MARCO RUBIO ATTERRERÀ GIOVEDÌ A ROMA NON TANTO IN QUALITÀ DI SEGRETARIO DI STATO AMERICANO, BENSÌ COME CANDIDATO AL DOPO TRUMP
RUBIO SA BENISSIMO CHE LA SUA CORSA ALLA CASA BIANCA È PERDUTA SENZA IL DECISIVO VOTO DEI CATTOLICI AMERICANI, CHE NON HANNO PRESO PER NIENTE BENE L’IGNOBILE GUERRA A COLPI DI INSULTI DELL’IDIOTA-IN-CAPO A PAPA LEONE
Marco Rubio atterrerà giovedì a Roma non tanto in qualità di segretario di Stato statunitense, bensì in quella di candidato al dopo Trump, ruolo che dovrà contendersi con il vice presidente, JD Vance.
Se il mezzo leader dei Maga è solo un neo-convertito al cattolicesimo, l’ex cubano Rubio ha ricevuto il battesimo alla nascita e sa benissimo che la sua corsa alla Casa Bianca è perduta senza il decisivo il voto dei cattolici americani, che non hanno preso per niente bene l’ignobile guerra a colpi di insulti rivolta dall’Idiota-in-capo a Papa Leone.
Quanti giorni ci sono voluti a Rubio per convincere il Trumpone della necessità assoluta di una riconciliazione con la Santa Sede, guidata da un Pontefice tostissimo rispetto al predecessore Bergoglio, tutto chiacchiere e spirito santo, non si sa.
Una volta che ha ottenuto il via libera per imbarcarsi per Roma, Rubio è riuscito a strappare un incontro con il suo omologo della Santa Sede, il cardinale Pietro Parolin, ma il disco verde per una udienza al cospetto di Papa Prevost non c’è, per ora.
In moto per l’arrivo di Rubio, si è messo anche l’ambasciatore statunitense in vacanza in Italia, Tilman Fertitta. Benché sia molto impegnato in questi ultimi tempi a togliersi dai piedi l’ingombrante “inviato speciale” di Trump, Paolo Zampolli, il miliardario finanziatore della campagna elettorale del Nerone
Washington sta organizzando una bella cenetta per Rubio, cui sono stati invitati il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e il ministro della Difesa, Guido Crosetto.
Un incontro di Rubio è anche previsto con la fu “Giorgia dei Due Mondi”, già smorfioso cagnolino ai piedi di Trump che, visti i negativissimi sondaggi italiani sul presidente più mentecatto della storia degli Stati Uniti, l’ha mollato al suo destino rinculando a testa china tra le braccia della Unione Europea, fino a ieri schizzata dal governo Meloni, malgrado abbia consegnato all’Italia quasi 200 miliardi di Pnrr.
(da agenzie)
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