Giugno 21st, 2013 Riccardo Fucile
ORA SI CAPIRA’ CHIARAMENTE IL RUOLO AMBIGUO DI GRILLO SUI GRANDI TEMI DEI DIRITTI CIVILI
I “nuovi italiani” trovano un alleato nel Movimento 5 Stelle. 
Un disegno di legge, presentato alla Camera da due deputati M5S, mira infatti a introdurre lo ius soli temperato nel nostro Paese.
Un progetto di riforma, questo, che va a sommarsi agli altri testi (in tutto 20) depositati in parlamento dai vari partiti (ad eccezione della Lega Nord) per provare a riscrivere la legge sulla cittadinanza del 1992.
Ius soli e M5S.
La proposta di legge è stata presentata il 14 giugno scorso da due deputati, Fabiana Dadone e Giorgio Girgis Sorial.
Basta andare a consultare il sito della Camera dei deputati: “Proposta di legge SORIAL e DADONE: Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, in materia di cittadinanza per nascita e di acquisto della cittadinanza (1204)”.
Cosa c’è scritto?
È cittadino italiano chi nasce in Italia da genitori stranieri regolarmente residenti da almeno tre anni o che ha completato in Italia due cicli di studi.
Insomma nessun ius soli puro: non basta nascere sul territorio dello Stato per diventarne cittadino, ma si richiedono altri requisiti, tipo la residenza regolare dei genitori.
La posizione di Grillo.
Eppure, nel gennaio 2012 Beppe Grillo aveva pubblicato un post bollando lo ius soli come un’idea “priva di senso”, che serviva solo a “distrarre gli italiani dai problemi reali per trasformarli in tifosi. Da una parte i buonisti della sinistra senza se e senza ma, che lasciano agli italiani gli oneri dei loro deliri. Dall’altra i leghisti e i movimenti xenofobi che crescono nei consensi per paura della liberalizzazione delle nascite”. Nulla a tal proposito si leggeva nel programma elettorale del Movimento, se non la proposta “dell’insegnamento gratuito della lingua italiana per gli stranieri (obbligatorio in caso di richiesta di cittadinanza)”.
Ma la posizione dell’M5S era parsa fin dall’inizio più articolata.
Per Davide Barillari, al tempo candidato del M5S alla Regione Lazio, infatti “una persona che nasce in Italia dovrebbe essere in modo naturale già cittadino italiano”.
Dal referendum alla legge.
Nel maggio scorso Grillo è tornato sulla cittadinanza, scrivendo sul blog che “questa regola può naturalmente essere cambiata, ma solo attraverso un referendum nel quale si spiegano gli effetti di uno ius soli dalla nascita”.
Ora invece due suoi deputati scelgono la via parlamentare e depositano la loro proposta per uno ius soli temperato.
Vladimiro Polchi
(da “la Repubblica”)
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Giugno 21st, 2013 Riccardo Fucile
“TUTTO LO STIPENDIO ECCEDENTE A UN CENTRO DISABILI DI CONEGLIANO”… “MI RISERVO DI PRESENTARE LE DIMISSIONI ANCHE DA PALAZZO MADAMA”
La senatrice Paola De Pin lascia il Movimento 5 Stelle a causa dell’espulsione di Adele
Gambaro.
“Dopo una lunga e sofferta riflessione annuncio la mia uscita dal Movimento 5 Stelle”, ha fatto sapere la parlamentare esprimendo “piena solidarietà ad Adele Gambaro” e dissenso rispetto alla “reazione” del Movimento e alla “gogna mediatica”. “Mi riservo di presentare in futuro le dimissioni da senatrice. Fino a quando ciò non accadrà , porterò avanti lo stesso in Parlamento e nelle commissioni, i valori del Movimento in cui continuo peraltro a credere”, ha aggiunto la senatrice eletta in Veneto”
“Il processo politico” contro Gambaro “mi ha lasciato una profonda ferita – continua De Pin – Il pericolo adesso è che nessuno voglia esprimere il proprio disaccordo per paura delle conseguenze” e ci sia “autocensura dei parlamentari M5S.
