebbe ricevuto un “trattamento anche superiore rispetto a politici. Alcuni dei nomi di questi politici erano già noti nelle scorse settimane ma, singolarmente, del caso Valtur non si è fatto cenno sul blog di Grillo” scrive il settimanale.
Che fa sapere di aver chiesto all’interessato di fornire delucidazioni, ma di non aver ricevuto risposta.
In un’occasione, a Sestriere nel 2002, risulterebbe dai documenti che Grillo non pagò i 12mila euro del conto per un “cambio merci”, probabilmente per uno spettacolo agli ospiti del villaggio.
(da “il Fatto Quotidiano“)
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Giugno 26th, 2013 Riccardo Fucile
GRILLO ATTACCA LETTA MA CONFONDE IL DECRETO SOSTENENDO CHE SARA’ APPLICATO A POCHE PERSONE, MENTRE RIGUARDA 200.000 GIOVANI … IMBARAZZO DEI CINQUESTELLE IN PARLAMENTO E SUL WEB
Non passano neanche un paio d’ore dal semaforo vedere del consiglio del ministri al pacchetto di misure per l’occupazione che Beppe Grillo sul suo blog va all’attacco del decreto varato dal governo Letta. “Le movenze di Capitan Findus Letta, un po’ legnose, e il naso affilato in crescita telegiornale dopo telegiornale, ne rivelano la vera essenza collodiana, pinocchiesca”, scrive il leader 5 stelle.
“Il suo eloquio è meno effervescente di quello dello psiconano, ma la sostanza è sempre quella della balla in prima serata”.
In particolare sotto la lente di ingrandimento di Grillo ci sono i requisiti che il Dl fissa per potere accedere agli sgravi fiscali previsti per rilanciare l’occupazione.
Il leader portavoce però fa un po’ di confusione nell’interpretazione del decreto.
Scrive Grillo:
“Un ragazzo per dire addio alla piaga della disoccupazione e dare questo “colpo duro” deve: – essere privo di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi – essere privo di un diploma di scuola media superiore o professionale – vivere da solo con una o più persone a carico. Quindi per accedere devi essere un disoccupato cronico (se sei a casa da cinque mesi non vale), essere un semianalfabeta (se hai studiato sono cazzi tuoi), non vivere con i genitori ma da solo (infatti un giovane senza reddito esce sempre di casa) e avere a carico la vecchia nonna o moglie e figli. Chi, in nome di Dio, possiede questi requisiti in Italia?
Nel caso il disoccupato cronico, semianalfabeta, con famiglia a carico acceda “all’intervento significativo” di Letta, questo, come si legge nel decreto, verrà corrisposto all’azienda “per un periodo di 12 mesi ed entro i limiti di 650 euro mensili per lavoratore nel caso di trasformazione a tempo indeterminato”.
Letta, adesso facce anche Tarzan…
In realtà , il decreto dice altro.
L’articolo 1 comma 2, quello che si riferisce proprio ai requisiti necessari per gli incentivi per le nuove assunzioni recita:
L’assunzione di cui al comma 1 deve riguardare lavoratori, di età compresa tra i 18 ed i 29 anni, che rientrino in una delle seguenti condizioni: a) siano privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi; b) siano privi di un diploma di scuola media superiore o professionale; c) vivano soli con una o più persone a carico
I requisiti non devono quindi essere soddisfatti simultaneamente, ma sono invece alternativi.
Non si tratta perciò, come dice Grillo, di un provvedimento destinato a un ipotetico “disoccupato cronico, semianalfabeta, con famiglia a carico”.
Una svista che viene rilevata dagli stessi sostenitori m5s, che nei commenti redarguiscono il proprio leader: “Ma Beppe li rilegge i post che vengono messi sul suo blog?”, scrive Alessandro.
“Mi sta venendo un dubbio. Prima l’autogol con i giornalisti e ora questo. Continuiamo a dare il fianco a critiche di ogni genere. Almeno informiamo correttamente i frequentatori di questo sito. I requisiti sono tra loro alternativi”.
