Destra di Popolo.net

TERMOVALORIZZATORE DI PARMA, RESPINTO IL RICORSO, NESSUN ABUSO EDILIZIO: BATOSTA PER LA GIUNTA GRILLINA

Dicembre 7th, 2012 Riccardo Fucile

DOPO LE TANTE PROMESSE CHE AVREBBERO BLOCCATO L’INCENERITORE, ORA I CINQUESTELLE DOVRANNO RISPONDERNE AL PROPRIO ELETTORATO

Nessun abuso edilizio per la costruzione dell’inceneritore di Parma.
Lo hanno stabilito i giudici del tribunale del Riesame alla richiesta di sequestro preventivo dell’impianto avanzata dalla Procura di Parma dopo il primo “no” del giudice per le indagini preliminari.
Confermati, però, tutti gli altri capi d’accusa per ipotesi d’abuso d’ufficio, tranne per l’affidamento all’ex Amps della raccolta dei rifiuti, un reato che sarebbe comunque ormai prescritto.
Secondo il tribunale, inoltre, dovrebbe essere formulato il reato di corruzione per la classificazione dell’impianto come opera pubbica e per l’accordo di versamento degli oneri dall’ex Enìa (oggi Iren) al Comune e all Provincia.
BATOSTA PER LA GIUNTA
Strada in discesa, dunque, per l’accensione del termovalorizzatore targato Iren.
Il “no” dei giudici ha come ricaduta politica una decisa frenata al principale impegno del Movimento 5 Stelle in campagna elettorale.
I grillini, impegnandosi contro il forno inceneritore, si erano infatti accapparati il voto di chi, tra i parmigiani, non condivide la scelta di realizzare un inceneritore.
La costruzione del Polo ambientale integrato dunque va avanti e molto probabilmente, come affermato dai manager dell’utility, l’entrata in funzione avverrà  a gennaio 2013. Si tratta della seconda doccia gelata in pochi giorni sulla Giunta a 5 Stelle: l’Agenzia regionale per i servizi idrici e i rifiuti ha infatti smentito la tesi del Comune definendo valida fino al 2014 la convenzione per la raccolta dei rifiuti gestita da Iren che il Comune intendeva scaduta dal 2011.
LE MOTIVAZIONI DEL NO
Secondo i giudici manca il “fumus” (cioè gli indizi) per sostenere l’esistenza del reato di costruzione irregolare dell’impianto. Non c’è per cui abuso edilizio.
Stessa conclusione anche per l’ipotesi di abuso d’ufficio circa l’affidamento diretto dello smaltimemto rifiuti fin dal 2004 prima dd Amps poi a Iren.
L’impianto accusatorio resta invece valido per gli altri capi di imputazione che riguardno l’abuso d’ufficio nell’iter di costruzione del Paip ma in ogni caso non sussiste alcun rischio che giustifichi il sequestro, sostengono i giudici.
Secondo Carlo Federico Grosso, legale di Iren “ci interessava soprattutto evitare il sequestro del manufatto e sia il gip che il Riesame hanno convenuto che la costruzione è avvenuta nella assoluta conformità  alla legge”.

(da “la Repubblica“)

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PARLAMENTARIE, UN’OCCASIONE PERSA

