Novembre 3rd, 2016 Riccardo Fucile
APPROVATA UNA MOZIONE SULLA BOLKESTEIN CHE NON HA ALCUN EFFETTO: PAGATA LA MARCHETTA ELETTORALE… 12.000 AMBULANTI MA CONCESSIONI IN MANO A POCHE FAMIGLIE… LA FOTO DI DI MAIO CON TREDICINE
Oggi l’Assemblea Capitolina ha approvato la mozione pro-bancarelle presentata da Andrea Coia del MoVimento 5 Stelle e ha cominciato a discutere quella per la festa della Befana a Piazza Navona.
La prima mozione impegna il sindaco Virginia Raggi ad agire nei confronti del governo per ottenere un rinvio dell’applicazione della direttiva Bolkestein, esattamente come quella votata in Regione Lazio.
La mozione impegna la sindaca “ad attivarsi presso il governo per ottenere una proroga delle concessioni commerciali sui posteggi su aree pubbliche fino al 2020, compresi fiorai e edicole”.
Si chiede anche alla sindaca “che utilizzi tutti i gli strumenti idonei alla modifica relativa al commercio su aree pubbliche della direttiva”.
L’altra invece mirava a ripristinare, nonostante i tempi ormai scaduti per il bando, la festa della Befana. Nel frattempo è stata modificata.
Ma quale sarà l’effetto concreto di questi due voti? Nessuno.
Perchè non dipende dalla volontà politica del MoVimento 5 Stelle Roma l’applicazione della Bolkestein e il governo non ha alcuna intenzione di rinviare l’applicazione della Bolkestein.
E perchè l’assessore al commercio capitolino Adriano Meloni ha già detto che non sarà possibile fare il bando per la Festa.
Ma allora perchè l’Assemblea Capitolina è stata impegnata tutta la giornata con questi due atti inutili?
La risposta è facile: politica, politica, politica.
Il MoVimento 5 Stelle Roma ha in questi anni di opposizione promesso mari e monti ai bancarellari così come a tutte le categorie che protestavano, a torto o a ragione, nei confronti dell’amministrazione capitolina e della Regione Lazio.
Oggi deve pagare le cambiali elettorali a chi lo ha sostenuto.
D’altro canto Coia, che ha presentato le due mozioni oggi, era in piazza durante la manifestazione degli ambulanti in cui venne scattata la famosa fotografia che ritraeva Dino Tredicine con Luigi Di Maio.
In più va ricordato che a Roma c’è una situazione peculiare, diciamo, dove una famiglia detiene un controllo di fatto maggioritario nei confronti delle licenze per l’ambulantato.
Una di queste zone dove i Tredicine esercitano un controllo pressochè assoluto è appunto Piazza Navona.
Si tratta della stessa famiglia di cui fa parte Giordano Tredicine, ex consigliere comunale di Forza Italia arrestato nell’ambito dell’inchiesta Mafia Capitale e figlio di Dino Tredicine, il vicepresidente della Fivag-Cisl, fotografato durante la manifestazione contro la Direttiva Bolkestein assieme a Luigi Di Maio (che ha detto non di non sapere chi fosse).
I discendenti del capostipite Donato Tredicine esercitano anche un discreto potere sulle associazioni di categoria; oltre al già citato Dino ci sono anche due dei suoi fratelli: Alfiero Tredicine è presidente di Apre-Confesercenti mentre Mario è vicepresidente dell’Upvad-Confcommercio.
È anche grazie a questi incarichi che la famiglia Tredicine è riuscita a condizionare le trattative per il rinnovo delle concessioni degli stalli in Piazza Navona.
Nel 2014 Ignazio Marino propose — in seguito ad un parere della Soprintendenza dei Beni Culturali — di limitare il numero dei banchi da 115 a 72, escludendo tutti quegli ambulanti che vendevano cose che con lo “spirito del Natale” non c’entravano nulla. Risultato: i 72 vincitori del bando si sono rifiutati di esporre la loro merce mettendo in scena un vero e proprio sciopero la cui parola d’ordine era “o tutti o nessuno”.
Tra gli interventi in Aula il più interessante sul punto è stato quella di Alessandro Onorato, capogruppo della Lista Marchini in Campidoglio: il consigliere è stato interrotto con grida come “Buffone! Buffone!” e il cartello “Non siamo tutti Tredicine”.