Se adesso facessimo calare un velo di omertoso silenzio verso la scellerata decisione di espellere un parlamentare solo per aver espresso opinioni non gradite, violeremmo i principi del Movimento e della democrazia”.
De Pin ha poi voluto sgomberare il campo da ogni equivoco: “Per evitare ogni speculazione riguardo alle diarie annuncio che darò in beneficenza tutti i denari non spesi per ragioni di servizio, come già mi ero impegnata a fare di fronte agli elettori
all’Associazione Nostra Famiglia di Conegliano (Treviso) che si dedica alla cura e alla riabilitazione delle persone con disabilità , soprattutto in età evolutiva”.
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Giugno 21st, 2013 Riccardo Fucile
IL NEO PRESIDENTE DELLA VIGILANZA ORA VUOLE NON SOLO MANTENERLA COSI’, MA PURE RIFINANZIARLA … CATRICALA’ PENSA AL CANONE E ROSSI A TUTELARE LE EMITTENTI PRIVATE
Crolla un punto-chiave della battaglia del Movimento 5Stelle. 
Nessuna privatizzazione della Rai, a dirlo è il presidente della commissione di Vigilanza, il grillino Roberto Fico.
«In questo momento vendere la Rai significherebbe svenderla: e la Rai non si svende. E non si può vendere qualche canale Rai se prima non facciamo una legge seria su conflitto d’interessi e antitrust».
Se il problema è recuperare risorse e se è vero che Viale Mazzini vale 2 miliardi secondo un recente studio di Mediobanca, Fico propone un’altra soluzione: «Due miliardi: non è neanche la metà dei soldi che abbiamo programmato di spendere per gli F35. Un’assurdità . Andrei piuttosto a tagliare gli F35 e a rifinanziare la Rai per permetterle degli investimenti ».
I lavori della commissione comincianola prossima settimanacon l’audizione del presidente Anna Maria Tarantola e del direttore generale Luigi Gubitosi.
Verrà sentito nei prossimi giorni anche il viceministro dello Sviluppo economico Antonio Catricalà che proprio ieri davanti alla commissione Cultura ella Camera ha annunciato l’inizio di un’istruttoria per la scadenza della concessione alla Rai. Nel 2016 bisognerà rinnovare o sospendere il contratto tra lo Stato e il servizio pubblico. «Sono due le scadenze da affrontare – spiega il viceministro– . La prima è quella del contratto di servizio, che è già avvenuta e su cui stiamo lavorando. Poi a maggio 2016 sarà la volta della concessione. Cosa accadrà dopo, lo deciderà chi sarà in Parlamento e al Governo in quel momento. Noi però abbiamo ildovere di preparare il terreno e predisporre fin da ora le carte per quel momento».
La Rai, ha spiegato Catricalà in sintonia con Fico, «non va smantellata, anzi vogliamo costruire. E non c’è un pericolo Grecia, nè ora nè mai. La Rai è un asset strategico per il governo, al quale per ora non è arrivata nessuna ipotesi di vendita o di dismissioni». Sul canone poi Catricalà ha sottolineato l’importanza di recuperare «la ormai insostenibile evasione».
Ma il senatore di Scelta Civica Maurizio Rossi ha insistito sul costo dell’abbonamento: «In vista del rinnovo per 15 anni, con un impegno del valore di circa 35 miliardi di euro abbiamo il dovere di definire innanzitutto cosa si debba intendere per servizio pubblico, e quanto debba pesare sulle tasche dei cittadini».
Il presidente della commissione Trasporti e Telecomunicazioni Michele Meta (Pd) rilancia la riforma della legge Gasparri: «La priorità per il servizio pubblico è la riforma dei meccanismi di governance».
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Giugno 21st, 2013 Riccardo Fucile
“NEL MOVIMENTO IL CLIMA E’ DI TERRORE, NON C’E’ FUTURO”
«Sarà una questione di età , di sicurezza. Io non sono più una ragazzina e non sopporto di essere comandata a bacchetta ».