Dicembre 7th, 2012 Riccardo Fucile

SELEZIONI CHIUSE, FACCE IMPROPONIBILI E POCHE IDEE

“Parlamentarie” Cinque stelle, che delusione!
Dovevano essere l’arma fine di mondo del MoVimento, l’affermazione della democrazia vera (altro che file di umani ai gazebo), quella di Internet, e invece si stanno rivelando un boomerang. Troppa confusione, enormi lentezze e grandissima burocratizzazione delle procedure.
E poi i video promozionali dei potenziali candidati.
C’è materiale in abbondanza per i coloristi politici e soprattutto per quanti (tanti davvero) vogliono demolire Grillo.
Facce improponibili, discorsi che fanno concorrenza al bar dello sport, un vuoto di proposte abissale, il bla bla bla sulla casta e i costi della politica troppo in fretta mandato giù e malamente digerito.
Certo non è solo questo, sul web si vedono anche figure interessanti di uomini e donne che hanno un retroterra di battaglie civili sul territorio, ma è l’insieme che manda un messaggio deprimente.
Grillo ha commesso, volontariamente o no, non tocca a noi stabilirlo, un errore che alla lunga verrà  fuori.
Voleva essere l’antipartito per eccellenza, l’uomo che demolisce una volta e per tutte le vecchie liturgie delle burocrazie del potere, l’inventore di un movimento che finalmente dimostra che un’altra politica è possibile.
Non è andata così, perchè Grillo con le sue modalità  di selezione degli almeno cento parlamentari che eleggerà  ha esaltato al massimo proprio quelle stantie liturgie.
Per le parlamentarie votano solo gli iscritti (ma tanti lamentano arbitrarie cancellazioni dagli elenchi) e i candidati sono scelti tra coloro i quali sono già  presenti in precedenti elezioni col M5s.
I “trombati”, per dirla col suo linguaggio.
Poteva andare diversamente, Grillo poteva aprire le sue liste al meglio della società  civile, a quelle individualità  che sul territorio fanno battaglie, culturali e di legalità  importanti pur non partecipando ai banchetti del MoVimento.
Certo, c’erano rischi di infiltrazione, di assalto al band wagon del vincitore, ma valeva la pena tentare e dimostrarsi un leader vero.
Seguire il modello Sicilia, dove i Cinque stelle hanno stravinto. “Sono stato eletto alle primarie in pubblica assemblea e per alzata di mano”, ci ha raccontato Giancarlo Cancelleri oggi deputato regionale.
Lui e i suoi erano persone conosciute sul territorio, competenti, capaci, molti venivano dall’esperienza delle Agende Rosse.
Insomma non erano dei Piluso qualunque.

Enrico Fierro
(da “il Fatto Quotidiano“)

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“IO, INFILTRATO NEL MOVIMENTO CINQUE STELLE”

Dicembre 7th, 2012 Riccardo Fucile

DA “SETTE”, L’ANTICIPAZIONE: VIAGGIO ALL’INTERNO DEL NON-PARTITO DEL COMICO GENOVESE… IL RACCONTO DI UN GIORNALISTA CHE SI E’ FINTO UN GRILLINO

