FOLLI: “NESSUNO SI STUPIREBBE SE CONTE RINUNCIASSE ALL’ULTIMO A PRENDER PARTE ALLE PRIMARIE. IL LEADER M5S TUTTO PUÒ DESIDERARE, TRANNE FARSI BATTERE DA SCHLEIN NELLE PRIMARIE, SAPENDO CHE I MILITANTI PENTASTELLATI, IN BUONA MISURA, NON AVREBBERO VOGLIA DI SOSTENERLA CONTRO GIORGIA MELONI”
UNA SCONFITTA SAREBBE CARICATA SULLE SPALLE DEL PD E CONTE POTREBBE NEGOZIARE QUOTE DI POTERE CON IL CENTODESTRA… SONDAGGI RISERVATI: FINO A 1,5 DI PARTECIPANTI ALLE PRIMARIE VINCE ELLY FACILMENTE, FINO A 3 MILIONI VINCE SEMPRE SCHLEIN MA SAREBBE PIU’ DURA, OLTRE I 3 MILIONI DIVENTA UN’INCOGNITA
Se, di qui a quattro-cinque mesi, la segretaria del Pd fosse sicura dei suoi voti e dell’appoggio degli elettori, nessuno si stupirebbe se Conte rinunciasse all’ultimo a prender parte alle primarie. Lo farebbe agitando qualche vessillo pacifista e ritirandosi nel perimetro dei 5S.
Il campo progressista andrebbe alle elezioni politiche con una candidata premier, sì, ma in una certa misura delegittimata. Conte tutto può desiderare, tranne farsi battere da Schlein nelle primarie, sapendo che i militanti pentastellati, in buona misura, non avrebbero voglia di sostenerla contro Giorgia Meloni.
In fondo una sconfitta del centrosinistra sarebbe caricata tutta o quasi sulle spalle del Pd. Che infatti considera il voto del 2027 una questione di vita o di morte. Conte vedrebbe invece aprirsi uno spazio considerevole davanti a sé per ricostruire un’opposizione a sua immagine.
E per negoziare quote di potere direttamente con il centrodestra.
Nel Pd, grazie ad alcuni sondaggi riservatissimi, sono convinti che sotto il milione e mezzo di votanti alle primarie la Schlein vincerebbe a mani basse. Sopra, fino a 3 milioni, sarebbe più dura, ma la segretaria dem comunque avrebbe buone chances per vincere.
Sopra i tre milioni le primarie diventerebbero più contendibili per Giuseppe Conte. Ed e per questa ragione secondo il Nazareno che il leader del Movimento 5 Stelle, al di là dei proclami, sta facendo dei passi indietro rispetto all’ipotesi delle primarie.
Nella cerchia stretta di Elly Schlein sono tutti molto rinfrancati dopo il passaggio della Direzione della scorsa settimana. Nessuno ha obiettato alla richiesta della segretaria di essere l’unica candidata del Pd alle primarie, e le critiche sono state molto flebili, giusto qualcuna dai Riformisti.
Il corpaccione del partito si è adeguato alla “linea caserma”, così qualcuno la chiama nel Pd, diffusa urbi et orbi dal capo del cerchio magico Igor Taruffi a inizio settimana. “Tutti a pensare alle candidature e agli eventuali posti al governo e sottogoverno nel caso in cui Elly andasse al governo”, commenta qualcuno in Transatlantico.
La “linea caserma” sembra quindi destinata a non essere messa in discussione. C’è solo un punto, che può portare alla rivoluzione dei maggiorenti Pd: la continua perdita di consensi che il partito sta registrando in questi ultimi due mesi di sondaggi. Ora il Pd è fra il 20% e il 19%, percentuale molto bassa. Se la caduta continuasse, e si arrivasse alla soglia del 18 per cento, allora scatterebbe la fronda dei colonnelli Pd, preoccupati dei pochi seggi che il partito, con quelle percentuali, potrebbe raccogliere alle elezioni politiche.
(da agenzie)
Leave a Reply