Forse perchè nell’intervento c’erano tante parole vere: «Oggi parliamo di una direttiva europea sulla quale il Comune di Roma non può fare nulla se non strappare qualche applauso. Non solo. Oggi il governo nazionale può fare poco — ha detto Onorato — Ma ci sentiamo dire da ogni gruppo discorsi strappa-applausi ma tra qualche giorno, se questa mozione andasse davvero in porto, cioè se venisse eseguita dai dipartimenti, verrebbe impugnata, non verrebbe resa possibile, perchè in questo momento il nostro Paese deve eseguire quello che è un accordo sancito. Allora io dico a voi consiglieri del M5S che avete vinto parlando di trasparenza, legalità , venite qui e ci venite a dire che tutte queste concessioni del commercio ambulantato, dove è evidente che ci siano persone oneste, su oltre 12mila persone è fisiologico e statistico, ma si chiudono tutti e due gli occhi di fronte a un fenomeno inspiegabile su questo tipo di settore dove di queste 12mila concessioni c’è una concentrazione megagalattica su determinati soggetti, dove per trovare una pelle più chiara dell’abbronzato, e mi riferisco a nazionalità non italiane, è quasi impossibile, perchè non ci sono norme che obbligano per esempio a un documento unico di regolarità contributiva, che ogni piccola e media impresa se non ha chiude”.
E ha aggiunto: “Questa mozione è inutile, è una presa in giro, perchè se il M5s vuole fare i fatti si incatenasse davanti alla Camera e al Senato e chiedesse davvero un intervento sulla Bolkestein perchè non vi mettete a fare lo sciopero della fame al Parlamento europeo dove avete dei deputati? Invece venite qui a raccontare delle favole a quella gente che magari si fa il mazzo ma anche a quegli sfruttatori che mette cingalesi in questi mercatini”.
(da “NextQuotidiano”)
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Ottobre 28th, 2016 Riccardo Fucile
MARRA, QUANDO ERA FEDELISSIMO DI ALEMANNO, HA FIRMATO CONTRATTI MILIONARI A FAVORE DI FABRIZIO AMORE, IMPUTATO PER ASSOCIAZIONE A DELINQUERE… TUTTI GLI AFFARI DEL “VERO SINDACO DI ROMA”
Un’ombra si allunga su Virginia Raggi e rischia di avvolgere il Campidoglio.
L’ombra ha il profilo di Raffaele Marra, l’uomo che negli uffici del Comune tutti definiscono senza alcuna ironia «il vero sindaco di Roma».
Come ha scoperto l’Espresso, infatti, Marra quando era un fedelissimo di Gianni Alemanno ha sottoscritto contratti da milioni di euro a favore di Fabrizio Amore, un imprenditore oggi indagato in una delle inchieste su Mafia Capitale.
Un costruttore (imputato anche per associazione a delinquere e turbativa d’asta in un altro procedimento per i lavori dell’aula Giulio Cesare del Comune) che nel luglio 2009 grazie a una convenzione a trattativa diretta firmata da Marra, allora capo del dipartimento delle Politiche abitative, è riuscito a fare il colpo della vita: affittare al Comune capitolino 96 appartamenti di un residence fuori dal Grande raccordo anulare alla stratosferica cifra di 2,6 milioni l’anno.
Pari a un costo medio per abitazione di 2.256 euro al mese. Il prezzo in pratica di una casa da 150 metri quadri in centro.
Una maxi-richiesta davanti alla quale il braccio destro di Virginia non fa una piega. Anzi: all’ex ufficiale della Guardia di Finanza non dispiace nemmeno che le srl italiane proprietarie degli appartamenti siano controllate al cento per cento da società anonime con sede in Lussemburgo. Holding che poi finiranno nel mirino degli inquirenti per un presunto giro di false fatture da 11 milioni di euro.
Se nei giorni scorsi sui giornali ha campeggiato la presunta “congiura dei frigoriferi” invocata dalla sindaca, mentre deputati di peso sono tornati a chiedere a Grillo di mettere mano al caos in Campidoglio «che rischia di far implodere l’intero progetto politico del M5S», la questione Marra, ascoltato consigliere della sindaca e capo indiscusso del suo cerchio magico, può far saltare di nuovo i traballanti equilibri del movimento.
