Destra di Popolo.net

SCELTA DEL CANDIDATO, IL CIRCO BARNUM PDL: DUELLO ALFANO-SANTANCHE’

Giugno 10th, 2012 Riccardo Fucile

NELLA LISTA DEI PAPABILI ANCHE STRACQUADANIO, QUALCHE ROTTAMATORE E SGARBI

Una nemesi disperata e un po’ malinconica, per il solingo Cavaliere non più premier e retrocesso ad ambiguo allenatore nel pallone del Pdl e delle liste civiche movimentiste.
Ossia copiare la sinistra per sopravvivere.
Non solo per le “primarie nel Pdl” che campeggiavano a caratteri cubitali sul “Giornale” di Alessandro Sallusti (poco amato ultimamente da Palazzo Grazioli), agganciate a un solenne: “La svolta di Berlusconi”.
Vaticina Gianfranco Rotondi, ex ministro: “Faremo le primarie aperte come il Pd. Cioè vota il primo che passa. Io appoggerò Alfano che è un democristiano come me, ma stimo anche la Santanchè che è stata un mio sottosegretario”.
All’Attuazione del programma, per la precisione.
Copiare la sinistra non solo per le primarie, dicevamo.
Ma anche per l’ossessione dell’unità , aggravata dal progressivo spavento per i sondaggi.
Ecco che cosa scrive il Mattinale di B., che dà  la Linea a parlamentari ed esponenti di partito: “Preziosa e irrinunciabile è l’unità  del partito. Bisogna ricordare che il vecchio Pci è riuscito a superare la crisi del comunismo, tangentopoli, le cocenti sconfitte subite ad opera di Berlusconi, il sostegno all’attuale governo tecnico, proprio facendo ricorso all’unità  del partito. Anche il Pdl può sperare di uscire dalle attuali difficoltà  se non smarrirà  la bussola della propria unità ”.
Un esempio di contemporaneo centralismo democratico. Commovente.
E surreale, vista la grottesca cornice da Circo Barnum costruita all’ultimo ufficio di presidenza del Pdl.
Ai punti, seppur di pochissimo, ha vinto la nomenklatura-zavorra di Alfano (e Cicchitto, Gasparri, La Russa ecc.) contro le liste civiche similgrilline ma adesso l’attenzione è tutta spostata sulla novità  delle primarie per scegliere il candidato-premier dell’ignoto centrodestra del futuro.
Per capirlo basta guardare Daniela Santanchè, campione di quel “marketing elettorale” coniato da Gaetano Quagliariello sul “Foglio”.
Fino all’altro ieri il tormentone erano le liste civiche dell’aspirante Marine Le Pen italica.
Da ieri, invece, la Santanchè è indicata come la competitor più pericolosa di Alfano alle primarie previste per settembre.
Il segretario del Pdl sarà  infatti il candidato ufficiale del partito, sostenuto soprattutto dagli ex An di La Russa e Gasparri.
La “svolta” è stata salutata con spirito guerriero ed epico dal “Secolo d’Italia” di Marcello de Angelis, che da un po’ di giorni cullava il sogno di una nuova destra staccata dal Pdl: “Abbiamo oltrepassato le colonne d’Ercole. Itaca può attendere ancora un po’”. Itaca, appunto, era rifare An.
Da ieri c’è la retromarcia. Todos caballeros con il neoulisside Alfano versus la sirena Santanchè e chissà  il “Giornale” di Omero-Sallusti come racconterà  questa imperdibile Odissea.
A patto però che siano primarie vere ed aperte e non di apparato per celebrare nei gazebo l’investitura del segretario ritornato delfino a furor di oligarchia.
Questa condizione non vale solo per l’aspirante pasionaria nera (che continua a lavorare sul fronte delle civiche) ma anche per un altro ex falco berlusconiano che vuole candidarsi: Giorgio Stracquadanio.
Dice: “Mi candido? Dipende dalle regole. Io e il mio gruppo ‘Altra Italia’ proporremo primarie all’americana, cioè aperte e sequenziali. Nel senso che si possono tenere regione per regione e durare per cinque mesi. Infine si celebra la convention nazionale. Questo Circo Barnum sarebbe la campagna elettorale ideale per le politiche. Se invece saranno primarie di partito non mi interessano. Una partecipazione del genere serve solo a intestarsi una minoranza negoziale” .
In via dell’Umiltà , però, la sensazione è che si vada proprio a primarie doppiamente aperte.
Aperte alla coalizione. Aperte a tutti.
Lo schema di Alfano punta a mettere spalle al muro il tatticismo moderato di Casini e Montezemolo e a stanare la Lega di Maroni.
Se poi il disegno riuscirà , questa è un’altra storia.
Per il momento la griglia dei candidati alle primarie prevede Alfano, la Santanchè, Stracquadanio, qualche rottamatore alla Renzi, forse Sgarbi (sempre in cerca di visibilità ).
Renata Polverini, governatore del Lazio, ha annunciato invece che non ci sarà .
Un autorevole parlamentare vicino al Capo azzarda una “sorpresa impensabile” che potrebbe ridare entusiasmo allo stesso Cavaliere.
Perchè questo è il vero problema della destra oggi, carente del carisma e dei voti di un Berlusconi ormai al tramonto una volta per tutte.
Spiega un attento deputato che ha partecipato all’ufficio di presidenza: “Il presidente non ha voglia, questo è sempre più evidente. A meno che le primarie non producano una novità ”.
Appunto.
Nel frattempo l’ossessione comunista per l’unità  del partito è il nuovo imperativo insieme con le primarie copiate dal centrosinistra.
Che nemesi per il berlusconismo.

