Dicembre 21st, 2016 Riccardo Fucile
“IL PIANO TRONCA ERA MIGLIORE”
Nessuna vendetta per il caso Marra: “Non siamo romani e non lavoriamo al Comune. Siamo liberi professionisti, in carica da febbraio, per tre anni. La prefettura estrae a sorte dall’albo dei revisori, per garantire autonomia”.
Lo dice al Corriere della Sera Federica Tiezzi, presidente dell’Organo di revisione economico-finanziaria del Campidoglio (Oref) che ha bocciato il bilancio di previsione 2017-2019.
Ora, aggiunge, “servirà uno stop and check”.
“Un parere di questo genere implica una presa di coscienza, una valutazione più attenta”. “A marzo abbiamo dato il parere sul bilancio di previsione del commissario Tronca e poi sul rendiconto di aprile”, “positivi”.
Tronca “si era posto obiettivi condivisibili, come la razionalizzazione del patrimonio immobiliare e la riscossione dei canoni. Aveva cominciato un percorso”.
“Diciamo che l’amministrazione non si è espressa in modo così chiaro, nella direzione intrapresa da Tronca. Ora occorre farsi carico dei problemi evidenziati e avviarsi verso un miglioramento. La strada sarà lunga”.
Intervistata anche dal Messaggero, Federica Tiezzi si dice colpita dall'”ingenuità ” dell’amministrazione M5S.
Dai “termini inappropriati” impiegati nelle voci di bilancio, dal “candore” di chi ha redatto il documento.
“Quando con gli altri revisori ho visto il documento di bilancio, ho notato molta approssimazione”. “Sarà stata sicuramente l’inesperienza, ne sono convinta…”.
“Come revisori abbiamo dovuto constatare che c’è il rischio di non rispettare l’equilibrio di bilancio, perchè i saldi di finanza pubblica sono strettissimi e i rischi per le passività potenziali sono enormi”.
“Si potrebbe dire che il Comune non ha abbastanza soldi in cassa da spendere. Non hanno i mezzi per poter coprire tutte le spese”.
“Di sicuro il Comune ora dovrà riscrivere la manovra”, sottolinea. “Non ce la faranno per la fine del mese, c’è una proroga. Avranno più tempo per rispettare i rilievi. Ma il Campidoglio dovrà predisporre una programmazione adeguata, più concreta in termini di idee e di risultati da raggiungere”.
(da “Huffingtonpost”)
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Dicembre 20th, 2016 Riccardo Fucile
IN UNA RELAZIONE SI ERA ASSUNTA LA RESPONSABILITA’ DELLA NOMINA DEL FRATELLO DI MARRA A RESPONSABILE DEL TURISMO CON UNA “PROCEDURA NON COMPARATIVA”
Virginia Raggi rischia un’indagine per abuso d’ufficio in relazione alle nomine in Campidoglio. 
Ma c’è di più: nella faccenda potrebbe rientrare anche la famosa nomina del fratello di Raffaele Marra, Renato, all’ufficio del turismo.
E questo perchè in una relazione inviata all’ANAC dalla stessa sindaca al momento di chiedere se fosse regolare la nomina a responsabile del Turismo la Raggi ha specificato di aver avviato una «procedura non comparativa».
Ma si tratta di un iter non previsto quando esiste la possibilità di incorrere nel conflitto di interessi, come in questo caso.
Spiega tutto oggi Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera:
Il dossier inviato all’Anac ricostruisce la vicenda relativa a Renato Marra, specificando che la nuova amministrazione comunale per rinnovare tutti gli incarichi di vertice «ha svolto, per la prima volta nella storia dell’Ente, procedura di pubblico interpello rivolta a tutti i dirigenti di ruolo».
In questo caso bisogna dunque valutare le richieste e i curriculum, privilegiando chi ha i requisiti per svolgere il lavoro richiesto.
E al momento sembra escluso che questo sia accaduto per Renato Marra, visto che non aveva mai avuto esperienze specifiche nel settore del Turismo avendo ricoperto fino a quel momento la carica di vicecapo della polizia locale.
Raggi ha specificato di essere stata lei a decidere in piena autonomia: nel tentativo di «salvare» Raffaele Marra dal conflitto di interessi ha in realtà aggravato la propria posizione ammettendo di non aver fatto la «procedura comparativa» e dunque ammettendo di aver scelto direttamente lui.
