Aprile 23rd, 2016 Riccardo Fucile
GIACHETTI E’ MOLTO TONICO, STA FACENDO UNA BELLA LISTA… LA RAGGI SICURA AL BALLOTTAGGIO…FORZA ITALIA NON VA MALE: DAL 10% AL 15%
Marchini o Meloni? Per Berlusconi la scelta ideale sarebbe Marchini più Meloni. La leader di FdI è
forte ma da sola non arriva al ballottaggio, deve appoggiarsi a qualcun altro.
Per quanto riguarda Berlusconi, direi che il suo candidato, Bertolaso, si sta dimostrando piuttosto debole, e marginale nella partita elettorale. Va riconosciuto che lui ha l’immagine del decisionista, dote che ha espresso ai tempi del terremoto dell’Aquila, del G8, e sicuramente potrebbe esprimere anche da sindaco di Roma. Però non ha il vento dalla sua, e questo, al momento, è inequivocabile.
Quanto a Forza Italia, io la quoterei anche tra il 10 e il 15 a Roma.
Quanto agli altri candidati, Virginia Raggi sicuramente conquisterà al ballottaggio. La vera partita è per il secondo posto.
Roberto Giachetti è molto tonico in questo momento, sta facendo delle belle liste, con figure che la città sente come vicine.
Il centrodestra potrebbe fare grandi cose, perchè Roma pende tradizionalmente da quella parte.
Però, allo stato attuale, con le divisioni in atto la vedo dura.
(da “il Tempo”)
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Aprile 22nd, 2016 Riccardo Fucile
IL SENTIMENT RELATIVO AI CANDIDATI DI ROMA PREMIA LA GRILLINA: “MA NON SEMPRE CHI COMUNICA PIU’ INTENSAMENTE E’ PREMIATO DALL’OPINIONE PUBBLICA”
È in testa nei sondaggi, e, se fosse per il web, sarebbe già sindaco.
Virginia Raggi, la candidata M5s alla poltrona più importante del Campidoglio, stacca tutti nelle analisi di Reputation Manager, importante istituto italiano nell’analisi della reputazione online di marchi e figure pubbliche.
E se nei social network Raggi – in una scala da 0 a 100 – arriva a totalizzare un indice reputazionale di 57,6, Roberto Giachetti per il centrosinistra arriva a 18,7.
A seguire Giorgia Meloni con 16,3, Francesco Storace con 9,6, Alfio Marchini con 6,2. Addirittura in negativo i dati di Guido Bertolaso (-6,4) e Stefano Fassina, con il meno 9,4.
Analizzando invece il sentiment delle conversazioni sui social Reputation Manager assegna alla Raggi un dato positivo del 60,13% – alto rispetto al 31,7% negativo – che la porta anche in questa classifica al primo posto.
Provano a tallonarla Storace (51% positività , 31% negatività ), Giachetti (49,78% positività – 29,07% negative) e Marchini (45,88% positività – 36,47% negatività ).
Social invece divisi sulla Meloni, con un 49,6% negatività e un 46% positività , mentre più definita è la posizione su Bertolaso (56,84% negatività ) e Fassina (62,69% negatività ).
“Poichè considera sia fattori quantitativi di interazione e propagazione che qualitativi quali il sentiment – sottolinea Andrea Barchiesi, ceo dell’azienda – l’indice reputazionale ci rivela in modo preciso il posizionamento dei candidati nella percezione degli utenti. Una percezione che va però rapportata alle strategie comunicative adottate, perchè non sempre chi comunica e dialoga più intensamente è premiato dall’opinione pubblica”.
Reputation manager ha anche analizzato i dati social dei candidati sindaco: e su Twitter, tra citazioni, retweet e hashtag vince ancora la Raggi che ne totalizza 16.576 nonostante il decremento notevole – meno 32% – delle ultime due settimane.
Dietro di lei nomi del centrodestra: Giorgia Meloni con 14.487 interazioni e una contrazione ancora maggiore (-46%), Storace, che conta 11.483 interazioni con un vistoso incremento del 529% .
Gabriele Isman
(da “La Repubblica”)
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Aprile 21st, 2016 Riccardo Fucile
FISCHI E ULULATI DEL BECERUME PSEUDODESTRO PERCHE’ RITA HA PARLATO DEI DIRITTI GAY… FANNO BUUU E POI LA SERA VANNO A TRANS… LA DELLA CHIESA: “A DIFFERENZA VOSTRA, IO SONO UNA PERSONA LIBERA”
Forse non se l’aspettava un’accoglienza così Rita Dalla Chiesa, conduttrice televisiva molto
popolare.