Fabrizio d’Esposito
(da “Il Fatto Quotidiano“)

argomento: PdL, Politica | Commenta »

SOLDI GRUPPI PARTITI AL SENATO: NON SOLO LUSI, OPERAZIONI SOSPETTE PER 40 MILIONI DI EURO

Giugno 10th, 2012 Riccardo Fucile

SEGNALATI DALL’AGENZIA BNL DI PALAZZO MADAMA A BANKITALIA…. CI SAREBBERO ANOMALIE ANCHE SUI FONDI PUBBLICI DI LEGA E UDC

Segui quel che fa l’ex tesoriere della Margherita, Luigi Lusi e troverai un tesoro.
Anzi, più che un tesoro, una nuova ipotesi di riciclaggio di denaro. Pubblico.
Già , perchè l’agenzia della Bnl del Senato ha segnalato all’unità  di informazione finanziaria della Banca d’Italia una serie di operazioni “sospette” che sarebbero state fatte attraverso una decina di conti correnti, variamente titolati, proprio da Luigi Lusi. La ricostruzione dei movimenti di denaro, però, ha scoperchiato un ennesimo vaso di Pandora, ovvero il modo — talvolta molto disinvolto — con cui i capigruppo e i tesorieri di vari partiti gestirebbero i cosiddetti “fondi dei gruppi parlamentari”, 40 milioni di euro di denaro pubblico che finisce nelle casse dei partiti e che non sempre viene speso per ragioni di attività  politica.
Nel mirino del Nucleo speciale di polizia tributaria della Finanza e della Dia ci sarebbero anche una serie di operazioni compiute dai gruppi del Senato di Lega e Udc, ma le indagini sono in pieno svolgimento e chissà  che a questi non possa aggiungersi qualche altro partito di qui a breve.
Intanto, la lente delle Fiamme Gialle ha ricostruito l’ennesimo reticolo di affari non chiari che faceva capo a Lusi, unico gestore dei conti intitolati anche ai “terremotati dell’Abruzzo”, piuttosto che a “Uniti nell’Ulivo per l’Europa”.
Chiaramente, si tratta di un filone di indagine tributaria che nulla ha a che vedere con quanto già  emerso a carico di Lusi e su cui è stato richiesto l’arresto da parte della Procura di Roma, misura cautelare che dovrà  essere votata la prossima settimana (martedì 12) dalla Giunta per le immunità  di Palazzo Madama.
Però, a questo punto è chiaro che il fascicolo su Lusi è destinato inevitabilmente ad appesantirsi.
Eppure, è stato scoperto tutto per caso, il 3 febbraio scorso, quando un funzionario della Bnl del Senato ha voluto vederci chiaro su un assegno di mille euro firmato da Lusi ed intestato a un altro funzionario della stessa banca.
L’assegno è stato oggetto di un’inchiesta interna alla filiale dove è stato scoperto che Lusi aveva a libro paga il funzionario della banca, ma che questo stesso funzionario svolgeva attività  simili anche verso altri senatori che avrebbero a loro volta aiutato il figlio del responsabile dei servizi Clientela dell’agenzia ad essere assunto da una società , “Milano 90”, ritrovata persino tra i beneficiari dei bonifici firmati la Lusi.
A chi indaga, è apparso chiaro che molta dell’attività  illecita svolta da Lusi con i soldi della Margherita è stata quindi possibile grazie ai rapporti con i funzionari dell’agenzia bancaria interna al Senato che, ovviamente, nel frattempo sono stati tutti rimossi.
D’altra parte, Lusi risulterebbe procuratore di oltre dieci conti correnti (a quanto viene riferito da alcuni senatori della Giunta delle Immunità ) dove non mancavano quelli intestati alla famiglia, alla moglie Giovanna Petricone, ma anche al fratello Antonino Lusi e alla figlia Sara. Su uno di quelli del fratello Antonino, a quanto riportato anche da alcuni senatori agli organi di stampa, sarebbero poi state rilevate alcune operazioni anomale, ovvero 39 bonifici “a credito” per complessivi 535 mila euro; 20 giro-conti e due bonifici “a debito” per un totale di 546 mila euro.
Nel triennio 2009-2011 Lusi ha emesso assegni per 5 milioni e 740 mila euro, bonifici per 25 milioni e 467 mila euro, incassato contante per 893 mila euro .
Alla moglie sarebbero finiti, poi, un milione 169 mila euro.
Per non parlare delle società , dove i beneficiari sono molti ma in particolare la società  TTT Unipersonale, di Luigi Lusi, con 6 milioni 760 mila euro, il quotidiano della Margherita, ora del Pd, Europa, con 2 milioni 357 mila, la società  Milano 90 con 2 milioni e 142 mila euro, la fondazione Centro per un futuro sostenibile di Francesco Rutelli, che ha incassato poco più di un milione di euro.
L’indagine continua, soprattutto sul fronte degli altri partiti che avrebbero utilizzato per motivi diversi dall’attività  politica (anche cene conviviali con ospiti illustri) i soldi dei gruppi.
Pare che gli ultimi accertamenti puntino sul gruppo del Carroccio e sui senatori Piergiorgio Stiffoni, Rosi Mauro e Roberto Calderoli.

