LA PARATA DEL GIORNO DELLA VITTORIA DELLA RUSSIA SENZA CARRI ARMATI È UN SEGNO CHE LA GUERRA IN UCRAINA NON STA ANDANDO SECONDO I PIANI
LA PARATA RIDIMENSIONATA E’ IL SIMBOLO DELLA SCONFITTA
C’è una parola che domina in questo momento la Piazza Rossa: «Vittoria».
La parola Pobeda campeggia su enormi striscioni rossi. Lampeggia sugli schermi video. Poco distante, la gente si scatta selfie accanto a un’installazione artistica che compone quella parola.
Sulla piazza, chiusa da barriere metalliche, i soldati stanno provando per l’annuale parata del Giorno della Vittoria che celebra la sconfitta della Germania nazista.
L’idea nazionale della Russia, costruita sotto Vladimir Putin, ruota attorno alla vittoria dell’Unione Sovietica nella Seconda guerra mondiale. Il 9 maggio è diventato la più importante festività nazionale russa.
Ma quest’anno la parata del 9 maggio sarà ridimensionata. Per la prima volta in quasi due decenni non ci saranno mezzi militari sulla Piazza Rossa: niente carri armati, niente missili balistici. Solo soldati.
Il modo in cui il Cremlino ricorderà il passato dice molto sul presente: è il segnale che la guerra della Russia in Ucraina non sta andando secondo i piani.
Anche una parata ridimensionata è un simbolo: quello di un Paese che non è riuscito a ottenere la vittoria in Ucraina dopo più di quattro anni di guerra. A gennaio il conflitto ha superato una soglia simbolica: la guerra della Russia in Ucraina dura ormai più della lotta dell’Unione Sovietica contro la Germania di Hitler, nota qui come Grande Guerra Patriottica (1941-1945).
Ci sono conseguenze per Vladimir Putin?
Sondaggi recenti — compresi quelli realizzati da agenzie statali — suggeriscono che il suo indice di gradimento interno sia in calo.
Verso la fine dell’anno scorso, il leader del Cremlino appariva spesso in televisione in uniforme militare, ostentando sicurezza mentre discuteva della guerra in Ucraina con i suoi generali. Quest’anno abbiamo visto molto meno il Putin «comandante in capo».
Dalle mie conversazioni con i russi emerge la sensazione di una crescente stanchezza nei confronti della guerra in Ucraina, di una crescente preoccupazione per il costo della vita e di un’enorme irritazione per le recenti restrizioni imposte dallo Stato a internet
Le autorità russe hanno avvertito che nel Giorno della Vittoria a Mosca ci saranno restrizioni all’internet mobile: nell’interesse della sicurezza, insistono.
I funzionari sostengono che le interruzioni digitali, che negli ultimi mesi hanno colpito molte città e paesi russi, servano a prevenire attacchi con droni ucraini e atti di sabotaggio. Ma sono profondamente impopolari in tutto il Paese.
Nel villaggio di Rublyovo, vicino a Mosca, gli scolari si sono radunati attorno al memoriale locale della Seconda guerra mondiale. Depongono garofani rossi in memoria degli abitanti del villaggio uccisi nella Grande Guerra Patriottica. La parata sulla Piazza Rossa sarà pure stata ridimensionata, ma in tutta la Russia si tengono cerimonie in memoria dei 27 milioni di cittadini sovietici morti durante la guerra. Accanto al memoriale ci sono due uomini mascherati in uniforme militare, con medaglie appuntate sul petto. Hanno combattuto in quella che il Cremlino continua a chiamare «operazione militare speciale», la guerra della Russia in Ucraina.
Comincio a parlare con uno dei combattenti. Paragona la guerra in Ucraina alla Grande Guerra Patriottica. Gli faccio notare una differenza fondamentale: nel 1941 la Russia fu invasa dalla Germania nazista; nel 2022 è stata la Russia a invadere l’Ucraina.
«La Russia è un Paese di vincitori», dichiara. «Lo è sempre stata e sempre lo sarà».
Eppure, a più di quattro anni dall’inizio di questa guerra, la vittoria continua a sfuggire al suo Paese.
(da agenzie)
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