Pubblichiamo un estratto dell’articolo di Mauro Suttora, in edicola su Sette con il Corriere della Sera.
Maledetto neon. Quello nella sala sotterranea dell’albergo La Rotonda di Saronno (Varese), dove il 18 novembre partecipo alla conferenza regionale lombarda del Movimento 5 Stelle (M5S), è squallido quanto la luce bianca da obitorio che quarant’anni fa mi fece scappare dalla mia prima riunione politica, al ginnasio di Bergamo.
Sono un grillino. Qualche mese fa mi sono “registrato” nel portale di Beppe Grillo: un po’ per simpatia personale, un po’ per curiosità  professionale.
È gratis, basta mandare la scansione di un documento.
E ora eccomi qua a fare la vita del militante semplice, anzi del “cittadino attivo” come si dice in grillese. (….)
Gli anti-politici.
L’8 settembre faccio un salto a una manifestazione in piazza XXV Aprile che ripete la richiesta del primo Vaffa-day, cinque anni fa: via i pregiudicati dal Parlamento.
Purtroppo c’è poca gente, e in più tanto nervosismo perchè è appena scoppiato il caso di Giovanni Favia, consigliere regionale M5S emiliano beccato in un fuorionda di Piazza pulita ad accusare Grillo e il suo consulente Gianroberto Casaleggio di ogni nefandezza.
Mi stupisco: avevo intervistato Favia pochi mesi prima, era la punta di diamante del movimento. I militanti sono assediati dai giornalisti che chiedono se è vero che nel M5S manca la democrazia interna, come denunciato da Favia. In quasi tutti i grillini c’è un fervore palingenetico: sono convinti di essere i primi a voler «fare politica in modo pulito». Io invece ne ho già  visti tanti, con questo lodevole proposito. (…)
Gli incontri sono sempre molto operativi, “concreti”: bisogna organizzare i banchetti o i criteri per le liste elettorali, le “graticole” per selezionare i candidati o la lista dei “referenti” provinciali del gruppo regionale comunicazione, sottogruppo ufficio stampa.
Non si parla quasi mai di politica, in realtà .
Per quello ci sono i post quotidiani di Grillo sul suo portale nazionale.
Scritti a volte da lui (o chi per lui: alcune finezze lessicali come “mesmerismo mediatico”, nel famoso post sul punto G della Salsi del 31 ottobre, non gli appartengono) o appaltati ad altri: il polemista Massimo Fini, l’anarchico Ascanio Celestini, l’economista della “decrescita felice” Maurizio Pallante, l’esperto di servizi segreti Aldo Giannuli, il prof universitario di matematica torinese Beppe Scienza che vent’anni fa dava consigli ai risparmiatori sull’Europeo. (…)
La cosa che m’infastidisce di più nel M5S è la fede assoluta in internet.
«La Rete risolve ogni problema», tuona Grillo dai palchi dei comizi, ed è piacevole starlo ad ascoltare.
«Grazie alla Rete scopriremo gli arrivisti che cercano di fare carriera nel M5S», dicono sicuri i miei compagni di riunione.
Poi però basta che si candidi un qualsiasi Gianni Colombo a Milano, lo si googla per controllare e, panico: ce ne sono centinaia!
Come scoprirne i passati misfatti, le candidature in altri partiti?
Il povero Biolè è stato fatto fuori perchè aveva già  fatto il consigliere comunale in una lista civica apartitica del suo paesino di 500 abitanti sulla montagna cuneese negli Anni 90, volontario ambientalista benemerito con vent’anni d’anticipo rispetto a molti grillini neofiti; ma oggi, a scoppio ritardato di due anni, è diventato un reprobo da espellere, con tanto di lettera degli avvocati Squassi e Montefusco di Milano per conto del signor Grillo Giuseppe, “proprietario unico del marchio 5 Stelle”. (…)
Dopo aver frequentato e votato per sessantottini, radicali, verdi, leghisti e dipietristi, mi affido abbastanza disperato a Grillo.
Perchè, nonostante tutte le critiche e quindi anche questo articolo, il M5S mi sembra l’unica cosa nuova nella vita pubblica italiana oggi.
Probabilmente sbaglio, e dopo la sesta illusione arriverà  come sempre la delusione. In effetti, il neon delle riunioni è orrendo come 40 anni fa.

(da “il Corriere della Sera“)