Sara Nicoli
(da “Il Fatto Quotidiano”)

argomento: denuncia, la casta, Parlamento | Commenta »

SPECIALISTI NEL SALIRE SUL CARRO (VINCITORE)

Giugno 10th, 2012 Riccardo Fucile

VOLTAGABBANA E VOLTAMUTANDE… DAGLI ANTE MARCIA AI RETROMARCIA, L’ITALIA E’ PIENA DI MILLANTATORI

Marco Travaglio raccontava qualche giorno fa degli ‘antemarcia’ cioè, flaianamente parlando, degli specialisti nel salire, all’ultimo momento, sul carro del vincitore.
Fenomeno che da noi ha una lunghissima tradizione che risale alla nascita dell’Italia unitaria. Si cominciò col garibaldinismo. Se tutti quelli che dicevano di aver partecipato alla spedizione dei Mille l’avessero fatta, i Mille non sarebbero stati mille, ma qualche milione.
Si è continuato con gli ‘antemarcia’ propriamente detti, i fascisti che millantavano di aver partecipato alla ‘Marcia su Roma’.
Il 25 aprile 1945 si assistette al miracolo gaudioso: gli italiani da tutti fascisti, o quasi, che erano stati, erano diventati, in un sol giorno, tutti antifascisti.
Arturo Tofanelli, il fondatore di “Tempo illustrato”, il primo rotocalco italiano, mi raccontò che quel giorno stava tornando in treno da Torino a Milano.
Affacciato al finestrino vedeva brillare, a centinaia, dei cerchietti ma, a causa del riflesso, non capiva cosa fossero.
A una sosta del treno ne raccolse uno: era il distintivo del Pnf di cui gli italiani si stavano sbarazzando.
I ‘retromarcia’ sono una variante degli ‘antemarcia’.
È gente troppo pubblicamente compromessa con l’antico regime per poter salire subito sul carro del vincitore.
Hanno bisogno di fare prima un po’ di retromarcia che consiste nello sparare sul Capo che hanno caninamente servito per anni, ricavandone ogni sorta di prebende.
Martelli adversus Craxi. Adesso è l’ora di Berlusconi.
Il 23 maggio ho aperto il Corriere e ho letto questa dichiarazione: “Il Cavaliere è un leader finito”. Di chi era? Di Di Pietro, di Vendola o almeno di Bersani? Era di Marcello Pera. Berlusconi sarà  anche un uomo finito, ma Pera non è mai esistito.
Presidente del Senato dal 2001 al 2006 di lui si ricorda solo una memorabile confessione: “In casa mi piace stare in mutande” (davanti a Berlusconi invece se le calava).
Pera fa parte di quel gruppo di ‘professori’, si fa per dire, di cui il Cavaliere, ignorante come una scarpa, amò circondarsi all’inizio della sua avventura politica (sbagliando perchè gli intellettuali sono i più infìdi, i primi a lasciare la nave che affonda e non per nulla Bossi non ne ha mai voluto sapere).
Nelle riunioni di Forza Italia poi Pdl, i ‘professori’ si distinguevano più degli altri, ed è tutto dire, negli applausi scroscianti a ogni cazzata che diceva il Capo.
La cosa era talmente bulgara che una volta che Saverio Vertone si dimenticò di battere le mani fu preso da Berlusconi letteralmente per le orecchie, che divennero rosse di vergogna. Adesso è la volta di Schifani, un’altra ameba: “Il governo di Berlusconi è caduto per gli errori del Pdl”. Ho l’impressione che fra poco dovremo cominciare a difendere il nano di Arcore. Perchè Berlusconi è quello che è, ma in quello che fa ci mette tutta la sua enorme energia. Alla fine degli anni 80 lo intervistai ad Arcore sul calcio (Fu una cosa divertente. A un certo punto il Berlusca si indispettì per le mie domande e pretendeva di farsele lui — come dopo la sua ‘discesa in campo’ sarebbe regolarmente avvenuto. Gli risposi: “Presidente, le domande spettano a me, a lei le risposte”).
Comunque in quell’intervista mi raccontò che quando, ragazzo, aveva messo su, con Confalonieri e altri amici di gioventù, una squadretta di calcio, era lui, alle nove di mattina, a tracciare col gesso le linee del campo, dell’area di rigore, di quella del portiere, eccetera.
Gli altri, per questi lavori di bassa manovalanza, se la squagliavano.
Credo fosse sincero. Berlusconi è quello che è.
Ma i Pera, gli Schifani, i Cicchitto, i Bonaiuti e gli infiniti altri sono dei saprofiti, dei parassiti, delle zecche che gli hanno succhiato il sangue.
E se Berlusconi può fare, o aver fatto paura, questi fanno solo schifo.

Massimo Fini
(da “Il Fatto Quotidiano”)

argomento: Costume, denuncia | Commenta »

GENOVA. L’IMU IN MEDIA COSTERA’ 300 EURO PER LA PRIMA CASA, 1.100 PER LA SECONDA…A ROMA 639 E 1.880, A MILANO 400 E 1700 EURO