È la stessa Raggi ad evidenziare nel dossier come il 15 novembre 2016 Raffaele Marra abbia comunicato non solo la presenza del fratello Renato tra i dirigenti del Campidoglio, ma anche quella della sorella Francesca che lavora come funzionaria. Nella relazione non ci sono dettagli sulla data di assunzione nè sulle mansioni svolte ma è possibile che questo diventerà oggetto di verifica proprio per chi indaga sulle nomine e sul potere che Marra esercitava al Comune di Roma.
Anche per scoprire le modalità di entrata in servizio della donna e se possa essere stato proprio il potente fratello a far sì che ottenesse il contratto alle dipendenze del Comune di Roma.
Insomma Virginia si sarebbe messa nei guai per salvare “uno dei ventitremila dipendenti del Campidoglio”, come ha illustrato mentendo nel monologo a mezzo conferenza stampa approntato venerdì dopo l’arresto del suo fedelissimo e braccio destro.
Quando tutti gli atti saranno trasmessi in procura, si valuterà la posizione di Raggi. L’indagine avviata dal procuratore aggiunto Paolo Ielo ipotizza l’abuso d’ufficio per l’ingiusto profitto che Marra e Romeo avrebbero percepito grazie alla «promozione». Raggi non è ancora indagata, ma la strada sembra tracciata, quantomeno per svolgere ulteriori accertamenti.
Vista l’imminenza delle festività natalizie è presumibile che un eventuale provvedimento possa comunque arrivare a gennaio.
Anche perchè si dovranno ascoltare le versioni delle persone più vicine alla sindaca, già finite sotto inchiesta: l’ex assessore Paola Muraro indagata per illeciti ambientali che sarà interrogata domani pomeriggio e l’ex capo del Personale Marra, arrestato per corruzione con il costruttore Sergio Scarpellini che sarà sentito questa mattina a Regina Coeli.
(da “NextQuotidiano“)
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Dicembre 20th, 2016 Riccardo Fucile
LUIGIA AURIEMMA SOSTENNE CHE LA NOMINA DEL DIPENDENTE CON STIPENDIO TRIPLICATO ERA IN REGOLA… ORA INDAGA LA MAGISTRATURA
Luigia Auriemma è l’avvocata a cui Virginia Raggi si rivolse per sostenere la legalità dell’incarico a Salvatore Romeo dopo aver promosso il dipendente grillino a capo della sua segreteria con il triplo dello stipendio che prendeva in Campidoglio.
Lo scrive oggi Il Fatto Quotidiano in un articolo a firma di Marco Lillo e Valeria Pacelli, che racconta di come
A raccontare la scena la prima volta era stata il magistrato Carla Raineri, allora capo di gabinetto del sindaco.
In un memoriale — ora finito in un fascicolo sulle nomine al Campidoglio senza reati nè indagati — la Raineri racconta dei presunti tentativi sull’allora avvocato del Campidoglio Rodolfo Murra “per indurlo a mutare opinione” su Romeo.
Scrive la Raineri che quando la Raggi si accorse che Murra non era d’accordo con lei sulla nomina del capo segreteria “si rivolse ad una giovane avvocatessa sua amica, (…) la quale trovò un precedente costituito da un sospetto e risalente parere dell’avvocatura capitolina e da un regolamento del Comune di Firenze”.
E ancora: “Con questi documenti — continua il memoriale —conovocò l’avvocato Murra (secondo quanto dal medesimo riferitomi) sottoponendolo a un fuoco di fila alla presenza della giovanissima avvocatessa sua amica per indurlo a mutare opinione. Cosa che Murra si rifiutò di fare”.
Il Fatto pubblica anche uno status su Facebook dell’avvocata Auriemma, che nel frattempo però ha criptato il profilo.
A fare il suo nome è stato Rodolfo Murra, che è stato sentito nei giorni scorsi dai magistrati e ieri ha anche parlato del suo periodo in Campidoglio prima che venisse mandato via dopo questa faccenda e i contrasti con Romeo e Marra.
I pm il 16 dicembre scorso hanno convocato Rodolfo Murra il quale ha spiegato che la giovane avvocatessa era Luigia Auriemma, laureata in Giurisprudenza nel 2003.
