Maggio 6th, 2016 Riccardo Fucile
MILANO: PARISI 38,3% SALA 37,6%… ROMA: RAGGI 28,2%, GIACHETTI 20,6%, MARCHINI 20,3%, MELONI 19,6%… AL BALLOTTAGGIO PARITA’ SOLO TRA RAGGI E MARCHINI, CON LA MELONI LA RAGGI VINCEREBBE 53,6 CONTRO 46,4%
Stefano Parisi ha sorpassato Beppe Sala nei sondaggi sulle amministrative realizzati da Tecnè per
TgCom24.
Al primo turno il candidato del centrodestra sarebbe avanti dello 0,7 per cento, attestandosi al 38,3.
A prima vista si tratterebbe di un vero e proprio travaso di voti perchè rispetto all’ultima rilevazione di 10 giorni fa l’ex manager di Expo ha perso lo 0,4 per cento e la stessa quota è andata invece a incrementare le preferenze per l’ex dirigente aziendale sostenuto dall’intero centrodestra e da Ncd .
Da notare che Basilio Rizzo, candidato dell’area di sinistra, raccoglie circa il 5 per cento dei voti( (che di fatto sottrae a Sala)*
Il vantaggio di Parisi su Sala si confermerebbe, anche se con una distanza inferiore, al ballottaggio: Parisi al 50,3, Sala al 49,7.
La cosa certa è che si tratterà di un testa a testa.
Meno sorprendente — rispetto a tutti i sondaggi degli ultimi mesi — il dato di Tecnè per le Comunali di Roma.
Qui è in vantaggio la candidata a sindaco del Movimento Cinque Stelle Virginia Raggi che anzi aumenta il suo bacino di voti virtuale dello 0,6 per cento. Raggi è data ora al 28,2 (contro il 27,6 del 27 aprile).
La Raggi è l’unica certa di conquistare il secondo turno delle amministrative nella Capitale.
Gli altri candidati: Roberto Giachetti (Pd) è al 20,6, Alfio Marchini è al 20,3%, Giorgia Meloni è al 19,6%.
Nel caso di un ballottaggio tra Raggi e Giachetti, la candidata grillina è in vantaggio di oltre 20 punti percentuali (finirebbe ad oggi 60,4 a 39,6).
Tirata al massimo, invece, l’eventuale sfida tra la stessa Raggi e Marchini: 50,1 a 49,9.
Il ballottaggio tra la candidata dei 5 Stelle e la Meloni vedrebbe infine la Raggi al 53,6% contro il 46,4% della leader di Fratelli d’Italia.
(da agenzie)
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Maggio 6th, 2016 Riccardo Fucile
“SCI E SCARPONI LI DA’ IN AFFITTO IL M5S?”…”E UNA RUOTA PANORAMICA DIETRO IL CUPOLONE?”
Uno dei più gravi problemi di Roma? Il traffico. E i mezzi pubblici che funzionano male (quando funzionano).
“Serve un cambio di marcia” deve aver pensato la candidata sindaco dei 5 Stelle nella Capitale, Virginia Raggi.
Qualcosa di rivoluzionario che non sia, come diceva Verdone in Gallo Cedrone, “prosciugare il Tevere perchè così il traffico score”.
Quindi? Una funivia.
Sì, una di quelle cose coi piloni, la fune e le cabine che viaggiano qualche metro sopra il suolo. Quelle che si usano per andare sui monti a sciare.
Invece, qui, sarebbe in pianura: tra Casalotti e Boccea, secondo la Raggi.
“Un professore universitario ha studiato un sistema di funivia adatto alla pianura per portare i cittadini dall’estrema periferia alla fermata della metropolitana Battistini. Si tratterebbe di porre semplicemente i piloni della funivia e di calibrare bil numero delle cabine a seconda dell’afflusso dei passeggeri nelle varie fasce orarie” ha spiegato al Senato, ripresa dal quotidiano “Il Messaggero”.
Funivie in città già esistono: a parte quella famosissima che sale al Pan di Zucchero a Rio, ce ne sono a Bercellona e a Singapore. ma hanno finalità per lo più turistiche. “Ma i costi di una funivia sono un decimo di quelli di un tram” insiste la Raggi.