Giugno 10th, 2012 Riccardo Fucile

UNO STUDIO DELLA UIL PER UN APPARTAMENTO MEDIO DI 90 MQ… MENO CARE SAVONA E LA SPEZIA…PRESI D’ASSALTO I CAF

Trecento euro per la prima casa; mille e cento per la seconda casa.
E’ la media che ogni famiglia genovese dovrà  pagare per la casa in un anno. L’ufficio studio della Uil ha preso in esame un appartamento di 5 vani, più o meno distribuito su una superficie di 90 metri quadrati e ad esso ha applicato una rendita catastale a metà  tra quella per appartamenti di categoria A3 e quelli di categoria A2.
Ha tenuto conto pure delle detrazioni per i figli, dell’aggiornamento recente delle rendite catastali e delle aliquote al 5 per mille (10,6 per mille per la seconda casa) decise ieri dalla giunta di Tursi.
Alla fine ha tirato le somme.
Una famiglia che ha solo una casa pagherà  in un anno, 295 euro; mentre per la seconda casa 1.092.
A Savona (aliquote 4 e 9 per mille): 158 per la prima casa, 1.000 per la seconda.
A La Spezia , stesse aliquote, 123, e 839 euro.
Secondo lo studio Uil, Genova è al settimo posto tra i 50 comuni presi in considerazione.
Roma spicca in vetta alla classifica: 639 euro il costo stimato per la prima casa; 1.880 per la seconda.
Poi Milano e Bologna che per la prima casa applicano una aliquota inferiore, 4 per mille, ma chiederanno un versamento Imu di poco più di 400 euro per la prima casa e di 1.700 per la seconda.
E poi Torino, Napoli e Pavia.
Presi d’assalto i Caf già  impegnati nella compilazione dei 730.
Le date di pagamento restano per ora il 18 giugno per l’acconto della prima rata e il 17 dicembre per il conguaglio, ma esiste anche la possibilità  di pagare l’Imu in tre rate a giugno, il 17 settembre e a dicembre.
Per rendere più veloce il pagamento dell’imposta agli sportelli delle Poste, l’azienda ha attivato sul sito www. poste. it una finestrella da cui è possibile compilare e scaricare il modello F24 da consegnare agli sportelli.
Oppure , dopo la registrazione sul sito, pagare online con addebito in conto corrente o con carta di credito.
Inoltre, sempre allo scopo di agevolare i cittadini, negli uffici postali più grandi, Poste Italiane metterà  a disposizione uno sportello dedicato al pagamento dell’Imposta sugli immobili.

Bruno Persano
(da “la Repubblica”)

argomento: casa, economia | Commenta »

EVASORE TOTALE GIRAVA CON UNA MOTOVEDETTA DELLA GUARDIA DI FINANZA TRASFORMATA IN YACHT: UN MILIONE DI EURO DI TASSE MAI VERSATE

Giugno 10th, 2012 Riccardo Fucile

SOLCAVA A I MARI SENZA PAGARE UN EURO DI IMPOSTE DA SEI ANNI….LA GDF DI BUSTO ARSIZIO SI E’ “RIPRESA” LA BARCA TRASFORMATA IN BARCA DI LUSSO

Girava con un’ex motovedetta della Guardia di finanza trasformata in un lussuoso yacht, ma non pagava le tasse dal 2006.
Un evasore totale è stato scoperto e denunciato dagli uomini delle fiamme gialle di Busto Arsizio che hanno stimato in oltre 1 milione di euro l’ammontare dei tributi non versati dall’imprenditore.
I finanzieri si sono così ripresi la “loro” imbarcazione, che è stata posta sotto sequestro.
Ma andiamo con ordine.
L’imprenditore, attivo nel settore della fabbricazione di articoli e materie plastiche, è finito sotto la lente della Gdf di Busto Arsizio, che lo hanno sottoposto ad un rigido controllo fiscale. I militari hanno riscontrato che l’uomo non ha presentato le dichiarazioni dei redditi ed Iva fin dal 2006, sottraendosi così al pagamento delle imposte negli ultimi sei anni.
Si parla di cifre importanti.
Le attività  di ricostruzione del volume d’affari, particolarmente laboriose anche per la mancanza della contabilità  e dei documenti di natura fiscale, hanno permesso alle fiamme gialle di accertare redditi occultati per circa 1,3 milioni di euro, nonchè imposte evase per oltre 1 milione di euro.
Inoltre, i militari hanno accertato che l’imprenditore aveva emesso almeno 1,2 milioni di euro di fatture false per operazioni inesistenti, a beneficio di sei società  compiacenti, sempre attive settore della trasformazione delle materie plastiche.
Nel corso delle operazioni di verifica, gli uomini della Guardia di Finanza hanno scoperto ulteriori due società  evasori totali, riconducibili allo stesso amministratore e, a garanzia dei debiti col fisco, hanno quindi sequestrato un’imbarcazione da diporto di 20 metri.
Non una barca qualsiasi, ma un natante che era stato messo all’asta proprio dalla Guardia di Finanza alcuni anni prima, poi acquistato dall’amministratore evasore che nel tempo lo ha sapientemente riparato, ristrutturato e dotato delle migliori strumentazioni di bordo, fino a renderlo un lussuoso yacht, con i proventi occultati al fisco.
La vecchia imbarcazione, classe “Meattini”, che pattugliava le coste con la livrea della Guardia di Finanza è quindi tornata allo Stato, pur con una diversa veste.
L’amministratore della società  sottoposta al controllo fiscale e i legali rappresentati delle società  utilizzatrici delle fatture false sono stati denunciati all’autorità  giudiziaria per distruzione ed occultamento dei documenti contabili, evasione e frode fiscale.

Alessandro Madron
(da “Il Fatto Quotidiano”)

argomento: Costume, denuncia | Commenta »

TRATTATIVA STATO-MAFIA: INDAGATO L’EX MINISTRO DELL’INTERNO MANCINO

Giugno 10th, 2012 Riccardo Fucile

LA VERSIONE DI MANCINO MOSTRA DISCREPANZE CON QUANTO HANNO INVECE DICHIARATO AI GIUDICI PALERMITANI GLI EX MINISTRI SCOTTI E MARTELLI