Il giorno dopo l’espulsione, la senatrice Adele Gambaro descrive la sua delusione senza scomporsi.
Usa lo stesso tono pacato di quando una settimana fa ha osato criticare Grillo, dai microfoni di Sky. Quello di una signora di 49 anni, ragionevole e indignata.
Lo ribadisce, la comunicazione del m5s è sbagliata. «Qualcosa non va, in tre mesi siamo riusciti a fare passare solo le polemiche interne. E non si può dire sia colpa dei giornali ».
Si augura che le epurazioni siano finite. «Ho sentito che Grillo ha chiamato i dissidenti. Penso sia una novità importante. Spero che la mia espulsione sia servita a questo». E annuncia: «Continuerò a ridurmi l’extrastipendio».
Senatrice Gambaro, come si sente oggi?
«Molto amareggiata. In una settimana è successo di tutto. I miei bambini sono sperduti, colpa della sovraesposizione mediatica. Io non capisco perchè nel Movimento è prevalsa questa linea di censura, avevo solo fatto un invito ad abbassare i toni. Sono molto pessimista sul futuro dei 5 Stelle. D’altronde sono stata espulsa due volte…».
La sua espulsione era decisa fin dall’inizio?
«È ragionevole pensarlo. Grillo l’ha detto subito che me ne dovevo andare, fin dal primo post. E alla fine è andata così. Passando per tutta la trafila, la stessa di Mastrangeli: prima il voto in assemblea, poi in rete».
Lei è stata buttata fuori per aver criticato la comunicazione di Grillo, ma tanti suoi colleghi sono a disagio per lo stesso motivo. Accusano il “gruppo comunicazione” di fare politica obbedendo al volere del guru, spesso in aperto contrasto con le posizioni dei parlamentari.
«Qualcosa che non va nella comunicazione c’è. In tre mesi di lavoro siamo riusciti a parlare solo delle nostre polemiche interne. E non è colpa dei giornali. Non so perchè si sia instaurato questo clima di terrore, ma mi ha messo a disagio».
Prevede altre espulsioni dopo la sua ?
«Non saprei. Ora Grillo ha cambiato strategia, cerca il dialogo. Penso che questa sia una novità importante, che potrà servire auna comunicazione migliore. Il dissenso va ascoltato».
I suoi colleghi la pensano come lei?
«Io avevo un disagio che era mio. Altri lo sentono, ma in maniera meno forte. Dipende dalla storia di ognuno».
Andrà nel gruppo misto?
«Direi di sì, come Mastrangeli».
È stata contattata da altri gruppi parlamentari?
«Non direttamente».
I maligni dicono che lei ha architettato tutto per non tagliarsi lo stipendio.
«Mi sono impegnata a restituire una parte dello stipendio e lo farò. Anzi finalmente potrò farlo, visto che la questione extrastipendio finora è stata gestita con molta approssimazione dal M5S. Ne hanno fatto uno spot elettorale, ma si tratta di cose serie. Sceglierò a chi devolverlo e lo farò”
Caterina Giusberti
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Giugno 20th, 2013 Riccardo Fucile
INSOFFERENZA TRA I MILITANTI PER IL RISCHIO DI ESSERE “SBATTUTI FUORI” PER OPINIONI DISSONANTI…IL CASO DI “RIJI MAGO”, ATTIVISTA DELLA PRIMA ORA
Tra la base e gli attivisti del Movimento 5 stelle del Sud Milano c’è malumore, emerso nella riunione del 18 giugno, che ha chiamato a raccolta i Meet-up di San Giuliano Milanese, San Donato Milanese, Peschiera Borromeo e Melegnano.
Una fetta importante del popolo grillino lombardo, che fin dall’inizio s’era messa al fianco di Beppe Grillo per supportarlo — anche tecnicamente — nella sua “discesa in campo” politica e durante le sue apparizioni a Milano e provincia.
Non era raro vedere, in quelle occasioni, persone con pettorine con sopra scritto: “Amici di Beppe Grillo, Melegnano” occuparsi della security durante affollatissimi comizi.