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PER ELETTI ED ELETTORI, IL “CASALEGGIUM” RESTA UN MISTERO

Dicembre 6th, 2012 Riccardo Fucile

SINO ALLA FINE DELLE CONSULTAZIONI NESSUNO DEI 1400 CANDIDATI SA QUANTI VOTI HA PRESO

Tante candidature e una sola certezza: il casaleggium, il sistema elettorale on line pianificato negli uffici della Casaleggio associati per decidere chi si candiderà  al Parlamento sotto il simbolo del Movimento 5 stelle, era e resta un grande mistero. Non ci sono proiezioni, i candidati stessi non sanno, tantomeno possono sapere, il numero degli iscritti.
Nodi che probabilmente verranno sciolti nei prossimi giorni, anche se per ora nè Grillo nè Casaleggio si sono esposti.
Ci sono regole che devono essere rispettate, c’è un numero di candidati (1400) e le indicazioni su come e quando votare. Niente altro.
Fino a oggi la questione si è risolta all’interno di quel contenitore che va sotto il nome di beppegrillo.it . E nel gruppo c’è chi è pronto a impugnare eventuali errori tecnici, proprio perchè convinto di potersi candidare, ma che si è trovato nella lista degli esclusi. Senza trovare motivo.
Come Alessandro Cuppone, candidato sulla carta che non ha invece trovato posto in lista. Ha scoperto di essere fuori solo qualche giorno prima.
“Sono stato contattato da Beppe Grillo, ma non ha saputo darmi delle spiegazioni precise sulla motivazione della mia esclusione. Mi ha detto che ci saremmo risentiti. Io ho segnalato allo staff, ma a oggi non ho ancora avuto una risposta. Bisogna capire se sono stato messo fuori secondo criteri soggettivi o oggettivi. Ne va della validità  di queste elezioni”.
C’è chi ha saputo all’ultimo minuto di non poter aspirare a una vita romana.
Come Lorenzo Andraghetti, bolognese, tagliato fuori dalla lista dei candidati alla vigilia dell’apertura delle votazioni.
Secondo lo staff, la sua esclusione ha un motivo ed è dovuta al fatto che, dopo essere stato eletto in quartiere nel 2011, ha rinunciato all’incarico per completare gli studi in Brasile.
“Casaleggio sostiene di aver specificato questa regola in un documento fatto sottoscrivere da tutti candidati al momento dell’adesione”, spiega Andraghetti. “Ma io non l’ho mai firmato. Il problema è che Casaleggio ha inviato, immagino involontariamente, versioni diverse a una parte dei candidati. E se la responsabilità  non è mia, non ha senso che io venga penalizzato per errori altrui”.
Andraghetti parla e sa che se decide di fare politica può rivolgersi altrove.
Se non altro perchè il capo, Beppe Grillo, ha avvertito tutti: “Ci possono essere errori, imprecisioni e imprevisti, ma siamo di fronte a un esperimento che viene introdotto per la prima volta nel mondo”.
Davide Bono, delegato di lista in Piemonte, vicinissimo a Casaleggio, spiega: “Abbiamo avuto un po’ di problemi con i profili dei candidati. Alcuni, ad esempio, non hanno caricato il video o il curriculum in tempo. Ma per ora non c’è stata alcune segnalazione da parte di persone escluse senza ragione. In genere, un motivo riconducibile al regolamento c’è”.
Chi se la ride a distanza è Valentino Tavolazzi, l’espulso dal Movimento: “Il Casaleggium – ha stabilito chi sia candidabile, senza alcun confronto preventivo, e ha tradito quanto promesso da Grillo in tutte le piazze: chiunque si può candidare, se incensurato, non iscritto a partiti e se non ha svolto due mandati. Le scarse informazioni disponibili e le modalità  di voto hanno impedito una partecipazione più larga e consapevole”.
Altro che milioni al voto, “le Parlamentarie stanno assumendo una dimensione parrocchiale” e usano un “metodo inqualificabile in base ai valori fondanti per il Movimento, quali trasparenza e partecipazione”.

Emiliano Liuzzi
(da “Il Fatto Quotidiano“)

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GRILLO, RIVOLTA ON LINE CONTRO LE PRIMARIE

Dicembre 5th, 2012 Riccardo Fucile

I MILITANTI DENUNCIANO: NON SONO CORRETTE… PIZZAROTTI DIFENDE LA SALSI… I FONDI DEVONO ESSERE DESTINATI A GRILLO E CASALEGGIO