L’ultimo indagato nell’inchiesta sulla Trattativa tra Cosa Nostra e pezzi delle Stato è un membro di spicco delle istituzioni.
L’ex presidente del Senato Nicola Mancino è infatti accusato dalla procura di Palermo di aver rilasciato false dichiarazioni durante le sue audizioni davanti ai magistrati. “Emergono evidentemente delle contraddizioni nelle cose dette, dai diversi esponenti delle istituzioni sentiti: quindi qualcuno mente. Ora è compito della procura e del tribunale capire come sono andate veramente le cose” aveva detto perentorio il sostituto procuratore Nino Matteo subito dopo l’audizione di Mancino davanti la quarta sezione penale di Palermo durante il processo contro gli ex alti ufficiali del Ros Mario Mori e Mauro Obinu.
Oggi proprio per Mancino è scattato l’avviso di garanzia per falsa testimonianza.
Ad inguaiare l’ex dirigente della Democrazia Cristiana sono state le varie discrepanze emerse durante i confronti con altri esponenti politici , come Vincenzo Scotti e Claudio Martelli, che come lui erano in carica nel periodo 1992 — 93, ovvero durante il governo guidato da Giuliano Amato. Mancino, Scotti e Martelli sono stati sentiti a più riprese dagli inquirenti palermitani ma i loro ricordi sulle dinamiche politiche dell’epoca sono apparsi in certi casi assolutamente inconciliabili.
La discrepanza più evidente è emersa in merito all’avvicendamento tra Scotti e lo stesso Mancino alla guida del Ministero dell’Interno il 28 giugno del 1992.
Scotti, sentito per l’ultima volta nei giorni scorsi dalla procura di Palermo, aveva raccontato come fosse all’epoca intenzionato a rimanere al Viminale anche nel nuovo governo Amato. All’improvviso però erano sorte delle complicazioni riguardo alla sua riconferma. Complicazioni che avevano portato alla sua nomina al vertice del ministero degli Esteri e alla conseguente designazione di Mancino come ministro degli Interni.
“Sono andato a letto credendo di essere nominato il giorno dopo ministro dell’Interno e invece mi sono svegliato Ministro degli Esteri” aveva raccontato Scotti ai magistrati palermitani.
Molto diversa invece la ricostruzione di Mancino.
Completamente diversa in effetti. “Chiamai Scotti per convincerlo ad accettare il ruolo di Ministro dell’Interno” ha detto l’ex presidente del Senato nella sua deposizione al processo Mori, raccontando anche che fu lo stesso Scotti “a non volere più ricoprire l’incarico di ministro, dato che nella Democrazia cristiana avevamo deciso che chi entrava nel governo doveva dimettersi da deputato”.
I magistrati palermitani hanno registrato gravi differenze anche nel confronto tra Mancino e l’allora guardasigilli Claudio Martelli.
L’ex numero due di Bettino Craxi ha raccontato agl’inquirenti di un suo incontro con Mancino nel luglio del 1992, in cui si sarebbe lamentato per le attività  non autorizzate dei Ros. Secondo la procura palermitana proprio in quei giorni il capo dei Ros Mario Mori e il suo braccio destro Giuseppe De Donno (entrambi indagati nella trattativa) incontravano in segreto don Vito Ciancimino.
Mancino però ha negato nettamente che quei colloqui tra il Ros e Ciancimino siano stati oggetti di discussione con Martelli: “Abbiamo parlato di altro e in particolare dell’opportunità  di lavorare in sintonia”.
Un altro nodo da sciogliere per l’ex ministro dell’Interno è rappresentato anche dall’incontro che avrebbe avuto con Paolo Borsellino il primo luglio del 1992, il giorno del suo insediamento al Viminale.
Prima di una parziale ammissione durante le deposizione al processo Mori, Mancino aveva negato a più riprese l’incontro con Borsellino, arrivando a sostenere di non ricordare di aver stretto o meno la mano al giudice che sarebbe poi stato assassinato in via d’Amelio il 19 luglio seguente.
Dopo la notizia dell’indagine a suo carico per falsa testimonianza Mancino, che è stato di recente anche vice presidente del Csm, ha reagito con tranquillità  “Non mi sorprende la notizia della mia iscrizione nel registro degli indagati. Il teorema che lo Stato, e non pezzi o uomini dello Stato, abbia trattato con la mafia è vecchio di almeno venti anni, ma non c’è ancora straccio di prova che possa confortarlo di solidi argomenti. Per quanto mi riguarda, sono stato ministro dell’Interno e ho difeso lo Stato dagli attacchi della mafia, che ho combattuto con fermezza e determinazione”.

Giuseppe Pipitone
(da “Il Fatto Quotidiano”)

argomento: governo, mafia | Commenta »

OCSE: “L’EUROPA DEVE PUNTARE SULLA GREEN ECONOMY, VALE 5 MILIONI DI POSTI DI LAVORO”

Giugno 10th, 2012 Riccardo Fucile

IN EUROPA LA DISOCCUPAZIONE SFIORA L’11%… ENERGIE RINNOVABILI ED EFFICIENZA ENERGETICA POTREBBERO RAPPRESENTARE LA SVOLTA: “UNA MIGLIORE GESTIONE DEI RIFIUTI PUO’ PORTARE 400.000 NUOVI POSTI DI LAVORO”