Ad altri sta invece venendo una certezza: che nel merito dei problemi qualcuno non capisca proprio nulla.
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Giugno 25th, 2013 Riccardo Fucile
I GRILLINI ROMANI SCONFESSANO SE STESSI E LA LORO BASE PER PAURA DI ESSERE ESPULSI: “NON FAREMO NESSUN NOME AL SINDACO”
Quella che andiamo a rendicontare, per usare un termine adatto ai cinquepallisti meno sei
(espulsi o dimessisi), una storia emblematica di vita da caserma, con un generale in preda a un delirio di onnipotenza e una massa di soldati cacasotto.
I Cinquestelle romani prima sfidano il leader con un sondaggio online sulla proposta del sindaco Ignazio Marino di un assessore alla Sicurezza indicato dal Movimento, nonostante la scomunica del comico .
Ma in serata sembrano fare una gran marcia indietro.
La Rete gli dà ragione, a quanto dicono, la consultazione vede prevalere i sì alla partecipazione alla Giunta ma alla fine il nome da dare al chirurgo non esce fuori. «Non ci sarà nessun nome per Marino, è finita così. Marino ci ha fatto una richiesta e noi abbiamo risposto», dice il consigliere Daniele Frongia all’uscita da una riunione fiume, quasi sette ore, nell’ufficio del gruppo nel centro storico.
E c’è il giallo di una telefonata in extremis di Grillo che secondo indiscrezioni si sarebbe fatto sentire verso le nove di sera e in vivavoce avrebbe redarguito i ribelli. «Abbiamo sbagliato, ma ti avevamo detto che avremmo fatto il sondaggio», avrebbe detto l’ex candidato sindaco, Marcello De Vito, capogruppo M5S in Campidoglio secondo quanto ha ricostruito l’ANSA.
«Avete sbagliato, non continuate a sbagliare», avrebbe risposto il leader.
Dai consiglieri nessuna conferma. «Sarebbe una dichiarazione di guerra», si sente dire a un tratto dalla riunione.
Di certo c’è che «non hanno inviato curricula» per l’assessorato, fa sapere in serata il Pd di Roma.
La spiegazione ufficiosa è che i 5 Stelle – oltre a De Vito e Frongia, Virginia Raggi ed Enrico Stefà no – non hanno trovato un candidato all’altezza da presentare a Marino, raccogliendo anche alcuni no.
«La sicurezza non è proprio il nostro forte, come invece l’ambiente o la mobilità », argomenta Stefà no, il più giovane con i suoi 25 anni.
La spiegazione ufficiale viene rimandata a un comunicato, che però, atteso per ore, non si capisce se sarà pubblicato stasera o domani.
È il finale farsesco di una giornata convulsa iniziata con il post di Grillo che sul blog nazionale sconfessa l’iniziativa degli eletti romani.
«Il MoVimento 5 Stelle non fa alleanze – dice il messaggio senza firma – nè palesi nè tantomeno mascherate, con alcun partito, ma vota le proposte presenti nel suo programma. L’unica base dati certificata coincidente con gli attivisti M5S e con potere deliberativo è quella nazionale che si è espressa durante le Parlamentarie e le Quirinarie e quindi il voto chiesto da De Vito on line non ha alcun valore».
Frasi pesanti, che però non fermano il sondaggio .
I consiglieri si incontrano negli uffici distaccati del Campidoglio in via delle Vergini, tra Fontana di Trevi e il teatro Quirino.
E lì va in scena una lunghissima riunione con alcuni attivisti – membri assieme agli eletti della commissione che valuta i curricula dei candidati – e uomini della comunicazione del Movimento.
Facce tese, quando escono per una pausa i consiglieri sono gentili ma non parlano. Appaiono compatti.
A metà pomeriggio fanno trapelare che i sì hanno vinto nel voto online, si prepara il comunicato finale.
Pare che tirino dritto nonostante il diktat di Grillo.
E invece quando escono il nome per Marino non c’è.
E non ci sarà .