Le proteste per il voto on line che non funziona, le denunce degli esclusi, le prese in giro dei video degli aspiranti «cittadini» (si chiameranno così, non onorevoli, i parlamentari a 5 stelle).
Non comincia bene, la “presa della Bastiglia” immaginata da Beppe Grillo con le sue non primarie.
Per capire come stanno andando, le consultazioni al computer cominciate lunedì e in corso fino a domani, ci si può giusto affidare al blog del comico.
Lì si trovano proteste di questo tipo: «Qualcosa non funziona a livello tecnico. Ho votato tra i candidati della circoscrizione Lazio1, ma dopo aver espresso le 3 preferenze, la pagina mi diceva che mi restavano ancora 3 voti», lamenta Rossella, che ha chiuso, riaperto, e votato di nuovo: «Ma credo non sia un funzionamento corretto, vero?».
C’è Gianni Pasquini, che ha visto i video ed è un po’ spaventato: «La maggior parte è fatta male e povera di contenuti, uno per tutti Gianna della Toscana. Mi sono venuti i brividi. Forse la selezione via Web non è la più sicura!».
O ancora Luigi: «Mi sembra di avere capito che per votare devo ricevere una e mail, ma ciò non è accaduto. Mi sono registrato con le modalità  richieste. Come devo fare a contattare il blog?».
Non può farlo, Luigi. Può giusto sfogarsi, come tutti gli iscritti al portale, che non hanno modo di instaurare un dialogo con chi manda indicazioni via mail, o form da riempire.
Non hanno potuto chiedere spiegazioni neanche gli aspiranti parlamentari che, nei giorni scorsi, hanno ricevuto una lettera in cui gli si imponeva di accettare che i fondi dei gruppi di Camera e Senato saranno destinati a “strutture di comunicazione” scelte da Grillo e Casaleggio.
A quei soldi il MoVimento non rinuncerà  – si è invece impegnato a restituire i rimborsi elettorali e parte degli stipendi degli eletti – ma non ci sarà  alcuna democrazia nel decidere come usarli.
Potranno farlo, come al solito, solo i due depositari del marchio.
Intanto, i video fatti in casa dei candidati impazzano su Youtube.
Il blogger Zoro avverte su Twitter: «Sono una droga».
Altri ringraziano per le risate.
Non sono invece affatto allegri gli attivisti che ci credono: a Bologna in tre avevano tutti i requisiti (essere stati candidati, non aver svolto più di un mandato, la fedina penale pulita), e nonostante questo non si sono ritrovati nelle liste.
Il loro caso non è l’unico. Tanto che perfino i consiglieri comunali genovesi del MoVimento denunciano: «Ci sarebbe piaciuto che non solo la rete, ma anche la nostra assemblea plenaria avesse potuto scegliere i portavoce in Parlamento».
Alle sette di ieri sera Bartolomeo scriveva sul sito: «Come garantire che non vi siano brogli? Gli amministratori in teoria possono monitorare tutto, il voto non è segreto?».
Domande che si rincorrono da giorni. Insieme al quesito fondamentale: va bene i parlamentari, ma chi sarà  il candidato premier?
«Alcuni dicono il più votato tra noi – rivela uno degli attivisti in corsa – ma niente è certo». Non bastasse questo, il sindaco 5 stelle di Parma, Federico Pizzarotti, è andato in tv disobbedendo al diktat del capo e ha manifestato la sua solidarietà  a Federica Salsi: «Se Grillo avesse dato il suo sostegno sarebbe stato importante ».
Sul caso delle minacce di morte alla consigliera, la procura di Bologna ha aperto un’inchiesta.
Sempre ieri, il consigliere regionale ha denunciato il giornalista autore del fuorionda in cui parlava della scarsa democrazia nei 5 stelle, e il cronista freelance che definì il servizio concordato.
Vuole dimostrare che non era una combine, ma sul web i più continuano ad attaccarlo: «Quelle cose le hai dette. Non cambia nulla».
E gli insulti continuano.

Annalisa Cuzzocrea
(da “La Repubblica“)

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GUAI AD OPPORSI A GRILLO: LA SALSI MINACCIATA DI MORTE

Dicembre 4th, 2012 Riccardo Fucile

MOVIMENTO O SETTA?

Quando uno alza i toni, poi non si sa mai dove si va a finire.
E evidentemente i toni di Grillo hanno la capacità  di richiamare più di uno squilibrato. Tanto che sul profilo Facebook di Federica Salci, rimproverata pubblicamente da Grillo per aver partecipato a una trasmissione di Ballarò, sono cominciati a piovere messaggi minacciosi.
”Prego per la tua morte politica e no”. E’ una delle minacce postate sulla pagina Facebook di Federica Salsi, la consigliera comunale a 5 Stelle nel mirino di Grillo dopo la partecipazione a Ballaro’.
Minacce che l’hanno spinta a presentare una denuncia alla Procura di Bologna.
Le hanno scritto anche: ”Gentaglia che crepi alla svelta”. ”Se hai figli, glieli facciamo togliere, perche’ se non vuoi bene a Grillo allora non sei una brava donna e non sei una brava madre”.
Tanto che l’esponente del Movimento 5 Stelle bolognese ha deciso di rivlgersi alla polizia: ”Il contenuto dei commenti, per il linguaggio utilizzato volgare e scurrile, per i riferimenti del tutto indebiti alla mia famiglia e ai miei figli, per le minacce di morte in essi contenute, mi hanno profondamente turbato”, scrive la Salsi nella denuncia: ”quei commenti sono unicamente volti a ingenerare in me timore, prospettando un male ingiusto al fine di diminuire la mia libertà  di pensiero e morale”.
C’è un precedente analogo, sempre a Bologna: anche Giovanni Favia, il consigliere regionale paladino della democrazia interna ‘sfiduciato’ da Grillo, fu minacciato di morte sulla sua pagina Facebook.
Con frasi come ”Diamo un senso all’inceneritore: buttiamoci Favia’, ”ti prenderemo a schiaffi”. ”Favia andrebbe sgozzato in piazza”.
Era il 13 settembre e Favia presentò denuncia ai Carabinieri di Bologna, incassando la solidarietà  di tutte le forze politiche.