La soluzione alla disoccupazione galoppante in Europa non è mai stata così verde.
Secondo l’Ocse puntare sulle rinnovabili e sull’efficienza energetica vuol dire creare 5 milioni di posti di lavoro in più.
Possibile?
Secondo l’organismo internazionale con sede a Parigi, dal momento che per produrre energia in modo pulito e consumarla in modo efficiente ci vuole tecnologia e professionalità , bisogna investire in capitali e personale.
Il rapporto Ocse “The Jobs Potential of a Shift towards a low-carbon Economy”, presentato a Bruxelles, riprende quanto già  detto lo scorso aprile dalla Commissione europea con il pacchetto impiego.
Adesso basta iniziare a crederci davvero.
Con il tasso di disoccupazione nell’Eurozona salito all’11% nel mese di aprile (+ 0,1% rispetto a marzo e +1,1% rispetto ad aprile 2011) una simile prospettiva fa a dir poco sperare.
Secondo Eurostat in un mese in Europa sono andati in fumo 110mila posti di lavoro, ovvero 1.797 lavoratori a casa in un anno.
Questo vuol dire che nell’Eurozona i disoccupati ad aprile erano 17.405 milioni (17.295 a marzo e 15.608 nell’aprile 2011).
Va leggermente meglio se prendiamo in considerazione tutti i Paesi Ue (compresa la miracolosa Polonia), con “solo” 24.667 milioni di senza lavoro (un tasso di disoccupazione al 10,3%).
Cifre da capogiro soprattutto nei Paesi del Sud: a guidare la la classifica ci pensa la Spagna con il 24,3% di disoccupati (+0,2% rispetto al mese precedente) e il 51,5% di senza lavoro tra i giovani sotto i 25 anni.
Ma anche l’insospettabile Francia non se la cava benissimo, con un 10,2% di senza lavoro (+0,1% in un mese).
Ed è proprio in un contesto come questo che le stime contenute dal rapporto dell’Ocse sembrano la luce fuori dal tunnel.
Secondo il prestigioso organismo internazionale, infatti, lo sviluppo delle energie rinnovabili e l’applicazione di singole misure per una maggiore efficienza energetica avrebbero il potenziale di creare fino a cinque milioni di nuovi posti di lavoro nella green economy entro il 2020.
A crederci primo fra tutti è Laszlo Andor, Commissario Ue all’Occupazione, che ieri ha presentato il rapporto insieme al Segretario generale Ocse, Yves Leterme.
“Abbiamo stimato che il potenziale occupazionale legato allo sviluppo delle energie rinnovabili è di tre milioni di nuovi posti di lavoro entro il 2020 e quello legato all’attuazione di singole misure di efficienza energetica è di ulteriori due milioni di nuovi posti di lavoro entro il 2020”, ha detto il commissario.
Partiamo dai rifiuti.
Secondo Andor, “solo una migliore gestione dei rifiuti potrebbe creare oltre 400mila posti di lavoro entro il 2020”.
Difficile non pensare all’Italia, visto che solo il 31 maggio la Commissione europea ha intimato al nostro Paese di “conformarsi entro due mesi” alle norme Ue per un adeguato pretrattamento dei rifiuti collocati nella discarica di Malagrotta (tra le più grandi d’Europa) e in altre nel Lazio. Questione che, dopo il caso Corcolle-Villa Adriana, sta ora creando scompiglio ad Anzio, località  designata per i nuovi sversamenti. Insomma, mentre l’Ue stima che riciclaggio e compostaggio oltre che all’ambiente fanno bene anche all’impiego, l’Italia rischia di finire di fronte alla Corte di Giustizia visto che la discarica di Malagrotta “contiene rifiuti che non hanno subito il pretrattamento prescritto”.
Ma torniamo al rapporto Ocse.
Tre gli strumenti chiave suggeriti per innescare il circolo virtuoso in tutto il continente: supportare il ricollocamento dei lavoratori dalle imprese in crisi a quelle verdi in crescita; incentivare l’eco-innovazione e la diffusione delle tecnologie verdi rafforzando la formazione e impedendo che le normative siano un ostacolo; riformare il sistema fiscale e dei benefici per i lavoratori affinchè il costo delle politiche ambientali non diventi una barriera alle assunzioni.
E poi le previsioni della Commissione europea non si fermano qui.
Secondo Bruxelles, infatti, una riduzione del 17% del fabbisogno di materie prime a livello Ue potrebbe creare tra 1,4 e 2,8 milioni di posti di lavoro entro il 2025, così come il riciclo di “materie chiave” potrebbe aggiungerne altri 560mila.
“Il rapporto Ocse conferma che la crescita verde sarà  uno dei motori principali del cambiamento strutturale nella nostra economia”, ha concluso il commissario Andor.
“Il greening dell’economia europea sta già  creando dei posti di lavoro in alcuni settori chiave come le energie rinnovabili e la costrizione di impianti di efficienza energetica. E continuerà  a farlo nei prossimi decenni”, ha aggiunto Leterme.
Adesso la parola passa ai governi nazionali.

Alessio Pisanò
(da “Il Fatto Quotidiano“)

argomento: Ambiente, economia | Commenta »

L’OSSESSIONE DEL LAVORO MANUALE, MA SOLO IL 20% DEI GIOVANI TRA IN 23 E I 34 ANNI SI LAUREA, CONTRO IL 37% DELLA MEDIA EUROPEA

Giugno 10th, 2012 Riccardo Fucile

SIAMO AL PENULTIMO POSTO IN EUROPA PER INVESTIMENTI NELLA RICERCA…MINOR LAVORO, MINORI TUTELE E MINORE ISTRUZIONE PER TUTTI