Evidentemente, quando era stata indicata come candidata sindaco dalla Meloni non aveva compreso con che genere di elettorato avrebbe avuto a che fare.
O forse sì, visto che aveva rinunciato.
Ieri sera una pioggia di fischi e buuu omofobi e razzisti le sono piovuti addosso durante l’intervento che ha aperto il comizio di presentazione della campagna elettorale di Giorgia Meloni sulla terrazza del Pincio, a Roma.
Il pubblico ha rumoreggiato quando la Della Chiesa ha parlato dei diritti gay: “Contestatemi pure – ha detto la conduttrice – Non mi vergogno delle mie idee, sono una persona libera come qualcuno di voi non è».
Una frase che ha moralmente azzerato i suoi contestatori, se questi fossero in grado di comprenderlo, ovvio.
Salita sul palco allestito sulla terrazza del Pincio per il lancio della candidatura di Giorgia Meloni, la presentatrice televisiva Rita Dalla Chiesa aveva iniziato a parlare di diritti per gli omosessuali.
La cosa non è affatto piaciuta a larga parte del pubblico presente che ha iniziato a fischiarla e contestarla.
A differenza del Front National di Marine Le Pen che ha come vice un gay dichiarato e che riconosce i diritti dei gay, in Italia l’evoluzione della becerospecie è ancora agli albori dell civiltà .
Come inizio della campagna elettorale non è male: tra radere al suolo i campi rom (solo gli imbecilli potrebbero credere di eliminare così il problema) e buuu da stadio a una persona perbene, il volto della sedicente destra assume sempre più un aspetto da avanspettacolo.
Aspettavano la “mossa” di “Mattea a chiavica”, non certo il pistolotto sui diritti civili.
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Aprile 21st, 2016 Riccardo Fucile
“SONO QUELLI CHE HANNO CONTRIBUITO AD AFFOSSARLA”
“Se i romani decideranno ancora una volta di preferire questi partiti, si renderanno complici dell’ennesimo scempio di Roma”.
Lo ha detto la candidata M5S a sindaco della capitale Virginia Raggi.
“Interessi ce ne sono (nel continuare a votare i partiti tradizionali, ndr), siamo nella città dei ministeri – ha aggiunto Raggi -. Rassegnazione anche, perchè per anni la politica ha allontanato i cittadini. Noi vogliamo risvegliare la loro coscienza e cambiare le cose”.
“La Meloni e il centrodestra stanno facendo un balletto vergognoso sulle teste dei romani. Continuano a parlare di poltrone, di chi è il candidato migliore, però proposte non ce ne sono. Giorgia Meloni è la figura di Salvini a Roma, ma è stata anche il referente di Berlusconi, al governo come ministro, è stata con Alemanno quando ha governato Roma” commenta poi Raggi sull’ipotesi Meloni come rivale con il centrodestra unito.
“Tutte queste persone, (idem a sinistra Giachetti che si presenta come il nuovo, ma è figlio del Pd, è stato segretario comunale della Margherita), che pensano di salvare Roma, sono quelle che hanno contribuito ad affossarla. Hanno una faccia tosta nel presentarsi oggi come il nuovo, quasi a voler cancellare come una spugna il passato. Hanno già avuto modo di governare e migliorare Roma. Mi spaventa che si ripresentino dopo lo scempio che ne hanno fatto”
E a proposito delle liste presentate ieri da Giachetti all’Antimafia aggiunge: “Siamo contenti che ci segua, hanno capito che mettere dei paletti all’entrata non è male. Però chi è entrato prima dovrebbe essere cacciato, hanno il Parlamento pieno di gente con problemi con la giustizia, e sono quelli che stanno anche riscrivendo la Costituzione”. “Noi abbiamo già fatto (la verifica, ndr), abbiamo sempre chiesto il certificato dei carichi pendenti e il casellario giudiziario – ha aggiunto Raggi – Se l’Antimafia ora vuole valutare le liste, per noi ben venga”.
Il M5S ha messo online stamani la lista per il Campidoglio. “L’ordine in lista è dato dal numero delle preferenze prese alle Comunarie online – ha detto Raggi – per noi non esistono le liste bloccate”.
