Settembre 6th, 2016 Riccardo Fucile
M5S SENZA UNO STRACCIO DI CLASSE DIRIGENTE… ARRIDATECI LA CASALINGA DI VOGHERA
La cosa grave non è tanto che la sindaca Raggi abbia nominato assessore al Bilancio un ex magistrato
economico che dice «sprid» invece di spread e «down ground» invece di downgrade.
E non è neanche che i conti depressi della Capitale siano finiti nelle mani di un signore che chiese, inascoltato, 351 miliardi di euro alle agenzie di rating per avere complottato contro Berlusconi e che ha dato alle stampe un saggio, ingiustamente passato sotto silenzio, dal titolo «Giulio Andreotti, Paolo Conte e Tinto Brass».
Non è neppure che questo portento, il dottor De Dominicis, le sia stato segnalato dall’avvocato Sammarco, socio del berlusconiano di estrema destra Cesare Previti.
Nè che la Raggi, in campagna elettorale, si sia dimenticata di avere fatto pratica nel loro studio per poi minimizzare quella frequentazione imbarazzante riducendola a fugace struscio (a giudicare dalle ultime mosse, non così fugace).
La cosa grave è che la sindaca dei Cinquestelle sia salita al Campidoglio senza uno straccio di classe dirigente, mentre il principale scopo di un movimento politico dovrebbe essere quello di selezionare le personalità da inserire nelle istituzioni.
Così la Raggi ha dovuto affidarsi al bricolage, mettendo insieme pezzi della destra romana e figure discusse come quell’assessora all’Ambiente che ha tenuto nascosto per mesi un avviso di garanzia.
Ricordate quando Grillo arringava i grulli profetando che in una politica liberata dall’infame presenza dei partiti avrebbe fatto gestire i bilanci dalle casalinghe di Voghera?
Evidentemente le casalinghe sono finite.
O non sono mai cominciate.
Massimo Gramellini
(da “La Stampa”)
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Settembre 6th, 2016 Riccardo Fucile
DI MAIO: “TENUTI ALL’OSCURO”… LA SINDACO CAMBIA VERSIONE: “AVVISAI TAVERNA”
Il direttorio sapeva oppure no?
Un secondo dopo aver ascoltato Virginia Raggi ammettere che era a conoscenza delle indagini su Paola Muraro, questa è l’unica domanda che tutti si fanno.
A porla in commissione è Andrea Augello. Ha informato i vertici del M5S? «Sì certo» è la risposta che dà la sindaca.
Pochi minuti prima era filtrata invece la versione del direttorio: «Non sapevamo nulla». Muraro e Raggi sapevano, ma non avrebbero detto nulla.
Beppe Grillo, Davide Casaleggio, Luigi Di Maio, il minidirettorio romano guidato da Paola Taverna: tutti erano all’oscuro. Ma la sindaca dice il contrario. Chi ha ragione? Qualcuno mente.
Di certo stona l’ulteriore versione che a tarda serata offre la sindaca durante la parte secretata dell’audizione quando ammette: «Non ho informato Grillo nè Di Maio, ma solo Taverna e Vignaroli del minidirettorio».
Il sospetto tra i deputati e i senatori della commissione è di trovarsi di fronte a una ricostruzione corretta dovuta alle ire del direttorio, tra la prima parte in streaming dei colloqui e la seconda a telecamere spente.
Fonti dello staff pentastellato alla Camera confermano «il senso di stupore» in cui sono sprofondati i membri del direttorio.
Di Maio ha chiesto conferma se qualcuno fosse stato perlomeno preallertato. Grillo ha fatto lo stesso, al telefono: «Chi sapeva?» ha domandato.
«Nessuno di noi Beppe — gli è stato risposto da un membro del direttorio». In realtà tra Di Maio, Alessandro Di Battista — gli unici fino a ieri a difendere Raggi — Carla Ruocco e Roberto Fico, che invece con il loro silenzio ne hanno preso teatralmente le distanze, l’ammissione della sindaca sembra essere piombata all’improvviso.
E non è stato certo piacevole.
Ruocco, già furiosa per le dimissioni di Marcello Minenna, non si tiene e questa volta twitta di suo pugno. «Preciso di non conoscere la dott.sa Muraro e che apprendo da fonti giornalistiche le sue vicende giudiziarie».