Si dice che, qualche giorno fa, in visita alla piazza dei Mestieri, a Torino, il ministro del Welfare Elsa Fornero abbia incontrato gli studenti della scuola professionale di via Durandi nei laboratori di panetteria e pasticceria.
E che, con sensibilità  e partecipazione, si sia intrattenuta nelle cucine colpita dall’intraprendenza culinaria delle studenti.
Certo, magari non tutti (o tutte) gradiscono l’entusiasmo del tecnico Fornero per l’agilità  delle ventenni in cambusa.
Fatto sta che alla fine della visita, mentre la pasta lievitava e le frittate facevano le capriole, il ministro ha incoraggiato le studenti così: “Imparare un mestiere, una professione, oggi è importante”, ha detto. “Non è detto che tutti debbano avere una laurea, magari di malavoglia” […]. “Questa è una scuola che recupera molto in questo senso, […] e quindi tanto di cappello” .
Era da un po’ che non ascoltavamo una frase così.
Come è noto la scarsa commestibilità  della cultura era uno dei principali crucci del vecchio governo.
Basta con le lauree inutili, ripeteva Mariastella Gelmini.
I giovani hanno “l’intelligenza nelle mani”, assicurava l’ex ministro del Lavoro Maurizio Sacconi.
“È meglio un carrozziere che un laureato in nulla”, continuava il sociologo Giuseppe De Rita. “A che serve pagare uno scienziato quando facciamo le scarpe più belle del mondo?”, cantava sorridente l’ex presidente del Consiglio.
Se l’allergia all’istruzione era un tratto distintivo del vecchio governo, nessuno si sarebbe atteso dal governo dei professori la stessa freddezza.
E invece le parole del ministro Fornero esplicitano ciò che da mesi era chiaro: che vi è un’infelice continuità  nelle politiche degli ultimi due governi in tema di istruzione e di investimento in ricerca e sviluppo, al punto che, a meno di un repentino cambio di rotta, il paese rischia di regredire in entrambi i settori a livello del Sud del mondo.
Facciamo un passo indietro.
Basta sfogliare il rapporto Ocse Education at a Glance 2011 e l’ultimo rapporto Almalaurea per convincersi della gravità  del problema.
L’Italia è uno dei paesi occidentali con il minor numero di laureati, e quei pochi che ci sono sono già  troppi per il mercato italiano.
Pare una contraddizione e invece è un dato importante, perchè la contrazione della quota di occupati ad alta specializzazione in un momento di crisi è non solo in controtendenza rispetto a quanto avviene negli altri paesi occidentali, ma è il sintomo di una struttura produttiva che affida la propria permanenza sul mercato esclusivamente alla compressione dei costi di lavoro.
Oggi i diciannovenni sono quasi il 40 per cento in meno del 1984, e purtuttavia solo il 20 per cento dei giovani tra i 23 e i 34 anni si laurea, contro il 37 per cento dei Paesi Ocse. Non solo, ma il numero degli immatricolati continua a scendere, mentre aumenta il numero dei laureati che emigra. Siamo forse così dinamici da poterci permettere di condannare le nuove generazioni all’esodo?
Ora, la crescente difficoltà  occupazionale dei laureati non è un problema solo italiano. Ne parla tutto il mondo, che la definisce “bolla formativa”, il fenomeno per cui la contrazione nel tasso occupazionale è andata di pari passo con la crescita diffusa della generazione più istruita della storia.
Ottima risorsa in un momento di crisi, verrebbe da dire.
Fatto sta che mentre l’unico caposaldo politico condiviso da Washington a Berlino è la necessità  d’investire in istruzione come vettore della ripresa sociale, in Italia si è scelta una strada originale.
Se guardiamo ai dati Ocse rielaborati dal Ceris nel rapporto Scienza e tecnologia in cifre, vediamo, infatti, che l’Italia è penultima nella spesa per ricerca e sviluppo rispetto agli altri paesi europei, ultima quanto a personale addetto alla ricerca nelle imprese, penultima quanto a percentuale di ricercatori in rapporto al totale degli occupati, terzultima per personale ricercatore nelle università .
A fronte di una retorica sempre più asfittica di merito e innovazione, i dati Almalaurea ci dicono che nel settore privato lavora in buona parte personale che ha conseguito solo il titolo della scuola dell’obbligo, chi ha una laurea specialistica fa più fatica a trovare lavoro rispetto a chi ha una laurea triennale, e le retribuzioni reali di chi ha una laurea specialistica sono più basse rispetto alle retribuzioni reali di chi ha una laurea triennale, il contrario di ciò che la logica vorrebbe.
In tutto questo, quali sono le soluzioni?
Stando alle ultime novità  del ministero del Lavoro e del ministero dell’Istruzione, penso alla riforma del lavoro e alla controversa bozza di decreto sul merito, la risposta è più precarietà  e meno tutele nel lavoro, più retorica e meno borse di studio nell’istruzione. Maggiore “sinergia tra l’università  e le imprese”, dunque?
Certo, ma al ribasso: minore lavoro, minori tutele e minore istruzione per tutti.
Forse la Fornero ha ragione a cantare le lodi del lavoro manuale.
Spiace solo che sia l’unica prospettiva concreta che è stata in grado di offrire.

Francesca Coin (sociologa, Università  di Venezia)
(da “Il Fatto Quotidiano“)

argomento: Lavoro | Commenta »

LE BANCHE NON CONCEDONO FINANZIAMENTI: I PRESTITI CALANO COME NEL POST-CRAC LEHMAN

Giugno 10th, 2012 Riccardo Fucile

TORNA L’INCUBO DI UN COLLASSO DEL SISTEMA CREDITIZIO: RIDUZIONE DI 600 MILIARDI DI EURO… IN ITALIA FLESSIONE DI 44 MILIARDI, PARI AL 10%