La stessa che nel giugno scorso lavorava nello studio dell’avvocato Domenico Naso. Quest’ultimo frequentò un corso all’università Roma Tre in diritto dell’informatica, stessa università dove si è laureata nel 2003 Virginia Raggi.
Insomma, l’avvocata Auriemma sosteneva che fosse tutto in regola anche se a quanto pare il suo parere non è mai stato protocollato dalla sindaca.
Le indagini ci diranno se aveva ragione.
(da “NextQuotidiano”)
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Dicembre 20th, 2016 Riccardo Fucile
ACCERTAMENTI SU UNA ONG GUIDATA DA CATELLO MARRA
“Lasciateci stare, per favore, è difficile” dice la signora Chiara dietro la porta in legno al secondo
piano, ultima a destra, del suo condominio poco sopra Saint Julian, coprendo le voci delle sue tre bambine che giocano all’interno.
Non sarà facile. Perchè il “caso Marra” ha preso piede anche nell’isola .
Non interessano tanto gli assegni circolari dell’imprenditore Scarpellini che servirono proprio alla signora Chiara Perico, la moglie di Raffaele Marra, a comprare casa in via Prati Fiscali 258.
Interessano piuttosto gli interessi della famiglia sull’isola, dove la moglie dell’ex capo di gabinetto della sindaca di Roma Virginia Raggi si è trasferita da qualche anno e dove invece da tempo ha base il fratello di Raffaele, Catello.
Ed è proprio sulla Ong che Marra senior guida da tempo che il governo maltese ha deciso di fare approfondimenti aprendo un’inchiesta interna: vuole capire se si tratti effettivamente soltanto di un ente di beneficenza, così come risulta accreditato, oppure di altro.
Per esempio un’istituzione che “mette in contatto imprenditori con avvocati e professionisti locali per sfruttare le opportunità fiscali del posto”, come ha detto a Repubblica ieri l’imprenditore Luca Silvestrone, che grazie a Marra ha potuto cenare con la presidente della Repubblica, Marie Louise Coleiro Preca (“ma non sono stato mai cacciato da associazioni da consumatori” tiene a precisare Silvestrone).
Gli accertamenti sono partiti già nel fine settimana ma in realtà c’è chi da tempo aveva un lungo dossier, figlio di anni di segnalazioni sul ruolo di Marra senior nell’isola.
In più nei giorni scorsi era arrivata anche una richiesta specifica da parte della magistratura italiana che voleva sapere di più su quell’ex finanziere (ex per colpa di qualche guaio) e su quell’associazione “International Organization for the Diplomatic Relations” della quale è governatore.
I punti interrogativi sono diversi.
Per iscriversi si paga una quota di 7.500 euro, ai quali poi bisogna aggiungere una serie di denari se si vogliono per esempio acquistare le ambitissime divise d’ordinanza, che costano 1.500 euro e arrivano direttamente da Napoli.
Lo Iodr rilascia anche dei documenti che apparentemente sembrano veri ma in realtà sono delle patacche: esiste per esempio il passaporto con la sigla “Cd”, corrispondente diplomatico, con tanto di riferimento al passaporto reale.
Un particolare non esattamente di folclore che, infatti, è oggetto di approfondimenti in queste ore. Non è il solo dettaglio a interessare.
La quota di iscrizione allo Iodr si paga attraverso un bonifico. Il conto corrente sul quale si effettuano è intestato a: “International Organization of Diplomatic Correspondent” mentre l’organizzazione si chiama “International Organization for Diplomatic Relations”.
A chi vanno a finire i soldi della quota di iscrizione?
Certamente servono per i grandi ricevimenti che Marra senior teneva proprio a Roma e ai quali oltre a vip un po’ datati (Ramona Badescu, Enrico Montesano, Barbara Bouchet per esempio) non mancavano mai, racconta oggi chi c’è stato, nessuno dei suoi due fratelli con le rispettive famiglie.
Nè Raffaele, che oggi dovrà sostenere l’interrogatorio di garanzia cercando di spiegare il perchè di quel flusso di denaro con Scarpellini: “Risponderà a tutte le domande”, assicura il suo legale.
Nè Renato, l’altro fratello vigile, recentemente promosso dal Comune, e sulla cui nomina domani dovrà dare un parere l’Anac di Raffaele Cantone.