L’idea, però, ha suscitato per lo più ironia e ilarità sui social network.
Ecco alcuni dei commenti su Twitter, riportati sempre da “Il Messaggero”: “A quando il teletrasporto?”. Oppure: “E una bella ruota panoramica dietro al Cupolone?”. E ancora: “Ma questa @virginiaraggi si rende conto che dentro una funivia non entra lo stesso numero di persone che va in un treno?”.
Pure su Facebook i commenti sulla funivia a 5 Stelle sono stati un poco corrosivi. Alberto: “Sci e scarponi li dà in affitto il M5s”. Daniele: “Più parapendii e deltaplani per i romani vota Raggi”. Marcello: “Perchè non una bella funivia fino a Ostia direttamente sulla spiaggia?”.
(da agenzie)
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Maggio 5th, 2016 Riccardo Fucile
CHI C’E’ NELLE LISTE DEI VARI PARTITI IN CORSA PER IL CAMPIDOGLIO
Alla conquista di uno scranno dell’Aula Giulio Cesare. 
Per chi sogna di sedersi in assemblea capitolina è fissata a questo sabato la deadline per la presentazione delle liste elettorali. È fissata infatti per il 7 maggio alle 12 la deadline per la presentazione delle candidature a sindaco e delle liste collegate.
Come da legge, c’è tempo dalle 8 di domani (30esimo giorno prima della data delle elezioni, fissate per decreto il 5 giugno) alle 12 di dopodomani (29esimo giorno) per ufficializzare i nomi per Campidoglio e Municipi, dopodichè i giochi saranno chiusi. Le liste andranno depositate presso l’Ufficio elettorale del Comune, in via Luigi Petroselli 50.
E tra gli aspiranti consiglieri comunali non mancano cognomi importanti della storia italiana: da Piera Levi Montalcini, nipote del Premio Nobel, a Maria Fida Moro, figlia del presidente della Dc Aldo, passando per Giuseppe Cossiga, figlio dell’ex presidente della Repubblica Francesco, fino alla sfida tra le nipoti di Benito Mussolini, le ‘sorellastre’ Alessandra e Rachele, la prima a guidare le fila di Forza Italia, la seconda candidata con Giorgia Meloni.
E non manca neanche un ex del Grande Fratello, Roberta Beta, veterana della prima edizione del reality show pronta ad entrare in Campidoglio seguendo Alfio Marchini. Entro il 7 maggio, dopodomani, le liste dovranno essere consegnate nella sede dell’ufficio elettorale del Campidoglio.
Primo ad avere pronta la lista, pubblicata su Facebook già il 21 aprile scorso, è stato il Movimento 5 Stelle. A sostenere la pentastellata Virginia Raggi i suoi ex colleghi d’aula Marcello De Vito, capolista, Daniele Frongia, Enrico Stefano e poi altri 45 aspiranti consiglieri scelti attraverso le ‘comunarie’ sul web.
In casa Pd, ad appoggiare la corsa di Roberto Giachetti, oltre a diversi ex consiglieri comunali dem che tenteranno il bis (da Valeria Baglio a Michela Di Biase a Giulia Tempesta), ci saranno Piera Levi Montalcini, che guiderà la lista dei democrat – al secondo posto l’ex deputata Paola Concia paladina dei diritti gay -, e Maria Fida Moro, figlia dello statista ucciso dalle Br, a capo della lista dei moderati ‘Più Roma’. Nella civica pro Giachetti lo scrittore Marco Lodoli, l’ex campionessa di nuoto Alessia Filippi e due ex fedeli al sindaco Ignazio Marino, Svetlana Celli e Franco Marino; i Verdi invece saranno capeggiati dal comico Giobbe Covatta.
Nathalie Naim, la consigliera ‘pasionaria anti-degrado’ del centro storico di Roma esclusa dalla lista civica Giachetti per una querela, sarà invece tra le fila dei Radicali insieme al loro segretario Riccardo Magi.
Nel centrodestra si preannuncia una sfida tra due nipoti del Duce. Alessandra Mussolini sarà la capolista di Forza Italia che appoggia Marchini.
