CON CONTE IN MODALITÀ VENTRILOQUO DI TRAVAGLIO, CON IL CAMPO LARGO RIDOTTO A UNO SPETTACOLO SEMPRE PIÙ GROTTESCO, ELLY AVRÀ PENSATO CHE ERA GIUNTA L’ORA DI FINIRLA: CARO GIUSEPPE, HA ROTTO IL CAZZO CON ‘STE PROVOCAZIONI QUOTIDIANE SU EUROPA E UCRAINA, E SEMPRE CON QUEL TONETTO DA “PICCOLA, TORNA A PETTINARE LE BAMBOLE”. ORA LA MISURA È COLMA: “NEL PROGRAMMA UNO NON VALE UNO, IL PD HA IL DOPPIO DEI VOTI”
MA LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE I NEURONI DI SCHLEIN È STATA LA DICHIARAZIONE DELL’AZZECCAGARBUGLI STELLATO: “ERO A FAVORE DI UN FEDERATORE NEL CENTROSINISTRA, MA MI È STATO DETTO DI NO”. UNA FRASETTA CHE HA STIZZITO OVVIAMENTE ELLY, MA ANCHE GLI ESPONENTI DI SPICCO DEL VERTICE DEL M5S (IN PRIMIS, PATUANELLI), I QUALI DI UN EVENTUALE “TERZO UOMO” NON NE AVEVANO MAI SENTITO PARLARE
Daje e ridaje, con Conte in modalità Travaglio che detta il programma, con i sondaggi
che danno il Pd sotto il 20%, con il cosiddetto Campo Largo ormai ridotto a uno spettacolo sempre più umiliante e grottesco, Elly avrà pensato che era giunta l’ora di finirla…
E basta con ‘ste provocazioni quotidiane su Europa e Ucraina, sempre con quel tono da “piccola, torna a pettinare le bambole”, la misura è colma: Caro Giuseppe, hai rotto il cazzo, non mi faccio mettere sotto i tuoi piedini, ora vediamo chi ce l’ha più lungo: “Nel programma uno non vale uno, il Pd ha il doppio dei voti”. Se vedemo, come dicono a Roma…
La goccia che le ha fatto traboccare i neuroni fuori dalle sinapsi è stata la dichiarazione dell’azzeccagarbugli stellato che ha farfugliato: “Ero a favore di un federatore nel centrosinistra, ma mi è stato detto di no”. Una frasetta che ha stizzito ovviamente Elly (manco nominata), ma anche gli esponenti di spicco del vertice del M5s (in primis, Patuanelli), i quali di un eventuale terzo candidato premier “terzo uomo” non ne avevano mai sentito parlare.
A questo punto di non ritorno, tutti sono curiosi di vedere come Conte replicherà al vaffa sparato da Elly dalla direzione del Nazareno. Il leader pentastellato andrà ad un accordo con il Pd-Avs-Renzi-Ruffini oppure preferirà rompere ‘sta alleanza contronatura, come affabula da sempre il direttore del “Fatto Quotidiano”?
E come la prenderà una eventuale rottura il mondo grillino? Solo un terzo è dell’idea di abbassare il sipario col Pd, gli altri fremono dalla voglia di tornare al potere.
Non solo. Presentarsi divisi come nel 2022, con il M5s che corre da solo, non dando quindi agli elettori di centrosinistra un’alternativa di governo all’Armata Branca-Meloni, è una follia ai confini della realtà.
Pur affiancata da due alleati alla sfascio, con la spina nel fianco di Vannacci, senza l’unità dell’opposizione, Giorgia Meloni non solo ritornerebbe trionfale ad occupare il primo piano di Palazzo Chigi ma potrebbe anche aggiungere il voto di tanti delusi del vergognoso fallimento del Campo Largo.
Che farà Conte? Correrà il rischio di scommettere sul mancato raggiungimento de 42%, soglia minima per ottenere il premio di maggioranza, dopodiché si torna a un proporzionale puro – ognuno per sé, Dio per tutti – voilà, si riaprono i giochi? Ipotesi poco probabile: alla fine farfuglierà qualche supercazzola con scappellamento progressista e il giorno dopo ritornerà ad avvelenare i pozzi…
Per ora, l’ex avvocato del popolo ha replicato con la solita supercazzola con scappellamento a gazebo: “Schlein ha ufficialmente confermato che per lei ci sono due strade: o la candidata premier è lei oppure ci saranno le primarie. Io credo a questo punto che la strada sia ben chiara, non ci sono alternative, sarà la strada delle primarie, perché dobbiamo sempre preferire la direzione di una partecipazione Democratica”.
(da Dagoreport)
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