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FUTURI ONOREVOLI GRILLINI A 11.283 EURO AL MESE: SI RIDURRANNO LO STIPENDIO SOLO DI 2.500 EURO

Novembre 25th, 2012 Riccardo Fucile

LA PRESA PER I FONDELLI: INTATTI TUTTI I BENEFIT… NEL REGOLAMENTO PUBBLICATO SUL SITO DI GRILLO SI PRECISA INFATTI CHE SARA’ RIDOTTO SOLO LO STIPENDIO BASE

“Per cortesia datemi/dateci spiegazioni perchè sinceramente ‘sta cosa mi fa alterare gravemente! Se è così come esposta non va affatto bene. Qui si diventa esattamente come gli altri partiti. Spero in chiarimenti che mi ‘tranquillizzino’ un po’”.
Finora, questo è l’unico commento postato sul sito di Beppe Grillo.
Ma c’è da aspettarsi che Massimo Grassi non sia l’unico a chiedere spiegazioni dopo aver letto il penultimo punto del “Codice di comportamento degli eletti del Cinque Stelle in Parlamento” che è stato pubblicato on line.
In fondo al vademecum per i futuri deputati si parla di soldi.
E si scopre che i grillini che approderanno alla Camera risparmieranno solo 2.500 euro a testa.
Tradotto, il “cittadino” (così, dice il Codice, dovranno chiamarsi gli onorevoli) guadagnerà  11.283 euro al mese. P
oco meno dei colleghi del Pd, del Pdl, dell’Udc e compagnia che godono di buste paga, in media, da 13.783 euro.
Grillo, infatti, spiega che “l’indennità  parlamentare percepita dovrà  essere di 5 mila euro lordi mensili” e che “il residuo dovrà  essere restituito allo Stato insieme all’assegno di solidarietà  (detto anche di fine mandato)”.
Ma si aggiunge: “I parlamentari avranno comunque diritto a ogni altra voce di rimborso tra cui diaria a titolo di rimborso delle spese a Roma, rimborso delle spese per l’esercizio del mandato, benefit per le spese di trasporto e di viaggio, somma forfettaria annua per spese telefoniche e trattamento pensionistico con sistema di calcolo contributivo”.
Praticamente, il grosso della torta.
E sì che l’allineamento dello “stipendio di parlamentare alla media degli stipendi nazionali” è uno dei punti fondamentali del programma del Movimento Cinque Stelle.
Ecco invece perchè il “cittadino” eletto sarà  ancora decisamente diverso da quello rimasto a casa.
I conti in busta paga
Cominciamo dall’indennità  e, per semplificare, facciamo i conti con la busta paga di un deputato (al Senato è un po’ più alta): il lordo è di 10 mila 435 euro.
Al netto delle tasse, Montecitorio stima un resto di 5 mila euro in media (l’Irpef dipende dalla regione in cui il parlamentare risiede).
Il Codice Grillo dice che l’indennità  degli eletti a Cinque Stelle deve essere di 5 mila euro lordi e che il resto va restituito allo Stato insieme all’assegno di fine mandato.
Per la stessa logica di cui sopra, possiamo stimare che il netto arrivi a 2.500 euro, la metà  dei deputati degli altri partiti.
Il resto dei costi della politica, se così li vogliamo chiamare, resta intatto: 3.503 euro di diaria (decurtata, per tutti, in base alle assenze), 3690 euro per le spese di esercizio di mandato, 1.331 euro al mese per le spese di viaggio (per chi vive a più di 100 km da Roma), 258 euro per il telefono.
Ogni mese, lo stipendio extra rimane intatto: 8 mila 782 euro, a cui aggiungere l’indennità  dimezzata.
Il Codice, sia chiaro, dice che ognuno di quegli euro andrà  rendicontato mensilmente e reso pubblico sul sito del Movimento.
Per i parlamentari non grillini questo obbligo vale solo per il 50 per cento delle spese di esercizio, ovvero per quella parte usata per pagare uno o più collaboratori.
Quindi la diaria non verrà  percepita per intero, ma solo in base alle spese effettivamente sostenute e certificate on line.
Chissà  che con l’arrivo nei palazzi dei Cinque Stelle la trasparenza non sia contagiosa.
Ma certo, leggendo il Codice, la rivoluzione del risparmio sembra non sia ancora arrivata.
Capogruppo ogni tre mesi
Ecco quali sono, invece, le altre regole per il gruppo che entrerà  nel prossimo Parlamento. Intanto le cose già  note: assoluto divieto di alleanze (salvo su voti specifici, e dopo aver votato il sì di gruppo) ed evitare di partecipare ai talk show.
Poi il rispetto del “non Statuto” e il sito www.movimento5stelle.it come strumento ufficiale di diffusione delle informazioni.
Ancora il nome (“Rifiutare l’appellativo di ‘onorevole’ e optare per il termine ‘cittadina’ o ‘cittadino’”) e i requisiti: dimissioni immediate per chi è condannato anche in primo grado.
Se invece si è rinviati a giudizio, viene lasciata la possibilità  di decidere il da farsi.
Si può anche essere espulsi, se si viola il Codice di comportamento: lo decideranno a maggioranza i parlamentari di Camera e Senato, ma la cacciata dovrà  essere “ratificata da una votazione on line sul portale del M5S tra tutti gli iscritti, anch’essa a maggioranza”.
E poi le votazioni, praticamente su tutto: per decidere gli incarichi nelle commissioni, per portare in Aula le proposte di legge dei cittadini (quelle che hanno un consenso superiore al 20 per cento) e infine per scegliere i capigruppo e i portavoce di Camera e Senato.
Dice il Codice che dovranno cambiare ogni tre mesi.

