MIGLIAIA DI PERSONE SCENDONO IN PIAZZA IN TUTTA LA SPAGNA E MINACCIANO LO SCIOPERO GENERALE, DOPO LA BOCCIATURA DEL PIANO CASA DEL PREMIER SANCHEZ DA PARTE DI POPOLARI E SOVRANISTI CHE DIFENDONO GLI SPECULATORI
TRA LE RICHIESTE DELLA PIAZZA C’È IL DIMEZZAMENTO DEGLI AFFITTI, CONTRATTI A TEMPO INDETERMINATO E L’ESPROPRIO DEGLI IMMOBILI DEI COSIDDETTI “FONDI AVVOLTOIO”
Migliaia di persone scendono in piazza in tutta la Spagna per chiedere soluzioni alla crisi
abitativa, con l’obiettivo di arrivare a uno sciopero generale.
Oltre 50 le manifestazioni convocate dal Sindacato degli inquilini, mentre a Valencia il corteo si conclude con scontri, nove agenti feriti e una persona arrestata.
Epicentro della mobilitazione e’ Madrid, dove quattro colonne di manifestanti confluiscono in piazza Cibeles dietro uno striscione con la scritta “Verso lo sciopero generale”.
Gli organizzatori rivendicano 500 mila partecipanti, contro i 70 mila stimati dalla delegazione del governo. Tra le richieste, il dimezzamento degli affitti, contratti a tempo indeterminato e l’esproprio degli immobili dei cosiddetti “fondi avvoltoio”. “Case senza gente, gente senza casa” e “Colpevoli i proprietari, responsabile il governo” sono alcuni degli slogan scanditi, accompagnati dal tintinnio delle chiavi.
La portavoce del Sindacato degli inquilini, Valeria Racu, attribuisce la mobilitazione al “coraggio e all’esempio” di Maricarmen, l’anziana sfrattata dalla sua abitazione a Madrid il 23 settembre, che potra’ tornarvi dopo aver accettato l’accordo raggiunto tra il sindacato e la societa’ proprietaria Urbagestio’n.
“Ieri abbiamo constatato che il Congresso e’ ostaggio della rendita immobiliare”, afferma Racu, denunciando un Parlamento “totalmente separato dalla realta’ delle strade”. Alla Puerta del Sol prosegue intanto, per il settimo giorno, l’accampamento per il diritto alla casa.
A Valencia gli incidenti scoppiano al termine del corteo davanti al Palau de les Arts, sede di un congresso sugli investimenti immobiliari. Un gruppo di manifestanti abbatte le transenne e le lancia, insieme ad altri oggetti, contro gli agenti, sfondando il cordone di polizia. I reparti antisommossa rispondono con proiettili di gomma e fumogeni.
Manifestazioni si tengono anche a Santander, con oltre 2 mila partecipanti secondo la delegazione del governo, a Palma, con circa 3 mila persone secondo la polizia, e a Leo’n, dove in 1.500 sfilano nonostante la pioggia. Migliaia di persone si riuniscono a Santiago de Compostela, mentre altre proteste interessano San Sebastia’n, Vitoria, Oviedo e Huelva. Il maltempo costringe invece a cancellare le mobilitazioni previste nel pomeriggio a Barcellona e L’Hospitalet de Llobregat.
(da agenzie)
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