Oggi i toni sembrano diversi.
“Cari ragazzi, io penso che noi del M5S siamo ad una svolta importante: siamo impantanati come una macchina in una strada piena di fango, con le ruote che girano a vuoto, e più girano più andiamo a fondo”.
Si legge a firma “Nicola A.” sul Meet-up del Sud Milano, a dimostrazione che la discussione interna è seria e non risparmia l’autocritica.
Il processo alla senatrice Adele Gambaro, colpevole di aver espresso pubblicamente il proprio disappunto nei confronti di Beppe Grillo e per questo espulsa dal gruppo parlamentare, ha certamente gettato benzina sul fuoco.
Non ancora del tutto archiviano quel caso, è esploso poi quello della deputata Paola Pinna, anche lei fino a ieri a rischio espulsione.
Situazioni al limite, che unite a vecchie diatribe a nome “Favia” e “Salsi” fanno scrivere ad alcuni attivisti del Sud Milano, che nel Movimento si è arrivati al punto che “prima di dire o fare qualsiasi cosa, bisogna pensare se quello che diciamo o facciamo andrà bene al Signor Grillo, perchè altrimenti ci sbatte fuori”.
I grillini lombardi sono chiamati a raccolta il prossimo 23 giugno per l’Assemblea regionale che si terrà a Cernusco sul Naviglio in provincia di Milano.
Tra gli attivisti Sud milanesi che con maggior trepidazioni attendono quell’appuntamento, c’è Riccardo Cazzola, nell’ambiente conosciuto col soprannome di Riki Mago, un esperto informatico e titolare di un laboratorio di riparazioni elettroniche prima che la crisi glielo portasse via.
“Quello che domanderò io in sede regionale — dice Cazzola — è maggior trasparenza nella gestione del Movimento”.
Cazzola parlerà in riferimento alla situazione generale, ma senza scordare alcune sue esperienze personali. Lui, che per il Meetup Milano1 curò le prime dirette streaming dei comizi di Grillo da Piazza del Duomo, ha spedito nei giorni scorsi il proprio curriculum alla direzione regionale del Movimento, per proporre la sua candidatura all’interno dello staff che cura la comunicazione. Non ne ha saputo più nulla.
E così, considerandosi non proprio l’ultimo arrivato, da buon fruitore del web ha creato una discussione su Facebook, per chiedere conto di quella mancata risposta e domandando che venisse spiegato come si sarebbero scelti quei collaboratori.
Qualcuno ha postato che visto l’alto numero di curriculum arrivati è “stato dato seguito solo ai candidati più rispondenti ai requisiti richiesti”.
Ma c’è stato anche chi ha risposto: “Trovo assurdo che per Riccardo non si sia trovato un ruolo, visto gli anni che ha dedicato a quello che non era ancora un movimento. In più sappiamo tutti benissimo il periodo difficile che sta passando. La gratitudine non è contemplata. Questo non mi piace”.
Cazzola è anche l’autore di una mozione, presentata ai nove consiglieri regionali lombardi del Movimento 5 stelle, per ampliare ad artigiani e piccoli imprenditori, il periodo proroga di 18 mesi del pagamento delle rate dei mutui, nel caso gli stessi attraversino un periodo di crisi e restino senza reddito. Un’altra battaglia che sente sulla sua pelle. Le banche, infatti, stanno per portargli via la casa. Per salvarla è stata pensata pure una donazione in rete.
“Ma per quanto riguarda la mozione anche lei s’è persa nei meandri della politica” dice Cazzola. “Vedremo — conclude — come ci risponderanno i nostri consiglieri regionali alla riunione del 23. E ne prevedo delle belle”.