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LADY GRILLO, POLEMICHE IN RETE PER UNA PELLICCIA:MA NON ERA ANIMALISTA?

Novembre 19th, 2012 Riccardo Fucile

SU FACEBOOK GIRA UNA FOTO DI PARVIN TADJIK, SECONDA MOGLIE DEL LEADER CINQUESTELLE, IN PELLICCIA

Nell’occhio del ciclone del web c’è sempre Grillo.
In questo caso Parvin Tadjik, moglie del leader Cinque Stelle.
A scatenare le polemiche sulla Rete una vecchia foto – ripresa dal profilo Facebook del Partito Animalista Europeo – della coppia a passeggio.
La consorte del comico (che da sempre si dice animalista) indossa infatti una pelliccia.
Tra accuse di incoerenza nei confronti di Grillo e discussioni sul fatto che il capo sia o meno sintetico, lo scatto ha provocato un migliaio di commenti sul profilo del partito.
E ha fatto il giro della Rete, coinvolgendo anche i militanti grillini.
Ma l’attenzione su Lady Grillo non è solo del web.
Tadjik, 54 anni, seconda moglie dello showman, di origini iraniane ma cresciuta a Milano, è stata tra i protagonisti ieri anche di un servizio mandato in onda su La7 a Piazzapulita.
Lady Grillo è stata intervistata mentre si trovava in Kenya con la moglie di Gino Paoli.
La consorte del comico sarebbe «in trattativa» per l’acquisto di una casa a Malindi. «Sono capanne», spiega.
E racconta: «Io vengo a trovare mia sorella che abita e lavora qua».
Tadjik precisa che «è una cosa della mia famiglia d’origine, mio marito non c’ha messo una lira, non viene mai».
Per la Tadjik, Grillo è «un bravo marito», «felicissimo» per l’exploit dei Cinque Stelle.
In realtà  lady Grillo è schiva nei confronti dei media: nel 2009 ha rilasciato un’intervista a Carla Signoris, moglie di Maurizio Crozza, in cui raccontava la vita privata con lo showman ligure.
All’epoca sosteneva: «La spesa è sempre motivo di litigio. Anzi, Beppe sostiene che da lì parte tutto. La vera politica si fa al supermercato».