Di Maio, pragmatico come al solito, vuole invece valutare attentamente la situazione. Capire da Raggi quale sarà la sua difesa questa volta e quali i contraccolpi. Anche perchè non solo avrebbe nascosto la verità , ma li smentisce.
«Non può venirci contro così» è la reazione nel direttorio mentre d’accordo con lo staff si pensa a cosa dire: «Sui giornali già si diceva delle indagini. Ma non sapevamo della richiesta del 335».
Così il direttorio prova a fare fronte comune: non sapevano che Muraro aveva chiesto la certificazione dell’avvenuta iscrizione sul registro degli indagati.
«Ora Virginia dovrà chiarire» concordano Grillo, Di Maio e Ruocco. Carlo Sibilia, il membro del direttorio solitamente più defilato, è l’unico a rilasciare dichiarazioni alle agenzie: «Personalmente non ne sapevo nulla. Ma da quanto ho capito non c’è stato un avviso di garanzia».
I vertici del M5S hanno ben chiaro che la situazione a Roma è a un passo dall’essere drammatica. E quanto ha fatto Raggi potrebbe avere conseguenze imprevedibili nell’ascesa verso Palazzo Chigi di Di Maio.
Perchè un conto doveva essere gestire solo il caso di un’assessora indagata, Un altro sentirsi estromessi dalla verità dalla sindaca 5 Stelle di Roma.
Lo stesso sentimento che provano gli assessori, come Paolo Berdini, all’Urbanistica e a un passo dall’addio. «Io l’ho saputo dai giornali» ammette Adriano Meloni, allo Sviluppo economico.
Anche con i 29 consiglieri pentastellati, riuniti a pochi passi dal Campidoglio, il sindaco non ne ha mai parlato. C’è chi cerca di minimizzare la poca trasparenza come Enrico Stefano «Un vecchio adagio dice: Non si può dire tutto a tutti. Avranno avuto i loro buoni motivi per tenerci all’oscuro».
E c’è invece chi quei buoni motivi vuole capirli: «Non ci ha mai detto nulla, ma con Virginia parleremo – assicura Alisia Marani – Non so invece se confermeremo la fiducia a Muraro».
(da “La Stampa”)
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Settembre 5th, 2016 Riccardo Fucile
E LA RAGGI, PUR ESSENDONE A CONOSCENZA, L’HA NOMINATA ASSESSORE
L’assessore all’Ambiente Paola Muraro sa di essere indagata dalla Procura di Roma per reati ambientali dal 18 luglio.
E’ stata la stessa Muraro a comunicarlo alla commissione Ecomafie, alla Camera, rispondendo alle domande del presidente Alessandro Bratti.
L’assessore ha spiegato che attraverso l’avvocato ha fatto domanda al Palazzo di Giustizia secondo l’articolo 335 del codice penale per sapere se ci fossero inchieste a suo carico.
La Muraro, in particolare, è stata iscritta nel registro degli indagati dal 21 aprile ed è accusata di reati ambientali: la contestazione è di aver violato l’articolo 256 comma 4 del testo unico dell’ambiente (l’articolo 256 punisce l’attività di gestione di rifiuti non autorizzata).
I fatti contestati risalgono a quando la Muraro era una consulente dell’Ama, l’azienda di rifiuti di Roma.
L’assessore Muraro si trova in commissione Ecomafie insieme al sindaco Virginia Raggi che ha anche introdotto i programmi per migliorare il ciclo dello smaltimento dei rifiuti nella Capitale.
“A Roma abbiamo trovato una situazione molto critica” ha detto la Raggi in audizione. “Il nostro modello è rifiuti zero”, ha aggiunto. “Ama non funziona in maniera egregia e non mira a questo obiettivo. Il nostro obiettivo è portare Ama a chiudere il ciclo: non solo la raccolta dei rifiuti ma anche il trattamento”, precisa.
“Per fare questo dobbiamo un po’ risanare i conti di Ama”.
(da agenzie)
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Settembre 5th, 2016 Riccardo Fucile
ENNESIMA BRUTTA FIGURA, PER USCIRNE QUALCUNO PROPONE DI RESETTARE TUTTO
Il ruolo dell’avvocato Sammarco nella scelta di Raffaele De Dominicis come assessore al Bilancio
assesta un nuovo colpo al già precario equilibrio del Movimento 5 Stelle a Roma.