Come avversaria avrà Rachele, candidata da Giorgia Meloni: Rachele Jr, omonima della nonna è nata dal secondo matrimonio di Romano Mussolini, padre anche di Alessandra Mussolini,
Nella lista Fdi anche i consiglieri uscenti Fabrizio Ghera e Lavinia Mennuni, mentre quella in appoggio di ‘Noi con Salvini’ sarà capeggiata da Irene Pivetti. Sempre per Meloni, nella lista Federazione popolare per la libertà , correrà anche Giovanni Cossiga, figlio del ‘picconatore’ Dc.
A sostenere il “cuore spezzato” di Marchini ci saranno cinque o forse più liste civiche. La prima, la lista civica Marchini, avrà il cuore nel simbolo e sarà capeggiata dall’ex capogruppo Alessandro Onorato.
Un’altra riconducibile a Ncd e al ministro Beatrice Lorenzin, avrà come primo candidato l’ex senatore Stefano De Lillo: tra gli altri nomi che tenteranno la scalata verso l’Aula Giulio Cesare Roberta Beta, ex gieffina e conduttrice radiofonica.
Per Stefano Fassina, candidato di Si-Sel scenderanno in campo Tiziana Perrone, lavoratrice di Almaviva, e Gianluca Peciola, ex capogruppo Sel in assemblea capitolina.
(da “il Sole24Ore“)
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Maggio 4th, 2016 Riccardo Fucile
I SONDAGGI IPR E TECNE’ CONFERMANO: MARCHINI HA UN TREND IN ASCESA, LA MELONI STA CALANDO
Roma Il tempo stringe e l’asse Meloni-Salvini affronta la delicata prova della presentazione delle liste e delle presidenze dei municipi.
Con sullo sfondo la preoccupazione per i sondaggi che raccontano di tre candidati racchiusi in un punto percentuale (tra il 19,5 e il 20,5%), con il rischio concreto per la Meloni – il cui trend è in negativo a differenza di quello di Marchini – di finire addirittura quarta. E con Salvini che continua a sparare su Berlusconi, non contribuendo certo a rassicurare l’elettorato moderato.
Nel frattempo Lega e Fdi non trovano neanche l’accordo tra di loro sui municipi: la Lega vorrebbe ottenere i candidati presidenti dei due municipi che più fanno gola a entrambi i partiti: il Primo e il Quindicesimo, ovvero il Centro della Capitale e Roma Nord. Fdi ovviamente non ci sta.
La riunione degli stati maggiori non è stata risolutiva e la questione resta aperta.
Una corsa, quella per il Campidoglio, che accende qualche preoccupazione nel polo lepenista visto che il vantaggio che le rilevazioni assegnavano alla Meloni su Guido Bertolaso sembra essersi azzerato con il passaggio di Fi e di Francesco Storace su Marchini.
Nella puntata di Porta a Porta di ieri è stato presentato un doppio sondaggio realizzato da Ipr e Tecnè.
La candidata dei M5S Virginia Raggi è in testa con il 25% (Ipr) e 28,5 (Tecnè).
Per Ipr Meloni e Marchini si attestano al 20%, con Giachetti quarto al 19,5%.
Per Tecnè Giachetti è al 20,5%, Meloni al 20 e Marchini al 19.5%.
Nei possibili ballottaggi Tecnè ipotizza sempre la vittoria della Raggi M5S con Giachetti 60 a 40, con Marchini 51,5 a 48,5 e con Meloni 53 a 47. Ipr in caso di ballottaggio tra Raggi e Marchini considera la vittoria di Marchini 52,5 a 47,5.
Storace non perde occasione per mettere all’angolo l’incorenza della Meloni: “O il partito o la città . Se scegli il partito non te ne frega nulla della città . Se scegli la città , non metti veti di partito a chi non sta nel tuo. Nella Capitale non possiamo rischiare la sconfitta per le beghe di quella parte della destra romana che non tollera altre presenze, compreso quelli con cui ha governato e ora disconosce.A Roma hanno governato destra (noi no e gli uomini della Meloni sì) e sinistra. Bisogna ricominciare daccapo, senza baccano ideologico”.