Ps. Nessuno che abbia il coraggio di dire al capocomico che il primo a fare alleanze è stato lui a Ragusa, altrimenti col cacchio che avrebbe vinto il sindaco Cinquestelle senza l’apporto di ben due liste civiche, Sel e e la Destra.
Lui può, gli altri no.
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Giugno 25th, 2013 Riccardo Fucile
“IL REFERENDUM SULL’ASSESSORATO NON HA ALCUN VALORE” SCRIVE SUL SUO BLOG… IL GRILLINO DE VITO REPLICA: “NOI ANDIAMO AVANTI”
Beppe Grillo sconfessa i suoi «cittadini» eletti al Consiglio comunale di Roma: «Nessun accordo per la giunta Marino».
Una doccia fredda, comunicata sul suo blog, che fa saltare ogni possibile intesa per l’assessorato alla Legalità offerto da Marino a una «grillina», probabilmente Virginia Raggi, unica eletta tra le file del Movimento 5 Stelle.
REFERENDUM DELLA DISCORDIA
Dopo due incontri con il sindaco Marino, i quattro eletti 5 Stelle avevano deciso di sottoporre a referendum online la proposta di entrare nella giunta.
Ma Grillo, a pochi minuti dalla scadenza (fissata inizialmente per le 11 e poi posticipata al pomeriggio), entra a gamba tesa in questa ipotesi di «larghe intese»: «In merito ad alcune iniziative dei consiglieri comunali di Roma si ribadisce che: il MoVimento 5 Stelle non fa alleanze, nè palesi nè tantomeno mascherate, con alcun partito, ma vota le proposte presenti nel suo programma».
VOTO SENZA VALORE-
«L’unica base dati certificata coincidente con gli attivisti M5S e con potere deliberativo è quella nazionale che si è espressa durante le ‘Parlamentarie’ e le ‘Quirinalie».
Quindi, è la bacchettata di Grillo, «il voto chiesto da De Vito on line non ha alcun valore».
LA REPLICA –
La replica al leader arriva proprio da Marcello De Vito che è stato candidato sindaco e ora è il portavoce del Movimento 5 Stelle i Campidoglio: «Chiariremo la nostra posizione in conferenza stampa questa sera dopo la chiusura del sondaggio alle 15». Insomma, il referendum va avanti.
Ma i risultati sono sempre più incerti ed è probabile lo slittamento della presentazione della squadra guidata da Marino.
IL CASO RAGUSA
Grillo finge di dimenticare che il primo a violare lo Statuto è stato proprio lui a Ragusa dove per la prima volta i Cinquestelle hanno concluso un accordo con due liste civiche, “Partecipiamo” e Città “.
Non solo: nella città siciliana ha concordato l’appoggio dichiarato al candidato sindaco Cinquestelle con Sel e la Destra
Senza tutti questi inciuci (e la spaccatura del Pd locale che ha candidato sindaco un uomo dell’ex udc Cuffaro contro il volere della base) quando mai Picciotti sarebbe stato eletto sindaco…
Ma a Grillo serviva far eleggere almeno un sindaco, in modo da poter cantar vittoria.
Quando servono a lui, gli accordi vanno bene, quando lo propongono altri fa il duro e puro.
Che pena.
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Giugno 24th, 2013 Riccardo Fucile
UN’ALTRA VOCE CRITICA LASCIA IL MOVIMENTO: “IL PROBLEMA NON E’ TANTO GRILLO, QUANTO L’APPROCCIO AZIENDALISTA DELLO STAFF DI CUI SI STA FIDANDO”…PRIMA VERSA IL DOVUTO, POI SALUTA E SE NE VA
Adriano Zaccagnini, deputato M5S considerato tra le voci più critiche del Movimento, ha deciso di passare al gruppo Misto.
“Passo al gruppo misto e restituisco i soldi”, ha detto annunciando l’addio al Movimento 5 stelle.
“Non mi sento più a mio agio, non riesco a lavorare serenamente. C’è un clima irrespirabile, non ho la forza di continuare a combattere da dentro una guerra intestina che non ha senso”, ha detto.
Il Movimento 5 Stelle perde un altro pezzo.