(da “il Corriere della Sera”)

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UN MASSONE IN CORSA PER LE REGIONALI CON I GRILLINI: E SCOPPIA UN ALTRO CASO

Novembre 17th, 2012 Riccardo Fucile

E’ VINCENZO FRENI, FONDATORE DELLA LOGGIA LYTHOS

C’è anche un massone tra i 25 grillini bresciani che corrono per le primarie in vista delle elezioni Regionali.
Si chiama Vincenzo Freni, ha 50 anni, origini siciliane, è medico al Pronto Soccorso della clinica San Rocco di Ome (Bs), un ospedale del gruppo Rotelli.
Dopo essersi dimesso un anno fa dalla Gran loggia regolare d’Italia (Glri) è tra i fondatori della neonata loggia massonica Lythos, con sede in Valcamonica.
La sua appartenenza alla loggia massonica non figura nella biografia del candidato del movimento consultabile su www.brescia5stelle.it.
E il nome di Freni rischia di trasformarsi in una bomba mediatica controproducente per il movimento di Grillo, che fa della lotta ai poteri forti (e tra questi il leader massimo più volte ha citato la massoneria) un baluardo di eticità .
Una «svista» che potrebbe costare in termini di popolarità  al movimento, che ribadisce in una nota stampa: «Il Movimento 5 Stelle è l’unica forza politica che offre la possibilità  di candidarsi a tutti i cittadini che abbiano i requisiti base richiesti: essere residenti nel territorio di riferimento, incensurati, non aver svolto due mandati in carica pubblica, di non possedere tessere di partito».
Quindi nessuna incompatibilità  con l’appartenenza alla massoneria?
Come coniugare Movimento 5 stelle e massoneria?
«Non tutta la massoneria è un male – taglia corto Freni -. Il problema è che nell’immaginario collettivo la si associa subito alla Loggia P2, ad un sistema delinquenziale. Ma ci sono logge che perseguono fini solidaristici, ad esempio la raccolta fondi per i terremotati. Come fa la Lythos. E’ lo stesso meccanismo che succede in politica: per colpa dei cattivi politici adesso la gente pensa che tutta la politica sia una porcheria».
I 5 stelle bresciani sapevano della sua appartenenza alla massoneria?
«Grillo e i suoi sostenitori hanno una grande dimestichezza con la rete, con internet. Io su Facebook ho un profilo pubblico, dove riporto la mia appartenenza alla loggia Lythos. Non ho nulla da nascondere, amo la trasparenza, perchè non ho mai fatto nulla di male».
Freni ribadisce che dalla massoneria non ha mai ricevuto favori: «Non facciamo di tutta un’erba un fascio; io non ho avuto il posto da primario, nè raccomandazioni nè benefit economici».
E difende la sua storia, le sue umili origini, la sua gavetta. Figlio di un bidello di Messina, «mi sono mantenuto agli studi facendo il portiere di notte, ho studiato all’estero, a Madrid e Cambridge» per poi tornare in Italia dove ha fatto anni di guardie mediche, notti, sostituzioni».
Perchè ha deciso di candidarsi per il movimento di Grillo?
«Quando vedi che il tuo Paese va in fiamme, anzichè chiacchierare dovremmo impegnarci a spegnere l’incendio. Grillo propone ricette efficaci e subito applicabili, a partire da un miglior utilizzo delle risorse pubbliche e dal taglio dei costi della politica. Sono molto d’accordo anche sulle tematiche ambientali».
E’ presumibile che Grillo la chiami….
«Non vedo quale sia il problema; gli spiegherò le ragioni per cui mi sono candidato. Non facciamo dietrologie: non è una mossa della Massoneria per tentare di creare caos nel movimento».

Pietro Gorlani
(da “il Corriere della Sera“)

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