Nell’inchiesta in edicola da domenica “L’Espresso”, grazie alla lettura di documenti conservati negli archivi del Comune e a convenzioni a trattativa privata mai pubblicate prima, svelerà la storia dei contratti fatti da Marra a favore di costruttori e imprenditori.
E attraverso certificati di residenza, deliberazioni della giunta e fogli del catasto racconterà la passione di Marra e famiglia per il mattone: se qualche settimana fa spiegammo come nel 2010, sempre da capo delle Politiche abitative e della Casa, Marra sia riuscito a comprare un attico di lusso dall’imprenditore Sergio Scarpellini (in affare con il Comune), ottenendo uno sconto di quasi mezzo milione di euro rispetto ai prezzi di mercato in barba a qualsiasi conflitto di interessi, oggi scopriamo che il dirigente ha poi messo a segno un altro mega affare: sua moglie Chiara Perico (già assunta nel 2008 nello staff dell’assessore al Personale, l’alemanniano Enrico Cavallari), nel maggio del 2013 è riuscita a prendere dalla Fondazione Enasarco, ente sotto controllo pubblico, un appartamento da 152 metri quadri più un box auto per appena 367 mila euro, in un elegante condominio a via dei Prati Fiscali.
I Marra hanno ottenuto uno sconto del 40 per cento sui prezzi di mercato, cadeau destinato a tutti gli inquilini intenzionati a comprare.
Oggi la Perico, che aveva spostato lì la sua residenza nel 2009 per ottenere il diritto di prelazione, non ci vive più: si è trasferita a Malta.
Se si squilla al citofono, risponde Marra in persona.
Emiliano Fittipaldi
(da “L’Espresso”)
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Ottobre 26th, 2016 Riccardo Fucile
“IL SERVIZIO RITIRO INGOMBRANTI SI E’ FERMATO SENZA CHE NESSUNO SAPPIA IL MOTIVO”
Il sindaco di Roma Virginia Raggi torna sul giallo dei frigoriferi abbandonati in strada dai romani, denunciato in una intervista su Repubblica.
“Gli ingombranti non sono una vicenda giornalistica, ma una vicenda sostanziale”, ha detto intervenendo in commissione Antimafia a San Macuto.
“La cooperativa 29 Giugno continua a effettuare per conto di Ama il servizio su carta umido e ingombranti, e nonostante il cambio di gestione ai vertici questo servizio è rimasto inadeguato. Il 18 giugno, prima del ballottaggio, il servizio si è improvvisamente interrotto e il motivo non lo sa nessuno”.
“Ora – ha aggiunto – abbiamo attivato una nuova gara, ma ditemi se vi sembra normale che un servizio venga bloccato in questo modo: a questo si riferisce l’assessore Muraro quando dice che non è cambiato nulla”.
A proposito dell’azienda municipalizzata di raccolta dei rifiuti la Raggi ha aggiunto: “Ama ha una serie di appalti con soggetti esterni che sono stati attenzionati dall’Anac perchè stranamente le gare nel 2015 per ben due volte sono andate sempre, costantemente deserte: venivano tutti aggiudicati la terza volta. Stiamo esaminando queste anomalie – ha spiegato – di cui si sta interessando anche l’Anac perchè non è normale che tutti gli appalti di questo settore siano andati deserti e la terza volta aggiudicati, alcuni a ditte che vengono da territori considerati a rischio infiltrazione”.
(da “Huffingtonpost”)
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Ottobre 25th, 2016 Riccardo Fucile
DAL 18 GIUGNO LA PARALISI DELLA RACCOLTA PORTA A PORTA, FORSE RIPRENDERA’ A NOVEMBRE
I sospetti della sindaca per i frigoriferi lasciati nelle strade, la maleducazione di molti ma anche un problema concreto: a Roma il servizio di ritiro a domicilio dei rifiuti ingombranti è sospeso dallo scorso 18 giugno.
Virginia Raggi nell’intervista a Repubblica ha spiegato di “non avere mai visto tanti rifiuti pesanti abbandonati per strada”.
Divani, vecchi mobili e frigoriferi ormai inservibili vengono spesso gettati accanto ai cassonetti o in mini-discariche improvvisate.