Fabio Abati
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Giugno 20th, 2013 Riccardo Fucile
GAMBARO: “HA VINTO LA CENSURA”…ZACCAGNINI: “I TALEBANI HANNO GETTATO FANGO SUI COLLEGHI PER SCREDITARCI, IO HO RISPETTATO LE REGOLE, LORO NO, ALTRO CHE COMPRAVENDITA: ORA SI SCUSINO PUBBLICAMENTE”
Il giorno dopo l’espulsione dal Movimento Cinque Stelle, la senatrice Adele Gambaro non nasconde l’amarezza per come sia andata a finire: “E’ accaduto tutto molto in fretta, in una settimana. Non ho ancora capito perchè sia prevalsa la linea della censura per una critica garbata che non aveva alcun intento divisivo”, ha commentato la senatrice dopo il responso arrivato dalla rete.
La senatrice passerà quasi certamente al gruppo misto. “Credo di sì, non ci ho ancora pensato”, dichiara a Radio Radicale. “Dopo l’espulsione credo di sì, almeno da quanto ho visto accadere al senatore Mastrangeli che è andato al misto”.
“Spero almeno che la mia espulsione sia servita a trovare strade più conciliative con i dissidenti”, ha aggiunto Gambaro, alludendo alle telefonate fatte ieri da Beppe Grillo a Tommaso Currò e Paola Pinna, i due deputati dissidenti e considerati tra le voci più critiche del Movimento.
I dissidenti del M5S si sono visti per un confronto in transatlantico, a Montecitorio, subito dopo i lavori dell’aula.
Presenti Tommaso Currò, Paola Pinna, Tancredi Turco, Adriano Zaccagnini, Cristian Iannuzzi nonchè un outsider, il senatore Roberto Cotti.
Poco dopo si uniscono Walter Rizzetto, Aris Prodani e Mara Mucci.
Al centro del confronto, le chiamate inattese che ieri hanno ricevuto Currò e Pinna, quest’ultima a un passo dall’espulsione.
A quanto si apprende, i malpancisti del Movimento hanno riflettuto sulla ‘tregua’ sancita ieri, con il giro di telefonate del leader finalizzate a placare i loro animi.
Ma alcuni, nel corso del confronto in transatlantico, hanno alzato la voce, indispettiti dai toni del ‘talebani’ del Movimento, accusati di essere “più realisti del Re”.
Mentre Tancredi Turco crede “fermamente che ora ci sarà una fase costruttiva” e lo “stop alle espulsioni” e Currò appare rasserenato, la mossa di Grillo viene così commentata dal deputato dissidente Adriano Zaccagnini: “Sono contento sia cambiato il clima, ma mi rendo conto che è successo solo perchè da Grillo c’è stata una marcia indietro prima della distruzione totale ingenerata dalla sequenza di espulsioni che si andava profilando”.
Ora, prosegue Zaccagnini, “sono necessarie le scuse di chi ha gettato fango e ha insultato, anche se non direttamente, altri colleghi parlamentari”.
Zaccagnini, in particolare, mostra disagio per le accuse di compravendita mosse da alcuni colleghi nei giorni scorsi.
“E’ grave che io abbia rispettato i patti non dichiarando per 10 giorni, se non su temi politici, mentre i ‘talebani’ hanno chiesto di scuotere l’albero e far cadere le mele marce, di rispettare le regole, ma le loro, di liberarsi degli elementi tossici. Senza che questa linea fosse mai stata concordata in assemblea”.
Una situazione che ha “ingenerato un clima di psico-polizia – accusa il deputato M5S – con l’accusa, tra l’altro, di una compravendita morale e politica a cui non è mai seguita una denuncia con nomi e cognomi. Una compravendita che reputo gravissima, se ci fosse, e che non può essere usata strumentalmente per intimidire le persone scomode e fino a ieri da eliminare”.
Il deputato stellato chiede “che la linea dell’assemblea venga portata fuori esclusivamente dal portavoce”, in questo momento Riccardo Nuti, “e che i talebani non parlino più a titolo personale e non abbiano più l’agilità politica come non l’ho più io da 10 giorni”.
(da “la Repubblica”)
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Giugno 20th, 2013 Riccardo Fucile
“E’ STATA CORAGGIOSA”: ATTESTATI DI STIMA ALLA GAMBARO CHE PARLERA’ A TEMPO DEBITO….PER ORA SI LIMITA A DIRE: “QUESTA E’ UAN GABBIA DI MATTI, ALCUNI PERSONAGGI SONO ASSURDI, ATTENTI A NON SOTTOVALUTARLI”
Adele Gambaro si è svegliata di colpo, bruscamente: «Questo è una specie di nazismo
informatico».
In privato la senatrice ha scelto parole pesanti come pietre. Perchè in un attimo l’incantesimo grillino si è spezzato.
La Rete, la democrazia diretta dei cinquestelle, l’immagine tranquillizzante dei parlamentari-portavoce che docili si lasciano guidare dai consigli degli attivisti del movimento. Tutto evaporato.
L’hanno processata, insultata, buttata fuori.
Lei ha osservato l’escalation sentendosi già lontana. E nel momento più cupo dell’epurazione si è lasciata andare: «Questa è una gabbia di matti».
In pubblico, però, Gambaro ha scelto un profilo diverso. Quasi sempre silente.
Si era già spinta troppo in avanti, sfidando il leader assoluto. Ha ascoltato chi l’ha difesa fino alla fine e chi le ha chiesto di togliere il disturbo per un’intervista.
Ha dimostrato doti di grande incassatrice. Mai scomposta, mai sopra le righe: «Lo devo — ha confidato — a quelli che mi sono stati vicini. Ai colleghi che mi hanno accompagnato ».
L’ormai ex parlamentare grillina si è confrontata a lungo con chi ha condiviso con lei i giorni più difficili. «Ho sofferto, ho sofferto tantissimo».
Ora che tutto è finito, però, non riesce a scacciare lontano i timori per l’andamento del dibattito interno al pianeta grillino, nè l’angoscia per il futuro: «Nessuno deve sottovalutare questa situazione, che è davvero preoccupante sotto il profilo democratico».
L’ultimo giorno a cinquestelle, Gambaro ha deciso di viverlo almeno un po’ al Senato.
Accanto ai suoi ex compagni di strada. Anche a quelli che le hanno voltato le spalle. L’esito dello spoglio virtuale l’ha atteso però lontano da tutti, mentre in Aula proseguiva il dibattito.
In fondo, la Corte del web doveva ancora pronunciarsi, ma la senatrice già sapeva come sarebbe andata a finire: «L’esito è scontato — ha detto ad alcuni senatori — Come volete che vada a finire?».
È finita con la senatrice Adele Gambaro da Bologna fuori dal gruppo grillino del Senato.
La prossima destinazione è già fissata, l’accoglierà il gruppo Misto.
E come spesso accade quando una storia finisce male, i titoli di coda hanno il vantaggio di sembrare quantomeno liberatori: «Finalmente è finita… Non vedevo l’ora che questa pantomima terminasse».
I rapporti umani con molti dei senatori restano ottimi. La maggioranza dei colleghi di Palazzo Madama si è esposta per lei, rischiando nuove scomuniche.
Ieri la senatrice ha ringraziato parecchi di loro. Ma il giudizio sul movimento e sulle dinamiche che l’hanno stritolata, quello è cambiato radicalmente: «Io sono una persona per bene, ma alcuni di questi sono personaggi assurdi. Attenzione — ha avvertito in privato — non dovete sottovalutarli».
Il processo l’ha lasciata a tratti senza fiato. E un po’ l’ha fiaccata: «Mi è molto pesato, umanamente, essere finita in prima pagina per un’intera settimana. Io sono schiva, riservata. È stato un verotritacarne. Mi ha fatto soffrire».
Al Senato i colleghi degli altri partiti l’hanno osservata a lungo con curiosità . Hanno imparato il suo cognome dall’accento che inganna. E di fronte al processo del web, iniziato ben prima della votazione finale, hanno iniziato a rispettarla.
Se non altro per la determinazione con la quale ha affrontato il giudizio.
