CONTINUAMO A FARCI PRENDERE PER IL CULO DAI TASSINARI EVASORI: IL REDDITO MEDIO DEGLI AUTISTI DI AUTO BIANCHE È MENO DI 20MILA EURO L’ANNO, PARI A CIRCA 1582 EURO (LORDI) AL MESE, PRATICAMENTE AL LIMITE DELLA SOGLIA DI POVERTÀ
SE FOSSE VERO, COME MAI LE LICENZE VENGONO VENDUTE A CIFRE FOLLI, A VOLTE SUPERIORI AI 200MILA EURO? LA LIBERALIZZAZIONE NON È PIÙ RINVIABILE: IL PAESE NON PUÒ RIMANERE OSTAGGIO DEI FURBETTI CHE OFFRONO UN SERVIZIO INDECENTE A PREZZI FOLLI
Non si muovono se non per poche centinaia di euro: calcolatrice alla mano circa 88
euro al mese di aumento in un anno. I redditi dei taxi fotografati dal dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia sulla base delle ultime dichiarazioni, sono uguali a loro stessi in una lunga serie di numeri che anno dopo anno, dal 2017 al 2024, ultimo dato disponibile, confermano una cosa sola: condurre un taxi in città garantisce piccoli guadagni. E per la precisione su un campione di sette province italiane, da Nord a Sud, in media 18.983,09 euro lordi l’anno, pari a circa 1.582 euro lordi al mese.
A Firenze si dichiarano in media 25.606 euro lordi l’anno, cioè 2.133 euro al mese, in aumento rispetto ai 24.244 euro del 2023. Milano segue a quota 23.741 euro (1.978 euro mensili), circa 1.170 euro in più rispetto all’anno precedente, mentre Bologna sale a 19.399 euro dai 18.923 del 2023
Roma si ferma a 16.983 euro, circa 1.415 euro al mese, con una crescita di 1.228 euro su base annua. Torino passa da 13.349 a 14.577 euro.
Più movimentato il quadro nel Mezzogiorno. Palermo cresce sensibilmente, da 10.730 a 12.900 euro annui, mentre Napoli è l’unica tra le grandi città a registrare un arretramento: dai 12.830 euro del 2023 agli 11.236 del 2024, vale a dire meno di mille euro al mese. In una media nazionale la categoria ha guadagnato 1.060 euro in più l’anno, 88 euro al mese, pari a +5,9% in 12 mesi.
§Il punto politico è che la questione taxi continua a scontare una lunga stagione di paradossi: da un lato c’è una domanda di mobilità che nelle grandi città, archiviata la pandemia, e nonostante le giornate di poco lavoro nella bassa stagione, è tornata a correre insieme al turismo, ai grandi eventi e ai flussi aeroportuali che negli anni si sono moltiplicati a dismisura.
Dall’altro le dichiarazioni fiscali continuano a raccontare redditi medi tutt’altro che generosi. Poco è cambiato rispetto agli anni precedenti. Anche nel 2024 il Sole 24 Ore aveva raccontato una situazione fiscale sostanzialmente ferma, con guadagni medi relativi al 2022 poco sopra i 15mila euro annui e un andamento che sembrava replicarsi quasi identico anno dopo anno. L’anno d’imposta 2023 segna un recupero ulteriore, ma senza grandi salti: 2.537 euro in più di reddito medio annuo non incidono poi tanto se spalmati su dodici mesi.
Il mercato delle licenze, soprattutto nelle grandi città, ha continuato negli anni a mantenere un forte valore economico con picchi anche superiori ai 200mila euro: un forte ostacolo all’ingresso reso complicato dal sistema dei contingentamenti duro da scalfire. Qualcosa nel settore si è mosso anche se i picchi di domanda non sempre riescono a essere assorbiti dal mercato.
Prova ne sono le scene delle lunghe attese fuori dalle stazioni o davanti agli aeroporti, soprattutto nei giorni di pioggia o quando le città vanno in tilt per l’arrivo dei turisti. Un aspetto che continua a tenere aperto il dossier sulle licenze in un mercato rimasto a lungo blindato. Le promesse, almeno sui numeri, sono state mantenute. Le auto bianche in tre grandi Comuni sono aumentate: secondo le ultime rilevazioni di gennaio scorso Roma ha incrementato il servizio con 999 nuovi taxi, Milano con 390 in più, Bologna con 45. In totale, il parco si è rafforzato di 1.434 vetture. In altre città, invece, la musica non è cambiata: Genova resta a 869 taxi, Firenze a 724, Napoli a 2.364, Torino a 1.501.
Flavia Landolfi,Vittorio Nuti
per “il Sole 24 Ore”
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