Perchè
Da una parte c’è l’inciviltà di chi preferisce mollare poltrone ed elettrodomestici dove capita, senza trasportarli in uno dei 14 centri di raccolta di Ama, la società ambientale capitolina.
Dall’altra lo stallo che per quasi cinque mesi ha paralizzato la stessa Ama. Con la sospensione di “RiciclaCasa”, il servizio di ritiro a domicilio di questi rifiuti ingombranti.
Prima delle ferie estive, la gara per il rinnovo del servizio non è stata conclusa: la commissione valutatrice ha riscontrato inidoneità nella documentazione presentata dai concorrenti, con l’effetto di interrompere la raccolta porta a porta.
Questo per “l’indisponibilità del precedente gestore a continuare l’attività in attesa della nuova assegnazione”.
«La raccolta a domicilio riprenderà entro novembre», spiegano ora da Ama.
La data di scadenza per presentare le offerte per il bando per l’affidamento del “servizio di raccolta, trasporto, selezione/valorizzazione, trattamento e recupero dei rifiuti ingombranti da effettuarsi su appuntamento presso le abitazioni dei cittadini o le sedi delle attività lavorative ubicate nel territorio di Roma” era fissata al 5 ottobre. Il giorno seguente sono state aperte le buste.
Ora si attende solo il nome dell’azienda vincitrice. Incrociando le dita: l’esito della gara (che vale quasi due milioni di euro per 24 mesi) può sempre essere sempre impugnato al Tar del Lazio da chi non è riuscito ad aggiudicarsi il servizio.
Nel frattempo, però, l’azienda sostiene di avere potenziato da luglio il servizio per la pulizia delle strade dai rifiuti ingombranti: le squadre a disposizione sono salite da 5 a 24.
Una task force che — sempre secondo l’Ama – si interfaccia con gli agenti accertatori, pronti a multare chi getta frigoriferi, armadi e divani. Mentre si sottolinea come i 14 centri di raccolta nel 2015 hanno avviato al riciclo oltre 47mila tonnellate di rifiuti.
Stando alle parole della sindaca, però, queste misure non sembrano bastare.
Ma per i cittadini romani adesso l’alternativa è tenersi arredi ed elettrodomestici in casa oppure trovare un modo per traslocarli fino alle isole ecologiche.
In attesa che — come avviene in tutte le altre città italiane — riparta il servizio di raccolta a domicilio. Che riguarda non solo i rifiuti domestici ma anche gli scarti prodotti dalle attività artigianali o dai cantieri di ristrutturazione.
(da “La Repubblica”)
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Ottobre 23rd, 2016 Riccardo Fucile
IL RUGBISTA ERA STATO INDICATO COME FUTURO ASSESSORE ALLA SPORT: “SONO SERVITO PER LA CAMPAGNA ELETTORALE, POI SONO SPARITI SENZA NEANCHE IL CORAGGIO DI DARMI UNA SPIEGAZIONE”
“Io ho dato il mio contributo alla campagna della Raggi, che ha sfruttato la mia persona durante tutto il
periodo elettorale: fino all’ultimo sono stato indicato come futuro assessore allo Sport. Ho avuto un grave danno d’immagine”. Lo afferma il rugbista Andrea Lo Cicero in un’intervista a Repubblica.
“A campagna elettorale terminata non hanno mantenuto la parola data ed io mi sono visto tagliato fuori senza alcuna motivazione seria. Deludendo anche coloro che hanno votato per il M5S perchè credevano in me”, dice Lo Cicero.
“Credo sia normale chiedersi che gioco hanno fatto sulla mia pelle. Rispetto alle promesse ricevute, non ho avuto alcun riscontro. Solo parole e tre mesi d’inferno”.
Adesso “continuo a occuparmi del sociale: a novembre partirò per il Camerun e in Italia ho la mia onlus ‘Terra dei bambini’ per la riabilitazione dei piccoli disabili mediante l’utilizzo degli asini”, racconta Lo Cicero.
