AVVISATE TRAVAGLIO, SALVINI E I PUTINIANI CACIO E PEPE CONVINTI CHE LA RUSSIA STIA VINCENDO LA GUERRA IN UCRAINA: PUTIN È COSTRETTO A RIDIMENSIONARE LA PARATA DELLA “VITTORIA”, PREVISTA DOMANI A MOSCA, PER IL TERRORE DI ESSERE COLPITO DAI DRONI DI KIEV
ZELENSKY AVVERTE: “DAI RUSSI NEANCHE UNA TREGUA SIMBOLICA, RISPONDEREMO CON LA STESSA MONETA. MEGLIO STARE LONTANI DALLA PIAZZA ROSSA, IN QUESTI GIORNI”… L’OPERAZIONE “MILITARE SPECIALE” DURA DA PIÙ TEMPO DEI COMBATTIMENTI SOVIETICI CONTRO LA GERMANIA NAZISTA, L’ECONOMIA RUSSA È IN DIFFICOLTÀ, GLI OBIETTIVI PROMESSI NON SONO STATI RAGGIUNTI E IL CONFLITTO ORMAI È ARRIVATO IN CASA
Il numero di attacchi russi sull’Ucraina della scorsa notte “dimostra chiaramente che, da parte russa, non c’è stato nemmeno un tentativo simbolico di cessate il fuoco sul fronte. Come abbiamo fatto nelle ultime 24 ore, anche oggi l’Ucraina risponderà con la stessa moneta”.
Così su X il presidente ucraino Volodymir Zelensky. “Difenderemo le nostre posizioni e la vita del nostro popolo. La Russia deve porre fine alla guerra, e tutti se ne renderanno conto quando inizieranno i primi passi verso la pace”.
È lo stallo al fronte che autorizza Volodymyr Zelensky a fare la voce grossa, invitando i rappresentanti degli Stati vicini alla Russia a stare lontani dalla piazza Rossa. «Non lo raccomandiamo, in questi giorni».
Il presidente ucraino aveva risposto con la controproposta di un cessate il fuoco di cinque giorni a partire dallo scorso 6 maggio alla decisione unilaterale di Mosca che decretava una tregua per oggi.
«Ma in risposta a questa nostra proposta di pace ci sono stati solo nuovi attacchi russi e nuove minacce». Quindi, liberi tutti.
Nel 2023 i Capi di Stato alla parata erano 7, nel 2024 nove e l’anno scorso, si celebrava l’ottantesimo anniversario della Vittoria, ben 27, tra i quali il leader cinese Xi Jinping. Nel 2005, Mosca e Putin accolsero 57 leader mondiali, tra cui i
presidenti di Stati Uniti e Francia, il cancelliere tedesco, i primi ministri italiano, giapponese e indiano.
L’anno scorso, la diretta della cerimonia durò due ore e mezzo. Domani, tutto in meno di tre quarti d’ora. Per le 10.40 del mattino, i principali canali televisivi hanno già annunciato altri programmi.
In compagnia del capo del Cremlino, Vladimir Putin, a osservare i soldati in sfilata per il Giorno della vittoria del 9 maggio, ci saranno: il dittatore bielorusso, Aljaksandr Lukashenka; il presidente del Laos, Thongloun Sisoulith; il sovrano supremo della Malaysia, Sultan Ibrahim; i leader dell’Ossezia del sud e dell’Abcasia, territori della Georgia autoproclamati repubbliche indipendenti, Alan Gagloev e Badra Gunba; l’ex presidente della Republika Srpska, Milorad Dodik; il presidente della Serbia, Aleksandar Vucic; e il primo ministro della Slovacchia, Robert Fico.
L’ospite più simbolico è proprio Fico, in quanto leader di un paese membro dell’Unione europea e della Nato.
Secondo alcuni media slovacchi, il premier non si siederà neppure sugli spalti della Piazza Rossa a osservare il passaggio delle armi russe, ma andrà soltanto a deporre i fiori sulla tomba del milite ignoto e parteciperà a un incontro privato con Vladimir Putin.
Per il momento soltanto questi otto leader hanno confermato la loro presenza nel Giorno della vittoria. La festa si è ristretta rispetto allo scorso anno e il livello dei partecipanti non sembra poter frenare le intenzioni degli ucraini, nel caso in cui stessero organizzando un’incursione contro la parata del 9 maggio.
Lo scorso anno, la presenza del leader cinese, Xi Jinping, rendeva l’attacco dei droni ucraini meno probabile e per quanto già capaci di mandare le loro armi fino a Mosca, il raggio d’azioni di Kyiv era ancora ridotto rispetto a quest’anno. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha mandato un messaggio agli ospiti della Piazza Rossa definendo il loro viaggio “un desiderio strano in un momento come questo. Non lo consigliamo”.
La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha detto che sono state inviate lettere alle missioni diplomatiche in Ucraina, come avvertimento, suggerendo di evacuare il personale da Kyiv, perché se gli ucraini lanceranno un attacco contro la Russia il 9 maggio, Mosca è pronta a rispondere colpendo la capitale.
Il messaggio va letto come una richiesta di aiuto. I russi temono così tanto che l’intervento di Kyiv metta in pericolo la parata e il capo del Cremlino da mandare
un finto avvertimento, che vuole essere uno sprone affinché i governi stranieri facciano pressione sull’Ucraina.
Sarà Kyiv a decidere in maniera autonoma se colpire o meno, le missioni straniere non avevano mai ricevuto delle lettere russe come avviso di un attacco imminente e in passato è capitato che siano state colpite o danneggiate le ambasciate di alcuni paesi. Il tentativo di Mosca è chiaro: non riuscendo a frenare gli ucraini, spera che siano gli alleati a fermarli
Ieri Rustem Umerov, il principale negoziatore dell’Ucraina, è partito per gli Stati Uniti. Gli ucraini tentano di riaprire i colloqui con Mosca e Umerov ha il mandato di ricominciare dalle basi: scambio di prigionieri; rilancio dello sforzo diplomatico; accordi con gli Stati Uniti.
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, aveva accettato il cessate il fuoco indetto da Putin per il 9 maggio, a patto che venisse anticipato al 6 maggio. La Russia ha risposto bombardando l’Ucraina proprio dopo la mezzanotte del giorno proposto da Zelensky e colpendo anche un asilo nella regione di Sumy.
La precisione con cui l’Ucraina riesce a colpire nel territorio russo, mettendo in crisi il settore dell’energia e mostrando ai russi che la guerra è in casa, ha messo in allarme il Cremlino, che ora non può annullare la parata del 9 maggio, uno dei pochi eventi in cui Putin si presenta in pubblico e che è stato proprio lui a trasformare in una tradizione annuale, necessaria come collante per la società russa e per creare le basi ideologiche per l’invasione dell’Ucraina.
utin ha giocato sui parallelismi fra la Seconda guerra mondiale e l’aggressione al paese vicino, ha anche creato lo stesso nemico, definendo il conflitto “operazione militare speciale di denazificazione”, ma ora la sua guerra contro Kyiv dura da più tempo dei combattimenti sovietici contro la Germania nazista, l’economia è in difficoltà, gli obiettivi promessi non sono stati raggiunti e il conflitto ormai per i russi è in casa
(da Repubblica)
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