Il Direttorio M5S non parla ma le sue prime reazioni non ufficiali sono di smarrimento: per quanto incredibile possa sembrare, ancora una volta, come nel caso dell’assessore Marcello Minenna, il gruppo dirigente pare non sapesse nulla del ruolo al fianco della sindaca Virginia Raggi dell’avvocato Sammarco, legale dello studio che ha difeso Cesare Previti.
Luigi Di Maio a questo punto sarebbe pronto a pilotare un intervento drastico sul Campidoglio, una soluzione netta e immediata di tutti i problemi dell’amministrazione Raggi, per ripartire.
“Dobbiamo resettare tutto e subito – trapela dagli ambienti del Direttorio – per portare Virginia fuori dal cosiddetto raggio magico, di cui è evidente che faccia parte anche Sammarco”.
Oltre all’avvocato, i nomi più discussi sono quelli di Raffaele Marra, uomo vicino a Gianni Alemanno oggi vice capo di gabinetto, e di Salvatore Romeo, capo della segreteria
Il Direttorio, che dovrebbe sapere tutto e controllare tutto rispetto a Roma, sarebbe quindi caduto dalle nuvole mentre sulla terra, anzi in cima al Campidoglio, Virginia Raggi si muoveva secondo schemi e in ambienti lontani dal Movimento 5 Stelle.
Le parole di De Dominicis al Corriere della Sera e al Fatto Quotidiano – “un amico, l’avvocato Sammarco, mi ha chiesto la disponibilità ” ammette l’ex magistato contabile – hanno fatto deflagrare quindi un nuovo caso all’interno del mondo pentastellato.
Un caso che i vertici questa volta non hanno intenzione di lasciar cadere nel vuoto.
Alla lettura dei giornali, parte un giro di sms e di valutazione tra i componenti del Direttorio e del mini-direttorio: “Ma tu lo sapevi di Sammarco?”.
La domanda che si rincorre è: “In qualità di cosa lo ha fatto?”.
Alcuni componenti del Direttorio, a taccuini chiusi, non nascondono il loro stupore che si somma alla rabbia per clima che c’è in Campidoglio e che ha portato Marcello Minenna all’addio: “Se De Dominicis lo ha detto, evidentemente sarà così. Mi sembra sia molto chiaro”.
A Palazzo Senatorio si rincorrono invece le voci di una possibile smentita, come se il neo assessore non avesse mai detto parole simili a due quotidiani. Ma la smentita non arriva.
Piuttosto interviene la stessa Raggi per difendere la scelta della sera prima e con un video pubblicato sulla sua pagina Facebook dice che De Dominicis “è un magistrato che ha sempre lottato per la legalità e la trasparenza, siamo onorati di averlo”. Insomma, i 5 Stelle, sotto attacco dei dem, rilanciano la palla nel campo dell’avversario, mentre i vertici ragionano su come resettare e ripartire.
(da “Huffingtonpost”)
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Settembre 5th, 2016 Riccardo Fucile
DE DOMINICIS: “UN AMICO, L’AVV. SAMMARCO MI HA CHIESTO LA DISPONIBILITA’, LA RAGGI L’HO SENTITA SOLO DUE GIORNI FA”… DALLO STREAMING AGLI AMICI DEGLI AMICI
Nuova bufera sul Campidoglio dopo le dichiarazioni del neo assessore al Bilancio, Raffaele De Dominicis.
In una intervista, ha infatti ammesso di essere stato nominato al ruolo che fu di Marcello Minenna, dopo una telefonata dell’avvocato Pieremilio Sammarco, titolare di uno studio di diritto amministrativo e fratello di Alessandro, avvocato penalista già legale di Cesare Previti, presso il cui studio l’attuale sindaco di Roma ha svolto il proprio tirocinio.
Ce n’è abbastanza per alimentare un fuoco ininterrotto di comunicati e dichiarazioni via Twitter da parte di vari partiti, in primis il Pd.
Attacca il renziano Carbone: “l partito-movimento, che voleva dare insegnamenti di democrazia diretta rasparenza, subappalta la scelta per incarichi di primo piano al Comune di Roma al titolare dello studio legale dove Raggi faceva il praticantato. E’ la prova che Alemanno e Previti dettano legge nella giunta capitolina con buona pace dei grillini e delle loro ansie di presunto cambiamento».
Aguerrita anche la deputata Alessia Morani, che dei dem è anche vice capogruppo alla Camera: «In omaggio alla trasparenza, oggi dalle parole dello stesso neo assessore al Bilancio Raffaele De Dominicis apprendiamo che la scelta è stata fatta su indicazione dell’avvocato Sammarco. Un’ulteriore conferma, dopo il caso Marra, che a Roma sta tornando indietro sia nei metodi di decisione, sempre i n circoli di potere ristretti e opachi, sia nei legami con quel mondo della peggiore destra che tanti danni ha fatto alla città . Nessun nuovo vento, nessun cambiamento, ma solo il perpetuarsi dei peggiori vizi della capitale», spiega Morani. “Dallo streaming agli amici degli amici”
Il senatore ultra renziano Andrea Marcucci sottolinea la mutazione repentina che sembra interessare il dna stesso dei Cinque Stelle: «Streaming? Referendum? Uno vale uno? Macchè, ora basta segnalazione di un amico di destra», scrive su twitter. Oggi in Commissione con Raggi
Alle 17:30 l’assessora sarà audita, insieme alla sindaca Virginia Raggi, dalla commissione parlamentare sulle Ecomafie, alla quale aveva chiesto di intervenire già qualche settimana fa, nelle ore successive alle dimissioni dell’ex amministratore delegato di Ama Daniele Fortini.
La deposizione sarà successivamente acquisita dalla procura.
(da agenzie)
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Settembre 4th, 2016 Riccardo Fucile
EX PROCURATORE DEL LAZIO, METTE GIA’ LE MANI AVANTI: “SONO UN UOMO LIBERO, I MIEI MODELLI CROCE E PANNELLA”
Un altro magistrato per Virginia.
Il sindaco di Roma avrebbe scelto come assessore al Bilancio, dopo le dimissioni di Marcello Minenna, l’ex procuratore generale della Corte dei Conti del Lazio, Raffaele De Dominicis
La notizia è stata anticipata da Repubblica, che scrive: “In veste di procuratore regionale del Lazio si è occupato del caso metro C e ingaggiato un lungo braccio di ferro con le agenzie di rating. E’ andato in pensione a giugno, ma la sua è stata una lunga carriera giuridica.
Un passato nell’amministrazione civile dell’Interno, per poi entrare nella magistratura contabile nel 1985 con le funzioni requirenti di secondo grado presso la procura generale per oltre 13 anni.
Si è occupato di controlli preventivi di legittimità sugli atti e di Sace, società pubblica per i servizi assicurativi del commercio estero, predisponendo cinque relazioni al Parlamento”.
“Nessuno può nascondersi che le difficoltà ci siano”, a Roma c’è da tempo un ‘buco’ di bilancio per il quale si dovranno anche esaminare “soluzioni di carattere draconiano” ha detto De Dominicis che ci tiene a sottolineare il suo ruolo “tecnico” e rileva: “Affronto il compito con spirito laico e di sostegno alla città . Una città che ha bisogno di aiuto e che è un giacimento turistico e culturale unico al mondo. Io sono un uomo libero, indipendente e mi definisco un discepolo di Benedetto Croce, come lo era il mio amico Marco Pannella”.
(da “Huffingtonpost”)
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Settembre 4th, 2016 Riccardo Fucile
L’ASSESSORE BERDINI: “MI SENTO ISOLATO. SU MINENNA ERA SOLO CONTRO TUTTI
Continua il caos nella squadra Raggi. 
Dopo le cinque dimissioni dei giorni scorsi e l’indagine su Paola Muraro, assessore all’Ambiente del comune di Roma, per abuso d’ufficio e violazioni ambientali, trema anche la posizione di Paolo Berdini, assessore all’Urbanistica e fiore all’occhiello del team.
L’addio di Marcello Minenna, tecnico come lui, e del capo di gabinetto Carla Ranieri, come riporta Repubblica, lo avrebbero particolarmente scosso.
«In giunta mi sento isolato, ma per ora non mollo. Sto lavorando a dossier a cui tengo molto, finchè ci saranno le condizioni vado avanti».
Così ha affermato il professore che, venerdì, ha provato a far valere le sue ragioni, definendo «un errore di forma e di sostanza» la richiesta di parere all’Anac sulla nomina della Raineri.
«Ma eravamo 8 contro uno, e quell’uno ero io», si sfoga Berdini, grande conoscitore del tessuto urbanistico della città e alle prese con dossier come il nuovo stadio, la Fiera, le Olimpiadi.
Anche sui Giochi del 2024 è finito in minoranza. Le sue parole di apertura sono state bocciate dal direttorio del M5S.
Intanto, però, non teme di essere allontanato: «Non possono mandarmi via, dopo Minenna sarebbe un altro colpo alla credibilità della giunta».
Piuttosto, infastidito dal protagonismo del “raggio magico” (“Senza più la Ranieri, Marra è tornato in prima fila”), potrebbe essere lui a fare un passo indietro.
(da “Huffingtonpost“)
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Settembre 3rd, 2016 Riccardo Fucile
PARLA SALVATORE ROMEO (MA FORSE SAREBBE STATO MEGLIO FOSSE STATO ZITTO)
“Ci stiamo fasando, come il motore che ha delle fasi e deve andare a regime”. 
Lo dice Salvatore Romeo, capo della segreteria del sindaco di Roma Virginia Raggi, intervistato dal Corriere della Sera e dal Messaggero.
Romeo minimizza il caos sulle delibere sullo staff: “Ci sono stati degli errori formali dovuti magari alla necessità di fare in fretta, che era agosto, fa caldo…”.
Anche sulla sua posizione “c’è stato un errore” e “magari sarò il prossimo a finire sotto esame. Ma sono sereno. Dovremo provvedere ad una modifica della fascia reddituale di attribuzione”.
Vuol dire che il suo stipendio verrà rivisto al ribasso?
“Bè, che venga visto al rialzo mi sembra difficile…”, risponde.
Ne abbiamo sentite tante da parte dei politici e dei loro staff per giustificare errori più o meno voluti, ma questa è la prima volta che essi vengano attribuiti alle condizioni metereologiche.
Il caldo pare faccia brutti scherzi, in tutti i sensi.
Ma a questo punto a che servono negli uffici della segreteria del sindaco i condizionatori d’aria non ci è stato ancora chiarito.
Magari Romeo ce lo spiegherà in una prossima occasione.
(da agenzie)
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Settembre 2nd, 2016 Riccardo Fucile
TRE I “CASI SENSIBILI” TRA I COLLABORATORI SCELTI DALLA SINDACA
Nel mirino dell’Anac non c’è solo la nomina (ora annullata) di Carla Romana Raineri, il magistrato
ormai ex capo di gabinetto del Comune.
L’Autorità anticorruzione, guidata da Raffaele Cantone, sta passando al vaglio tutti gli atti dell’amministrazione Raggi dal giorno della sua proclamazione (avvenuta il 22 giugno) e li valuterà la prossima settimana.
Dopo il parere che ha portato le dimissioni in Campidoglio, ci sarebbero altre posizioni all’interno dell’amministrazione capitolina al vaglio dell’Anac.
In particolare, le delibere più “sensibili”, per gli effetti che potrebbero scaturire, sono quelle sugli staff della stessa sindaca e del suo vice Daniele Frongia visto che anche su queste potrebbero esserci dei vizi di legittimità .
L’Anac sta studiando l’applicazione degli articoli 90 e 90 comma terzo del Tuel (Testo unico enti locali), quelli con in quali vengono assunti a tempo determinato i collaboratori degli organi politici dei Comuni.
Anche lì, infatti, potrebbero sorgere dei problemi. Il consiglio dell’Autorità le valuterà al più presto nel corso di una delle prossime riunioni, quasi certamente già la prossima settimana.
I tre casi sotto la lente
Tre, soprattutto, i casi da analizzare. Quello del capo segreteria della Raggi, Salvatore Romeo, il dipendente del Campidoglio (e attivista Cinque Stelle) che si è messo in aspettativa dal Comune per poi essere “riassunto” con qualifica dirigenziale (a oltre 100 mila euro l’anno), di Andrea Mazzillo (strettissimo collaboratore della Raggi, responsabile dell’attuazione del programma, anche lui assunto con qualifica dirigenziale) e di Eric Sanna, capo staff di Frongia.
Qualora l’Anac riscontrasse errori nelle procedure adottate, anche questi contratti potrebbero essere revocati.
Ma il parere della squadra di Cantone (piuttosto seccato, si dice, per la pubblicazione su Facebook fatta dalla Raggi del parere dell’autorità sulla Raineri), fanno sapere dal Campidoglio, «non è ancora arrivato»
Ernesto Menicucci
(da “il Corriere della Sera”)
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