“Ho un’azienda agrituristica a Nepi, dove una giornalista, che sostiene di essere stata aggredita da me, è entrata senza autorizzazione, invadendo la mia privacy. Che ormai non esiste più. Questa vicenda – dichiara – mi ha creato dei problemi: da allora ho ricevuto tanti no; diversi rapporti di lavoro si sono interrotti a causa delle notizie, spesso false o montate ad arte, uscite su di me. Prima di allora, non avevo mai avuto rapporti con loro, mi hanno dato del grillino, ma io proprio non li conoscevo. Ero stato chiamato a ricoprire un ruolo tecnico”
(da “Huffingtonpost”)
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Ottobre 21st, 2016 Riccardo Fucile
ORA UNO NEGA DI CONOSCERE L’ALTRO… L’ALTRO AMMETTE MA DICE CHE NON SONO ASSOCIATI… L’ASSESSORE INVECE VA DAL NOTAIO E INTESTA LO STUDIO ALLA MOGLIE… ACCADE AL MUNICIPIO MONTEMARIO A ROMA
Nel Municipio XIV due politici M5S sono anche soci di studio: si tratta dell’Assessore ai Lavori Pubblici e
Urbanistica Michele Menna e del consigliere municipale Fabrizio Salamone, che però riveste anche il ruolo di Presidente della Commissione Lavori Pubblici del Municipio.
Ieri è andata in scena la Commissione Trasparenza, dove il presidente Julian Colabello (PD) è andato all’attacco. E dove però i 5 Stelle non si sono presentati a parte Salamone.
Colabella racconta su Facebook: «Ho portato le carte, 55 procedure in corso (una a settimana dall’inizio dell’anno) dei quattro professionisti riconducibili allo studio, una a diretta firma dell’assessore, più di 20 a nome del Presidente della Commissione Lavori pubblici con carta intestata dello stesso studio, dichiarazioni imbarazzanti durante la Commissione e poi tutto il gruppo 5 stelle che lascia la commissione denunciando un presunto attacco politico (con minacce di querele nei miei confronti, attendo fiducioso) abbandonando da solo in Commissione il Presidente della Lavori Pubblici, che va dato atto è stato l’unico a rimanere, al suo destino. Scelta comunque non felice perchè poi si incarta depositando un documento in cui scrive testualmente ” la targa ed il logo A+4 che uso non è legata affatto allo studio Apiu4 stprl ma non è altro che un’immagine ideata solo per individuare fisicamente lo studio tecnico di cui divido le spese di affitto con altri professionisti…”.
E chi sono questi professionisti? Quelli dello Studio A+4!».
Campagna in effetti dovrebbe essere impegnato in tutt’altro, ovvero a risolvere il problema delle ludoteche e dei centri anziani che chiudono in zona. Salamone invece ha spiegato a Roma Today che «A prescindere che non esiste uno studio professionale associato non discuto la funzione del Presidente della Commissione, è giusto che faccia tutti gli accertamenti. Dico solo che sembra un attacco politico, mentre il compito di Colabello è di garanzia. Le pratiche di Menna? Solo una, il 23 giugno, data antecedente alla sua nomina. Le mie sono dieci. Le altre risalgono a febbraio, quindi in un tempo lontano dalle elezioni«.
Salamone ha inoltre precisato: «Menna divideva una stanza. Ognuno paga il suo affitto e le sue utenze, le partite Iva sono separate. Nel 2011 volevamo creare uno studio associato di professionisti. Ma il progetto non è mai partito perchè, in sostanza, non c’era compatibilità tra noi. La targa con il logo, preciso mai registrato, è rimasta. Una volta eletto mi sono dimenticato di toglierla. Non c’ho pensato, non sono così malizioso. Non pensavo ci fosse un conflitto di interessi, considerando che prima di candidarmi il Tuel l’ho letto».
L’assessore e il consigliere che non si conoscono
Nella seduta precedente Salamone ha negato di essere socio dell’attività mentre l’assessore Menna ha dichiarato che i soci dello studio sono solo due eppure sul sito si fa riferimento a quattro membri e sula targa esposta all’esterno ci sono i nomi di quattro persone (A. M., Fabrizio Salamone, M. O., Michele Menna).
Inoltre in Commissione Menna avrebbe dichiarato di “non conoscere Salamone” e che presso gli uffici municipali non sono in itinere pratiche riconducibili al suo studio o alla sua persona, ma il Segretario Generale del Comune ha chiesto al Direttore del Municipio di provvedere a verificare la fondatezza di tali affermazioni.
Non solo: il 19 settembre, proprio nel giorno in cui il segretario generale ordina al direttore del XIV municipio di avviare un’indagine interna, l’assessore Menna va dal notaio e vende tutte le quote dello studio: amministratore unico e detentore dell’80% della società è diventata sua moglie Anna Minutolo.
Mentre il restante 20 risulta intestato al di lei padre, nonchè suocero dell’assessore.
(da “NextQuotidiano”)
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Ottobre 20th, 2016 Riccardo Fucile
IL PARERE SUL CAPOSEGRETERIA MAI PUBBLICATO DALLA RAGGI… UNO STIPENDIO PASSATO DA 39.000 EURO A 93.000 EURO… SCOPPIA ANCHE IL CASO DEL CAPO DI GABINETTO UGUCCIONI, EX SEGRETARIO GENERALE DEL COMUNE DI BOLOGNA: NEL 2012 IL M5S LO ACCUSO’ PER L’ACQUISTO DI UNA POLTRONA DI LUSSO DA 1.609 EURO
Ancora guai per Virginia Raggi. A riaccendere le braci spunta il parere dell’Autorità anticorruzione sul
capo della segreteria Salvatore Romeo.
Parere rimasto nel cassetto a lungo e ora pubblicato dall’agenzia AdnKronos.
A differenza del parere sull’ex capo di gabinetto Carla Raineri, pubblicato sulla pagina Facebook della sindaca e in seguito al quale l’ex magistrato della Corte dei Conti si è dimessa, di quello su Romeo – fedelissimo della Raggi — non c’era traccia nonostante anche Roberta Lombardi ne avesse sollecitato la pubblicazione in nome della trasparenza.
Per quanto criptico il parere dell’Anac sembra delineare profili di illegittimità attorno alla nomina del capo della segreteria.
Si torna così a discutere del ‘raggio magico’.
La richiesta all’Anac, avanzata dalla stessa Raggi sulla nomina di Romeo, riguardava la possibilità di ricorrere allo strumento dell’assunzione per personale già dipendente del Comune di Roma, come nel caso del neo capo della segreteria, e se in tal caso si potesse corrispondere un trattamento parametrato a quello dirigenziale.
Cantone, in una risposta di due pagine inviata il 7 settembre ma protocollata dal gabinetto del sindaco soltanto il 29 settembre, spiega che è necessario andare a vedere il regolamento interno al Comune ma in Campidoglio una regola siffatta non esiste. Tanto che qualcuno in Campidoglio, ispirandosi a quanto fatto a Firenze dal sindaco renziano Dario Nardella, aveva pensato a una modifica ad hoc del Regolamento, modifica mai apportata per evitare che venisse letta come una legge ad personam.
Cantone invita tuttavia ad adottare, nella retribuzione di tali contratti a tempo determinato, “criteri di ragionevolezza e buon andamento”.
E in un Comune dove la casse piangono, uno stipendio prima triplicato, poi sforbiciato ma comunque aumentato di più del doppio, il contratto di Romeo sembra stridere con i criteri indicati dal capo dell’Anticorruzione.
Lo stipendio di Romeo infatti era lievitato fino a triplicare: da 39mila euro l’anno era passato a circa 110mila, tra le polemiche di attivisti e consiglieri M5S sul piede di guerra.
Dopo il parere dell’Anticorruzione, la sua retribuzione è stata sforbiciata da 110 a 93mila euro, ma, rispetto al passato quando Romeo incassava poco meno di 40mila euro, ad oggi risulta comunque aumentata del 138%.
Ma le polemiche potrebbero non finire qui.
A creare imbarazzo ci sarebbe anche il nome individuato per guidare il gabinetto di Palazzo Senatorio: Luca Uguccioni, 50 anni, avvocato anche lui, torinese di nascita ma pesarese d’adozione, fino a oggi segretario generale nell’amministrazione Pd di Virginio Merola, dove però era dimissionario.
Nel 2012 è finito al centro di un’accesa polemica, sollevata dai 5 stelle emiliani, per l’acquisto con denaro pubblico di una lussuosa poltrona modello “Aeron Posturefit” del costo di 1609 euro.
“Raggi mi è piaciuta moltissimo – dice Uguccioni – diventare capo di gabinetto sarebbe il sogno di una vita”.