A Malta, dunque, tutti conoscono i buoni rapporti tra i familiari. Tant’è che nelle rarissime volte che la signora Chiara si è vista in giro lo hanno fatto nel ristorante di via Paceville gestito da Catello e da suo figlio.
I buoni rapporti sono testimoniati poi da quei movimenti finanziari – Italia-Malta, direttamente e tramite intermediari – sui quali Banca d’Italia e ora anche l’antiriciclaggio dell’isola sta investigando.
Marra senior gestiva anche un ordine di Cavalieri (l’ordine di Saint John di Gerusalemme) che risulta essere completamente abusivo.
“Non esiste” confermano dal Governo. Eppure fa investiture, ha carte intestate.
E chiaramente intasca denaro. Possibilmente in contanti
(da “La Repubblica”)
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Dicembre 19th, 2016 Riccardo Fucile
COMPONENTE DELL’OSSERVATORIO RIFIUTI NEL GOVERNO PRODI, HA LAVORATO CON I COMUNI DI GENOVA E REGGIO EMILIA
Il sindaco di Roma, Virginia Raggi, ha scelto Pinuccia Montanari come nuova assessore alla
Sostenibilità Ambientale.
La Montanari ha collaborato con giunte di centro sinistra, ma non è del Pd e soprattutto ha una visione della gestione dei rifiuti vicina a quella del Movimento 5 Stelle.
È stata componente dell’Osservatorio nazionale rifiuti nominata dal Governo Prodi, dal 2004 al 2009 assessora all’Ambiente e Città sostenibile della città di Reggio Emilia, dal 2009 al 2012 assessora ai Parchi storici e Decrescita del Comune di Genova.
Attualmente lavora presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.
Ha collaborato con Alex Langer quando era presidente della Commissione Albania, Romania e Bulgaria del Parlamento Europeo.
“È un grande onore accettare questa sfida per portare Roma, la Capitale d’Italia, verso la dimensione di una città sempre più ‘Zero Waste’. Le principali linee di quest’azione saranno l’applicazione della normativa europea e l’adozione di un grande piano comunale per la riduzione dei rifiuti per passare dall’economia lineare a quella circolare e rigenerativa. Mi piacerebbe che i rifiuti venissero chiamati materiali post-consumo per garantire un futuro sostenibile soprattutto per le nuove generazioni”, commenta Montanari.
Montanari è stata assessora all’Ambiente a Reggio Emilia e Genova, la città di Beppe Grillo.Si è laureata in filosofia e giurisprudenza. Si occupa da anni di informazione e ambiente.
Ha partecipato alla Conferenza sull’ambiente di Rio de Janeiro nel 1992, a Rio+10 nella città di Johannesburg nel 2002, alla Conferenza mondiale sui cambiamenti climatici di Parigi del 2015.
E’ presidente dell’Ecoistituto di Reggio Emilia e Genova, e coordinatrice del Forum per la democrazia ecologica dell’Icef (International court of the environment foundation) presieduta dal Magistrato di Cassazione Amedeo Postiglione.
Attualmente lavora presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia dov’è responsabile del Progetto sostenibilità ambientale, svolge attività di docenza nell’ambito del Corso di Information Literacy “Le fonti di informazione ambientale”, coordina i corsi e-learning nell’ambito del progetto europeo WEEENmodels.
E’ componente del Comitato scientifico della Fondazione Alexander Langer Stiftung. Ha collaborato con Alex Langer quando era presidente della Commissione Albania, Romania e Bulgaria del Parlamento Europeo.
(da “NextQuotidiano“)
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Dicembre 19th, 2016 Riccardo Fucile
ERA ASSESSORE ALLA CULTURA NELLA GIUNTA RAGGI… E’ SEGRETARIO DI CULTURE ACTION EUROPE
Il pallino dei giovani e della cultura e un’esperienza politico-amministrativa tutta maturata nel
centrosinistra, a partire dagli anni in cui era sindaco di Roma Francesco Rutelli.
Sono le direttrici che caratterizzano il curriculum di Luca Bergamo, finora assessore alla Crescita culturale della giunta M5s, e oggi scelto dalla sindaca Virginia Raggi come nuovo vicesindaco di Roma.
Diplomato al liceo classico Mamiani, ha studiato alla Sapienza, Luca Bergamo è nato e vive nella Capitale.