Proprio ieri un senatore, lontano anni luce dall’orbita grillina, si è avvicinato a Gambaro. Davanti agli altri colleghi del movimento le ha stretto la mano. E senza abbassare il tono della voce l’ha salutata: «Senatrice, complimenti. Lei è stata coraggiosa».
Ha ringraziato, nulla di più. Mai una parola fuori posto, in pubblico.
Parlerà , l’ex grillina. Non ora, ma tornerà a farsi sentire. Forse con un video, sicuramente incontrando la stampa.
Intanto ragiona sui numeri, sui tredicimila che l’hanno bocciata e i seimila che hanno tentato di salvarla: «Voglio comunque analizzare cosa significano questi dati. Voglio capire».
Con la stessa calma con la quale, dopo aver osato contestare Beppe Grillo in persona, domandava: «Ma cosa ho detto di male?».
Tommaso Ciriaco
(da “La Repubblica”)
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Giugno 20th, 2013 Riccardo Fucile
“A QUELL’ORA VOTANO SOLO I FANATICI DEL WEB”
È una furia. Incontenibile, a tratti.
Non si ferma un attimo mentre percorre il Transatlantico del Senato.
Appassionata, la senatrice grillina Serenella Fucksia contesta la scelta di aver indetto la votazione per l’espulsione di Adele Gambaro senza un ragionevole preavviso: «Il voto non è rappresentativo. Ma dico, ma si può far votare dalle 11 alle 17? Io avevo da lavorare, non ho potuto neanche votare. Non è una cosa normale».
Lei era contraria alla cacciata. L’ha detto in assemblea, l’ha ribadito davanti ai cronisti.
Non pensa che sia un errore e non teme sanzioni: «Io dico sempre quello che penso. L’ho sempre fatto. Mio padre mi diceva di stare un po’ più attenta, ma ho sempre fatto così».
Lo dice sorridendo, la rabbia va via in fretta.
Senatrice, si calmi. Ripartiamo dall’inizio. Dalla scelta di intraprendere la strada dell’espulsione di Adele Gambaro.
«Io avrei evitato. Ero contraria. Abbiamo creato un caso dal nulla».
Le rimproverano di aver mosso critiche troppo forti.
«Io ero contraria all’espulsione. L’ho detto. Adele non ha detto nulla di rilevante».
Oggi però la Rete ha deciso che Gambaro deve lasciare il Movimento cinque stelle.
«Il voto non è rappresentativo. Ma dico, ma si può far votare dalle 11 alle 17? Io avevo da lavorare, non ho potuto neanche votare».
In tutto si sono espressi in diciannovemila. Tredicimila hanno votato per l’espulsione.
«A quell’ora possono votare solo i cosiddetti fanatici della Rete».
Ne vuole parlare con Grillo?
«Sì».
Ma lei ce l’ha con Grillo?
«Ma ci mancherebbe. Io non ho nulla contro Grillo. Non gli rimprovero nulla. I post li ha sempre fatti. Le parolacce le ha sempre dette. Pure io le dico e va bene così. Io non ho nulla contro Grillo, non ho mai detto nulla contro di lui».
E allora?
«Lui è il nostro megafono. Ma non è più solo il nostro megafono, è anche qualcosa di più».
Non è che lascia il movimento?
«Ma scherziamo? Io penso che il movimento sia l’unica strada».
Non teme che possano cacciarla?
«Io dico quello che penso. Lealmente. Poi se qualcuno vuole, mi può espellere…».
Senatrice, però forse in Parlamento non riuscite a incidere come vorreste.
«Il Parlamento non è solo critica, noi vogliamo e dobbiamo anche costruire».
Resta il caso Gambaro.
«È stato un errore. Un grave errore. Una vicenda iniziata male e finita peggio. Ma…».
Ma?
«Ma il movimento è vivo e dagli errori ci possiamo rinforzare. Per ripartire».
