CONTE AVVERTE CHE NON FIRMERÀ UN PROGRAMMA CHE PREVEDA DI CONTINUARE A INVIARE ARMI A KIEV, NEPPURE SE ALLE PRIMARIE VINCESSE SCHLEIN: BENE, INUTILE FARE LE PRIMARIE ALLORA
UNO CHE RIBALTA LA REALTA’ E VUOL RAPPRESENTARE L’ITALIETTA DEI VILI SENZA DIGNITA’ STRAPARLANDO DI “VIA NEGOZIALE” CON UNA RUSSIA CHE RIFIUTA OGNI MEDIAZIONE E’ FUORI DAL MONDO
Giuseppe Conte alza il muro sull’Ucraina. Ma dall’altra parte ne trova subito un altro, quello dei riformisti del Partito democratico. Poche ore dopo che il leader del Movimento 5 stelle ha chiarito che non accetterà un programma di coalizione che preveda la prosecuzione degli aiuti militari a Kiev, Filippo Sensi, Lia Quartapelle e Lorenzo Guerini rispondono praticamente all’unisono: su questo punto il Pd non arretra.
Conte, ospite della festa del Fatto Quotidiano in Versilia, ha indicato la politica estera tra i dossier sui quali pretende un’intesa preventiva prima della nascita della coalizione. “Non può essere che domattina vinca Schlein o un altro candidato e a quel punto si mandano a gogò armi a Kiev per una escalation militare che ci sta portando al terzo conflitto mondiale giorno dopo giorno”, ha detto. Il M5s, ha aggiunto, “non può sottoscrivere un programma che prevede di continuare a fare quello che fa Meloni in politica estera”.
Parole che hanno immediatamente riaperto una delle faglie più profonde del campo largo. A rispondere per primo è Filippo Sensi. “Si agita, povero. Se ne dovrà fare una ragione”, scrive il senatore dem. Perché “il sostegno all’Ucraina, alla resistenza per i valori di libertà e democrazia che Kyiv difende ogni giorno, continuerà”. E aggiunge: “Questo fa la sinistra, questo fanno i democratici. Con buona pace dei Vannacci d’Italia”.
Ancora più dura Lia Quartapelle, vicepresidente dem della commissione Esteri della Camera. Secondo la deputata, “l’insistenza con cui Conte ribadisce le sue posizioni farneticanti sull’Ucraina, quando sa benissimo che Pd, Iv e Più Europa votano per continuare a sostenere il paese invaso, fa pensare che non voglia l’unità della coalizione”. La conclusione è pesantissima: “Non è un alleato ma un sabotatore”.
Anche Lorenzo Guerini, ex ministro della Difesa e presidente del Copasir, chiude ogni spazio alla linea pentastellata: “Il sostegno all’Ucraina continuerà”
(da agenzie
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