(da agenzie)
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Maggio 4th, 2016 Riccardo Fucile
RAGGI TRA IL 25% E IL 28,5%, GIACHETTI, MARCHINI E MELONI TUTTI AL 20%… AL BALLOTTAGGIO: MARCHINI 52,5%-RAGGI 47,5%… RAGGI 53%-MELONI 47%… RAGGI 58%-GIACHETTI 42%
A Roma corsa a tre per il ballottaggio
I sondaggi Ipr e Tecnè Raggi e MoVimento 5 Stelle saldamente in testa Marchini, Meloni e Giachetti al 20% si giocano l’accesso al secondo turno
Per il secondo posto a Roma non sarà più una partita a due ma a tre: precisamente tra Giorgia Meloni, Roberto Giachetti e la new entry, Alfio Marchini.
Parola di sondaggione di Porta a Porta che ha richiesto a due società di rilevazioni (Ipr e Tecnè) di «testare» gli umori degli elettori dopo la crisi del centrodestra romano che ha visto la rottura tra Silvio Berlusconi e il duo «lepenista» Meloni-Salvini.
Il risultato? Se in pole position rimane da settimane la grillina Virginia Raggi — con una forbice che va dal 25% (Ipr) al 28.5 (Tecnè) — è l’altro accesso al ballottaggio che scatena la curiosità di addetti ai lavori e non.
Ed è un vero testa a testa.
Per Ipr, ad esempio, Meloni e Marchini si attestano al 20%; per Tecnè Giachetti è al 20.5%, Meloni al 20 e Marchini al 19.5%. Ipr, infine, colloca Giachetti in quarta posizione al 19.5%. Insomma, la «semplificazione» — ossia il passo indietro di Guido Bertolaso, sostenuto da Forza Italia, a favore di Alfio Marchini — nel centrodestra premia, almeno secondo le rilevazioni, la proposta di Alfio Marchini, al quale sono portati in dote adesso anche i voti dell’ormai ex candidato Francesco Storace.
Mentre, a quanto risulta, a farne le spese di questo sommovimento è il Pd Giachetti (che fino a questo momento superava un po’ ovunque il 20%).
Con un quadro ormai stabilizzato – quattro grandi candidature più gli outsider – che cosa ne sarà al secondo turno?
Nelle possibili combinazioni, per Tecnè Raggi vincerebbe contro tutti: da Giachetti (60 a 40), a Marchini (51.5 a 48.5) e Meloni (53 a 47).
Per Ipr vincerebbe la Raggi 58 a 42 con Giachetti e 51.5 contro 48.5 con la Meloni.
Il solo a poter contendere il Campidoglio? Per Ipr è proprio Alfio Marchini con un 52.5 contro il 47.5% della candidata del M5S.
Quest’ultima rilevazione, quindi, confermerebbe il leit motiv di diversi esponenti del centrodestra che hanno spiegato la loro scelta pro-Marchini indicandolo come il candidato che ha più possibilità di battere al ballottaggio la favorita Raggi.
Concetto ribadito ieri mattina da Francesco Storace il quale, riferendosi alle rilevazioni precedenti, è tornato ad attaccare così la candidata di Fratelli d’Italia e Lega: «Se Meloni avesse davvero intenzione di fermare la corsa della candidata del MoVimento 5 Stelle, sceglierebbe chi ha più possibilità . E come evidenziano tutti i sondaggi, chi ha più possibilità di battere la Raggi al ballottaggio è Marchini. Se si fanno altre scelte, evidentemente si punta a far perdere».
E se resta tutt’altro che scientifico il decurtisiano «è la somma che fa il totale», risulta evidente, allo stesso tempo, il potenziale bacino di consenso del centrodestra unito.
Ne è convinto l’ex leader della Lega Umberto Bossi: «A Roma si sta perdendo una grande occasione — si legge nell’intervista a Oggi – perchè, dopo il disastro di Marino, il centrodestra poteva vincere a mani basse».
E invece? «Sono stati commessi tanti errori — ha continuato il Senatùr, amareggiato -, da parte di tutti. Ci voleva maggiore unità . Ora si va divisi e nessuno riuscirà a vincere».
(da “il Tempo“)
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Maggio 3rd, 2016 Riccardo Fucile
POLVERINI: “MOLTA DESTRA ROMANA E’ SCHIERATA CON MARCHINI. SALVINI HA ALLONTANATO LA MELONI DAL NOSTRO MONDO”
“Ma di che parliamo. E’ il segno che non ci sono più argomenti!” Reagisce così Francesco Storace
alle ultime accuse di Giorgia Meloni che nello smentire ipotesi di un suo ritiro parla di “bufala” messa in giro dallo staff di Storace.