Bergamo è stato negli ultimi quattro anni il segretario generale di Culture Action Europe (Cae) a Bruxelles, la più autorevole rappresentanza del settore culturale e museale in Europa, una rete che dà voce a circa 80.000 realtà culturali europee attraverso i suoi soci.
Nei primi dieci anni della sua vita professionale ha lavorato alla progettazione di sistemi informativi con incursioni nell’intelligenza artificiale e poi la svolta in politica: nel 1994 diviene collaboratore della giunta Rutelli come consulente per le Risorse Umane e l’organizzazione.
Fino al 1999 è capo delle politiche giovanili e da allora la sua storia è sempre stata connotata dall’appartenenza al centrosinistra.
Tra 1996 e il 2004 ha influenzato la vita culturale di Roma creando e dirigendo tante iniziative tra cui il Festival ‘Enzimi’, molto famoso in quegli anni a Roma e di cui lui si è sempre dichiarato “molto orgoglioso”, e la Biennale dei Giovani Artisti recuperando il Mattatoio di Testaccio che era stato occupato per anni e abbandonato.
Tra il 2004 e il 2007 è stato direttore generale della Fondazione Glocal Forum, impegnata a promuovere il dialogo di pace attraverso la cooperazione tra città .
Tra il 2007 e il 2008 l’allora ministro per le Politiche giovanili Giovanna Melandri gli affida l’incarico, nel corso del secondo governo Prodi, di guidare il lancio dell’Agenzia Nazionale Italiana per i Giovani come suo primo direttore generale.
Luca Bergamo è stato tra gli animatori dell’associazione ‘Contaci’ che ha animato il dibattito a sinistra del Pd quando si discuteva di quale fosse il nome giusto da spendere nella corsa al Campidoglio.
(da “Huffingtonpost“)
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Dicembre 19th, 2016 Riccardo Fucile
MENTRE SI FANNO SEMPRE PIU’ INSISTENTI LE VOCI DI UN AVVISO IMMINENTE, LA CAPOGRUPPO DI BIASE RICORDA: “NON ABBIAMO LA DOPPIA MORALE DEL M5S, RESTIAMO COERENTI ALLA NOSTRA IMPOSTAZIONE”
“Io sono convinta che qualora arrivasse un avviso di garanzia il sindaco Raggi non si dimetterebbe dal suo incarico. Noi siamo abituati alla doppia morale del Movimento 5 Stelle, ma il partito democratico non ha mai chiesto le dimissioni di nessuno a seguito di un avviso di garanzia, e non le chiederemmo sulla base di un avviso di garanzia, non è questa la base politica su cui si chiede a un sindaco di rassegnare le dimissioni”. Così Michela Di Biase, capogruppo del Partito democratico dell’assemblea capitolina di Roma, a Mix24, commenta così le parole di Virginia Raggi, “se mi arrivasse un avviso di garanzia io valuterò”.
“Noi non chiediamo le dimissioni della Raggi perchè le responsabilità della Raggi sono in capo a lei e al Movimento 5 Stelle che l’ha candidata, è stata scelta dal 70% dei romani poco più di sei mesi fa – ha aggiunto Di Biase.
“In questa fase chiediamo al sindaco di continuare ad andare avanti con l’amministrazione della città , se ci riesce, se è in grado. E vorremmo che tutto il Movimento 5 Stelle che l’ha votata e l’ha messa lì si assumesse l’onere anche del governo della città “.
Come dire “più va avanti e più fa danni al Movimento”.
(da agenzie)
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Dicembre 19th, 2016 Riccardo Fucile
E INFATTI LUI HA AVUTO UN INCARICO CON STIPENDIO TRIPLICATO
Salvatore Romeo, il dipendente grillino al Comune messosi in aspettativa e riassunto come
dirigente con stipendio triplicato — probabilmente in omaggio ai principi profondi del MoVimento 5 Stelle — non è soltanto quel gran genio dall’alta professionalità che diceva che il M5S aveva sbagliato le nomine perchè «era agosto, faceva caldo».
No, il volontariamente dimissionario Romeo è anche uno che quando il Movimento ha vinto le elezioni andava in giro per le stanze del Comune e gridava “abbiamo vinto, abbiamo vinto”.
L’aneddoto lo ha raccontato una persona degna di fiducia: Rodolfo Murra, capo dell’avvocatura capitolina fino al settembre scorso, prima di essere giubilato per iniziativa di Raffaele Marra, oggi in carcere con l’accusa di essersi fatto comprare casa da Scarpellini e la contestazione del reato di corruzione.