Ci stiamo di nuovo avvicinando al precipizio.
A quel collasso del sistema creditizio che è stato sfiorato lo scorso autunno e che solo gli interventi straordinari delle banche centrali sono riusciti a rimandare ma non a scongiurare del tutto.
L’allarme arriva dalla Banca dei regolamenti internazionali, una sorta di “banca centrale delle banche centrali”, che ha ricostruito quanto accaduto nei giorni più incandescenti dell’autunno 2011.
E che, soprattutto, non esclude che a breve possa andare di nuovo in scena lo stesso horror finanziario visto appena 6 mesi fa.
La trama ce la ricordano alcune cifre del Rapporto diffuso da pochi giorni. Assetate di liquidità , in preda ad una crisi di nervi, le banche di tutto il mondo hanno ridotto i loro prestiti internazionali per 799 miliardi di dollari (circa 615 miliardi di euro, ndr). Soprattutto questo prosciugamento del credito è avvenuto ad una velocità  tale da avere come unico precedente le settimane immediatamente successive al fallimento di Lehman Brothers.
La stretta ha riguardato soprattutto il mercato interbancario, ossia i prestiti tra le stesse banche, dove in men che non si dica sono “spariti” 637 miliardi di dollari (490 mld di euro).
Nell’area euro, in particolare, i finanziamenti tra istituti sono diminuiti di 364 miliardi di dollari (280 miliardi di euro) con un calo di quasi il 6%.
Una specie di corsa agli sportelli tra banche che in Italia è stata ancora più spericolata con un calo di 57 miliardi di dollari (44 mld di euro) pari a quasi il 10% dei prestiti in essere.
E mentre gli istituti italiani facevano rientrare in tutta fretta i loro prestiti, le banche straniere riducevano a loro volta l’esposizione verso l’Italia tagliandola di 55 miliardi di dollari (42 mld di euro) e scaricando sul mercato titoli di Stato per un ammontare pari a 32 miliardi (24 mld di euro).
Angelo Baglioni, economista dell’Università  Cattolica di Milano, commenta: “La crisi della liquidità  dello scorso è stata effettivamente molto pesante con un mercato interbancario che è arrivato a fermarsi quasi completamente come era accaduto nel 2008”.
“In particolare, spiega Baglioni, l’accesso ai finanziamenti in dollari era del tutto bloccato”.
L’operatività  dei mercati è stata mantenuta solo grazie agli interventi coordinati delle banche centrali che hanno messo a disposizione dollari in abbondanza. Poi l’operazione della Bce con il prestito triennale all’1% da 500 miliardi di euro ha ridato ossigeno al sistema.
Un successo che però è solo a metà  fa notare il docente della Cattolica visto che “inizialmente le banche hanno faticosamente ripreso a prestarsi soldi tra di loro ma dallo scorso aprile stiamo assistendo ad una nuova paralisi dell’interbancario ”.
Un fenomeno rilevato anche nel rapporto della Bri che mette in luce come i benefici effetti della “cura Draghi” stiano ormai svanendo mentre i mercati sono di nuovo in preda a forte volatilità  e nervosismo.
Cosa servirebbe allora adesso per scongiurare il ripetersi di una situazione da allarme rosso?
Secondo Baglioni gli elementi chiave sono due.
Da un lato i governi del Vecchio Continenti dovrebbero smetterla di marciare in ordine sparso ma adottare finalmente una strategia comune che vada in direzione di una maggiore integrazione e che venga chiaramente esposta ai mercati.
Dall’altro la Bce dovrebbe “togliersi i guanti” ed iniziare ad intervenire massicciamente sul mercato dei titoli di Stato mettendo in chiaro l’intenzione di porre un limite all’allargamento degli spread.
Su questo fronte, conclude Baglioni, Francoforte è stata sin qui troppo timida e ha accompagnato ogni azione di acquisto di titoli italiani, spagnoli o, in minor misura, francesi con dichiarazioni tese a sminuire la portata dei suoi interventi.
Ora che però il gioco torna a farsi duro non è più tempo di mezze misure.

Mauro Del Corno
(da “Il Fatto Quotidiano”)

argomento: denuncia, economia | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.297)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (120)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.586)
    • criminalità (1.403)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.531)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.332)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.079)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (823)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (511)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (543)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.787)
    • governo (5.803)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (38.611)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.685)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Aprile 2026 (60)
    • Marzo 2026 (641)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (460)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (584)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (207)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Giugno 2012
    L M M G V S D
     123
    45678910
    11121314151617
    18192021222324
    252627282930  
    « Mag   Lug »
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • CLAUDIA CONTE SULLO YACHT DEL TRUFFATORE PER LA SUA LINEA DI BIKINI
    • MATTEO PIANTEDOSI È SICURO CHE CLAUDIA CONTE NON ABBIA RICEVUTO FAVORITISMI. ALLORA SAPRÀ SPIEGARCI A CHE TITOLO LA “EVENT PRODUCER” GIRAVA IL MONDO PER IL TOUR DEL VELIERO AMERIGO VESPUCCI, PER CUI AVREBBE INCASSATO SOLO 4MILA EURO PER LA TAPPA AMERICANA
    • ALMASRI, LE CONSEGUENZE DI UNO STRAPPO
    • TRUMP SI È DATO IL DAZIO SUI PIEDI. DODICI MESI DOPO IL “LIBERATION DAY” ANNUNCIATO DAL TYCOON PER RIPORTARE IN PATRIA LE PRODUZIONI INDUSTRIALI, GLI AMERICANI SONO SOTTO LA TENAGLIA DEI RINCARI: SPENDONO IN MEDIA 1.500 DOLLARI IN Più RISPETTO A UN ANNO FA
    • “LA LUNA DI MIELE DEGLI ITALIANI CON GIORGIA MELONI È FINITA”. IL “NEW YORK TIMES” CERTIFICA LA “CADUTA SULLA TERRA” DELLA DUCETTA: “MENTRE LA POPOLARITÀ DI TRUMP IN EUROPA CROLLA A NUOVI MINIMI E IL CONTINENTE COMINCIA A MOSTRARSI PIÙ FERMO NEI SUOI CONFRONTI, MELONI STA SCOPRENDO CHE ESSERE UNA DELLE FAVORITE DEL PRESIDENTE AMERICANO PUÒ RAPPRESENTARE ANCHE UN HANDICAP”
    • RIEMPITE LE TANICHE DI BENZINA: SI VA VERSO UN RAZIONAMENTO DEL CARBURANTE, NON È PIÙ UN’IPOTESI PEREGRINA: LO AMMETTE IL COMMISSARIO UE ALL’ENERGIA DAN JORGENSEN
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA