STRISCIONE DELLA SCUOLA “DANEO” DI GENOVA (“QUA NESSUNO E’ STRANIERO”) STRAPPATO SENZA MOTIVO DALLA DIGOS, BAMBINI, DOCENTI E GENITORI PROTESTANO, SILVIA SALIS SI INCAZZA, PIOMBA A SCUOLA E CHIAMA IL QUESTORE: LO STRISCIONE VIENE RICONSEGNATO E LA QUESTURA PROMETTE ACCERTAMENTI
SILVIA: “I BAMBINI STANNO DICENDO QUELLO CHE LA POLITICA NON RIESCE A DIRE”… “SIA CHIARA UNA COSA A TUTTI: ALLA DANEO, COME NELLE ALTRE SCUOLE, NESSUNO E’ STRANIERO, A GENOVA NESSUNO SI DEVE SENTIRE ESCLUSO”
Una dinamica “che non si può giustificare”. Anche la sindaca Silvia Salis venerdì mattina è arrivata all’ingresso della scuola Daneo, a due passi da palazzo Tursi. La prima cittadina ha voluto incontrare genitori, bambini e personale scolastico dopo che due poliziotti hanno rimosso lo striscione appeso sul cancello d’ingresso che invitava a una scuola libera e di tutti, mobilitazione avviata dopo il nuovo decreto scuola che mette un tetto del 30% ai cittadini stranieri nelle classi.
Salis è stata accolta con strette di mano e ringraziamenti, e alla domanda su “come può essere successa una cosa simile” ha replicato: “Mi piace sempre pensare che ci siano delle dinamiche che non funzionano. Magari delle sottovalutazioni o sopravvalutazioni di temi. Mi piace pensare questo, ma comunque volevo essere qui a dire che sono contenta che lo striscione sia tornata al suo posto”. La questura nel frattempo ha avviato gli accertamenti per capire cosa sia accaduto, e soprattutto perché e come.
“Di certo l’iniziativa non è partita dalla questura, che sta a sua volta chiedendo chiarimenti – ha poi continuato Salis – è un gesto che ha spaventato i bambini e sono qua per quel motivo principalmente. I bambini mi hanno detto che vogliono scrivere alla presidente del Consiglio e al presidente della Repubblica. Nella loro semplicità dicono quello che è, le cose che sentono in televisione non li trovano d’accordo, e mi hanno detto che vogliono ribadire che la scuola deve rimanere per tutte e tutti. Stanno dicendo ciò che la politica non riesce a dire”.
La sindaca ha parlato di una politica che “parla di un Paese che non esiste più da anni. La realtà sono questi bambini e queste bambine con le loro differenze, loro storie diverse, la loro provenienza diversa e il fatto di far parte tutti della Repubblica italiana. Questa è una scuola che condivide il materiale scolastico, che non fa pesare le differenze economiche, e i bambini e le bambine avvertono con ancora più sgomento il dibattito nazionale. Mentre a Roma si dicono frasi di altro tipo, questo è il Paese reale e basti farsi un giro nelle scuole”.
Cosa è successo alla scuola Daneo
Stando a quanto riferito dai genitori, che hanno già inviato una pec formale alla questura, intorno alle 8 di venerdì mattina due agenti in borghese sono arrivati alla Daneo e davanti ai bambini hanno afferrato lo striscione con scritto “Qui nessuno è straniero” per rimuoverlo, strappandolo.
Ne è immediatamente nata una discussione con i genitori e la dirigenza scolastica, che hanno chiesto agli agenti di identificarsi e hanno chiesto spiegazioni. Secondo quanto riferito da Francesca Pastore dell’associazione Daneo, i due poliziotti hanno rifiutato di fornire le loro generalità e hanno inizialmente detto che l’intervento era stato richiesto dalla scuola, poi aggiunto che a chiederlo erano stati i superiori.
Alla scuola è arrivata in pochi minuti l’assessora ai Servizi educativi del Comune, Rita Bruzzone, che ha tranquillizzato bambini e i genitori, e lo striscione è tornato al suo posto.
Anche in un comunicato stampa della questura, in tarda mattinata, la spiegazione: “Intorno alle ore 8.30 odierne, personale dipendente impiegato nell’ordinario servizio di controllo del territorio in abiti civili, procedeva d’iniziativa alla rimozione di uno striscione appeso sulla cancellata della scuola Daneo, situata nel centro storico. L’intervento sul posto era originato da una segnalazione proveniente dalla sala operativa della polizia locale. Accertato che lo striscione era stato collocato dai genitori degli alunni presenti sul posto, veniva subito riconsegnato. Il questore ha avviato immediati approfondimenti interni sulle ragioni dell’intervento“.
Le reazioni della politica
Sull’accaduto è intervenuto il capogruppo Pd in Regione, Armando Sanna: “Vogliamo sapere chi ne ha disposto la rimozione e perché. Perché quanto accaduto è grave. E avviene dentro un clima che preoccupa: invece di unire, si alimentano divisioni e si trasformano persino i bambini in terreno di scontro politico”. Anche Simone D’Angelo, consigliere regionale del Pd, che ha definito “surreale” l’episodio: “Uno striscione che difende l’inclusione e dice no al razzismo dovrebbe essere la cosa più normale del mondo, soprattutto davanti a una scuola. Invece oggi sembra quasi necessario spiegare perché questi valori vadano difesi. A questo clima contribuiscono senza vergogna le nuove norme del governo Meloni, sempre più discriminatorie e persecutorie”.
Il consigliere Gianni Pastorino della Lista Orlando ha definito l’episodio “un fatto grave, le forze dell’ordine hanno compiti ben più importanti e delicati che intervenire su una manifestazione pacifica di dissenso davanti a una scuola. Mi preoccupa soprattutto il messaggio che rischia di passare: che esprimere pubblicamente una posizione critica possa diventare una questione di ordine pubblico”.
“Giù le mani dai bambini”, il messaggio lanciato dalle Officine Sampierdarenesi che con la presidente Barbara Barroero esprimono solidarietà alla comunità scolastica della Daneo e dichiarano: “I bambini non sono percentuali, numeri da utilizzare nel dibattito pubblico o strumenti per alimentare divisioni, lasciamoli fuori dalla propaganda”.
“Pretendiamo le scuse della questura e un provvedimento esemplare nei confronti degli agenti – dicono dall’associazione Ama – Maddalena – solidarietà a bambini, docenti, genitori e dirigenza. Fondamentale ritornare a dare coraggio e disponibilità di ascolto a tutte le forme di espressione e di dissenso”.
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