Tommaso Ciriaco
(da “la Repubblica“)
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Giugno 20th, 2013 Riccardo Fucile
SI SONO RESI CONTO DI NON AVER PIU’ LA MAGGIORANZA DEI PARLAMENTARI E ALLORA GRILLO RECITA LA PARTE DELL’AGNELLO: TELEFONA A CURRO’ E A “PINNA CHI?” PER PROPORRE LA PACE IN TERRA… COSA NON FA FARE L’INTERESSE
La strategia è quella della falange. Il mantra è il ritorno alla compattezza. 
Gli scricchiolii, le tensioni, le dichiarazioni (e ovviamente anche gli allontanamenti e le espulsioni) hanno lasciato il segno anche sui leader del Movimento, che hanno deciso di prendere in mano di persona la situazione.
Un giro di telefonate con i dissidenti per tastare il polso dei Cinque Stelle, capire quanto ci sia di vero nei progetti di scissione.
Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio sono intervenuti in prima persona con senatori e deputati.
Lo stratega nei giorni scorsi dovrebbe avere contattato direttamente Lorenzo Battista, ieri invece il capo politico dei pentastellati ha telefonato a Tommaso Currò e a Paola Pinna
Colloqui lunghi, per tranquillizzare e sondare gli animi. Specie nel caso della deputata sarda, duramente attaccata sul web dopo le prese di posizioni contro i fedelissimi bollati come «talebani».
Proprio Pinna racconta: «Abbiamo parlato di dinamiche interne al gruppo». E aggiunge: «Beppe era abbastanza sereno, c’è voglia di risolvere i problemi».
Un primo passo in vista del summit con i parlamentari che si dovrebbe tenere la prossima settimana. Un passo decisivo.
«C’è un tentativo di evitare altri strappi e tenere unita anche la base degli attivisti», commentano nei Cinque Stelle.
Una strategia che dovrebbe rafforzarsi ancor di più dopo l’esito del voto su Adele Gambaro, con gli attivisti spaccati in una proporzione di due a uno.
«I timori che al prossimo voto si arrivi a una maggioranza stiracchiata sono elevati», spiegano nel Movimento. «Beppe ritiene – fanno sapere i pentastellati – che, finita la campagna elettorale, sarà più presente perchè ai suoi manca un confronto con lui, altrimenti si rischia di parlare attraverso comunicati stampa»
Anche l’ala dei fedelissimi segue l’esempio di Grillo e Casaleggio. Ieri sarebbe stata ritirata la richiesta di espulsione per Pinna.
Alcuni parlamentari sostengono che sia solo uno stratagemma per incastrare chi è interessato, a loro avviso, a tenere solo la diaria. «Noi la vogliamo mettere spalle al muro con i fatti», affermano.
Intanto, la deputata sarda – che si definisce «sempre ottimista» – ha ribadito la presa di posizione nei confronti della Gambaro: «Il voto? Era prevedibile che finisse così. Ho difeso Adele – ha dichiarato – come avrei difeso chiunque».
Una posizione, quella del no all’epurazione, che vede schierato sulla stessa linea anche Federico Pizzarotti.
Il sindaco di Parma ha ritwittato il voto di un militante contrario all’espulsione della senatrice. È il tweet di Davide Valeriani, ingegnere informatico, attivista di Reggio Emilia, collaboratore della senatrice emiliana Maria Mussini: «Ho appena votato NO all’espulsione di Adele Gambaro. C’è tempo fino alle 17.00…».
Anche altri parlamentari hanno esternato il loro dissenso. «La rete non aveva elementi per giudicare correttamente. L’espulsione di Adele Gambaro è per il Movimento Cinque Stelle un danno d’immagine enorme – ha dichiarato Roberto Cotti –. Una cosa assurda espellere una persona che fa una dichiarazione che non condividiamo».
In Parlamento, comunque, i Cinque Stelle si avvicinano al momento della verità sulla diaria.
Da venerdì in poi deputati e senatori potranno restituire le eccedenze con bonifici bancari.
Nel caso di mancate restituzioni scatterebbero però nuovi guai e crepe all’interno del gruppo: in quel caso ci sarebbero una violazione palese dello Statuto e, forse, nuove possibili espulsioni.
Emanuele Buzzi
(da “il Corriere della Sera”)
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