(da agenzie)
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Aprile 21st, 2016 Riccardo Fucile
POI IRONIZZA: “TICKET CON LA MELONI? LO PAGO SOLO SUL BUS E SULLA METROPOLITANA”
“Berlusconi mi ha chiesto grande sacrificio di andare avanti e cercare di fare il sindaco di questa città per risolvere una serie di situazioni complicate”.
Guido Bertolaso non si ferma: “Oggi è una giornata particolare — ha detto il candidato di Forza Italia alle comunali di Roma — è il Natale di Roma e capita in una giornata particolare. Vi sono alcuni eventi previsti come la riunione di FI che ha rinnovato l’appoggio a Bertolaso dando mandato a Berlusconi di verificare se si può trovare un’unità ”.
“Chi mi ha accompagnato — ha spiegato ancora l’ex capo della Protezione civile — mi ha domandato se io intendo ritirarmi e per l’ennesima volta come ho fatto in queste settimane ripeto che io vado avanti il mio obiettivo è il 5 giugno e i romani decideranno chi sarà il sindaco di roma sulla base di programmi o non voci”.
Se fino a ieri sera l’intero stato maggiore di Forza Italia aveva fatto opera di convincimento sul leader per mollare Bertolaso e convergere su Giorgia Meloni e l’ex Cav sembrava essersi ormai convinto, in tarda serata è arrivato il ripensamento.
E l’ex capo della Protezione civile trova il modo di ironizzare su una possibile alleanza con la leader di Fratelli d’Italia: “Un ticket con Giorgia Meloni per la sfida Campidoglio?
“Io i ticket li pago solo sull’autobus o sulla metropolitana”.
(da “il Fatto Quotidiano”)
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Aprile 21st, 2016 Riccardo Fucile
MARCHINI BATTE RAGGI 53% A 47%… RAGGI BATTE MELONI 52% A 48%… SENZA CENTRODESTRA UNITO RAGGI 57%- GIACHETTI 43%, FUORI LA MELONI DAL BALLOTTAGGIO
I sondaggi commissionti dalla trasmissione di Bruno Vespa «Porta a Porta» a Tecnè e Ipr parlano
chiaro.
Le due società hanno simulato tre scenari ma uno solo prevede anche la vittoria finale del centrodestra: l’alleanza tra Berlusconi e Marchini.
La prima ipotesi (con il permanere della candidatura di Bertolaso) vedrebbe un ballottaggio con il sucecsso di Virginia Raggi (M5S) contro Giachetti per 57 a 43 (IPR) e 59 a 41 (Tecnè).
La seconda (Forza Italia e Bertolaso alleati con Marchini) ipotizza il ballottaggio tra Raggi (M5S) e Marchini.
E in questo caso però il vincitore del ballottaggio sarebbe per Noto (IPR) Marchini 53 contro 47 della Raggi.
Per Morizzo (Tecnè) il sondaggio rimarrebbe sulla parità 50 contro 50.
Nel terzo scenario (Forza Italia e Bertolaso appoggiano Meloni) il ballottaggio sarebbe invece tra Raggi (M5S) e Meloni, ma la candidata grillina vincerebbe sulla leader di Fratelli d’Italia 52 a 48%.
Chi sta spingendo perchè Berlusconi scelga la Meloni lo fa solo per interessi personali locali, non certo per vincere.
(da agenzie)
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Aprile 13th, 2016 Riccardo Fucile
MARCHINI CANDIDATO SINDACO E BERTOLASO CITY MANAGER CON SUPER-DELEGHE ALLE EMERGENZE DI ROMA… ENTRO MARTEDI’ L’ANNUNCIO DOPO GLI ULTIMI SONDAGGI
Sebbene le pubbliche dichiarazioni rilasciate dai due non facciano intendere che la stretta di mano sia
dietro l’angolo, i bookmaker della politica e registi occulti di questo scenario assicurano che la pace arriverà nel week-end, quando Silvio Berlusconi avrà analizzato gli ultimi sondaggi che gli verranno consegnati tra venerdì e sabato.
Gli esperti starebbero testando l’appeal di un ipotetico tandem Marchini-Bertolaso e il gradimento di quest’ultimo nei panni di city manager.
Se i risultati non dovessero deludere le aspettative, il Cav potrebbe presentare già da martedì i dettagli dell’accordo.