(da “Huffingtonpost”)
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Ottobre 16th, 2016 Riccardo Fucile
DURANTE LA MARCIA IN MEMORIA DELLA DEPORTAZIONE DEGLI EBREI A ROMA, LA SINDACA RIMEDIA L’ENNESIMA BRUTTA FIGURA
La sindaca stellonauta colleziona una bella figuraccia prima di ritirarsi in campagna. Questa dinamica è
un po’ come la caccia ai Pokemon e i grillini ne stanno catturando davvero molti, peccato che nei fatti si tratti di giganti gaffe.
La prima cittadina ha pensato bene di dilungarsi in chiacchiere durante la marcia silenziosa in memoria della deportazione degli ebrei di Roma del 16 ottobre 1943.
Da qui è emerso un singolare fuori programma tra il fondatore della comunità di Sant’Egidio Andrea Riccardi.
Nel corso del corteo la prima cittadina si è soffermata a parlare con alcune persone e quando Riccardi le ha chiesto che fine avesse fatto, la stessa ha ammesso di essersi dilungata in chiacchiere.
“Una marcia del silenzio è l’occasione per chiacchierare?”, le ha detto l’ex ministro forse con ironia.
In effetti a certe cerimonie o non ci si va o si mantiene un profilo di serietà istituzionale.
Alla fine la sindaca si è ritirata vicino ad Anguillara Sabazia per un un week end per fare squadra, in un agriturismo alle porte di Roma.
Pensavamo che nel proprio ambiente non avrebbe fatto danni, ma col video “in allegria” di cui parliamo in altro post, ci siamo dovuti ricredere.
(da agenzie)
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Ottobre 15th, 2016 Riccardo Fucile
CONCLAVE BUNKER M5S AD ANGUILLARA IN UN AGRITURISMO SEGRETATO: BOCCHE CUCITE E CELLULARI VIETATI
Ritiro bunker per i 5Stelle capitolini. Un modo per fare squadra e conoscersi meglio.
La convocazione ufficiale è arrivata venerdì pomeriggio, anche se il week end fuori porta era già nell’aria da luglio.
Ai consiglieri e agli assessori è stato chiesto di mantenere la massima riservatezza e per evitare fughe di notizie nella prima mail neanche era stata indicata la destinazione.
“Dove andiamo? Boh”, dicevano tra i loro i convocati. “Andiamo a fare spogliatoio”, ribatteva un altro a Palazzo Senatorio.
Solo a tarda sera, sempre via mail, sono state comunicate le indicazioni stradali. Si apprende che la riunione top secret sarà in zona Anguillara, non lontano dal lago di Bracciano, per intendersi, in un agriturismo.
Una due giorni, full immersion, per parlare di ciò che è stato fatto finora e dei progetti futuri.
La sindaca Virginia Raggi raggiungerà la sua squadra sola in serata perchè impegnata prima a Milano per i funerali di Dario Fo, a cui non è voluta mancare, e poi alla commemorazione per il 73esimo anniversario della deportazione degli ebrei romani dal ghetto.
La giornata clou sarà domenica quando il primo cittadino ascolterà i suoi e poi – viene spiegato – indicherà obiettivi e scadenze.
Verso mezzogiorno alcuni consiglieri rispondono al telefono mentre sono in strada: “Sarà un team building”, dice il capogruppo Paolo Ferrara, che aggiunge: “Ma non posso dire di più. Sarà un modo per parlare tra noi”.
Non ci sono quindi in programma corsi esterni tenuti da esperti, bensì uno scambio di idee tra consiglieri e assessori. Il tutto in vista dalla scadenza più importante, cioè la legge di bilancio con tanto di piano di rientro in vista dell’incontro che Virginia Raggi avrà con il premier Matteo Renzi proprio per parlare del debito di Roma.
Non è la prima volta che i grillini adottano questo metodo.
Già i parlamentari, non molto tempo fa, nel marzo scorso si erano riuniti con Beppe Grillo in un casale.
Adesso il sindaco Raggi, finita settimane fa sotto attacco per uno stile non propriamente grillino, recupera terreno anche così: “Facciamo squadra”, va dicendo per compattare i suoi dopo i malumori in seguito al caos che ha coinvolto l’assessore all’Ambiente Paola Muraro.
Quest’ultima presente al ritiro bunker. Ritiro bunker, che tra le raccomandazioni diffuse ai partecipanti ha quella di usare il cellulare il meno possibile.
(da “Huffingtonpost”)
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