“LA MAGGIORANZA HA FATTO RIFORME QUASI INUTILI PERCHÉ NON SI POSSONO APPLICARE”: IL PROCURATORE CAPO DI NAPOLI, NICOLA GRATTERI, A “OTTO E MEZZO” APPARE COME IL PIU’ ACERRIMO AVVERSARIO DEL CENTRODESTRA. “CHI GESTISCE IL POTERE, NON VUOLE ESSERE CONTROLLATO. ABBIAMO VISTO ATTACCHI NEI CONFRONTI DELLA MAGISTRATURA OGNI VOLTA CHE LE RIFORME DELLA MAGGIORANZA NON VENIVANO APPLICATE SECONDO LA LORO VISIONE”
“IMMIGRAZIONE E ISLAMIZZAZIONE NON SONO VERE EMERGENZE. SE NON CI FOSSERO, LE FABBRICHE ITALIANE SI FERMEREBBERO. NON FACCIO LA DIFFERENZA TRA ITALIANO O STRANIERO, MA TRA CHI COMMETTE REATI OPPURE NO”
“Chi gestisce il potere non vuole essere controllato. Abbiamo visto attacchi nei confronti della magistratura ogni volta che le riforme della maggioranza non venivano applicate secondo la loro visione.
Il problema è che hanno fatto riforme quasi inutili, pensiamo ai decreti sicurezza, che non possono ottenere risultati perché non riguardano norme del codice di procedura penale.
Il giudice applica le leggi che fa la maggioranza, che poi non se la può prendere con i magistrati”. Così il procuratore capo di Napoli, Nicola Gratteri a Otto e mezzo su La7.
“La sconfitta del referendum – ha affermato Gratteri – è dovuta al fatto che abbiamo avuto la forza e l’energia di andare ovunque per spiegare agli italiani l’inutilità di quella legge”.(Lav/Adnkronos)
Giustizia: Gratteri, ‘non faccio la differenza tra italiano o straniero ma tra chi commette reati oppure no’
“Immigrazione e islamizzazione non sono vere emergenze. Se non ci fossero, le fabbriche italiane si fermerebbero perché nei decenni precedenti non si è dato ai giovani italiani la possibilità di sposarsi e fare figli; forse al posto del bonus 110 andavano costruite case popolari e asili nido. Non faccio la differenza tra italiano o straniero, ma tra chi commette reati oppure no”.
Lo ha detto il procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri a Otto e mezzo su La7. “Se creo un sistema giudiziario forte e serio, senza perdere tempo con decreti legge, con il coraggio e la libertà di cambiare il codice penale, il codice di procedura penale e l’ordinamento penitenziario nel rispetto della Costituzione, non ho bisogno di fare altro”, ha concluso Gratteri
(da agenzie)
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