Chi ha modo di stargli vicino in questi giorni dice che l’unico modo per convincere il leader di Arcore a sacrificare il suo ex sottosegretario sarebbe prospettargli un nuovo schema di gioco in cui non verrebbe svilito il nome di Bertolaso ma anzi si esalterebbero le capacità di «uomo del fare».
Un abito che lo stesso ex capo della Protezione civile vedrebbe più adatto al suo profilo, avendo già dimostrato di non essere tagliato per vesti politiche.
Soluzione che andrebbe bene anche a Marchini che ieri ha dato segnali di apertura dichiarando ad Agorà : «Bertolaso è un uomo che ha la capacità di gestire operativamente, si esalta nell’operatività . Lo vedo bene come uno zar operativo, con una delega piena e forte nella riorganizzazione dell’area metropolitana, dove può mettere a frutto tutta l’esperienza che ha nel risolvere i problemi. Se potrò confrontarmi su delle soluzioni concrete con un uomo del fare, lo farò molto volentieri».
C’è un’altra ipotesi che circola ma meno accreditata della prima, che vorrebbe invece il passo indietro di Marchini a favore del candidato degli azzurri.
Non sarebbe previsto alcun logo di Forza Italia e Bertolaso guiderebbe una cordata di civiche. Una soluzione che, tuttavia, si affievolirebbe con il passare delle ore, tanto più se si analizzano le dichiarazioni di Bertolaso e Marchini.
Il primo ha più volte fatto intendere che per una vittoria del centrodestra sarebbe pronto a fare un passo indietro, il secondo invece ha sempre tirato dritto per la sua strada e su questo scenario, che Berlusconi continua a sognare, taglia secco: «La mia aspirazione di vita non è sostituire Mirko Coratti alla presidenza dell’Assemblea Capitolina – dice Marchini rispondendo indirettamente allo stesso Bertolaso che gli aveva chiesto di fare il suo presidente del Consiglio comunale – Il mio impegno per Roma non può smettere».
L’intesa sarà resa nota entro martedì e l’unica cosa certa è che Berlusconi chiuderà la partita su Roma con Marchini e non con gli alleati Lega e Fratelli d’Italia.
Giorgia Meloni si ritroverà con il cerino in mano e spetterà a lei decidere il da farsi: continuare in solitaria, oppure accodarsi al plotone Marchini-Bertolaso.
«Questa lezione, Giorgia, la ricorderà per molto tempo. Non si possono siglare coalizioni, scegliere i candidati e poi dare forfait e il ragionamento vale anche per Matteo Salvini» avrebbe confidato ai suoi Berlusconi.
(da “il Tempo”)
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Aprile 13th, 2016 Riccardo Fucile
“GLI ANIMALI DISLOCATI NEI PUNTI NEVRALGICI, HO GIA’ PRESO CONTATTI”
Può accadere tutto in questa campagna elettorale.
Anche che ci sia un graffio felino sulla scheda. Martedì il candidato Antonio Razzi ha tirato fuori un’idea notevole, «uno dei punti principali del mio programma da sindaco è liberare la città dai ratti. Non c’è piu tempo, più giorni passano e piu aumentano i topi che ormai hanno invaso Roma». E chi può liberare le strade dai topi? Ovviamente i gatti: elementare ed ecologico.
La ricetta di Razzi
Così il senatore di Forza Italia, che aspira al soglio capitolino, si è informato ed ha tirato fuori la soluzione.
«Ecco la mia ricetta per risolvere l’annoso problema che assilla i romani – racconta- , ho già preso contatti per far arrivare a Roma qualcosa come 500mila gatti asiatici che saranno poi dislocati nei punti nevralgici della città per una sorta di mega derattizzazione all’insegna dell’ambiente».
Il senatore ha pensato a tutto: « Ma non finisce qui- continua -, la cura dei gatti sarà affidata alle simpatiche gattare romane».
I topi avranno presto – se Razzi sarà premiato dagli elettori – il loro bel da fare con i gatti esotici.
La sterilizzazione di massa
Ma cosa diranno di questa novità i 300mila gattoni romani (180mila in casa e 120 in strada), simbolo della città , tanto da ispirare cartoni animati e film?
Romeo er mejo gatto del Colosseo cosà penserà quando vedrà i cugini orientali correre ai Fori dietro ai ratti.