Intervenendo a Radio Città Futura, il leader de “La Destra” ribalta le accuse sulla Meloni: “Se avesse davvero intenzione di fermare la corsa della candidata del Movimento 5 Stelle, sceglierebbe chi ha più possibilità . E come evidenziano tutti i sondaggi, chi ha più possibilità di battere la Raggi al ballottaggio è Alfio Marchini. Se si fanno altre scelte, evidentemente si punta a far perdere”.
Storace ha poi ribadito le sue critiche a Giorgia Meloni, rea a suo dire, di aver posto immotivati veti. Dovuti a cosa?
“Chiedete a lei perchè non ha voluto fare coalizione con la mia storia pulita. Cosa è successo in questi ultimi tre anni per trasformarmi da “campione della destra”, candidato alle regionali, a nemico, oggetto di veto? Ma non è una cosa personale, l’ha fatto con tutti . La Meloni si sta comportando come Fini, sempre con me, nel 2008: veti su veti”.
Storace ha poi incalzato: “C’è tutto un mondo di destra che non si riconosce in Fratelli d’Italia. Ci sono gli esempi della Mussolini, che si candida con Forza Italia a sostegno di Marchini, della Polverini, che ha annunciato il suo sostegno, di me stesso a ricordarlo”
Storace ne ha anche per la candidata del M5S, Virginia Raggi e per le sua recente intervista sul debito di Roma: “ Ma che vuol dire azzerare il debito! Il debito semmai si ricontratta per ridurlo. Pensate cosa accadrebbe se arrivasse un signore a candidarsi come presidente del consiglio e proponesse di azzerare nel corso del suo mandato il debito dell’Italia… Uno così lo ricoverano”.
In un’intervista al Corriere della Sera la deputata di Forza Italia Renata Polverini afferma che “molta destra romana è schierata con Marchini. An è qui, con noi, con Marchini, non è Meloni ad aver raccolto l’eredità di un partito che ha tanti volti e tante personalità . Il problema della Meloni è Salvini: è lui che la allontana dalla destra in cui lei ha sempre militato”
(da agenzie)
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Maggio 2nd, 2016 Riccardo Fucile
RAGGI 27,6%, GIACHETTI 21,5%, MARCHINI 20.9%, MELONI 20%, FASSINA 5,6%, STORACE 1,6%
Non solo per i sondaggi Tecnè Marchini ha superato la Meloni, ma anche per l’ultimo sondaggio effettuato nella capitale dall’Istituto Tecno per conto di TGCOM 24.
La Raggi al primo turno non avrebbe avversari e si attesta a una quota di sicurezza del 27,6%.
In crisi rimane il candidato del Pd romano Giachetti che comunque resta al secondo posto con il 21,5% di consensi.
La grossa novità è sicuramente nel centrodestra: Marchini è al 20,9% contro il 20% da cui ormai non si smuove più la Meloni (oggi ha smentito le voci che si rincorrono su un suo ritiro).
Tra l’altro il sondaggio ha continuato a testare anche Storace, pur dando per certo ormai il suo passaggio alla coalizione civica di Marchini.
Quindi in teoria il suo 1,6% andrebbe a sommarsi ai voti di Marchini e con questi scavalcherebbe Giachetti, arrivando così al ballottaggio e relegando al quarto posto la Meloni.
Astenuti circa il 36%, incerti l’11%
(da agenzie)
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Maggio 2nd, 2016 Riccardo Fucile
IL GESTO INATTESO E I PROBLEMI DOPO LA VITTORIA
Prima di tutto, devo rendere onore al soldato Guido Bertolaso.
Dopo un lungo percorso dentro la giungla della grande burocrazia pubblica, una foresta piena di tigri e sciacalli, ma anche di scimmie ridanciane, si era ritirato in Africa a fare il medico.
Silvio Berlusconi, alla ricerca disperata di un candidato per le elezioni di Roma, gli aveva chiesto di ritornare in Italia per sobbarcarsi questo nuovo impegno.