“Volevo uscire lo stesso giorno della senatrice Paola De Pin, poi ho letto le dichiarazioni del capogruppo Morra in cui si sottolineava che sarebbe stato meglio se fosse accaduto dopo le elezioni”, ha detto Zaccagnini.
“Lascio. Non ho più la forza di continuare a combattere – ha aggiunto aggiunge durante la conferenza stampa – si è instaurata una guerra intestina che non ha più senso”.
Nel movimento, continua, c’è un clima da ‘caccia alle streghe’. C’è una estremizzazione delle posizioni.
Condivido quello che ha detto la senatrice De Pin: dopo l’espulsione di Adele Gambaro non posso più accettare di stare dentro un movimento che epura, che emargina chi esprime solo un’opinione mettendolo alla gogna mediatica”.
Zaccagnini ha spiegato: “invece che fare la rivoluzione si è instaurata la strategia del terrore”.
“Non è un partito aziendalista ma un movimento aziendalista in cui la strategia politica è calata dall’alto.
D’altronde dopo 20 anni di berlusconismo, non poteva che nascere un Berlusconi 2.0”. Secondo il deputato “non è il Grillo il problema, ma l’approccio aziendalista e non politico del M5S, lo staff di cui si sta fidando”.
Adriano Zaccagnini ha restituito, come deciso dal Movimento 5 Stelle, parte della sua indennità e della diaria da parlamentare.
Lo ha fatto prima di formalizzare la sua uscita dal gruppo.
“Stamane ho fatto il bonifico e l’ho consegnato al capogruppo Nuti e a lui ho anche consegnato la lettera di passaggio al Misto”, ha annunciato.
“Si tratta di 8.500 euro per i due mesi e mezzo” di attività parlamentare, ha spiegato ancora il deputato che, a chi gli chiede se continuerà a restituire l’eccedenza non ha dubbi: “Penso proprio di si”, ma non saranno più destinati ad ammortizzare “il debito pubblico nel momento in cui si chiede di rinegoziarlo”.
“Ora che la gogna mediatica rischia di ritorcersi contro i talebani stessi, lo staff della comunicazione ha pensato bene di fare una pausa dopo settimane di stillicidio. Si giocano la subdola carta della restituzione delle diarie. L’unica che riusciranno a rimestare a loro vantaggio. Tuttavia non c’è volontà di pacificare, è solo tattica. La strategia è quella di sbarazzarsi delle ‘mele marce’ e degli indesiderati”, ha continuato Zaccagnini.
“Non c’è nulla di cui meravigliarsi – ha detto – in un contesto aziendale funziona così: c’è il mobbing c’e l’alienazione frustante inflitta per portare le persone a non poter lavorare serenamente. Sono comunque i vertici aziendali a dettare le permanenze e i distaccamenti. E in un clima del genere si fa fatica ad esprimere il proprio dissenso, si ha timore e paura”.
Sale così a sei il numero di parlamentari che hanno lasciato il Movimento per confluire nel Gruppo Misto, l’ultima in ordine di tempo è stata la senatrice Paola de Pin, entrata in conflitto con Beppe Grillo dopo la decisione di cacciare la sua collega Adele Gambaro per le esternazioni dopo i risultati delle elezioni amministrative. Ha motivato la propria decisione sulla base di un’aria, in seno al gruppo politico, “soffocante”.
Controverso anche il caso del Senatore Marino Mastrangeli, accusato di presenziare in televisione a trasmissioni come Pomeriggio 5 e Domenica Live, entrambi in onda su Mediaset e condotte da Barbara d’Urso.
Nonostante i continui richiami del capogruppo in Senato Vito Crimi, Mastrangeli ha perseverato, il risultato è stato l’inevitabile espulsione in streaming.
Chi invece ha deciso di abbandonare volontariamente il Gruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera sono stati i deputati Vincenza Labriola e Alessandro Furnari, che hanno scelto di confluire al Gruppo Misto perchè non più in linea con le idee di Grillo e del Movimento, soprattutto sul capitolo Ilva.
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