Forse si domanderà perchè non abbiamo salvato qualche generazione di gatti romani, cancellate dalla sterilizzazione di massa a cui le amministrazioni comunali li hanno sottoposti negli ultimi anni?
I ratti romani li conoscono meglio loro.
Maria Rosaria Spadaccino
(da “il Corriere della Sera”)
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Aprile 11th, 2016 Riccardo Fucile
“SE TUTTI LO FANNO, POSSO ANCHE RITIRARE LA MIA CANDIDATURA E CONVERGERE SULLA MELONI”… MA NON CI SPIEGA PERCHE’ NON DOVREBBE RITIRARLA ANCHE LA MELONI… ALTRO CHE PELLEGRINAGGI A ORVIETO, LA VECCHIA CLASSE DIRIGENTE EX AN VA SPAZZATA VIA PER RICOSTRUIRE UNA DESTRA CREDIBILE
In una intervista al “Tempo”, Francesco Storace, candidato di se stesso e degli ex An confluiti in Azione Nazionale perchè non hanno trovato spazio altrove, ci illumina sulla futura strategia: “Sto incontrando tantissime persone per strada che mi dicono: “Però dovete stare uniti”.
Per sua fortuna non incontra chi pensa invece che sarebbe tempo che tutta la vecchia nomenklatura di ex An si ritrovasse “unita” ai giardinetti, a portare a spasso Fido.
Dopo averci propinato per mesi la teoria che Fdi e la Meloni sarebbero “divisivi”, salvo cavalcarne gli stessi temi, quelli che peraltro ripetono da 40 anni tutte le sedicenti destre italiche, Storace dal palco di Orvieto ora dice: “Meloni vuole fare il sindaco? Parliamone. Se da quattro candidati dobbiamo averne uno, voglio vedere anche gli altri andarsene”.
A parte che chi, come Marchini, non è “organico” al centrodestra non se ne andrebbe in ogni caso, visto che lavora alla sua lista civica da anni, prendiamo per buona l’idea: Bertolaso, Storace e la Meloni dovrebbero quindi fare un passo indietro.
E poi? Si andrebbe a ricercare un nome nuovo, capace di riunire il centrodestra?
No, sentite la brillante idea di Storace: “Se gli altri si ritirano io sono disponibile a ritirare a mia volta la candidatura per Giorgia Meloni, se tutto ciò avviene in un quadro unitario. Se gli altri però non hanno intenzione di ritirarsi e lei non dice nulla in proposito, è chiaro allora che noi ci candidiamo”.
Quindi scopriamo che si dovrebbero ritirare solo due su tre, e tutti a sostenere la Meloni.
Un’unione di rinnovato amore? Non proprio, si legge tra le righe: «Voglio capire se la Meloni vuole il consenso o meno, perchè per grazia ricevuta non si ottiene niente.”
Insomma dipende dall’offerta, gratis non si fa nulla.
Poi il messaggio: “Si va al ballottaggio con noi, senza non ci si va. Non ti puoi permettere di perdere nemmeno lo 0,1, figuriamoci il 5%”.
Quindi, in pratica, non c’è alcuna differenza sostanziale tra lui, la Meloni e Salvini: per la serie “Scherzi a parte” ha parlato del nulla per due mesi, divergenze politiche e culturali non ce ne sono, solo questioni di fondi della Fondazione An.
Ma soprattutto gli Alemanno e i finiani confluiti in Azione nazionale, quale “Grande destra” vogliono ricostruire?
Con Meloni e Salvini, giusto un circo Barnum con belve, illusionisti, clown e mangiafuoco.
Per non parlare di certi nomi da brivido che abbiamo visto pontificare a Orvieto, personaggi in attesa di giudizio (non degli elettori, ma dei magistrati).
E quale sarebbe la “destra moderna inclusiva” che vogliono costruire?
Quella che non ha una sola idea nuova e sa solo raccontare palle sulle ruspe ai campi nomadi?
O che picchia forte i battenti del portone (un tempo di palazzo Grazioli, ora quello dei cognati d’Italia) sperando che la mensa della Caritas gli assegni un buono pasto?
No, noi preferiamo che restino a digiuno: qualcuno ha pure riacquistato una linea decente, la mantengano.
Meglio una dieta autonoma che costringere gli italiani a tagliargli i viveri una volta per tutte.
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