Lo sventurato poteva di dire no, senza correre il rischio di essere deportato in un gulag per riottosi, allestito accanto al villone di Arcore.
Ma Bertolaso ha riposto sì, credo per lealtà nei confronti di un leader politico con il quale aveva lavorato da capo della Protezione civile.
Confesso di non essermi stupito. Appartengo a una generazione allevata sotto il segno di alcuni principi fondamentali, oggi diventati carta straccia
Uno di questi veniva definito, pensate un po’, il senso del dovere.
Nell’ Italia di un tempo c’ era gente che moriva per non tradirlo. Bertolaso si è comportato nello stesso modo. Per fortuna sua e dei famigliari, non ha tirato le cuoia.
Ma ha incontrato una sorte che, nella società dell’ immagine, può anche essere peggiore. Il Cavaliere, un super cinico come tutti i capi partito, dopo averlo arruolato se ne è disfatto quasi subito. Bertolaso poteva reagire in malo modo, però si è comportato da signore.
Dunque, onore a lui. Il Bestiario, per quel pochissimo che conta, gli offre il saluto delle armi.
Messo da parte quel candidato, Berlusconi ne ha scelto un altro: Alfio Marchini.
Tutti i lettori ne conoscono la storia e la figura, grazie al ritratto che anche noi ne abbiamo tracciato. Ma alle tante parole scritte in questi giorni, voglio aggiungere la mia impressione personale.
Non lo avevo mai incontrato, però mi era capitato di parlare di lui in qualche intervista.Dicendo che mi sembrava l’ uomo giusto per la battaglia di Roma. E che l’ avrei votato volentieri, se fossi un elettore della capitale, una megalopoli sfasciata da dove sono fuggito in tempo, dopo esserci vissuto per un quarto di secolo.
IL GESTO INATTESO
A quel punto, Marchini mi ha telefonato per ringraziarmi, un fatto che con i politici di prima fila non succede mai, proprio mai. Sul loro conto puoi scrivere di tutto. Dicendo che sono degni di un Premio Nobel oppure briganti di strada pronti ad ammazzare il primo bambino che passa. È un comportamento che non mi meraviglia più. Lo considero uno dei sintomi espliciti di una tragedia che ci riguarda tutti.
La Casta odierna è diventata di pietra. Abbiamo di fronte esseri umani ormai incapaci di qualsiasi reazione. Non hanno più nervi, cuore, carattere. Forse è vero che sono diventati altrettanti robot, purtroppo senza nessuno che li guidi.
Marchini non è così. Infatti un giorno l’ ho visto arrivare nella nostra casa, in un piccolo paese lontano da Roma.
In quel momento non era ancora il candidato del Cavaliere, ma soltanto di se stesso e della lista civica che intendeva partecipare alla battaglia per il Campidoglio.
Abbiamo parlato a lungo e ne ho ricavato un’ impressione che non mi aspettavo.
L’ ingegner Alfio era, anzi è, animato da un forte entusiasmo pulito. Vede la propria città immersa dentro un gigantesco dopoguerra. Distrutta non dalle bombe di una potenza militare avversaria. Bensì dall’ incuria di milioni di romani.
E si è dato la missione di salvarla e rimetterla all’ onor del mondo. Anche la parola “missione” è desueta, fuori moda. Ma non per Marchini, credo.
È un signore ricco, dunque non avrà bisogno di mazzette o di finanziamenti illeciti. È ancora giovane, ha compiuto da poco i cinquantuno anni, è un tipo di bella presenza, con una famiglia che immagino lo renda felice. Nessun medico gli ha ordinato di fare il sindaco di Roma. Ma credo che disponga di una squadra di amici intelligenti e pratici, il contrario dei sognatori.
DOPO LA VITTORIA
Tuttavia anche Marchini ha un problema gigantesco. Non è quello di vincere e sedersi in Campidoglio. Qui siamo nelle sabbie mobili dell’ incognito, dal momento che nessuna grande coalizione di sondaggisti sarebbe in grado di prevedere come finirà la guerra elettorale di Roma.
Il vero problema di Marchini si presenterà dopo una possibile vittoria. È sarà il suo rapporto con un altro signore che siede nel posto più importante della capitale: Palazzo Chigi. Sto parlando del premier Matteo Renzi. Due anni di governo gli hanno rivelato una verità che non si aspettava di incontrare. E la verità è la seguente. La rottamazione si sta rivelando uno slogan sempre più debole.