Murra è stato cacciato perchè i suoi pareri confliggevano con quelli dei noti espertoni di cui ama circondarsi la sindaca; la Procura l’ha convocato per farsi spiegare cosa successe all’epoca delle dimissioni di Carla Romana Raineri. La vicenda potrebbe costare un avviso di garanzia alla Raggi.
Ora è in carcere, sarà questa l’occasione per parlare?
«Può darsi. Lui sicuramente aveva rapporti a vari livelli. Era interlocutore dei costruttori e aveva legami con la destra romana. È stato collaboratore di Gianni Alemanno e in un’intervista ha detto che Franco Panzironi (ex di Ama imputato in Mafia Capitale ndr) è una brava persona. Non so se abbia garantito alla Raggi un pacchetto di quei voti. Diceva che loro lo avevano reclutato per scegliere le persone giuste in Comune e perchè esperto di pratiche amministrative».
Perchè lo riferiva a lei?
«Lo conosco sin da quando era alle Politiche abitative del Comune, nel 2012. È sempre stato un tipo losco e arrogante. Poi ha preso l’aspettativa e quando è tornato con questa giunta era addirittura peggiorato».
Lo dice perchè è arrabbiato per essere stato rimosso?
«Sono arrabbiato, ma non per la rimozione. Ce l’ho con loro per la macchinazione sulla richiesta di parere all’Anac sulla nomina a capo di gabinetto di Carla Raineri. A Marra l’ho detto chiaro: con me avete chiuso. Avete strumentalizzato Cantone per cacciare Raineri. E avete distrutto il mio lavoro».
Si può dire che in Campidoglio c’era una faida?
«Si può dire che nella stanza della sindaca c’erano sempre Marra e Romeo. E naturalmente Frongia. Loro contro tutti. Frongia è il migliore perchè comunque ha metodi civili e dedica ascolto alle persone. Gli altri due sono arroganti e volgari, ma la sindaca li ha sempre appoggiati. Parlare da soli con lei non era possibile. Se le chiedevo chiarimenti oppure opinioni sulle questioni mi rispondeva: “Ne parli con Marra, si rivolga a Marra”»
E Romeo?
«Lui impartiva ordini. La premessa era sempre: “Vengo a nome di Virginia”»
Secondo lei perchè aveva tanta influenza su Raggi?
«Lui è un grillino da tanto tempo. Quando il Movimento ha vinto le elezioni andava in giro per le stanze del Comune e gridava “abbiamo vinto, abbiamo vinto”».
Beppe Grillo ha preteso che lui e Frongia vengano ridimensionati. Secondo lei sarà così
«È una farsa. Senza di loro la sindaca non può far niente».
(da “NextQuotidiano”)
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Dicembre 19th, 2016 Riccardo Fucile
LA RAGGI CONTINUA LA RECITA: “SE ARRIVERA’ UN AVVISO DI GARANZIA? VALUTERO’…”
“Se mi arriverà un avviso di garanzia? Valuterò”. Così Virginia Raggi uscendo stamani da casa per recarsi in Campidoglio dove l’aspetta un’altra giornata impegnativa, alla fine della quale potrebbe arrivare la designazione del nuovo vicesindaco.
“Non sono commissariata e mi sento ancora dentro M5S”, ha precisato la sindaca della Capitale.
Intanto la sindaca sembra aver vinto la sua battaglia contro i vertici del M5s che avrebbero voluto imporle come vicesindaco l’attuale assessore alle Partecipate Massimo Colomban, imprenditore veneto vicino alla Casaleggio Associati. Colomban, però, si è dichiarato non disponibile a prendere la poltrona occupata fino a sabato sera da Daniele Frongia: “Sono onorato ma non posso farlo”, ha dichiarato stamane alle agenzie e ha aggiunto: “Non ho nè il tempo nè la disponibilità per assumere il ruolo di vicesindaco, come imprenditore e tecnico preferisco completare il compito di assessore alla riorganizzazione delle Partecipate, prima di assumere altri impegni gravosi o politici”.
Tuttavia Colomban si è detto disposto ad affiancare Raggi “nelle scelte organizzative e strategiche sia nel Comune di Roma che nelle partecipate”.
(da agenzie)
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