IL PROCURATORE DI BARI ROSSI: “ORMAI GLI ELETTI PRETENDONO DI NON ESSERE PIU’ CONTROLLATI”
“L’IDEA DELLO SCUDO SI ALLARGA, MA IL POTERE DEVE ESSERE RESPONSABILE”
Procuratore Rossi, lo sa che la Giunta della Camera negherà l’uso delle chat tra Delmastro e Caroccia?
Non entro nel merito delle singole questioni ma, va ribadito, oggi più che mai, che l’articolo 1 della Carta afferma che “la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. Quindi, chi esercita il meraviglioso ruolo di rappresentante della sovranità popolare, il politico di turno, è anche lui sottoposto al controllo e ai limiti previsti. Ma i segnali vanno in senso inverso anche a livello internazionale. L’idea è che chi è legittimato da un’elezione può fare quello che vuole. In democrazia, per fortuna, non funziona così.
Il governo contro le indagini? Era già successo al Senato con il no a Milano sulle chat dell’inchiesta Mps.
Chiunque detiene il potere non ama essere controllato. Indagare serve a tutelare i deboli difronte al sopruso dei forti. Si può impedire a un giudice di utilizzare le prove solo se agisce con scopi politici. Sarà la Consulta a decidere se la decisione del Parlamento è stata corretta, la stessa Corte che spesso ha ritenuto che abbia illegittimamente bloccato le indagini permettendo poi che proseguissero.
Con Mani Pulite in corso fu abolita l’autorizzazione a procedere, ora le Camere scudano i parlamentari?
L’autorizzazione a procedere non era di per sé uno strumento negativo. L’averla quasi sempre negata ha provocato la reazione popolare.
Col No alla separazione delle carriere gli italiani hanno bocciato la voglia di ammanettare la magistratura, ma Meloni va avanti.
Per fortuna il nostro popolo ama la Costituzione. Ho partecipato a centinaia di dibattiti ed è stato commovente guardare nel volto di migliaia di persone una straordinaria passione civile. Le spinte, che provengono da tanti settori del Paese e non solo da questa maggioranza, verso l’insofferenza al controllo, s’infrangeranno sull’onda di questa passione civile.
Però lo scudo ha già funzionato con Almasri, bloccando la Procura di Roma su Nordio, Piantedosi e Mantovano e sollevando un conflitto per Bartolozzi che torna nel governo con Foti…
Occorre riflettere molto sulla circostanza che ormai il tema della legalità ha un profilo internazionale. La sofferenza d’ogni uomo in qualsiasi parte del mondo richiama la nostra coscienza e il caso Regeni è emblematico. Perché il controllo delle grandi agenzie di dati che gestiscono l’IA, o quello della tecnologia nella produzione delle armi, impatta ogni giorno nella vita personale. Dimenticarlo, per la difesa di singoli interessi, è molto pericoloso.
Lascerebbe perdere un’inchiesta sulla politica? Il caso Delmastro fa scuola. Come si fa a negare le chat per la privacy? E il diritto alla verità?
La democrazia è trasparenza. Il nostro dovere è perseguire i reati accertando i fatti. Posso assicurare che la Procura di Bari non si ferma e non si fermerà mai di fronte a qualsiasi ostacolo. Il nostro dovere lo faremo fino in fondo nel rispetto delle leggi e delle garanzie.
Via l’abuso d’ufficio, azzoppato il traffico d’influenze, l’interrogatorio preventivo, la prescrizione berlusconiana, per sequestrare lo smartphone dovrete passare dal gip, siamo a “mani legate”?
Quello che mi preoccupa di più non sono tanto le leggi approvate. Ogni potere politico ha il diritto di andare nella direzione che vuole. Mi allarma la contraddizione. Non si può dire che si lotta contro le mafie e poi si riducono le possibilità d’intercettare i mafiosi. Si vogliono aumentare le garanzie con tre gip per ogni misura cautelare, ma senza triplicare i giudici. Si vuole la sicurezza dei cittadini, ma con l’interrogatorio preventivo li si espone alle minacce degli autori dei reati.
Torna il berlusconismo per i potenti scudati?
L’idea dello scudo si allarga a molte categorie. Dimenticando che la tutela civile e penale è per le persone offese. Ogni potere dev’essere responsabile altrimenti calpesterà i cittadini deboli.
(da Il Fatto Quotidiano)
Leave a Reply