Possono essere rottamati i tantissimi migranti che sbarcano di continuo in Italia? Può essere rottamata la rabbia giovanile che sta affiorando? I probabili atti di terrorismo decisi dalle cellule del Califfato nero? I tanti episodi di corruzione che rischiano di travolgere la struttura periferica del partito guidato da lui? Le difficoltà di uscire per davvero dalla crisi economica globale, un’ impresa molto difficile per un paese fragile come il nostro?
LA GRANDE SFIDA
Gli avvisi di burrasca non stanno ancora affissi nella bacheca di Palazzo Chigi, ma non tarderanno molto ad apparire. E Renzi si sta blindando. Come? Affidando al proprio cerchio magico quote di potere sempre più importanti. E mettendo le mani sui media, su quelli pubblici come la Rai e su quelli privati, a cominciare da Mediaset. Per restare nel campo della carta stampata, è facile prevedere che gli editori verranno messi sotto pressione. I giornali ritenuti antirenziani non avranno più vita facile. E verranno sterilizzati. Si comincia ad avvertire un ventaccio di normalizzazione.
Nell’ ipotesi che diventi il sindaco di Roma, come si comporterà Marchini davanti a questo grumo di poteri renzisti? Oggi è impossibile prevederlo.
Ma se non vuole ridursi a riparare le buche delle strade, a raccogliere i rifiuti e a dare la caccia ai topi, deve fare del Campidoglio un soggetto politico in grado di parlare all’ Italia. Il ruolo di una capitale prevede anche questo.
Dunque su di lui grava un’ incognita forte, proprio per il suo profilo, il suo entusiasmo pulito, il suo desiderio di non apparire una meteora destinata a spegnersi presto. Marchini ha i numeri per riuscire a essere un protagonista della politica italiana? Gli auguro di sì. In caso contrario il suo slogan sul civismo operoso, innestato sull’ estremismo del buonsenso, come usa dire, si rivelerà soltanto uno specchietto per le allodole.
Giampaolo Pansa
(da “Libero”)
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Aprile 30th, 2016 Riccardo Fucile
IL LEADER LEGHISTA HA INIZIATO A FIUTARE IL RISCHIO CAPORETTO
Si sono cacciati in un bel guaio Giorgia Meloni e Matteo Salvini, che a Roma hanno evidentemente
tirato la corda oltre il punto di rottura.
La leader di Fratelli d’Italia aveva rifiutato l’ipotesi di sostenere Alfio Marchini, convergendo in un secondo momento sulla candidatura di Guido Bertolaso, mollato dopo pochi giorni e annunciando la discesa in campo per la corsa a sindaco della Capitale.
Di fatto, all’ex premier non era rimasto che optare per soluzioni alternative alla convergenza sulla Meloni, perchè quest’ultima avrebbe avuto il sapore di una resa alla linea oltranzista della Lega Nord, o meglio, del suo leader.
Sta di fatto, che il centro-destra corre diviso nella principale città italiana.
Non è un male, che ciò accada, perchè almeno così si fa chiarezza.
Lega e Fratelli d’Italia da una parte e Forza Italia, NCD e uomini di Raffaele Fitto dall’altra.
I sondaggi prima della scelta dell’ex premier indicavano uno scenario simile un testa a testa tra Meloni e Marchini per il secondo posto, ma qualche altri sondaggi riservati danno l’imprenditore capitolino avanti di qualche punto sulla leader di FdI.
E Francesco Storace oggi annuncerà di appoggiare proprio l’imprenditore, portandogli teoricamente in dote un altro paio di punti percentuali.
Nel caso di approdo al ballottaggio, Marchini sarebbe il candidato con le più elevate probabilità di battere la grillina Virginia Raggi.
Dunque, la scommessa di Berlusconi potrebbe rivelarsi vincente.
In ogni caso un’eventuale vittoria o un risultato comunque migliore di quello della Meloni aprirebbe scenari dirompenti sul piano nazionale.
Per Salvini sarebbe la fine.
Giuseppe Timpone
(da “Investire oggi”)
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