DALLA BARCA IN BANCA IN SOLI 59 MINUTI: “DAGLI IL NOSTRO IBAN”
TOTI IN BARCA CON SPINELLI, LA TELEFONATA A SIGNORINI PER SVELTIRE LA PRATICA A FAVORE DI SPINELLI E GLI ESTREMI PER IL BONIFICO DI 40.000 EURO DI SPINELLI A TOTI
Un finanziamento tecnicamente e burocraticamente lecito può diventare “illecito” se è parte di un do ut des incardinato dal politico stesso. È la tesi della Procura di Genova.
Passiamo ora al film raccontato da tre intercettazioni chiave agli atti dell’inchiesta che da una settimana ha sconvolto la politica ligure e non solo. Un cortometraggio, in realtà. perché i momenti clou sono due, distanti solo 59 minuti.
Attori protagonisti Giovanni Toti e Aldo Spinelli.
Sono le ore 14.07 del 1° settembre 2021. Toti è a bordo della Leila 2, l’ormai arcinoto yacht di Aldo Spinelli attraccato al porto di Genova, una specie di ufficio galleggiante dove l’imprenditore riceveva manager e politici di tutti gli schieramenti.
Il presidente sta pranzando “con l’intera famiglia Spinelli”, come aveva confidato 19 minuti prima al suo consigliere Alessando Bozzano, chiamato per sollecitargli “una soluzione per la spiaggia di Punta dell’olmo” (spiaggia libera attrezzata nelle mire di Spinelli). Alle 14.07 esatte, dunque, Toti chiama Paolo Emilio Signorini, l’allora presidente dell’autorità Portuale (arrestato martedì per corruzione).
Dice Toti: “Io sono buttato in barca da Aldo, quando gliela portiamo sta proroga in comitato che così Bucci (Marco, sindaco di Genova, non indagato, ndr) proprio… possiamo ragionare lì del tombamento e lo mettiamo tranquillo”.
Il governatore parla del tombamento di Calata Concenter, che sta fortemente a cuore a Spinelli: il progetto deve essere discusso al comitato portuale, presieduto da Signorini.
Il manager scatta sull’attenti, ha la risposta pronta: “Digli di stare tranquillo, adesso… c’è forse questa cosa che dev… ma noi nel giro di due settimane facciamo tutto”. Toti approva: “Nel giro di due settimane fai il comitato, bene… bene”. Signorini ribadisce: “Digli di stare tranquillo che se una cosa non sono sicuro, non la dico”.
Toti quindi si rivolge a Spinelli: “Dice di stare tranquillo che se…”, poi riparla con Signorini: “Lui dice che due settimane son tante”. “E, beh, dovevano farlo un mese fa belìn”, esclama Spinelli in sottofondo. “Vabbè vediamo di farlo il prima possibile dai”, esorta Toti, cui risponde Signorini: “Va bene, va bene, ok”. Da questa telefonata a quella seguente, come detto, passano solo 59 minuti.
ALLE ORE 15.06 Toti telefona alla sua segretaria, Marcella Mirafiori (estranea all’inchiesta). Le sue parole sono sorprendenti. Dice Toti: “Mandi alla segreteria di Spinelli i documenti dove vogliamo che faccia un versamento, che lo fa normale, come tutti gli altri insomma (…) ti fai dire chi è (…) così lo fai e poi dopo il resto ti dico a voce”.
Il finale della sceneggiatura lo scrive l’ultima intercettazione della giornata. Sono le 20.59 e Toti richiama Signorini e gli dice: “Ci mangiamo un boccone che ti dico un po’ di Spinelli oggi. Portiamo quella roba in Comitato il prima possibile”. Signorini gli ribadisce di stare “tranquillo”. Toti qui chiarisce: “Ah, ma lo so che è sempre apprensivo, ma se riusciamo a farlo entro metà di settembre mi fa comodo anche a me… quindi”.
Dall’ordinanza di custodia cautelare apprendiamo che tra l’8 e il 9 settembre il Comitato Giovanni Toti ha ricevuto da Spinelli 40mila dei 74.500 euro contestati. Secondo i pm di Genova, infatti, si delinea “in modo esplicito il rapporto tra finanziamento e proroga della concessione”.
(da Il Fatto Quotidiano)
Leave a Reply